martedì 31 gennaio 2023

Il giudizio e la bestemmia

Chi mi legge sa che da giovane cooperatore salesiano conobbi alla Basilica del Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio a Roma (in via Marsala vicino alla Stazione Termini) don Giuseppe Tomaselli.
Quando soggiornava a Roma, presso la casa salesiana, la sera veniva nelle camerette di don Bosco a pregare il Santo Rosario con noi. Una sera diede la buona notte di don Bosco (il pensiero ai giovani prima di andare a cena). La ricordo perché fece una domanda: “Qual è il più grande Comandamento?
Subito rispondemmo: “Amare Dio e il prossimo come noi stessi”.
Osservò: “Allora, siete bravi e conoscete il Vangelo”.
Poi, continuo con aria un po' furbesca: “E sapete dirmi qual è il più grande peccato contro questo Comandamento?”.
Tutti a pensare e a guardarci disorientati.
Qualcuno disse: “Forse non amare Dio e il prossimo”.
Don Tomaselli ci guardò intensamente e poi riprese: “Sono il giudizio e la bestemmia. Entrambi causano un malessere tremendo. Padre Pio diceva che la bestemmia distrugge perfino la cenere del camino e il giudizio distrugge i rapporti tra le persone”.


di fratel Maria Gioioso
(Una riflessione durante la Novena dell'Immacolata)



martedì 24 gennaio 2023

Santa Bernadette ed il Segno della Croce


Alla Grotta, ancor prima di conversare con Bernadette e di rivelare il proprio nome, la Madonna le ha insegnato a fare il Segno di Croce. A farlo bene. A farlo spesso. Da quel giorno quanti osservavano Bernardette fare il Segno di Croce si rendevano conto di quanta importanza avesse per lei questo semplice gesto.
Il Segno di Croce di Bernadette si caratterizzava dalla sua lentezza, la sua ampiezza e il grande raccoglimento con cui lo faceva. Non aveva fretta: alzava la mano destra affinché le dita toccassero la parte alta della fronte; poi riabbassava la mano fino a toccare la cintura; quindi riportava la mano fino alla punta della spalla sinistra e poi a quella destra.
In concreto, con questo gesto dava l’impressione di volersi avvolgere come ci si avvolge in uno scialle o come si indossa un vestito. Compiendo il gesto e pronunciando al tempo stesso "Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen", Bernadette si metteva alla presenza di Dio, così com’era.
Già da religiosa, Bernardette fu interpellata da una consorella: "Cosa bisogna fare per essere sicuri di andare in Cielo?". Bernadette rispose immediatamente: "Fare bene il Segno della Croce è già molto".
Alcuni istanti prima della morte, Bernadette con le sue ultime forze compie un estremo Segno di Croce... e subito dopo spira.

mercoledì 18 gennaio 2023

Un opera di Carità al giorno per Amore di Gesù

Ogni anno a Roma i fedeli usavano venerare il Santo Volto di Gesù nella seconda domenica dopo l’Epifania.

Santa Geltrude si preparo a questa pia pratica con una Confessione generale. In quel giorno baciava con affetto e devozione il Santo Volto di Gesù, implorando misericordia e perdono dei suoi peccati.

Poi Gesù le disse: "Ora accetta la penitenza che ti do per riparare i tuoi peccati. Ogni giorno, per un anno intero, farai un’opera di carità come se la facessi a Me stesso, in unione all’Amore con cui Mi sono fatto Uomo per salvarti ed all’infinita tenerezza con cui ho perdonato le tue colpe".

Geltrude accettò di gran cuore e con riconoscenza; ma poi, ricordandosi della propria fragilità, disse: "Se qualche volta trascurassi quest’opera buona quotidiana, cosa dovrei fare?"

Rispose Gesù: "Come potrai tu trascurarla, se è così facile? Io non ti chiedo che un solo passo offerto a tale intenzione, un gesto di bontà, una parola buona detta al prossimo, un Requiem per i defunti, un accento di carità a favore di un peccatore o di un giusto. Di uno solo di questi atti sarà pago il mio Divin Cuore".

Domandò la Santa: "Potrebbero anche altri avere parte a tale privilegio, compiendo la medesima pratica?"

"Sì!" rispose Gesù. "Quale dolce accoglienza faro al termine dell’anno a coloro che avranno coperto con tali atti di carità tante loro colpe! Quale felicità gusteranno coloro che avranno praticato questo esercizio per un anno o anche solo per un mese! Per loro è preparata in Cielo una grande ricompensa". 


Fonte: Web


lunedì 16 gennaio 2023

Non sperperiamo il nostro tempo, tesoro prezioso!

*Quando ricordi la tua vita passata, passata senza biasimo e senza lode, considera quanto tempo hai perso e come puoi recuperarlo: con la penitenza e con maggiore donazione.

*Un anno che passa — lo si è detto in mille modi, più o meno poetici — con la Grazia e la Misericordia di Dio, è un passo avanti verso il Cielo, nostra Patria definitiva.

*Pensando a questa realtà, comprendo molto bene l'esclamazione di San Paolo ai Corinzi: "Tempus breve est!" [1 Cor 7, 29]. Come è breve la durata del nostro passaggio sulla terra! Queste parole, per un cristiano coerente, risuonano nel più intimo del cuore come un rimprovero per la propria mancanza di generosità, come un costante invito a essere leale.

*È davvero breve il tempo che abbiamo per amare, per dare, per riparare. Non è giusto perciò che lo sperperiamo, che gettiamo irresponsabilmente questo tesoro dalla finestra: non possiamo sprecare il momento del mondo che Dio ha affidato a ciascuno di noi.

*Pensiamo coraggiosamente alla nostra vita. Perché a volte non troviamo quei pochi minuti per portare a termine con Amore il lavoro che ci aspetta e che è lo strumento della nostra Santificazione? Perché trascuriamo i doveri famigliari? Perché si insinua la precipitazione al momento di pregare, di assistere al Santo Sacrificio della Messa? Perché ci manca serenità e calma nel compiere i doveri del nostro stato e ci intratteniamo senza alcuna fretta dietro ai nostri capricci personali? Mi direte: sono piccolezze. Sì, è vero: ma queste piccolezze sono l'olio, il nostro olio, che tiene viva la fiamma e accesa la luce.


(Amici di Dio, 39-41) - San Josemaria Escrivà de Balaguer


domenica 8 gennaio 2023

Eccoti il Tesoro più prezioso!

La Madre Santissima mi disse: “Eccoti il Tesoro più prezioso” e mi diede il Bambino Gesù.

Appena presi il Bambino fra le braccia, scomparvero la Madonna e San Giuseppe e rimasi sola col Bambino Gesù.

Gli dissi: “Io so che Tu sei il mio Signore e Creatore, benché sia così piccolo”.

Gesù allungò le Sue braccine e mi guardò sorridendo.
Il mio spirito era colmo di una gioia incomparabile.

Gesù scomparve all'improvviso e la Santa Messa era giunta al momento di accostarsi alla Santa Comunione.
Andai subito assieme alle suore a prendere la Santa Comunione con l'anima ripiena della Sua Presenza.
Dopo la Santa Comunione sentii nel mio intimo queste parole: “Io sono nel tuo cuore quello stesso che hai tenuto in braccio”.


Fonte: Diario di Santa Faustina Kowalska


sabato 7 gennaio 2023

Un Angelo in aiuto a Sant'Antonio Abate


Sant’Antonio Abate, un giorno mentre si trovava nel deserto si ritrovò in preda ad un’aridità d’animo e ad una grande oscurità spirituale tant'è che era in preda a pensieri e fantasie lussuriose. Fu in quel momento che rivolgendosi a Dio gli disse: “Signore, voglio essere salvato, ma i miei pensieri di impurità sessuale non me lo permettono. Cosa devo fare nella mia afflizione? Come posso fare perché sia salvato?”.

Il momento dopo, Antonio vide un uomo identico a lui, seduto a lavorare, poi si alzava per pregare e si sedeva nuovamente per tessere una corda. Si trattava di un Angelo del Signore, mandato da lui per correggerlo e rassicurarlo.

L’angelo disse ad Antonio: “Fa così e sarai salvo”.
Il Santo, al sentire di quelle parole provò molta gioia e così incoraggiato si salvò.


Fonte: Gaudium Press di Rita Sberna

giovedì 5 gennaio 2023

Papa Benedetto e il Giudice della vita

"Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito Egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito).
In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’ essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte.
In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la Sua grandezza e cade ai Suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono Io”. (cfr. Ap 1,12-17).
Cari amici, con questi sentimenti vi benedico tutti".

Papa Benedetto XVI




Belle e ricolme di fiducia queste parole di Papa Benedetto XVI che parla della morte e di come si immagina la propria ora del Giudizio. Ed ora che l'amatissimo Papa ha varcato quella soglia, quella della vita terrena per entrare nell'altra Vita, nel Regno Celeste, non posso non immaginarmelo al cospetto del Figlio di Dio raggiante e pieno di Gioia.
E Lui, Gesù, il nostro Re dei Re, me lo immagino con le braccia aperte e lo sguardo ricolmo di Tenerezza e di Amore, che lo invita ad avvicinarsi e ad entrare nel Regno Promesso, nell'Eterna Beatitudine.

Eh sì, caro Papa Benedetto, sei appena partito e già ci manchi, ci manca la tua bontà e la tua tenerezza. Ci manchi, ma, da parte mia, non posso non provare un sentimento di profonda Gioia nell'immaginare ciò che da ora in avanti ti attenderà.
Grazie, grazie di tutto caro Papa! Sii ora Eternamente Felice!

Marco