Visualizzazione post con etichetta Padre Pio da Pietrelcina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Padre Pio da Pietrelcina. Mostra tutti i post

mercoledì 15 aprile 2026

La Conversione di Dino Segre "Pitigrilli"


Dino Segre, famoso scrittore molto prolifico che usava lo pseudonimo di "Pitigrilli", é stato un ateo convinto.
Ebbe un notevole successo in Italia soprattutto nel periodo tra le due guerre mondiali. Scrisse romanzi, racconti e articoli che andavano dal grottesco all'erotico e all'umoristico-satirico. Aveva un modo di scrivere spesso irriverente, spregiudicato e polemico, e uno stile di vita gaudente e libertino, certamente molto lontani dai valori Cattolici, che poi avrebbe abbracciato in seguito.

Un giorno, un suo caro amico scrittore pure lui, Luigi Antonelli, che era di Foggia e conosceva Padre Pio, suggerì a Pitigrilli di andare dal Santo frate del Gargano. Essi andarono di prima mattina e ascoltarono la Messa, in un angolo per non farsi notare.
Improvvisamente, al termine della Messa, Padre Pio si voltò verso i fedeli e disse: “Preghiamo, preghiamo ferventemente per qualcuno che è qui tra noi oggi, e ha grande bisogno di preghiere. Un giorno egli si avvicinerà alla Tavola Eucaristica e porterà molta gente con lui, gente che è stata tanto tempo in errore come lui stesso”.
Pitigrilli ascoltò quello che disse Padre Pio e si mise a piangere. Capiva che quelle parole erano dirette a lui. Più tardi in uno scambio a quattr'occhi con Padre Pio, il frate con le stigmate gli disse: “Che cosa giova all’uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde la propria anima? Dio ti vuole veramente bene”.

Pitigrilli a seguito di quell'incontro, e anche di altri avvenimenti accaduti nella sua vita, ebbe una profonda Conversione e cambiò stile di vita. Da quel momento in poi, per più di trent’anni, continuò a scrivere libri e articoli, ma questa volta con modalità assai diverse rispetto al passato, spesso a fondo religioso, come per il periodico francescano il “Messaggero di Sant'Antonio”.
A seguito della sua Conversione al Cattolicesimo, Pitigrilli rinnegò completamente le sue prime opere, e ne vietò la ristampa dal 1948 in avanti. Inoltre ritirò dal commercio tutte le copie residue di molti suoi libri scritti durante la sua libertina giovinezza.


Marco


Fonti: Padre Pio mille fatti e Sante parole, Wikipedia, Racconti di libri


domenica 22 marzo 2026

Padre Pio e l'immagine sgualcita


Nel 1925 una distinta signorina di Bari andò a visitare il Santuario di San Michele Arcangelo dopo essere stato a San Giovanni Rotondo ed aver avuto un incontro molto proficuo con Padre Pio.

La sera, seduta sul suo letto, guardava una fotografia del Padre, acquistata a San Giovanni Rotondo, ma non trovandola rassomigliante la sgualcì, la accartocciò, ne fece una pallottola e la fece ruzzolare sotto il letto.

Il suo atto non era motivato da nessun tipo di risentimento o di disprezzo nei confronti del Padre, la sua azione era stata motivata semplicemente dal fatto che quella fotografia non le piaceva, trovando in essa un immagine poco rassomigliante con quella del Padre.

Un anno dopo la signorina si recò di nuovo a San Giovanni Rotondo per confessarsi da Padre Pio. Appena si accostò al confessionale, il Padre le chiuse con forza lo sportello in faccia. La signorina restò attonita e scoppiò in lacrime, non riuscendo a capire il perché di un comportamento così autoritario.

Aperto di nuovo lo sportello il Padre le chiese: “Quanto tempo è che non vi siete confessata?”.
“Ma Padre perché mi trattate così?”
“E tu non hai fatto lo stesso con me, forse? Mi hai sgualcito e buttato sotto il letto!”
“E' vero – rispose la signorina – ma io disprezzai la fotografia, non voi”.
“Io sono niente, ma quella era l’immagine di un Sacerdote di Dio”.


Marco

Fonte: "Per la storia - Padre Pio, il primo sacerdote stigmatizzato"


lunedì 16 marzo 2026

Pregare per i propri figli


Quando i genitori pregano per i loro figli, Dio li ascolta, gli Angeli si mobilitano e accadono grandi cose.

Padre Pio da Pietrelcina


Accadrà qualcosa di grande


Il fotografo Albresc, figlio spirituale di Padre Pio, raccontò alla mistica tedesca Maria Graf, di aver chiesto al frate cappuccino che cosa bisogna credere riguardo alle numerose profezie che circolano oggidì e a questo proposito egli rispose:
"Dio ricorre a due mezzi per salvare il mondo: la Conversione e il castigo. Nel Suo Amore preferisce il primo mezzo.
Dio interverrà nel mondo in modo miracoloso. Dal cielo verrà qualcosa di veramente grande, di prodigioso che costringerà gli uomini a cadere in ginocchio".


mercoledì 27 agosto 2025

Un cuscino su ogni gradino per zio Grazio


Zio Grazio, il papà di Padre Pio, nel 1958, quando era oramai avanti con gli anni, un giorno cadde e ruzzolò giù per le scale. Questo fatto avvenne a San Giovanni Rotondo, nella casa dell'amercicana Mary Pyle, figlia spirituale carissima di Padre Pio, in cui era stato ospitato per stare vicino al figlio e per essere tenuto sott'occhio visto il suo carattere abbastanza inquieto.
Nonostante il ruzzolone zì Grazio se la cavò piuttosto bene, con danni lievi.

Qualche giorno dopo raccontò della sua disavventura al figlio frate, con tono di lamento, per quello che era successo e per la paura avuta.
Padre Pio lo ascoltò e con grande naturalezza gli disse: “Invece di lagnarti, ringrazia piuttosto il tuo Angelo Custode che ti ha messo un cuscino su ogni gradino”.


Marco


Fonte: Libro “Mandami il tuo Angelo Custode”,  Edizioni Padre Pio da Pietrelcina


martedì 10 giugno 2025

La preghiera è l'effusione del nostro cuore in quello di Dio


La preghiera è l'effusione del nostro cuore in quello di Dio. Quando essa è fatta bene, commuove il Cuore Divino e lo invita sempre più ad esaudirci. Cerchiamo di effondere tutto l'animo nostro quando ci mettiamo a pregare Iddio.

San Pio da Pietrelcina


giovedì 6 marzo 2025

L'orribile fetore dei peccati


Alcuni Santi avevano il Dono di sentire il fetore e la puzza di putrefazione dei peccati mortali delle persone che gli si avvicinavano

Fu il caso, tra gli altri, di Santa Brigida di Svezia, che tali odori scomodavano fino al malessere,

e di San Filippo Neri che individuava, a naso, nel suo confessionale, le grosse colpe che i suoi penitenti romani omettevano di confessargli.

Così pure San Giovanni Bosco quando confessava i ragazzi dell’oratorio e assolveva i peccati di impurità aveva i conati di vomito.

E anche Padre Pio un giorno che aveva confessato tante persone in peccato mortale, quando finalmente venne un' anima pura per confessarsi esclamò... "Finalmente un po' di aria fresca"!!!

"E’ vero che, mentre che avete il tempo, vi potete levare dalla puzza del peccato col vero pentimento (S. Confessione) e ricorrere ai Miei ministri, i quali sono lavoratori che tengono le chiavi del vino, cioè del Sangue, uscito da questa vite".
(Gesù a Santa Caterina da Siena)

Affermava, a questo proposito, San Giovanni Crisostomo: "Se potessimo vedere l’avvilimento, la degradazione dell’anima di un lussurioso, preferiremmo un fetido sepolcro a un tale stato".

Viene riferito che Padre Pio, a volte, mentre camminava in mezzo alla gente, si fermava vicino a qualcuno e, con volto serio, diceva: “Tu puzzi!”.
Padre Pio parlava di chi vive nel peccato. Chi vive nel peccato grave non emana il profumo dello Spirito Santo, ma l’odore dello zolfo che è l’odore della presenza di satana.

DON BOSCO E L’INSOPPORTABILE FETORE DEI PECCATI

Un giorno, San Domenico Savio apparve in visione a Don Bosco e questi gli domandò: “I miei giovani sono tutti sulla buona via per salvarsi?".
"Essi – rispose Domenico —, si possono distinguere in tre classi. Vedi queste tre note?". E gliene porse una.
Don Bosco vide che portava scritto: "Invulnerati" (non feriti) e portava i nomi di chi aveva conservato l’innocenza. "Erano in gran numero – dice Don Bosco - io li vidi tutti e ne riconobbi molti. Camminavano diritti, benché fossero fatti bersaglio di saette e di colpi di spada".
Allora Savio gli diede la seconda nota, che portava scritto: "Vulnerati" (feriti): erano quelli che avevano peccato, ma poi si erano pentiti e confessati. Questi erano in numero maggiore dei primi.
Don Bosco lesse la nota e li vide tutti.
Domenico aveva ancora la terza nota, che portava scritto: "Lassati in via iniquitatis" (abbandonati sulla via dell'iniquità).
C’erano i nomi di quelli che si trovavano in disgrazia di Dio.
Don Bosco era impaziente di conoscerli e stese la mano, ma Domenico Savio lo trattenne dicendo che ne sarebbe uscito un fetore insopportabile.
Tuttavia alle insistenze di Don Bosco, gli diede anche la terza nota. Quindi si dileguò.
"Apersi la nota – racconta il Santo – e subito si sparse un odore così insopportabile che credetti di morire.
Non vidi alcun nome, ma in un colpo d’occhio mi furono dinanzi tutti gli individui scritti in quella nota, come se li vedessi in realtà. Tutti li vidi, e con amarezza. La maggior parte io li conoscevo.
Vidi molti che in mezzo ai compagni parevano buoni, alcuni anzi ottimi, ma non lo erano".

(Tratto dai sogni di Don Bosco)


Fonte: Gruppo Facebook "Don Giuseppe Tomaselli SdV"


giovedì 6 febbraio 2025

Padre Pio nei ricordi del regista Franco Zeffirelli: "Quest'uomo aveva la capacità di penetrare la mente e gli spiriti della gente"


Il regista e sceneggiatore Franco Zeffirelli ricorda con affetto l'incontro che ebbe con Padre Pio nel 1941:

“ Ho conosciuto Padre Pio in circostanze estremamente quotidiane, quando a 17 anni con degli amici andammo da Firenze, attraverso tutta l'Italia e, siccome il nostro viaggio era un viaggio di cultura, eravamo tutti studenti di architettura, volevamo vedere le Cattedrali pugliesi. Poi ci dissero di quest'uomo straordinario e quindi, una mattina all'alba, andammo alla chiesa di Padre Pio, dove era impossibile confessarsi. E' lì che l'ho conosciuto e c'è stato un episodio molto semplice, ma molto significativo.

Mentre aspettavamo nella folla, appoggiati alla facciata, incontrammo due ragazze di Milano, della nostra età, con la quale facemmo subito amicizia... era ancora l'alba, era ancora notte.
Erano un po' esaltate, un po' frementi perché erano arrivate cariche di un aspettativa, di un momento sublime per loro, per il quale seppi dopo che cosa avevano fatto. Scapparono di casa insomma, scapparono di casa lasciando un biglietto alle loro famiglie. Si parla del 1941 e scappare di casa non era tanto semplice come oggi. Ci dissero che il loro sogno, la loro "aspirazione", era quella di conoscere Padre Pio ed essere confessate e comunicate da lui.

Ci trovammo poi di fronte alla balaustrata della Comunione e arrivò Padre Pio.
Già di per se, l'aspetto di quest'uomo per uno come me che era ancora ai primi "vagiti" dello spettacolo... era uno spettacolo, una creatura eccezionale. Aveva modi bruschi, aveva modi pratici, diretti.... Ogni tanto interrompeva i propri ritmi, seguiva qualche pensiero.... Io lo seguivo attentamente mentre comunicava i fedeli inginocchiati.
Arrivata la ragazza che era accanto a me, in uno stato di "esaltazione" assoluta... stava per dargli l'ostia e la ritirò, la ritrasse... e non gliela dette. Poi passò a me e mi comunicò. Poi l'altra ragazza accanto, anche quella... non gli dette l'ostia. E il nostro amico a fianco, invece sì.
Quelle ragazze scoppiarono a piangere.

Ritornarono alla Messa successiva, si rimisero lì e.... la ragazza ebbe il coraggio di dirgli: “Padre Pio, perché non vuole comunicarmi?” E lui disse: “Prima di tutto... l'ubbidienza ai genitori!”.
Queste ragazze scoppiarono a piangere, corsero al telefono, come si poteva fare allora, chiamarono la mamma e dissero: “Mamma perdonaci, noi siamo venute qua non per disubbidire, ma sapevamo che voi genitori non ci avreste concesso questa possibilità e siamo venute disubbidendovi. Perdonami. Perdonaci!”.

Ritornarono la mattina dopo e Padre Pio, senza fare discorsi, diede loro la Comunione.

Questo è un piccolo episodio, ma che denota qualcosa di molto straordinario, che quest'uomo aveva la capacità di penetrare la mente e gli spiriti della gente. Questa è tutta la grandiosità di Padre Pio! ”.


Fonte: You Tube


lunedì 6 gennaio 2025

Padre Pio e il S. Natale


Padre Ignazio da Jelsi, che fu Superiore del Convento di San Giovanni Rotondo dal 1922 al 1925, nel suo diario scrisse questa preziosa testimonianza:

«È inutile dire con quanta passione Padre Pio celebra il Santo Natale. Egli vi pensa sempre e conta i giorni che lo separano da un Natale all’altro sin dal giorno dopo. Gesù Bambino per lui è un’attrazione specialissima. Basta sentire il suono di una pastorale, della “ninna nanna”, per sollevargli lo spirito, tanto che a guardarlo sembra in Estasi».


lunedì 9 dicembre 2024

Un Segno della Croce che... non finisce mai


Si racconta che un sacerdote argentino avesse sentito parlare dei consigli di Padre Pio da Pietrelcina, così decise di andare a San Giovanni Rotondo per incontrarlo e chiedergli qualche raccomandazione per la sua vita spirituale.
Così ha fatto, si è confessato col Padre, ha ricevuto l'Assoluzione e la Benedizione. Tutto si è concluso così. Il sacerdote ritornato in Argentina, raccontò la sua delusione ai suoi fedeli, perché sperava che Padre Pio gli desse qualche raccomandazione, qualche consiglio...

Allora i suoi fedeli gli chiesero: "Padre, sei sicuro che Padre Pio non ti avesse detto altro? Non ha fatto qualche gesto, qualcosa di particolare?".
Il sacerdote, dopo averci pensato, ha ricordato che effettivamente qualcosa in un suo gesto lo aveva colpito: "Mi ha dato la Benedizione finale facendo il Segno della Croce, così lentamente che pensavo non finisse mai".
La risposta dei fedeli è stata: "Ecco la raccomandazione! Quando tu ci benedici, fai un Segno della Croce così velocemente che sembra uno scarabocchio".

Il sacerdote rimase sorpreso di questo: "Che modo originale di consigliare! Che modo intelligente per consigliare un prete!"


Fonte: Gruppo facebook "Diffusione della Parola di Dio"


giovedì 21 novembre 2024

I Santi sono reali e intercedono per noi


Secondo Padre Al E. Parthenos, esorcista della diocesi di Dumaguete, due giorni prima di Ognissanti, una donna sui vent'anni era venuta alla sua successiva sessione di preghiera. Era già la quinta volta. Dopo alcune preghiere introduttive, hanno invocato l'aiuto dei Santi del Cielo. Hanno cominciato con Padre Pio, e così è stato.

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (arrabbiato) Perché continui a chiamare Pío, Pío, Pío?

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Dovresti chiamarmi. Dovresti chiamarmi. Dovresti chiamarmi santo. Sono il tuo santo.

Esorcista: San Giovanni Paolo II...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No!

Esorcista: San Giovanni Paolo II...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No! NO! Sono il tuo santo.

Esorcista: Beato Carlo Acutis...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Perché continui a chiamarli? (singhiozzando) Sei ingiusto!

Esorcista: Santa Madre Teresa di Calcutta...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (soffocando, piangendo) Ohhh! La vecchia! Mi ha sconfitto! Sleale!

Esorcista: Santa Teresa del Bambino Gesù...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (spaventato) Sono scesi dal Cielo.

Esorcista: Santa Teresa d'Avila...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (arrabbiato) Tu! Oh no! Lei è qui! Anche lei è qui! (dolorante) Aahhhh!

Esorcista: San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino d'Ippona...
Squadra: Pregate per noi...

Diavolo: Huhuhu, li stai chiamando! Ce ne sono molti qui! Huhuhu! Sono qui! (lamentendo) Aahhh! Sono circondato!

Esorcista: San Giovanni Battista...
Squadra: Pregate per noi

Esorcista: San Giuseppe...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (spaventato) No! Il terrore dei demoni!

Esorcista: San Filippo, San Bartolomeo...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Ho perso! Ho fallito! Sleale!

Esorcista: San Lorenzo Ruiz...
quadra: Pregate per noi.

Diavolo: (dolorante) Aahhh! NO! Il martire!

Esorcista: San Lorenzo Ruiz...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No! NO! NO!

Esorcista: San Pietro Calungsod...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Perché continui a chiamarli? Sono circondato adesso! (In agonia) Aahhh!!!

Esorcista: San Vincenzo Ferrer...
Squadra: Pregate per noi

Diavolo: No! NO! NO! La tua casa! La tua casa! La tua casa! (La chiesa parrocchiale dove è avvenuto l'esorcismo è la parrocchia di San Vincenzo Ferrer)

Esorcista: SS Gervasio e Protasio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (Il corpo rimbalza) Tortura! Tortura! Tortura! Non c'è più spazio qui! Non c'è più spazio qui!

Esorcista: Santa Maria Maddalena...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (piangendo... aahhh!!!) Anche quello è un peccatore. Ero con Maddalena. Ero con lei quando era ancora viva. (singhiozzando)

Esorcista: Santa Filomena...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Non c'è posto nella chiesa. Non chiamarli più! Tutti sono dentro, fuori (fuori dall'edificio della chiesa - poiché l'edificio della chiesa è pieno di Santi, gli altri Santi devono essere fuori).
Diavolo: (a voce molto bassa - baritono) Molti Santi sono qui! Molti Santi sono qui! Abbastanza! Abbastanza!


In breve: il Paradiso è reale. I Santi sono reali! Intercedono per noi. Possiamo essere come loro se viviamo una vita Santa... se la nostra vita è centrata sull'"Agnello immolato" (Apocalisse 13:8).


Fonte Cena cattolica


lunedì 11 novembre 2024

Come comportarsi Devotamente in chiesa


Dagli scritti di Padre Pio alla figlia spirituale Annita Rodote

Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto, tenendoti e reputandoti indegna di comparire davanti alla Maestà del Signore. Tra le altre devote considerazioni, pensa che l’anima nostra è tempio di Dio, e come tale dobbiamo conservarla pura e monda davanti a Dio e agli Angioli Suoi.

Prendi poi l’Acqua Benedetta e fa bene e con lentezza il segno della nostra Redenzione: il Segno della Croce.

Appena sei in vista del Dio Sacramentato (c’è un altare dove si conserva l’Eucaristia, è segnalato da una lampada accesa), fa devotamente la genuflessione piegando il ginocchio fino a terra; saluta prima Lui, il tuo Signore – vivo e vero nel Tabernacolo – poi vengono la Madonna e i Santi.

Trovato il posto, inginocchiati e rendi a Gesù Sacramentato il tributo della tua preghiera e della tua adorazione. Confida a Lui tutti i tuoi e gli altrui bisogni, parlagli con abbandono filiale, dà sfogo libero al tuo cuore e lascia piena libertà a Lui di operare in te come meglio gli piace.

Assistendo alla Santa Messa e alle Sacre funzioni, usa molta gravità nell’alzarti, nell’inginocchiarti, nel metterti a sedere, e compi ogni atto religioso con la più grande devozione. Sii modesta negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce; non ridere per riverenza al luogo Santo e anche per riguardo a chi ti sta vicino; studiati di non proferire parola con chi sia, a meno che la carità ovvero una stretta necessità non lo esiga.

Se preghi in comune, pronunzia distintamente le parole della preghiera, fa bene le pause, non usare un tono di voce alto, non affrettarti mai, segui il ritmo del sacerdote che conduce e degli altri.

Insomma, comportati in guisa che tutti gli astanti ne rimangano edificati e siano per mezzo tuo spinti a glorificare e ad amare il Padre Celeste.

Nell’uscire di chiesa abbi un contegno raccolto e calmo: saluta per primo Gesù Sacramentato, domandagli perdono delle mancanze commesse alla Sua Divina Presenza e non partire da Lui se prima non gli hai chiesto e da Lui non ne hai ottenuta la Paterna Benedizione.

Uscita che sei di chiesa, mostrati tale quale ogni seguace del Nazareno dovrebbe essere.


mercoledì 21 agosto 2024

Un comunista convinto.... convertito da Padre Pio


Da Padre Pio non andavano solo comunisti per convenienza, ma anche comunisti convinti. Come, per esempio, un toscano di Prato chiamato Giovanni. Andò a San Giovanni Rotondo per far diventare, a sua volta, Padre Pio un membro del PCI. Ma non andò come aveva programmato.

Durante la confessione, il Santo frate smascherò il “toscanaccio” e lo mandò via. Lui non permetteva che si giocasse con i Sacramenti. Giovanni rimase malissimo.

«Padre, mi tratta così solo perché sono “rosso”», disse.

«No, figlio mio», spiegò Padre Pio. «Perché la tua anima è nera».

Giovanni capì e, tornato a Prato, riprese ad andare, ogni domenica, alla S. Messa e s’impegnò a non bestemmiare più.
Contento e soddisfatto di se stesso, dopo un paio di mesi, Giovanni tornò a San Giovanni Rotondo per confessarsi nuovamente.
Mettendosi in ginocchio, chiese: «Padre, si ricorda di me?».

Il Santo confessore rispose: «Le brutte facce non le dimentico».

«Non cominciamo bene…», pensò il “toscanaccio”.

«Sei andato alla Messa?», riprese padre Pio.

«Tutte le domeniche, Padre».

«Perché non vai nella tua parrocchia?».

Giovanni strabuzzò gli occhi dalla sorpresa. «Ma lei come fa a saperlo?».

«Rispondi e basta».

Arrossendo, il penitente di Prato spiegò: «Perché non voglio che qualcuno che mi conosce vada a riferire ai compagni di partito che vado alla Messa».

Non poté terminare la frase, perché Padre Pio cominciò a gridare: «Vattene! Vattene! Sei peggio di prima! Prima eri un miscredente, ma ora sei ipocrita».

Tornato a Prato, Giovanni affrontò i “compagni di partito”; comunicò loro che aveva deciso di andarsene, perché la sua ritrovata fede in Cristo non gli permetteva di avere a che fare con quel mondo.
Non fu facile, perché gli ex “compagni” giurarono vendetta, ma il “toscanaccio” tenne duro. Non ebbe più paura di farsi riconoscere durante la Santa Messa, né si vergognò di inginocchiarsi quando passava davanti ad una chiesa.

Alla terza confessione, finalmente ebbe il Perdono Sacramentale.
Giovanni raccontò che Padre Pio era più felice di lui.


Fonte: Gruppo Facebook "I SANTI CHE TI AIUTANO"


domenica 19 maggio 2024

Le caramelle di Padre Pio

1) Racconto di una devota di Padre Pio

"Era tanto tempo che non andavo dal Padre, e mi assillava il pensiero che egli si fosse dimenticato di me.
Una mattina, dopo aver affidato, come sempre, la mia bambina alla sua protezione, andai a Messa.
Al ritorno trovai la piccola che stava mangiando una caramella.
Sorpresa, le chiesi chi mai le avesse dato la «chicca», come la chiamava lei, ed ella mi mostrò giuliva il ritratto del Padre che troneggiava sul box in cui mettevo la piccola durante le mie brevi assenze.
Non diedi peso all’episodio e mi passò di mente.

Dopo qualche tempo, non riuscendo a togliermi dalla testa che il Padre si fosse dimenticato di me, potei finalmente andare a trovarlo. Appena dopo la Confessione, quando andai a baciargli la mano, mi disse ridendo: «… la volevi tu pure, “la chicca”?».

2) Racconto di Mary Pyle, figlia spirituale carissima del Padre

Un bambino, figlio di un vigile urbano, invano desiderava da tanto tempo un trenino elettrico.
Sotto l’Epifania il bambino, rivolgendosi al ritratto di Padre Pio appeso alla parete, gli fa una proposta.
«Senti, Padre Pio, se mi fai avere un trenino elettrico, io ti porto un pacco di caramelle».

Il giorno dell’Epifania, il bambino, tra i doni del babbo, trovò un trenino elettrico.
Trascorso qualche tempo, il bambino fu condotto dalla zia – devota di Padre Pio – a San Giovanni Rotondo.
Padre Pio, paterno e sorridente, dandogli un buffetto sulla guancia, gli fa: «E le caramelle, me le hai portate?».


Fonte: Settimanale di Padre Pio


lunedì 8 aprile 2024

“Resusciterà il giorno di Pasqua”


Le persone che avevano una condotta irreprensibile venivano definite "una di quelle anime" a San Giovanni Rotondo, cioè coloro che erano già pronte per entrare in Paradiso, senza la necessità neppure di confessarsi e ricevere un’assoluzione dal sacerdote.

Una di queste era la signora Paolina, che, nel periodo della Quaresima di quell’anno, stava vivendo un momento molto difficile della sua vita. Aveva un marito e 5 figli e si era ammalata gravemente.

I medici non erano riusciti a dare nessuna buona speranza alla famiglia, tanto che il marito si era precipitato al convento, dove alloggiava Padre Pio, per implorarlo di intercedere per la salvezza della moglie.

Padre Pio, in un primo momento promise di pregare, ma, poi, qualche giorno dopo, alle continua insistenza di molti perché facesse qualcosa per Paolina, non disse più nulla, ma solo “Resusciterà il giorno di Pasqua”.

Un’affermazione che lasciava tutti perplessi, mentre i giorni passavano e la Quaresima procedeva.

Era il Venerdì Santo, quando Paolina cadde in uno stato di incoscienza, prima, e, poi, in coma. Dopo qualche ora, le speranze di tutti si frenarono bruscamente, perché la signora morì.

I familiari, allora, la preparano per il funerale e le diedero l’ultimo saluto, mentre si venne a sapere che, incomprensibilmente, Padre Pio, in convento, continuava a ripetere: “Resusciterà il giorno di Pasqua”.

Era la notte di Pasqua, il momento in cui il popolo aspetta la Resurrezione di Cristo dai morti, dopo la terribile battaglia col male.
Al momento del Gloria le campane cominciarono a suonare, per celebrare la vittoria di Cristo. Accade in ogni chiesa del mondo e nel cuore di ogni Cristiano.

In quel momento anche Padre Pio stava celebrando la Messa e, improvvisamente, scoppiò in lacrime, davanti a tutti i presenti.

Nello stesso momento, a casa della signora Paolina, avvenne qualcosa di inaspettato e straordinario: lei si risvegliò, "risuscitata", come Padre Pio aveva annunciato.
Scese dal letto, si inginocchiò a terra e professò per tre volte il Credo.

Quando, poi, le chiesero cosa fosse avvenuto in quei momenti in cui tutti la credevano ormai morta, lei rispose soltanto: “Salivo, salivo, contenta… Quando stavo entrando in una grande Luce sono tornata indietro, sono tornata giù…”.




venerdì 19 gennaio 2024

Fra Daniele Natale e Padre Pio da Pietrelcina


<< Mio zio era fra Daniele Natale, confratello e grande amico di Padre Pio >>, mi ha detto Antonio Pio Ritrovato, fisioterapista a San Giovanni Rotondo. << Era il fratello di mia nonna. Ho passato molto tempo con lui da bambino, e mi raccontava spesso di Padre Pio.
Fra Daniele cucinava molto bene e infatti per un certo periodo aveva anche fatto il cuoco al convento. Mi raccontò che un giorno Padre Pio gli aveva detto: "Uagliò! Ma tu dove hai imparato a cucinare così bene?" Fra Daniele imbarazzato, aveva risposto: "Padre, io preparo da mangiare è vero, ma accanto a me ci sono gli Angeli che mi aiutano…". E allora il Padre, disse sorridendo: "Lo so. Volevo solo sentirtelo dire".

Un altro ricordo che mi raccontò fra Daniele riguarda la vigna del bisnonno Berardino.
Stava per arrivare un brutto temporale e minacciava di grandinare. Sarebbe stato un problema per la vigna che era piena di uva. Fra Daniele lo disse a Padre Pio: "Tutto il lavoro di mio padre andrò in fumo…". Padre Pio tracciò un Segno di Croce e disse al confratello di portare la sua Benedizione a tutta la famiglia. Quel giorno ci fu una violenta grandinata ma sul vigneto di nonno Berardino non cadde neppure il più piccolo chicco di ghiaccio >>.


Fonte: Gruppo Facebook "Sulle tracce di Padre Pio"


sabato 23 dicembre 2023

Dio sa cosa è meglio per noi


A volte a San Giovanni Rotondo da parte di qualcuno si poteva sentir dire, tra la meraviglia ed un filino di protesta: «Nonostante la mia preghiera assidua espressa con molta fede, padre Pio non mi ha ottenuto la grazia che avevo chiesto».
Da fra Daniele Natale fu riferito al Padre un caso, in cui c’era stata una lamentela simile; il Santo, indicando con il dito il Cielo, disse: «Tutto dipende da Lui!».

Una volta Natalino Rappa di Biella scese a San Giovanni Rotondo e, incontrato il Padre, si lamentò che non stava bene e che le cure, a cui si sottoponeva, non davano alcun effetto.
Padre Pio lo ascoltò e poi disse: «Ricordati che i medici e le medicine fanno effetto quando il Padreterno lo vuole».

Un giorno Enzo Bertani in chiesa presentò a Padre Pio due creature addolorate ed affrante: una mamma e un papà.
Essi, manifestando al Santo il dolore per la morte di un figlio giovane, si lamentavano della «tremenda punizione ricevuta da parte di Dio».
Il Padre, compreso della loro prova, li confortò assicurando che il figliolo era in Paradiso.
Rientrato il Santo in convento, Enzo, che lo accompagnava, gli sottolineava la grande prova a cui quei poveri genitori erano sottoposti.
Ma Padre Pio soggiunse: «Non sai che cosa il Signore ha risparmiato loro!».

In un’altra circostanza il Padre allo stesso Enzo, sempre parlando di circostanze dolorose, disse: «Noi vediamo quello che ci capita e non vediamo quello che il Signore ci risparmia».

Racconta suor Vincenza Tremigliozzi:
“ Mia sorella Anna aveva fatto il corso per infermieri a Napoli, ove le volevano molto bene; così decise di rimanere nella città partenopea a svolgere la sua professione. Ma dopo due anni Padre Pio la chiamò a San Giovanni Rotondo: si era aperto l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ed il Santo la volle vicino a sé. Aveva 22 anni.
Dopo un paio d’anni di permanenza sul Gargano, durante l’epidemia "asiatica" si ammalò; ma rimase a letto solo qualche giorno, riprendendo subito servizio.
Si sentì male di nuovo, e contro le previsioni dei medici morì.
Tutti noi di famiglia eravamo angosciati e disorientati. Mamma si dava con la testa contro il muro. Io assistevo a quelle scene annichilita.
Dopo dieci giorni dalla sua dipartita, una mattina la mia consorella suor Lucilla, al termine della Confessione, sentì dirsi dal Padre: «Dov’è suor Vincenza?».
Avendo lei risposto che ero al conventino, il Santo continuò: «Fammela venire».
Io corsi in chiesa e mi accostai al confessionale; lui mi prese il viso tra le mani e mi disse: «Dove credi che è la sorella tua? L’abbiamo mandata in Paradiso!».
E dopo una breve pausa soggiunse, scandendo le parole: «Chi sa che fine avrebbe fatto!» ”.


Pensieri di Padre Pio




Scritto molto, molto bello e molto istruttivo.
Noi uomini vediamo le cose molto limitatamente, mentre il nostro buon Dio sa tutto di noi, conosce il nostro passato, il nostro presente e anche il nostro futuro. E sa persino come ci comporteremmo nelle varie circostanze della vita. Ecco quindi che il Signore si comporta con noi di conseguenza, agendo sempre e soltanto per il nostro maggior Bene, anche se a noi, nella nostra "limitatezza", in certe situazione ci parebbe che non sia così.
Fidiamoci sempre di quello che fa o permette nostro Signore.... e con questa fiducia lasciamolo agire nella nostra vita, come solo Lui sa fare!
Cerchiamo di fare sempre la Sua Santa Volontà... e non la nostra. E se così faremo, ogni cosa andrà per il verso giusto, nel miglior modo possibile.

Marco

mercoledì 6 dicembre 2023

I piccoli passi che conducono a Dio


Quando non riesci a camminare a gran passi per la via che a Dio conduce, contentati dei piccoli passi ed aspetta pazientemente che abbi gambe per correre, o meglio ali per volare.
Contentati, mia buona figliuola, di essere per ora una piccola ape di nido che ben presto diventerà una grand'ape abile a fabbricare il miele.

Dall'Epistolario III, p. 432 di Padre Pio da Pietrelcina


domenica 17 settembre 2023

Padre Pio nella vita di fratel Biagio Conte


Fratel Biagio Conte ci racconta qual'è il suo rapporto con Padre Pio e come lo ha conosciuto.

Fratel Biagio: “ Il momento in cui ho conosciuto Padre Pio, ve lo devo dire, non l'ho conosciuto direttamente, ma in cammino.
Quando me ne andai via di casa, che ho lasciato tutto, nel 1990 a 26 anni.... Palermo al mare davanti e dietro le montagne. Da quelle montagne ho vissuto un periodo di eremitaggio all'interno della Sicilia, quasi un anno isolato da questo mondo che mi aveva ferito, deluso, la società, egoistica e indifferente.
A piedi poi... il buon Dio mi accompagna fino ad Assisi da San Francesco. Perché prima inseguivo le cose del mondo... ero fan dei giocatori, cantanti, attori... ero nella moda. Ma da quel momento la mia vita ha un cambiamento... seguo invece... divento fan di Gesù, di Maria, di San Giuseppe, di tutti i Santi e le Sante di Dio.
Padre Pio lo incontro grazie a un frate cappuccino nella zona della Campania. Mentre mi avviavo per Assisi a piedi, incontro un frate che veniva dall'Africa, da una missione dell'Africa. Lui mi parla di Padre Pio e mi da un immaginetta di Padre Pio. Io ne avevo sentito parlare ma mai avevo avuto un diretto.... e lui mi disse: “Tieni questa preghiera di Padre Pio”. E da allora Padre Pio mi accompagna, mi ha accompagnato ad Assisi ed il ritorno. Poi qui, io non volevo più tornare a Palermo, in Italia.... volevo andare in Africa, in India. Ma il buon Dio mi ha detto: “L'Africa è qua, qui c'è tanto da fare. Volevi aiutare, ecco datti da fare!”.
Qui inizia la missione e Padre Pio mi accompagna da allora, anche con i francescani, i cappuccini. Inizia un primo incontro con i cappuccini qui a Palermo, alle catacombe, in quanto loro facevano già un servizio di carità, e andavo a portare i fratelli, che ancora non avevo la struttura, li portavo lì a fare la doccia. Mi davano la biancheria, il mangiare.
Allora ecco che nasce un incontro, un legame. Allora Padre Pio è presente, è qui con noi. E oggi tanti gruppi, come oggi in particolare, siete venuti a dare conforto, sostegno, a noi che operiamo in questa comunità. Con un impegno enorme, delicato, che il Signore ci ha inviato ad alleviare la sofferenza dei più deboli, degli ultimi, dei senzatetto ”.


Fonte: You Tube


martedì 29 agosto 2023

Vi siete mai chiesti come vi vede Dio?


Padre Pio un giorno disse: "Dio vede macchie perfino nei Suoi Angeli, figuriamoci in me!"... e scoppiò in un pianto dirotto.

E noi ci siamo mai chiesti come siamo agli occhi di Dio?

Tutti noi siamo afflitti da una sovrastima di noi stessi: ci consideriamo "santi" a tutti gli effetti.
In confessione dichiariamo di "non fare nulla di male", poi appena il confessore pone qualche domanda e approfondisce, viene fuori una lava degna della migliore eruzione. E i casi variano dalle "cosiddette" bugie raccontate a fin di bene (il nostro intendiamoci), passando per la indomabile mormorazione e giudizio del prossimo (che spegne la Carità), per arrivare a peccati più gravi come andare alla S. Messa quando siamo comodi, rabbia, ira, risentimento, mancanze di perdono, aborto ecc.
Quante volte parlando di chi, a nostro giudizio, ci ha fatto del male affermiamo di aver perdonato ma poi concludiamo "si, si, ho perdonato, ma se l'incontro per strada cambio marciapiede"?

Ci crediamo "bianche colombe" ma, spesso, agli occhi di Dio, siamo neri, neri!

Una delle maggiori colpe che si riscontrano nel cristiano dei giorni nostri è quello di non istruirsi sulle cose di Dio, senza capire che la Chiesa istituita da Cristo sull'apostolo Pietro, e proseguito fino ad oggi nella tradizione apostolica della Chiesa, ha il compito principale di istruire al Vangelo.
Per non parlare poi della preghiera, ridotta a un elenco della spesa di richieste, piuttosto che a un dialogo con Dio per stabilire con Lui una relazione d'Amore e avvicinarci a Lui.
E così non ci interroghiamo mai su che vita stiamo vivendo, se è quella che Dio vuole per noi o piuttosto se non stiamo vivendo una vita per compiacere noi stessi e gli altri. Convinti come siamo di essere perfetti siamo capaci non solo di ignorare le nostre imperfezioni, ma di renderle addirittura "sacre" e ritenerle virtù.

Allora dovremmo chiederci seriamente, chi è per noi Cristo?!
Risuona nella mente la domanda del Maestro: “Chi dite che Io sia?”
È per noi davvero "Maestro" di vita, oppure è qualcuno a cui rivolgerci quando siamo nel bisogno? È fonte di Vita che ci ha dato il potere di diventare "figli di Dio" per unirci un giorno indissolubilmente con Dio, oppure è un immaginetta da condividere e scrivere sotto un "amen"?

E allora, tu che stai leggendo, domandati: "Come sei agli occhi di Dio?"
"Cristo Gesù chi è per te davvero?"

Non precipitarti a dare risposte affrettate e retoriche: medita nel tuo cuore e punta in alto, alla Perfezione.
Ricorda: Dio vede macchie perfino nei Suoi Angeli... e in noi allora?


f. Giacinto