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martedì 31 marzo 2026

Il Segno della Croce


ll Segno della Croce è uno dei gesti più antichi e comuni nella vita Cristiana.
Ci tocchiamo la fronte, il petto e le spalle e diciamo: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
Spesso le persone lo fanno in fretta, senza pensare troppo, come fosse una consuetudine. Ma non dovrebbe essere così, perché il Segno della Croce racchiude un tesoro di Fede. E' infatti un gesto che abbraccia tutto: toccandoci la fronte indichiamo la mente, toccandoci il petto indichiamo il cuore e toccandoci le spalle indichiamo il corpo.
È come se dicessimo a Dio: “Ti affido tutto di me stesso, pensieri, sentimenti e opere”.

Il Segno della Croce non è una formula magica, ma una preghiera potente e completa. Ci ricorda che apparteniamo a Dio e che la nostra Salvezza viene dalla Croce di Gesù Cristo. È come "indossare" la Sua Croce come Scudo e Benedizione nella vita quotidiana.
Per questa ragione andrebbe fatta con devozione, con movimenti ampi e lenti, con la consapevolezza di ciò che si sta facendo.

Il Segno della Croce accompagna la vita del Cristiano in tanti momenti: lo facciamo spesso all'inizio e alla fine della giornata, quando preghiamo, all’inizio e alla fine della Santa Messa... o anche prima di entrare in chiesa, davanti a un immagine devozionale, dinanzi a un pericolo o semplicemente per dire “grazie” al Signore.
È un piccolo, semplice gesto, ma che trasforma la vita di ogni giorno in un’occasione di Fede e ci attira la Benedizione di Dio.

Ma perché i Cristiani lo fanno da sinistra a destra?
La Chiesa ci insegna che questo non avviene per caso.
Il movimento da sinistra a destra ha un profondo significato simbolico. Nella Sacra Scrittura, la sinistra spesso è associata alla condizione umana segnata dal peccato e dalla debolezza, mentre la destra rappresenta il luogo del favore, della Benedizione e della Gloria di Dio. Facendo il Segno della Croce da sinistra a destra, proclamiamo che Gesù Cristo ci conduce dal peccato alla Grazia, dalla morte alla Vita.

Il Segno della Croce è una professione di Fede nella Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Ci ricorda chi siamo e a Chi apparteniamo.


Marco



giovedì 11 settembre 2025

Per amore della Nascita della SS. Vergine


Nella ricorrenza della Sua Nascita vidi la Madre di Dio, vicino al mio capezzale; così mi disse: “Chi, oggi a mezzogiorno, in memoria e per amore della Mia Nascita, vorrà una grazia, dovrà recitare le nove Ave Maria e proseguire così per nove giorni; l'angelo riceverà da queste preghiere, quotidianamente, nove fiori e me li porterà, in modo che Io ne farò subito dono alla Santissima Trinità, esortandola a esaudire la preghiera dell'orante”.

Dopo questa rivelazione mi sentii trasportata in cima a un'altura fra il Cielo e la terra; qui vidi cori angelici e schiere di santi e, in mezzo a loro, c'era la Santa Vergine assisa dinanzi al Trono di Dio.


Beata Anna Caterina Emmerick




sabato 22 marzo 2025

Il Padre Nostro


Quale preghiera più soprannaturale può esserci di quella che ci è stata data da Cristo, dal quale in più ci è stata inviata dallo Spirito Santo? E quale preghiera più vera dinnanzi al Padre di quella che è uscita dalle labbra del Figlio?

San Cipriano


sabato 2 novembre 2024

Il Santo è un uomo Vero


Il Santo non é ne un mestiere di pochi ne un pezzo di museo.
La Santità va vista in ogni tempo come la stoffa della vita Cristiana.
Il Santo non è un superuomo, il Santo è un uomo Vero. Il Santo è un uomo Vero perché aderisce a Dio e quindi all'ideale per cui è stato costruito il suo cuore.

Don Luigi Giussani



martedì 29 ottobre 2024

I Sogni


O mio caro, buon e Divin Gesù,
Tu lo sai che sono molto fantasioso
e che mi piace molto “sognare”.
Sogni ad occhi aperti però...
voli “pindarici” con la mente,
con l'immaginazione,
con la fantasia.
Credo di essere rimasto molto “bambino” in questo,
e forse questo a Te non dispiace,
perché Tu ami molto i bambini
e hai detto che biosgna essere come loro per entrare nel Regno dei Cieli.

Ebbene, o mio Divin Signore,
io sogno spesso a occhi aperti,
immagino tante cose,
e questa immaginazione tocca tanti aspetti diversi,
della vita... e del Cielo.

Da bambino, quando pensavo a cosa “sarei voluto diventare da grande”, avevo due aspirazioni:
essere ferroviere o essere banchiere!
Cose non troppo ardite, in verità
ma molto “concrete” per l'età che avevo.
Volevo essere ferroviere perchè avevo una grande passione per i treni
e, non so perchè, mi affascinavano i binari,
soprattutto gli “scambi”,
che permettono ai treni di passare da un binario all'altro.
E' una cosa strana, lo so
e neppure io so spiegare perché ero così,
ma d'altro canto.... non possiamo avere una risposta per tutto.
E poi sarei voluto diventare un banchiere,
perché mi è sempre piaciuto far di conto,
con i numeri sono sempre stato bravo,
e all'epoca mi piaceva maneggiare e contare i soldi.
E mi piaceva risparmiarli,
e mettere le monete da 50 e 100 lire
nella “pancia” del mio “maialino-salvadanaio” rosa.
Ricordi, ricordi, tanti ricordi....
che tuttavia è piacevole rivangare.

Oggigiorno le cose sono molto cambiate,
i miei limiti di salute mi hanno tolto molte possibilità,
ma non la voglia di desiderare e di sognare.
Anzi, forse sogno più adesso “da grande”,
che allora “da bambino”,
forse perchè, con i miei impedimenti di salute,
passo più tempo con me stesso di quanto non facessi una volta,
quando avevo una salute migliore,
ed ero “in moto perpetuo”,
tra tante cose da fare.
Aggiungo anche che,
con il sopraggiungere della Fede,
“Perla” preziosissima, di inestimabile valore,
si sono aperti tanti nuovi “orizzonti” nella mia mente
e nel mio cuore...
e così ai sogni più prettamente “terreni”,
si sono aggiunti quelli, ancora più belli e variegati
che parlano di “Eternità”.

Oggi, se ne avessi la possibilità, vorrei essere tante cose.....
Prima di tutto vorrei essere un Consacrato, un sacerdote soprattutto,
perché la figura sacerdotale è quella che, a mio parere,
si avvicina maggiormente a Te, o mio Divin Signore,
per la completezza del suo operato.
Il sacerdote infatti porta la Tua Parola alla gente,
Ti fa conoscere e amare,
si occupa dei poveri e bisognosi,
amministra i Sacramenti,
e prega, prega tanto.
Il sacerdote, se Santo, è un altro “Te Stesso” o Gesù
e poi, se sacerdote secondo il Tuo Cuore,
TI AMA IMMENSAMENTE!
E cosa si potrebbe desiderare dalla vita più di questo?
Niente... niente, si può desiderare più di questo!

In seconda battuta, visto l'amore che porto per la nostra cara madre Terra,
Dono d'infinito Amore di Dio per tutti noi uomini,
vorrei essere un guardiaboschi,
per la tutela dei nostri carissimi, ma delicati, “polmoni verdi”.
Poi mi piacerebbe essere un ingegnere,
specializzato nella ricerca di “energie pulite”,
per poterci sottrarre dalla “tirannia” del petrolio
o di qualsiasi altro combustibile inquinante.
Vorrei tanto che si passasse ad una nuova società
che si reggesse su un sistema energetico completamente “pulito”,
del tutto rispettoso dell'ambiente
e quindi anche di noi uomini.

Mi piacerebbe anche essere un dottore, un chirurgo, un infermiere...
e occuparmi, con Amore, della salute dell'uomo.
Il corpo, infatti, è “tempio” del nostro Spirito
e quindi va rispettato e amato,
sia pure senza eccessi, ovvero senza trasformarlo nel nostro “dio personale”.
Perché pensare alla nostra salute corporale va bene,
ma più importante, molto più importante
è la salute della nostra anima,
che è immortale... cioè senza fine.

Vorrei anche essere un Oss,
vorrei essere un assistente sociale,
vorrei essere... vorrei essere.....
qualunque cosa che riguarda il BENE dell'uomo, dell'essere umano
in qualsiasi forma, maniera e modalità.

Eh, quante cose vorrei essere o mio caro e buon Gesù,
quanto “sogni nel cassetto” che avrei...
ma in realtà, e Tu lo sai bene,
la maggior parte dei miei sogni riguarda Te
o mio sommo Bene!
Te e il Tuo magnifico, meraviglioso Regno.
La nostra Patria Celeste,
a cui approderemo quando lasceremo questa vita,
quando il nostro “tempo” sarà terminato
e ci saremo “purificati” di tutto.

Che meraviglia Gesù, che meraviglia pensare al Tuo Regno, o Signore....
Tuo, ma anche nostro,
per infinito disegno d'Amore di Voi, Trinità Santissima e Beata,
per l'Eterna Felicità di noi uomini,
figli Vostri amatissimi.

E allora mi piace pensare a come sarà questo Regno
e sono sicurissimo che non ci deluderà, anzi...
andrà persino oltre ogni nostra più rosea aspettativa,
più fervida immaginazione.
Una “traccia” di quello che sarà ce l'hanno data alcuni Tuoi Santi, Mistici e Veggenti, o Signore
e quello che ci hanno riferito è assolutamente meraviglioso...
ma io credo che non sia ancora “tutto”,
che si vada ancora “oltre”,
perché come si fa a descrivere con parole umane
ciò che “trascende” l'umano concepire?
Quindi, tutto quello che noi possiamo umanamente immaginare,
non può raggiungere ancora la piena realtà
che vedremo e concepiremo solamente quando saremo “dall'altra parte”,
nel Tuo Regno Beatissimo.
Di una cosa, però, possiamo essere ben sicuri:
vivremo nell'Amore e saremo immensamente Felici!
E questo, alla fine, è tutto quello che, per ora, ci basta sapere!

Ah, com'è bello poter sognare o Gesù....
Una volta una persona saggia disse:
“Sognare è necessario all'uomo. Senza sogni l'uomo non può vivere. Ma nei sogni bisogna comunque intravedere la realtà”.
Personalmente sono abbastanza daccordo con questo pensiero,
anche se, in realtà, questa definizione la vedrei più legata al concetto di “desiderio”.
Il sogno è qualcosa che va ancora oltre...
coi sogni si può volare molto in alto,
laddove “osano le aquile”.
Ma il Regno Tuo, o Signore...
è sì, un sogno meraviglioso,
ma anche una magnifica Realtà!
Per chi ha Fede, non ci sono dubbi su questo.
Una Realtà che ci parla dell'infinito Amore che Dio ha per noi uomini
e che noi uomini, ah... dovremmo ricordare molto più spesso.

Ma anche la vita terrena ci può riservare tanti sogni
e, se ci pensiamo bene,
il solo, semplice, “saper amare”
è già un sogno meraviglioso divenuto realtà.
Una realtà non semplice, non facile...
perchè l'amore, quello vero,
spesso presuppone anche il dolore.
E' l'altre faccia della stessa medaglia.
Una medaglia che, tuttavia, vale sempre la pena di essere posseduta
e di essere vissuta fino in fondo,
perché una vita senza Amore.... che vita è?

E allora sogniamo, sogniamo pure o uomini....
e amiamo!
Il nostro buon Dio ci ha creati proprio per questo:
per Amare!
Sia il “saper amare” allora,
il nostro primo e assoluto sogno da inseguire e realizzare.
Lo possiamo fare, è alla nostra portata...
il nostro buon Dio non ci chiede cose impossibili.

Grazie, o Signore, per il Tuo incommensurabile Amore!
Grazie per averci dato la possibilità di poter sognare
e di poter amare!
Grazie, sempre... e per tutto!


Marco


lunedì 29 luglio 2024

La Consolazione che viene da Dio


Come possiamo trasmettere al fratello che soffre la Consolazione che viene da Dio?
Bisogna essere uniti a Dio, Dio ha consolato noi, noi la trasmettiamo agli altri. È un Dono ricevuto e trasmesso.
Gesù dona a quelli che chiama a compiere, anche privatamente, questo ministero, il Suo "Spirito di Consolazione" con cui unge colui che manda a consolare. Così si entra in: Simpatia, Empatia, Compatia.

Nella Simpatia, il Consolatore conosce e ama le persone, perché figli di Dio, e membri del medesimo corpo a cui appartiene.

L'Empatia è entrare nella sofferenza del fratello. Chi ama il fratello non ha paura del peccato del fratello. Non lo giudica, ma condivide il suo peccato nella sua dimensione psicologica, per rimarginare le ferite e attenuare i danni.
Vivere la sofferenza dell'uomo che ha peccato, sentire nel di dentro il suo avvilimento, e non avere schifo di lui, ma amore che salva.

La Compatia, portare i pesi gli uni degli altri.

Così dovremmo fare anche noi, in Cristo Gesù, se vogliamo essere portatori della Divina Consolazione.


Padre Matteo La Grua, Sacerdote Esorcista


sabato 27 luglio 2024

La visione del Paradiso di Maria Valtorta


Tenterò descrivere la inesprimibile, ineffabile, beatifica visione della tarda sera di ieri [...]

Ed ora cerco descrivere.

Ho rivisto il Paradiso. E ho compreso di cosa è fatta la sua Bellezza, la sua Natura, la sua Luce, il suo Canto. Tutto, insomma. Anche le sue Opere, che sono quelle che, da tant'alto, informano, regolano, provvedono a tutto l'universo creato. Come già l'altra volta, nei primi del corrente anno, credo, ho visto la Ss. Trinità. Ma andiamo per ordine.

Anche gli occhi dello spirito, per quanto molto più atti a sostenere la Luce che non i poveri occhi del corpo che non possono fissare il sole, astro simile a fiammella di fumigante lucignolo rispetto alla Luce che è Dio, hanno bisogno di abituarsi per gradi alla contemplazione di questa alta Bellezza.

Dio è così buono che, pur volendosi svelare nei suoi fulgori, non dimentica che siamo poveri spiriti ancor prigionieri in una carne e perciò indeboliti da questa prigionia. Oh! come belli, lucidi, danzanti, gli spiriti che Dio crea ad ogni attimo per esser anima alle nuove creature! Li ho visti e so. Ma noi... finché non torneremo a Lui non possiamo sostenere lo Splendore tutto d'un colpo. Ed Egli nella sua bontà ce ne avvicina per gradi.

Per prima cosa, dunque, ieri sera ho visto come una immensa rosa. Dico " rosa " per dare il concetto di questi cerchi di luce festante che sempre più si accentravano intorno ad un punto di un insostenibile fulgore.

Una rosa senza confini! La sua luce era quella che riceveva dallo Spirito Santo. La luce splendidissima dell'Amore eterno. Topazio e oro liquido resi fiamma... oh! non so come spiegare! Egli raggiava, alto, alto e solo, fisso nello zaffiro immacolato e splendidissimo dell'Empireo, e da Lui scendeva a fiotti inesausti la Luce. La Luce che penetrava la rosa dei beati e dei cori angelici e la faceva luminosa di quella sua luce che non è che il prodotto della luce dell'Amore che la penetra. Ma io non distinguevo santi o angeli. Vedevo solo gli immisurabili festoni dei cerchi del paradisiaco fiore.

Ne ero già tutta beata e avrei benedetto Dio per la sua bontà, quando, in luogo di cristallizzarsi così, la visione si aprì a più ampi fulgori, come se si fosse avvicinata sempre più a me permettendomi di osservarla con l'occhio spirituale, abituato ormai al primo fulgore e capace di sostenerne uno più forte.

E vidi Dio Padre: Splendore nello splendore del Paradiso. Linee di luce splendidissima, candidissima, incandescente. Pensi lei: se io lo potevo distinguere in quella marea di luce, quale doveva esser la sua Luce che, pur circondata da tant'altra, la annullava facendola come un'ombra di riflesso rispetto al suo splendere? Spirito... Oh! come si vede che è spirito! È Tutto. Tutto tanto è perfetto. È nulla perché anche il tocco di qualsiasi altro spirito del Paradiso non potrebbe toccare Dio, Spirito perfettissimo, anche con la sua immaterialità: Luce, Luce, niente altro che Luce.

Di fronte al Padre Iddio era Dio Figlio. Nella veste del suo Corpo glorificato su cui splendeva l'abito regale che ne copriva le Membra Santissime senza celarne la bellezza superindescrivibile. Maestà e Bontà si fondevano a questa sua Bellezza. I carbonchi delle sue cinque Piaghe saettavano cinque spade di luce su tutto il Paradiso e aumentavano lo splendore di questo e della sua Persona glorificata.

Non aveva aureola o corona di sorta. Ma tutto il suo Corpo emanava luce, quella luce speciale dei corpi spiritualizzati che in Lui e nella Madre è intensissima e si sprigiona dalla Carne che è carne, ma non è opaca come la nostra. Carne che è luce. Questa luce si condensa ancor di più intorno al suo Capo. Non ad aureola, ripeto, ma da tutto il suo Capo. Il sorriso era luce e luce lo sguardo, luce trapanava dalla sua bellissima Fronte, senza ferite. Ma pareva che, là dove le spine un tempo avevano tratto sangue e dato dolore, ora trasudasse più viva luminosità.

Gesù era in piedi col suo stendardo regale in mano come nella visione che ebbi in gennaio, credo.

Un poco più in basso di Lui, ma di ben poco, quanto può esserlo un comune gradino di scala, era la Santissima Vergine. Bella come lo è in Cielo, ossia con la sua perfetta bellezza umana glorificata a bellezza celeste.

Stava fra il Padre e il Figlio che erano lontani tra loro qualche metro. (Tanto per applicare paragoni sensibili). Ella era nel mezzo e, con le mani incrociate sul petto - le sue dolci, candidissime, piccole, bellissime mani - e col volto lievemente alzato - il suo soave, perfetto, amoroso, soavissimo volto - guardava, adorando, il Padre e il Figlio.

Piena di venerazione guardava il Padre. Non diceva parola. Ma tutto il suo sguardo era voce di adorazione e preghiera e canto. Non era in ginocchio. Ma il suo sguardo la faceva più prostrata che nella più profonda genuflessione, tanto era adorante. Ella diceva: " Sanctus! " , diceva: " Adoro Te! " unicamente col suo sguardo.

[Maria] guardava il suo Gesù piena di amore. Non diceva parola. Ma tutto il suo sguardo era carezza. Ma ogni carezza di quel suo occhio soave diceva: " Ti amo! ". Non era seduta. Non toccava il Figlio. Ma il suo sguardo lo riceveva come se Egli le fosse in grembo circondato da quelle sue materne braccia come e più che nell'Infanzia e nella Morte. Ella diceva: " Figlio mio! ", " Gioia mia! ", " Mio amore! " unicamente col suo sguardo.

Si beava di guardare il Padre e il Figlio. E ogni tanto alzava più ancora il volto e lo sguardo a cercare l'Amore che splendeva alto, a perpendicolo su Lei. E allora la sua luce abbagliante, di perla fatta luce, si accendeva come se una fiamma la investisse per arderla e farla più bella. Ella riceveva il bacio dell'Amore e si tendeva con tutta la sua umiltà e purezza, con la sua carità, per rendere carezza a Carezza e dire: " Ecco. Son la tua Sposa e ti amo e son tua. Tua per l'eternità ". E lo Spirito fiammeggiava più forte quando lo sguardo di Maria si allacciava ai suoi fulgori.

E Maria riportava il suo occhio sul Padre e sul Figlio. Pareva che, fatta deposito dall'Amore, distribuisse questo. Povera immagine mia! Dirò meglio. Pareva che lo Spirito eleggesse Lei ad essere quella che, raccogliendo in sé tutto l'Amore, lo portasse poi al Padre e al Figlio perché i Tre si unissero e si baciassero divenendo Uno. Oh! gioia comprendere questo poema di amore! E vedere la missione di Maria, Sede dell'Amore!

Ma lo Spirito non concentrava i suoi fulgori unicamente su Maria. Grande la Madre nostra. Seconda solo a Dio. Ma può un bacino, anche se grandissimo, contenere l'oceano? No. Se ne empie e ne trabocca. Ma l'oceano ha acque per tutta la Terra. Così la Luce dell'Amore. Ed Essa scendeva in perpetua carezza sul Padre e sul Figlio, li stringeva in un anello di splendore. E si allargava ancora, dopo essersi beatificata col contatto del Padre e del Figlio che rispondevano con amore all'Amore, e si stendeva su tutto il Paradiso.

Ecco che questo si svelava nei suoi particolari... Ecco gli angeli. Più in alto dei beati, cerchi intorno al Fulcro del Cielo che è Dio Uno e Trino con la Gemma verginale di Maria per cuore. Essi hanno somiglianza più viva con Dio Padre. Spiriti perfetti ed eterni, essi sono tratti di luce, inferiore unicamente a quella di Dio Padre, di una forma di bellezza indescrivibile. Adorano... sprigionano armonie. Con che? Non so. Forse col palpito del loro amore. Poiché non son parole; e le linee delle bocche non smuovono la loro luminosità. Splendono come acque immobili percosse da vivo sole. Ma il loro amore è canto. Ed è armonia così sublime che solo una grazia di Dio può concedere di udirla senza morirne di gioia.

Più sotto, i beati. Questi, nei loro aspetti spiritualizzati, hanno più somiglianza col Figlio e con Maria. Sono più compatti, direi sensibili all'occhio e - fa impressione - al tatto, degli angeli. Ma sono sempre immateriali. Però in essi sono più marcati i tratti fisici, che differiscono in uno dall'altro. Per cui capisco se uno è adulto o bambino, uomo o donna. Vecchi, nel senso di decrepitezza, non ne vedo. Sembra che anche quando i corpi spiritualizzati appartengono ad uno morto in tarda età, lassù cessino i segni dello sfacimento della nostra carne. Vi è maggior imponenza in un anziano che in un giovane. Ma non quello squallore di rughe, di calvizie, di bocche sdentate e schiene curvate proprie negli umani. Sembra che il massimo dell'età sia di 40, 45 anni. Ossia virilità fiorente anche se lo sguardo e l'aspetto sono di dignità patriarcale.

Fra i molti... oh! quanto popolo di santi!... e quanto popolo di angeli! I cerchi si perdono, divenendo scia di luce per i turchini splendori di una vastità senza confini! E da lungi, da lungi, da questo orizzonte celeste viene ancora il suono del sublime alleluia e tremola la luce che è l'amore di questo esercito di angeli e beati...

Fra i molti vedo, questa volta, un imponente spirito. Alto, severo, e pur buono. Con una lunga barba che scende sino a metà del petto e con delle tavole in mano. Le tavole sembrano quelle cerate che usavano gli antichi per scrivere. Si appoggia con la mano sinistra ad esse che tiene, alla loro volta, appoggiate al ginocchio sinistro. Chi sia non so. Penso a Mosè o a Isaia. Non so perché. Penso così. Mi guarda e sorride con molta dignità. Null'altro. Ma che occhi! Proprio fatti per dominare le folle e penetrare i segreti di Dio.

Lo spirito mio si fa sempre più atto a vedere nella Luce. E vedo che ad ogni fusione delle Tre Persone, fusione che si ripete con ritmo incalzante ed incessante come per pungolo di fame insaziabile d'amore, si producono gli incessanti miracoli che sono le opere di Dio.

Vedo che il Padre, per amore del Figlio, al quale vuole dare sempre più grande numero di seguaci, crea le anime. Oh! che bello! Esse escono come scintille, come petali di luce, come gemme globulari, come non sono capace di descrivere, dal Padre. È uno sprigionarsi incessante di nuove anime... Belle, gioiose di scendere ad investire un corpo per obbedienza al loro Autore. Come sono belle quando escono da Dio! Non vedo, non lo posso vedere essendo in Paradiso, quando le sporca la macchia originale.

Il Figlio, per zelo per il Padre suo, riceve e giudica, senza soste, coloro che, cessata la vita, tornano all'Origine per esser giudicati. Non vedo questi spiriti. Comprendo se essi sono giudicati con gioia, con misericordia, o con inesorabilità, dai mutamenti dell'espressione di Gesù. Che fulgore di sorriso quando a Lui si presenta un santo! Che luce di mesta misericordia quando deve separarsi da uno che deve mondarsi prima di entrare nel Regno! Che baleno di offeso e doloroso corruccio quando deve ripudiare in eterno un ribelle!

È qui che comprendo ciò che è il Paradiso. E ciò di che è fatta la sua Bellezza, Natura, Luce e Canto. È fatta dall'Amore. Il Paradiso è Amore. È l'Amore che in esso crea tutto. È l'Amore la base su cui tutto si posa. È l'Amore l'apice da cui tutto viene.

Il Padre opera per Amore. Il Figlio giudica per Amore. Maria vive per Amore. Gli angeli cantano per Amore. I beati osannano per Amore. Le anime si formano per Amore. La Luce è perché è l'Amore. Il Canto è perché è l'Amore. La Vita è perché è l'Amore. Oh! Amore! Amore! Amore! ... Io mi annullo in Te. Io risorgo in Te. Io muoio, creatura umana, perché Tu mi consumi. Io nasco, creatura spirituale, perché Tu mi crei.

Sii benedetto, benedetto, benedetto, Amore, Terza Persona! Sii benedetto, benedetto, benedetto, Amore, che sei amore delle Due Prime! Sii benedetto, benedetto, benedetto, Amore, che ami i Due che ti precedono! Sii benedetto Tu che mi ami. Sii benedetto da me che ti amo perché mi permetti di amarti e conoscerti, o Luce mia...

25 maggio 1944


Fonte: "I Quaderni del 1944"



domenica 17 marzo 2024

Se c'è una logica, ci dev'essere un Autore


“Le scoperte scientifiche sono la prova che non siamo figli del caos, ma di una logica rigorosa. Se c’è una logica, ci deve essere un Autore”.

Prof. Antonio Zichichi


mercoledì 14 febbraio 2024

Tutto l'essere umano è desiderio naturale di vedere Dio, di possedere Dio


Tutto l'essere umano è desiderio naturale di vedere Dio, di possedere Dio; l'uomo non può trovare altro riposo se non in Lui.
Se cerca riposo altrove, se le creature, invece di essere la via, divengono il suo fine, egli trova la morte; se invece le trascende in un superamento senza fine, egli allora vive un'esperienza che implica per l'anima la morte di tutto il relativo, di tutto quello che è temporale, finito, ma si apre anche progressivamente a Dio.


Don Divo Barsotti


lunedì 5 febbraio 2024

Dio ci purifica col medesimo nostro fango


Come potete voi lucidare un pezzo di rame? Per renderlo brillante voi dovete cospargerlo di arena, dovete strofinarlo così col limone... vi sporcate le mani e vi sembra che il pezzo di rame si è fatto più sporco; ma poi con un poco d'acqua ecco che dal fango è uscito lo splendore del metallo.

Così fa Dio con noi quando ci vuole elevare più alto: prima ci purifica, e per purificarci si serve del medesimo nostro fango, perché la purificazione più bella sta proprio nel riconoscimento del nostro nulla, sta nel togliere da noi tutto quello che è nostro e che ci inceppa.


Padre Dolindo Ruotolo


Fonte: Epistolario di Don Dolindo Ruotolo

www.dolindo.org


domenica 28 gennaio 2024

Lettera di padre Massimiliano Kolbe dal campo di concentramento di Auschwitz, indirizzata a sua madre


Padre Massimiliano indirizza la sua unica lettera dal campo a sua madre. Nel momento più difficile della sua vita, dall’abisso della sua sofferenza, le scrive queste parole:

«Mia amata mamma, verso la fine del mese di maggio sono giunto con un convoglio ferroviario nel campo di Auschwitz (Oświęcim). Da me va tutto bene. Amata mamma, stai tranquilla per me e per la mia salute, perché il buon Dio c’è in ogni luogo e con grande Amore pensa a tutti e a tutto».


Fonte: Da "San Massimiliano Kolbe. L'innamorato di Maria" dei Frati Minori di Osimo, Editrice Shalom



domenica 21 gennaio 2024

Di lì a poco si riconciliò con Dio


Ricordo di aver assistito un uomo in ospedale, chiedendogli di far pace con Dio.

Disse: «Immagino che secondo lei io stia andando all’inferno».

«No», gli dissi, «non intendo questo».

«Bene», disse lui, «io voglio andare all’inferno!».

Gli ho detto: «Non ho mai incontrato un uomo che volesse andare all’inferno, dunque penso che mi siederò qui e la vedrò andare».

Non intendevo lasciar passare il tempo senza fare nulla, ma ero assolutamente certo che in pochi minuti avrebbe potuto cambiare prospettiva; così, mi sedetti da solo con lui per venti minuti. Lo vedevo andare incontro a una sorta di lotta interiore.

Dopo un po' mi disse: «Lei crede davvero che ci sia un inferno?».

Gli dissi: «Nel suo intimo si sente infelice? Ha paura? Prova spavento e angoscia? Le si presentano davanti tutte le cattive azioni della sua vita come fantasmi?».

Di lì a poco si riconciliò con Dio.


Fulton J. Sheen


lunedì 15 gennaio 2024

Dio è il nostro pilota


Una bambina di 8 anni sale su un aereo per New York, mostra il suo biglietto e prende il suo posto.
Apparentemente sicura, intelligente, tira fuori un libro da colorare.
Non è un volo molto rilassante, c'è molto vento e tanta turbolenza... ad un certo punto c'è una scossa forte, e tutti i passeggeri sono impauriti e nervosi, ma la bambina continua a colorare il suo libro con calma e tranquillità.
La donna seduta vicino a lei chiede incuriosita: "Ma come fai ad essere così calma?"
La bambina le risponde: "Mio padre è il pilota".

Nel lungo viaggio della vita, arriveranno certamente momenti di forte prova, di incertezza, paura e confusione... momenti dove non saprai più dove appoggiarti, dove andare, dove gridare aiuto. In quei momenti ricorda sempre una cosa: se avrai dato a Dio il posto da "pilota" nella tua vita non ci sarà nulla da temere... Papà sa dove ti sta portando!


Fonte: Web

mercoledì 10 gennaio 2024

Il mio Dio si chiama Amore!


La vita di Madre Teresa di Calcutta è costellata da tanti edificanti episodi, uno più bello dell'altro. Uno certamente dei più significativi è questo:

Una sera, a Calcutta, venne portata nel grande dormitorio della Casa del Cuore Immacolato, una povera donna raccolta dal bordo fangoso della strada. La donna era lebbrosa e un suo piede era stato rosicchiato da alcuni topi di fogna. La donna gridava, imprecava, malediceva, sembrava una belva inferocita.
Madre Teresa si fece vicina e lasciò cadere su di sé ogni insulto, rispondendo sempre con il sorriso e con gesti di silenziosa premura e di delicato soccorso. La donna lebbrosa, colpita da una bontà che non aveva mai incontrato, alla fine domandò: "Ma perché fai così? Nessuno fa come te! Perché fai così?".
Madre Teresa, sotto voce, sussurrò all'orecchio della donna: "Me l'ha insegnato il mio Dio!".
La donna lebbrosa ebbe un sussulto di stupore e poi soggiunse: "Chi è il tuo Dio? Fammelo conoscere!".
Madre Teresa, a questo punto, aprì il cuore e confidò alla donna tutta la bellezza dell'annuncio Cristiano: "Il mio Dio si chiama Amore!".
"Fammelo conoscere!".
"Lo conosci già. È Lui che ti accarezza con le mie mani; è Lui che ti sorride con i miei occhi; è Lui che ti soccorre con le mie premure; è Lui che ti ama con il mio amore".

Dopo alcune ore, la donna morì serenamente: ormai conosceva il nome di Dio e certamente non provò una grande sorpresa quando, varcata la soglia dell'Eternità, vide con i propri occhi il mistero affascinante del Dio-Amore.


Fonte: Web


sabato 6 gennaio 2024

Lettera di suor Beghe alle molte persone che a lei si rivolgono per consigli e aiuto spirituale


13 dicembre 1992

Cari fratelli, care sorelle,
ho ricevuto la vostra lettera e l'ho presentata al Signore.
Voi mi dite le vostre preoccupazioni personali, i vostri pensieri e le vostre pene e tutto ciò che vi turba per il futuro. Il Signore, sebbene lo sappia già, ne ha preso conoscenza e desidera che vi risponda con questa lettera collettiva; essa vi è destinata personalmente, come è destinata singolarmente a ciascuno di voi che la riceverà. Poi, secondo la vostra lettera, riceverete o meno un'indicazione per le vostre preoccupazioni personali.
Che Dio sia benedetto per la sollecitudine che dimostra ad ognuno dei Suoi figli. Questa attenzione prettamente paterna con la quale Egli veglia su di loro è più grande, più costante e più previdente dell'attenzione del miglior padre tra tutti i padri della terra.
Avete bisogno della Sua presenza e Glielo dite, confidandovi con Lui e sottomettendogli le vostre difficoltà e le vostre preoccupazioni. Bene, molto bene. E' così che Dio vi ama, poiché qual è quel padre che non desidera che il suo bambino non gli esponga i suoi problemi, quale padre non cerca di alleviarli o di risolverli per il maggior bene del suo bambino amato teneramente, tanto più si confida con lui?
Dio ha creato il mondo ed ha impresso nel cuore degli uomini il segno del Suo Amore. E' a motivo dell'Amore Puro che abbiamo una certa capacità di amare, ma Dio supera in Amore il più grande amore della terra. L'Amore di Dio è una realtà profonda, provata da Lui nel Suo Cuore Divino più che in qualsiasi cuore creato che abiti ancora nell'interno delle frontiere della creazione visibile.
L'Amore di Dio per i Suoi figli non è diverso dall'amore sensibile di un padre o di una madre per i loro figli, ma, questo Amore Divino è sentito nella Sensibilità Divina con una acutezza difficilmente esprimibile.
Quando Gli esponete le vostre tristezze e le vostre preoccupazioni o ancora i vostri pensieri e tutto ciò che vi riguarda, il Cuore di Dio è subito all'erta e sareste meravigliati di vedere la Sua preoccupazione immediata e attenta a tutto ciò che vi tocca. L'essere umano è come un bambino ai Suoi occhi, e come un bambino che non può comprendere i ragionamenti adulti dei suoi genitori. Così siamo noi di fronte a Dio, poiché il mondo visibile è uno stato nel quale la nostra anima deve crescere e santificarsi; allora soltanto sarà capace di conoscerlo nella Sua Intimità e nella Sua Presenza visibile ed Eterna. Ecco perché Dio non può esserci presente nel nostro piccolo stato terrestre che invisibilmente, ed è Lui che permette le prove con le quali ci confrontiamo e nelle quali ci dibattiamo.
La Sua Presenza invisibile è ben reale e se noi non Lo vediamo, anche quando ci sentiamo disarmati e impotenti, ciò che importa non è la nostra impotenza, ma la Sua Presenza onnipotente a fianco di noi.
Immaginiamo il seguente quadro: Dio, Padre onnipotente, Creatore del Cielo e della terra, è proteso sulle difficoltà del Suo bambino. Egli lo guarda e lo trattiene per il gomito, quando la caduta è sul punto di prodursi. Il bambino crede d'essere riuscito con la propria destrezza ad eludere il tentatore o la situazione sgradevole nella quale si dibatteva.
Non ha sentito la Mano Divina ed ha l'impressione di aver lottato da solo e di essere riuscito a vincere da solo.
Allora Dio, il perfetto Educatore, lo lascia un po', senza disinteressarsi di lui, ed ecco che cade, perché la Mano Divina lo ha lasciato alla sua debolezza.
Allora o il bambino si rialza e si ribella contro la Mano tesa e continua a cadere sempre di più, oppure accetta con fiducia ed umiltà e con una riconoscenza sempre più ammirativa, la Mano Divina che impara a riconoscere, sulla quale impara a contare e sulla quale desidererà contare, poiché avrà appreso per fede e per esperienza, che è sempre presente, che è capace molto più di lui che è l'Unica sulla quale conviene appoggiarsi.
Il bambino che cresce nella fede e nella Santità prenderà un cammino sempre più solitario e incomprensibile agli occhi di coloro che non camminano al comando Divino; così si prepara il cammino luminoso dell'incontro Divino, che terminerà nel grande Abbraccio Celeste dell'Unione delle creature, create per Dio, con Lui.
Voi presentite nelle vostre anime questa gioia e la ricercate consciamente o inconsciamente; è questo che vi fa scrivere alla serva di Cristo, poiché voi cercate la soluzione Divina alle vostre difficoltà o quella che piacerà a Dio.
Allora Dio vi risponde, e la risposta seguente è veramente la Sua:

“ Prega, non con l'impressione di pregare nel vuoto, ma prega Me, come l'Essere realmente presente al tuo fianco, che ti vede, che ti tocca, che ti ama.
Guardami nel Santissimo Sacramento e pensa che Io ti guardo, che Io vivo in un mondo che include il mondo visibile nel quale tu ti trovi e che ti vedo perfettamente, meglio ancora di quanto tu possa vedere il tuo vicino. Allora parlami come alla Persona che è tuo Padre nel Cielo e che ti vede, là, come tu sei, in adorazione forse, e se tu lo sei, Io ne sono cosciente.
Io ascolto la tua preghiera e più essa è personale, cioè più Io constato che tu Mi parli veramente con il tuo cuore, con la tua anima, con le parole di un bambino che si confida veramente a Suo Padre, più volentieri Io, Dio, prendo in mano la situazione e se, tu continui a confidarmi tutto e a collaborare pienamente alla Divina Provvidenza, che è l'espressione della Mia Volontà per te, allora sarò un Padre felice del Suo bambino e il bambino saprà presto che suo Padre l'ama veramente, lo guida veramente e lo aiuta a crescere in saggezza e grazia, davanti a Lui e davanti agli uomini.
Le difficoltà e le preoccupazioni della terra sono la conseguenza della deficienza umana, che trova la sua origine nel peccato originale. Esse non possono risolversi che con l'attitudine e il comportamento che si avvicinano di più alla Santità, che era lo stato prima del peccato. Figli Miei, amatemi, abbiate fiducia in Me e diventate Santi come Gesù Cristo, il Santo dei Santi, e come la Madre di Dio, la Santissima Vergine Maria.
Vi garantisco la soluzione delle vostre difficoltà in questo cammino.
La Santità è la sola via che risolve tutto e, quando è raggiunta, domina la debolezza, la deficienza e la corruzione.
Io vi amo perfettamente e vi voglio tutti Santi, poiché soltanto i Miei Santi partecipano alla Mia Gloria e poiché la Mia Dimora è la Mia Gloria. Sono il Padre dei Miei figli e li ho creati, affinché abitino con Me in Eterno, ma i Miei figli devono essere Santi per entrare nella Mia Dimora. Sono con voi al fine di farvi guadagnare il Cielo e resto al vostro fianco nel cammino che conduce al Mio Regno.
Vi aspetto e vi desidero, allora venite, sì, figli Miei, venite ”.

Vedete, cari fratelli e care sorelle, le parole consolanti che il Signore vi indirizza a titolo personale e in maniera unica. Sono felice di essere stata la penna di trasmissione di così belle parole e prego, affinché voi non deludiate un Padre così straordinariamente buono e così eccezionalmente potente.

Prego per tutte le vostre intenzioni, in modo particolare per il sollievo e la liberazione dal Purgatorio dei vostri cari defunti. Vi affido alla custodia di Maria e di Giuseppe e vi assicuro, cari fratelli e care sorelle, la mia devozione religiosa.


Beghe


Fonte: Libro "Comunicazioni dall'aldilà"




Scritto di rara bellezza che riporto con estremo piacere tra le pagine di questo blog, con le parole meravigliose e paterne di Dio Padre, rivolte a tutti, e quelle, di grande saggezza e bellezza, del Suo "strumento" prediletto suor Beghe.
E' una lettera veramente stupenda che, francamente, non mi stancherei mai di leggere e rileggere. 
E' piena di insegnamenti e ricolma di dolcezza e Amore.
Eh, ma quanto Bene ci vuole il nostro buon Dio? E perché noi uomini, così spesso, Lo ricambiano con tanta indifferenza e disamore? Se avessimo veramente consapevolezza dell'immenso, incommensurabile Amore che Dio ha per noi uomini, "imposteremmo" tutta la nostra vita per cercare di amare Lui e il nostro prossimo con tutto noi stessi. 
E allora cerchiamo di farlo veramente, mettiamo Dio al centro della nostra vita, della nostra esistenza, così come Lui ci sprona a fare, per il nostro maggior Bene. Facciamolo e non rimarremmo delusi. Facciamolo e possiederemo un poco di Paradiso già da questa vita.... e poi il Paradiso Vero, la Gioia e la Felicità perfetta, nel Suo Beatissimo Regno!

Marco

giovedì 21 dicembre 2023

Sono solo una piccola matita nelle Mani di Dio


Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro.
È Lui che pensa.
È Lui che scrive.
La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.
La matita deve solo poter essere usata.

Madre Teresa di Calcutta


lunedì 18 dicembre 2023

La mia bellissima guerriera Indi Gregory


Dean, il padre di Indi Gregory, ha reso un commovente tributo a sua figlia durante il suo funerale nella Cattedrale di Nottingham, celebrato il 1° dicembre 2023.

“ Onestamente, sento, nel profondo del mio cuore, che Indi non era solo bella, forte e unica. Sapevo fin dall'inizio che era molto speciale.

Tuttavia, non avrei mai potuto immaginare il tipo di viaggio che noi e Indi avremmo dovuto affrontare per lottare per la sua vita. Non ha dovuto solo combattere contro i suoi problemi di salute, ma anche contro un sistema che rende quasi impossibile vincere. Eppure, era il suo punto più debole, i problemi di salute, che hanno distinto Indi come una vera guerriera.

[…] Dio ha messo Indi su questa terra con la missione di smascherare il male nel mondo. L'ha scelta perché era forte, bella e speciale. Ma ora questo capitolo del destino di Indi è finito. La sua eredità, tuttavia, è appena iniziata. Volevo assicurarmi che Indi fosse ricordata per sempre e vivrà nei nostri cuori e attraverso le nostre voci.

Ma, il mio più grande conforto in questo momento difficile è sapere dove sia Indi e con chi sia ora. Ho fatto battezzare Indi per proteggerla e affinché andasse in Paradiso. Mi dà pace sapere che è in Paradiso e Dio si prende cura di lei.

Ti amerò sempre, Indi.

Da Papà ”.


sabato 16 dicembre 2023

In Santa Lucia agiva la Potenza di Dio


Lucia, illuminata da Luce Celeste e rafforzata dall'assistenza dello Spirito Santo, comprese: Dio non mi ha scelta per il mondo; vuole da me la verginità. Ormai rinunzio alla decisione di sposare e non voglio più sentire di fidanzamento. Di poi, rivolta alla madre, la supplicò così: “Nella mia vita ti ho risparmiato ogni dispiacere; ed ora ti chiedo di non opporti ad una santa decisione che ho presa. Non parlarmi più di fidanzamento e di matrimonio”.

L'ex fidanzato, che bramava avere quei beni sposando Lucia, ardendo di rabbia per i beni perduti e per la delusione dell'amore, si presentò a Pascasio per denunziare Lucia come Cristiana.

Espose al console il suo caso: “Metto nelle tue mani, o Pascasio, una giovane Cristiana, di nome Lucia, la quale invece di rendere il culto agli idoli, si è legata al culto del Nazareno Crocifisso. La vita che conduce è del tutto contraria ai decreti dell'imperatore; perciò merita di essere trattata come una ribelle. Puniscila come merita”.

Pascasio ordinò che la giovane fosse presentata a lui per essere giudicata. Lucia, che già da tempo pensava a questa comparsa, fiduciosa in Dio, senza timore andò davanti a Pascasio.

Ed ecco il lupo davanti all'agnello!
“Mi è stato riferito - disse Pascasio - che tu disprezzi l'imperatore ed i suoi decreti per seguire la dottrina che disprezza i nostri idoli. Io ti costringerò a mettere l'incenso nel fuoco che arde davanti alle nostre divinità”

“Questo - disse Lucia - non avverrà giammai. Io adoro il Vero Dio ed a Lui offro l'adorazione ed ogni mio sacrificio ed accetterò a tal fine ogni sorta di tortura”

“Ma tu sei pazza!” esclamò Pascasio.

“Non sono pazza. Sono serva del mio Dio, come tu sei servo del diavolo”

“Ed osi parlare così a chi rappresenta l'imperatore romano?! Rifletti bene prima di parlare”

“Presentandomi a te, o Pascasio, non ho preparato il discorso da tenere con te, perché Gesù Cristo ha detto: "Quando vi condurranno davanti ai tribunali, non vi preoccupate di quello che avete a dire; ma ciò che in quel momento vi sarà suggerito, quello dite, perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo"” (Marco, XIII-11)

“Lo Spirito Santo? - esclamò il console - E chi è lo Spirito Santo?”

“E' il vero Dio”

“Ma insomma, tu sei il vero Dio?”

“Sono una serva di Dio ed in me dimora lo Spirito Santo, perché quando un corpo è puro, è Tempio dello Spirito Santo”

“Troppe fandonie stai dicendo! Ma quando dalle parole verremo ai fatti, ti farò perdere lo Spirito Santo, contaminando il tuo corpo”

“Anche quando avverrà questo contro la mia volontà, lo Spirito Santo resterà lo stesso con me con doppia corona: quella della Verginità, e quella del Martirio”

Pascasio, comprendendo bene che la grande tortura per una giovane modesta era la vergogna di essere offesa nel pudore, ardente di rabbia ed offeso nel suo orgoglio per l'incapacità di non riuscire a battere una donna nei suoi principi, disse ai soldati:

“Conducete Lucia in luogo infame, nella casa delle donne immorali”

In quel momento agiva l'iniquità umana; ma la Potenza di Dio che se ne ride della fortezza umana, volle dare prova di sé con un Miracolo, dando a Lucia la perfetta immobilità del corpo.


Fonte: Piccolo estratto dal libricino "Santa Lucia" di don Giuseppe Tomaselli


domenica 26 novembre 2023

Siamo dimora dello Spirito Santo


Sant'Angela da Foligno andò in pellegrinaggio alla tomba di San Francesco d'Assisi. Mentre pregava, udì una Voce:
“Tu ti sei raccomandata al Mio servo Francesco; ma voglio indicarti un altro appoggio. Io sono lo Spirito Santo, che è venuto in te; voglio farti provare una gioia che non hai ancora provata. Io ti accompagnerò; sono presente in te e ti parlerò sempre, e, se tu Mi ami, non ti abbandonerò mai. Io ti amo; Mi stabilisco in te e Mi riposo in te, e tu, a tua volta, vieni a Me e cerca in Me il tuo riposo”.

Non i grandi Santi solamente, ma tutti coloro che sono in Grazia di Dio, sono dimora dello Spirito Santo. Quando avvenne l'ingresso Divino nell'anima? Nell'atto del Battesimo. La Sua entrata è reale e permanente. Quando la Terza Persona della SS. Trinità fa il Suo ingresso in un'anima, crea subito in essa condizioni di atmosfera e di luce soprannaturale e porta i Doni di una nuova natura, di una nuova capacità.


Don Giuseppe Tomaselli