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lunedì 18 maggio 2026

Siamo stati creati per "qualcosa di più"


Dio fa in modo che l’anima sia ansiosa, delusa e stanca quando si allontana, affinché essa possa ritornare a Lui.
Con l’agitare continuamente le acque dell’anima con il Suo Dito, Egli tiene lontana la falsa pace.
Disgustati ed inquieti, ci slanciamo allora sul Suo Sacro Cuore.
La noia è sete dell’Infinito; la stanchezza sete di Dio, la disillusione desiderio dell’amore estatico di Dio

Tale noia si accresce in proporzione diretta alla perdita di uno scopo nella vita, cioè della Salvezza Eterna della nostra anima immortale.

Se siamo deboli e fragili, la Chiesa ci comanda di non scoraggiarci. Se la vostra carne o sangue sono inclinati al male, la Chiesa vi trasfonde Carne e Sangue Divini nel Sacramento dell’Eucaristia, perché possiate superare le vostre debolezze. Se siete stanchi ricordatevi che non lo potreste mai essere se non foste creati per "qualcosa di più" del finito. Un maiale non è mai stanco e annoiato del suo stalletto, né una rondine del suo nido, ma l’uomo lo può essere della sua casa. E ciò perché sta proprio ritornando a Dio.

Io chiedo a voi che siete stanchi, infelici, tristi, depressi ed ansiosi, di uscirne da quest’inferno sgombrandolo per mezzo della Confessione, e di riempire la vostra anima di quel Pane di Vita e di quel Vino di cui si cibano i Vergini!


Arcivescovo Fulton J. Sheen


domenica 28 settembre 2025

Il Cristianesimo non è un sistema di etica, ma una nuova vita in Cristo, una relazione di Amore


Gesù disse: «Io sono venuto perché abbiano la Vita e l’abbiano in abbondanza».
Il Cristianesimo non è un sistema di etica, ma è una Vita. Non è un buon consiglio, ma è un'Adozione Divina.

Non si diventa Cristiani facendo ogni giorno una buona azione, nell'essere caritatevoli verso i poveri, nell'andare in chiesa, nel leggere la Bibbia, nel cantare inni sacri, né partecipando a movimenti di riforma politica o economica, anche se nobilissimo è il movente. Il Cristianesimo include tutte queste cose; ma prima di tutto e soprattutto è una Relazione d'Amore.

Come voi non potete diventare membri di una famiglia con il fare opere buone; ma soltanto con l'essere nati in essa per un atto di amore, così non potete mai diventare Cristiani con il fare opere buone; ma soltanto con l'essere generati dall'Amore Divino.

Il Cristianesimo comincia con l'essere e non con il fare, con la vita e non con l'azione.
Se avete la vita di una pianta, fiorirete come una pianta; se avete la vita di una scimmia, agirete come una scimmia. Se avete la vita di un uomo, farete le opere dell'uomo; ma se avete la Grazia, la Vita di Cristo in voi, agirete e vivrete come un Cristiano.

Assomigliate ai vostri genitori perché siete partecipi della loro natura. Così sarete simili a Dio, se siete partecipi della Sua Natura Divina. Ciò che un uomo fa è la manifestazione esterna di ciò che egli è.


Beato Fulton J. Sheen, da "Fatti per l'eternità: introduzione al Cristianesimo" 


sabato 20 settembre 2025

20 Settembre 1919: Ordinazione Sacerdotale di Fulton J. Sheen


Nel giorno della mia Ordinazione, ho fatto due propositi:

1. Offrire la Santa Eucaristia ogni sabato in onore della Madonna per sollecitare la Sua Protezione sul mio sacerdozio. La lettera agli Ebrei invita il sacerdote a offrire sacrifici non solo per gli altri, ma anche per se stesso, poiché i suoi peccati sono maggiori a causa della dignità dell'ufficio.

2. Decisi anche di trascorrere ogni giorno un'Ora Santa alla presenza di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.


Fulton J. Sheen, da "Treasure in Clay, L'autobiografia"


lunedì 11 agosto 2025

E' l'uomo che ha fallito, l'uomo che ha dimenticato Dio!


Non è la nostra economia o la politica che ha fallito; è l'uomo che ha fallito, l'uomo che ha dimenticato Dio!

Viviamo in tempi pericolosi, in cui i cuori e le anime degli uomini sono messi a dura prova. Mai prima d'ora il futuro è stato così imprevedibile...

E in tutta questa confusione e sconcerto i nostri "profeti" moderni dicono che la nostra economia ci ha deluso... No! Non è la nostra economia che ha fallito; è l'uomo che ha fallito, l'uomo che ha dimenticato Dio!

Quindi, nessun metodo di riaggiustamento economico o politico potrà salvare la nostra civiltà; possiamo essere salvati solo da un rinnovamento dell'uomo interiore, solo da una purificazione del nostro cuore e delle nostre anime; perché solo cercando prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia tutte queste altre cose ci saranno date in aggiunta. In questo modo, 2000 fa, il mondo si è salvato dal paganesimo e dall'egoismo. Ed è così che sarà salvato di nuovo.


Beato Fulton J. Sheen, da "The prodigal world", 1935


martedì 10 giugno 2025

Ciascuno è ciò che ama


Ciascuno è ciò che ama. L’amore si tramuta a somiglianza di ciò che ama. Se ama il Paradiso, diventa celestiale; se ama il carnale fino a divinizzarlo, diventa corruttibile.

Il genere della nostra immortalità dipende dal genere dei nostri amori. Per dirla negativamente, chi vi dice ciò che egli non ama, vi dice anche ciò che egli è. Amor pondus meum: «L’amore è la mia gravitazione», disse Sant’Agostino.
Questa lenta conversione di un soggetto in un oggetto, di un amante nel beneamato, del misero nel suo oro, del santo nel suo Dio, rivela l’importanza di amare le cose legittime.

Quanto più nobili sono i nostri amori, tanto più nobile è il nostro carattere. Amare ciò che è inferiore all’umano è degradazione; amare l’umano per l’umano, è mediocrità; amare l’umano per il Divino, è arricchimento di sé; amare il Divino per ciò che è, è Santità.


Beato Fulton J. Sheen, da "Tre per sposarsi", edizioni Fede e Cultura


lunedì 24 marzo 2025

Dimmi chi è il tuo nemico e ti dirò chi sei


Non è l’odio che è sbagliato: ma è odiare per il motivo sbagliato che è un errore. Non è la rabbia che è sbagliata: ma l’essere adirati con la cosa sbagliata che non va bene. Dimmi chi è il tuo nemico e ti dirò chi sei. Dimmi chi è l’oggetto del tuo odio, e io ti dirò com’è il tuo carattere.

Odi la religione? Allora ti rimorde la coscienza.
Odi i capitalisti? Allora sei un avaro, che brama le ricchezze.
Odi gli operai? Allora sei un egoista e uno snob.
Odi il peccato? Allora ami Dio.
Odi il tuo odio, il tuo egoismo, il tuo carattere avventato e la tua cattiveria? Allora sei un’anima buona, perché “Se uno viene a me… e non odia la sua vita, non può essere mio discepolo”. (Lc 14, 26).

Beato Fulton J. Sheen, da "Il Pianto del Cristo"


mercoledì 26 febbraio 2025

Maria è la chiave per arrivare a Gesù


Se abbiamo una cassetta in cui teniamo i nostri soldi, sappiamo che l'unica cosa a cui dobbiamo sempre prestare attenzione è la chiave; non pensiamo mai che la chiave sia il denaro, ma sappiamo che senza la chiave non possiamo arrivare ai nostri soldi.

Maria, la Madre del Bambino, è come quella chiave; senza di Lei non possiamo arrivare a Gesù Nostro Signore perché Egli è venuto attraverso di Lei. Lei non dev'essere paragonata a Nostro Signore, perché è una creatura e Lui è il Creatore. Ma senza di Lei non potremmo capire come sia stato costruito il Ponte tra il Cielo e la Terra.

Come Lei ha formato Gesù nel Suo corpo, così Lei forma Gesù nelle nostre anime. In quest'unica Donna, verginità e maternità sono unite, come se Dio volesse dimostrare che entrambe sono necessarie al mondo. Quelle cose che sono separate nelle altre creature, in Maria sono unite. La Madre è la protettrice della Vergine e la Vergine è anche l'ispirazione della Maternità.


Beato Fulton J. Sheen, da "Christmas Inspirations"


lunedì 20 gennaio 2025

Non è Dio che ci condanna all'inferno, ma siamo noi che ci condanniamo!


Ricordate che non è Dio che ci condanna all’inferno, ma siamo noi che ci condanniamo.
Quando la gabbia del corpo si apre, l’anima, come un uccello, si lancia verso ciò che amava. Quando il nostro corpo muore, noi voliamo fuori, o all’eternità dell’Amore di Dio o all’eternità dell’odio di Dio.

Basta un secondo per far perdere una gamba a un uomo; ma una volta perduta, è perduta per sempre. Durante tutta la vita possiamo commettere il peccato mortale; ma una volta commesso e non perdonato, il Paradiso è perduto per sempre.

Dio è certamente un Padre Amoroso e riceve a braccia aperte il figliol prodigo, a una sola condizione però: che ritorni pentito.


Beato Fulton J. Sheen, da “Fatti per l'eternità: introduzione al cristianesimo"


lunedì 6 gennaio 2025

la venuta di Gesù ha diviso in due il tempo


Se il Natale fosse solo il compleanno di un grande insegnante, come Socrate o Budda, non avrebbe mai diviso il tempo in due, in modo che tutta la storia prima dell'avvento di Cristo sia chiamata AVANTI CRISTO e tutta la storia dopo, DOPO CRISTO.

Beato Fulton J. Sheen


sabato 10 agosto 2024

Pregare e sacrificarsi per il prossimo porta molta Grazia


Quella sera ascoltai le confessioni e chiesi ad ogni penitente di recitare il Rosario per la conversione di un peccatore. Alla fine il peccatore venne a confessarsi.

Per questo è così importante pregare e sacrificarsi per gli altri, specialmente per coloro che sono caduti moralmente e spiritualmente.

Come le nuvole catturano l'umidità del mare e la trasportano sulle cime delle montagne facendola piovere sulla terra arida, così anche le nostre preghiere e i nostri sacrifici sono trasportati dallo Spirito Santo e fatti piovere su altre anime che hanno bisogno di queste preghiere e sacrifici.

In questo modo si continua l'opera della Salvezza.


Beato Fulton J. Sheen


mercoledì 7 agosto 2024

In questo mondo avrete tribolazioni


Quando Gesù disse: «Ho vinto il mondo», non intendeva dire che i Suoi seguaci sarebbero stati immuni dalle tribolazioni, dalla sofferenza, dal dolore, dalla crocifissione e dalla morte. Non diede la pace che prometteva l'esenzione dalla lotta, perché Dio odia la pace in coloro che sono destinati alla guerra contro il male.

Se il Padre Celeste non aveva risparmiato il Figlio, allora Lui, il Figlio Celeste, non avrebbe risparmiato i Propri discepoli. Ciò che la Risurrezione offriva non era l'immunità dal male nel mondo fisico, ma l'immunità dal peccato nell'anima.

Agli Apostoli, il Divino Salvatore non disse mai: «Siate buoni e non soffrirete»; anzi: «In questo mondo avrete tribolazioni». E li ammonì anche a temere non già quelli che uccidono il corpo ma quelli che possono uccidere l'anima.

Ed ecco ora dichiarare agli Apostoli che la Sua Vita era un modello per tutti i Suoi seguaci, incoraggiandoli così ad accettare con animo coraggioso e sereno quanto di peggio questa vita avesse da offrire. E disse pure che tutte quelle sofferenze erano come l'ombra della «Sua mano carezzevolmente protesa».

Nessun talismano Egli promise a proteggere dalle tribolazioni: è vero invece che come un Capitano Egli aveva combattuto per suggerire agli uomini il modo di trasfigurare alcune delle più tremende sofferenze della vita nei più ricchi profitti della vita spirituale.

La Croce di Cristo aveva sollevato le questioni della vita, e ad esse rispose la Risurrezione.
Non il Cristo svirilizzato ma il Cristo Virile è Colui che mostra e spiega nel Proprio Corpo il vessillo della Vittoria: la bandiera tutta Stimmate e Piaghe della Salvezza.

Tutto ciò il poeta Edward Shillito ha espresso in questi termini: «Nessun falso dio, immune dalle tribolazioni e dal dolore, avrebbe potuto consolarci in quei giorni».


Beato Fulton J. Sheen, da "Vita di Cristo"


domenica 26 maggio 2024

Maria fu l’incudine su cui lo Spirito Santo, tra le fiamme dell’Amore, forgiò l’umana natura con cui doveva identificarsi Cristo, il Verbo di Dio


Il Sacro Cuore diede un esempio ai bambini permettendo alla sua Vita Incarnata di essere formata dal Cuore Immacolato di Sua Madre. Nessun altro essere al mondo contribuì alla cura umana del Suo Sacro Cuore.
Maria fu l’incudine su cui lo Spirito Santo, tra le fiamme dell’Amore, forgiò l’umana natura con cui doveva identificarsi Cristo, il Verbo di Dio. Questi fu alimentato dal corpo e dal sangue di Lei, come una umana Eucaristia, per la vita del mondo. Quale vigna per il Suo vino, quale grano per il Suo pane! Maria di Nazareth, l’Immacolata, fu eletta da Dio per fornire la materia per quella Divina Eucaristia che, se l’uomo se ne nutre, lo condurrà alla Vita Eterna.
Mentre parenti e amici si affollavano intorno al Maestro per ricercare le somiglianze, trovarono che queste erano duplici: assomigliava anzitutto al Suo Padre Celeste, essendo effettivamente “lo splendore della Sua Gloria, e l’immagine della Sua Sostanza”, ma assomigliava anche a Sua Madre, perché, capovolgendo l’ordine dell’Eden, ora è l’uomo a procedere da una donna, e non la donna dall’uomo. Davvero la Madre contemplando il Bambino fra le Sue braccia può dire: “Questa volta Lui è carne dalla Mia carne e osso dalle Mie ossa”.
Tanto era sottomesso alle Sue cure, che la porta sbattuta sul viso di Lei a Betlemme sbatté anche sul viso di Lui. Come non ci fu posto per Lei nella locanda, così non ci fu posto neanche per Lui. Come Lei fu il ciborio prima che Lui nascesse, allo stesso modo fu anche il Suo ostensorio dopo Betlemme. A Lei toccò la grazia di esporre, nella cappella di una stalla, “il Santissimo Sacramento”, il Corpo, il Sangue e la Divinità di Gesù Cristo.
Lei lo pose sul trono della mangiatoia per esporlo all’adorazione dei Re Magi e dei pastori, agli occhi dei semplici e dei dotti.
Dalle mani di lei Lui ricevette i Suoi primi Doni che, come fanno tutte le madri, gli avrebbe tenuti in serbo per quando “fosse stato grande”. Non erano giochi, bensì oro, perché Lui era Re; incenso, perché era Maestro; ma il terzo era mirra amara per la Sua sepoltura, perché Lui era Sacerdote e Redentore.
Maria Immacolata accolse il dono della mirra, simbolo di morte, consapevole che, fin dalla culla, avrebbe dovuto contribuire a plasmarlo per la Croce e la Redenzione: per questo Lui era venuto.


Fulton J. Sheen, dal libro "Tre per sposarsi", edizioni Fede e Cultura


domenica 21 gennaio 2024

Di lì a poco si riconciliò con Dio


Ricordo di aver assistito un uomo in ospedale, chiedendogli di far pace con Dio.

Disse: «Immagino che secondo lei io stia andando all’inferno».

«No», gli dissi, «non intendo questo».

«Bene», disse lui, «io voglio andare all’inferno!».

Gli ho detto: «Non ho mai incontrato un uomo che volesse andare all’inferno, dunque penso che mi siederò qui e la vedrò andare».

Non intendevo lasciar passare il tempo senza fare nulla, ma ero assolutamente certo che in pochi minuti avrebbe potuto cambiare prospettiva; così, mi sedetti da solo con lui per venti minuti. Lo vedevo andare incontro a una sorta di lotta interiore.

Dopo un po' mi disse: «Lei crede davvero che ci sia un inferno?».

Gli dissi: «Nel suo intimo si sente infelice? Ha paura? Prova spavento e angoscia? Le si presentano davanti tutte le cattive azioni della sua vita come fantasmi?».

Di lì a poco si riconciliò con Dio.


Fulton J. Sheen


sabato 1 luglio 2023

Tre destini possibili ci attendono alla nostra morte


Un'anima macchiata di peccato, quando si presenta al Giudizio di Dio, scorge da una parte la Maestà, la Purezza, e lo Splendore di Dio e dall'altra, la sua bassezza, la sua colpevolezza, la sua indegnità.
Non implora, non discute, non perora il caso. Essa vede e dal profondo emerge il suo giudizio: "O Signore, io sono indegna!".

L'anima macchiata di peccato veniale si getta nel Purgatorio a lavare la sua veste battesimale; ma l'anima irrimediabilmente macchiata dal peccato mortale, l'anima morta alla Vita Divina della Grazia, si precipita nell'inferno con la stessa naturalezza con cui una pietra abbandonata dalla mia mano cade al suolo.

Tre destini possibili ti attendono alla morte:

Inferno: Dolore senza Amore.
Purgatorio: Dolore con Amore.
Paradiso: Amore senza Dolore.


Fulton J. Sheen, da "Vi presento La Religione"