lunedì 11 maggio 2026

Le tribolazioni sono un richiamo di Dio


A volte il Signore flagella un’anima anche santa per un’imperfezione; in lei un neo è grave, come è grave la più piccola impurità in un brillante. Un’impazienza abituale, una disobbedienza costante, una mancanza di abbandono nelle mani di Dio, una vanità, un atto di orgoglio, una mancanza di carità può meritare un pesante castigo temporale; noi non ne vediamo la proporzione con la colpa, ma Dio la vede, e perché ci ama, ci richiama con forti voci.
Non si mutano le sorti della nostra vita con i lamenti o con le parole, si mutano con i fatti, emendandosi ed ascoltando la voce di Dio che ci parla per mezzo di quelli che Lo rappresentano sulla terra. Quando emendiamo la nostra vita, il Signore ci richiama al primitivo fervore, anzi lo accresce; Egli circoncide il nostro cuore con grazie speciali e c’infiamma di novello amore verso di Lui. Allora l’anima nostra rifiorisce, ed i castighi temporali si allontanano da noi. Passa quel momento tenebroso della vita che appare una disdetta e ritorna la serenità e la pace. Oh, non si domandano le grazie solo con le parole!

Sac. Dolindo Ruotolo ‒ Servo di Dio


lunedì 27 aprile 2026

"Che cosa grande è il Sacerdote!"


Se non avessimo il Sacramento dell’Ordine, noi non avremmo Nostro Signore.
Chi l’ha messo nel Tabernacolo? Il Sacerdote.
Chi ha ricevuto la vostra anima al suo ingresso a questo mondo? Il Sacerdote.
Chi la nutre per darle forza di fare il suo pellegrinaggio? Sempre il Sacerdote.
Chi la preparerà a comparire davanti a Dio, lavando l’anima per la prima volta nel Sangue di Gesù Cristo? Il Sacerdote, ogni volta il Sacerdote.
Se l’anima, poi, giunge all’ora del trapasso, chi la farà risorgere, rendendole la calma e la pace? Ancora una volta il Sacerdote.

Non potete pensare a nessun beneficio di Dio senza incontrare, insieme a questo ricordo, l’immagine del Sacerdote.
Se andaste a confessarvi alla Santa Vergine o a un angelo, vi assolverebbero? No.
Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Gesù? No.
La Santa Vergine non può far scendere il Suo Divin Figlio nella Santa Ostia.
Anche duecento angeli non vi potrebbero assolvere.

Un Sacerdote, per quanto semplice sia, lo può fare, egli può dirvi: “Va in pace, ti perdono”.
Che cosa grande è il Sacerdote!...».

Chi è che ci prepara l’Eucaristia e ci dona Gesù? È il Sacerdote.

Se non ci fosse il Sacerdote, non esisterebbero né il Sacrificio della Messa, né la S. Comunione, né la Presenza Reale di Gesù nei Tabernacoli.


Santo curato d'Ars


lunedì 20 aprile 2026

E' più gradito al Signore l'atto di Carità che la lettura


Un'altra volta venne dal Santo (San Francesco d'Assisi) la madre di due frati a chiedere fiduciosamente l'elemosina. Provandone vivo dolore, il Padre si rivolse al suo vicario, frate Pietro di Cattanio: “Possiamo dare qualcosa in elemosina a nostra madre?”. Perché chiamava madre sua e di tutti i frati la madre di qualsiasi religioso.
Gli rispose frate Pietro: “In casa non c'è niente da poterle dare. Abbiamo solo – aggiunse – un Nuovo Testamento, che ci serve per le letture a mattutino, essendo noi senza breviario”.
Gli rispose Francesco: “Da' alla nostra madre il Nuovo Testamento: lo venda secondo la sua necessità perché è proprio lui che ci insegna ad aiutare i poveri. Ritengo per certo che sarà più gradito al Signore l'atto di carità che la lettura”.

Così fu regalato il libro alla donna e fu alienato per questa santa carità il primo Testamento che ebbe l'Ordine.


(Vita seconda, 91)


domenica 19 aprile 2026

Il peso del peccato


Una vita incentrata su noi stessi e che ci fa sentire corresponsabili delle lacrime degli innocenti è complicità con coloro che uccidono. Dobbiamo sentire su di noi il peso del peccato e di morte che opprime l'umanità!

Don Oreste Benzi


Sofferenza e Amore


“ Non c'è sofferenza che non possa essere trasformata in Amore ”

Natuzza Evolo


mercoledì 15 aprile 2026

La Conversione di Dino Segre "Pitigrilli"


Dino Segre, famoso scrittore molto prolifico che usava lo pseudonimo di "Pitigrilli", é stato un ateo convinto.
Ebbe un notevole successo in Italia soprattutto nel periodo tra le due guerre mondiali. Scrisse romanzi, racconti e articoli che andavano dal grottesco all'erotico e all'umoristico-satirico. Aveva un modo di scrivere spesso irriverente, spregiudicato e polemico, e uno stile di vita gaudente e libertino, certamente molto lontani dai valori Cattolici, che poi avrebbe abbracciato in seguito.

Un giorno, un suo caro amico scrittore pure lui, Luigi Antonelli, che era di Foggia e conosceva Padre Pio, suggerì a Pitigrilli di andare dal Santo frate del Gargano. Essi andarono di prima mattina e ascoltarono la Messa, in un angolo per non farsi notare.
Improvvisamente, al termine della Messa, Padre Pio si voltò verso i fedeli e disse: “Preghiamo, preghiamo ferventemente per qualcuno che è qui tra noi oggi, e ha grande bisogno di preghiere. Un giorno egli si avvicinerà alla Tavola Eucaristica e porterà molta gente con lui, gente che è stata tanto tempo in errore come lui stesso”.
Pitigrilli ascoltò quello che disse Padre Pio e si mise a piangere. Capiva che quelle parole erano dirette a lui. Più tardi in uno scambio a quattr'occhi con Padre Pio, il frate con le stigmate gli disse: “Che cosa giova all’uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde la propria anima? Dio ti vuole veramente bene”.

Pitigrilli a seguito di quell'incontro, e anche di altri avvenimenti accaduti nella sua vita, ebbe una profonda Conversione e cambiò stile di vita. Da quel momento in poi, per più di trent’anni, continuò a scrivere libri e articoli, ma questa volta con modalità assai diverse rispetto al passato, spesso a fondo religioso, come per il periodico francescano il “Messaggero di Sant'Antonio”.
A seguito della sua Conversione al Cattolicesimo, Pitigrilli rinnegò completamente le sue prime opere, e ne vietò la ristampa dal 1948 in avanti. Inoltre ritirò dal commercio tutte le copie residue di molti suoi libri scritti durante la sua libertina giovinezza.


Marco


Fonti: Padre Pio mille fatti e Sante parole, Wikipedia, Racconti di libri


Essere vittime dell'Amore di Gesù


Amare Gesù, essere vittime del Suo Amore, tanto più si è deboli, privi di desideri e virtù, tanto più si è predisposti all'azione di questo Amore che consuma e trasforma.

Santa Teresa di Lisieux