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lunedì 12 maggio 2025

Gesù e il diavolo non possono stare insieme


Racconta padre Gabriele Amorth, nei suoi ricordi su padre Candido Amantini, grande sacerdote esorcista morto in concetto di Santità, suo maestro e amico:

“ Un giorno mi trovavo accanto a padre Candido. Parlavamo. Era uno dei soliti incontri mattutini a San Giovanni e c'era tanta gente, tanti sofferenti, con i problemi più vari.
A un certo punto una vecchietta minuta si fa largo fra le persone. Si avvicina e chiede, più o meno come facevamo tutti: "Padre Candido mi deve fare un favore".
Lui la guarda con la consueta espressione accogliente mostrandosi pronto ad acconsentire. La vecchina, incoraggiata, cerca qualcosa nelle tasche e, tenendola ancora stretta nelle due mani, domanda ancora: "Mi deve benedire questo crocifisso".
Così dicendo apre le mani e mostra una catenina con una piccola croce d'oro. Padre Candido sembra pronto alla Benedizione, quando si ferma irrigidito. In quel momento mi rendo conto che nelle mani della donna, un pò nascosta dalla croce, spunta la forma di un cornetto, anch'esso d'oro e anch'esso appeso alla catenina.
Il volto di padre Candido si fa scuro e contratto. La voce si alza severa nella chiesa, con un' autorevolezza che nessuno di noi aveva mai sentito: "Lei non si rende conto di quello che sta facendo. Non può confondere Cristo con queste cose. Se ne vada. Butti via ogni cosa. E torni solo quando avrà scelto fra Gesù e il diavolo... ”.


giovedì 21 novembre 2024

I Santi sono reali e intercedono per noi


Secondo Padre Al E. Parthenos, esorcista della diocesi di Dumaguete, due giorni prima di Ognissanti, una donna sui vent'anni era venuta alla sua successiva sessione di preghiera. Era già la quinta volta. Dopo alcune preghiere introduttive, hanno invocato l'aiuto dei Santi del Cielo. Hanno cominciato con Padre Pio, e così è stato.

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (arrabbiato) Perché continui a chiamare Pío, Pío, Pío?

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Dovresti chiamarmi. Dovresti chiamarmi. Dovresti chiamarmi santo. Sono il tuo santo.

Esorcista: San Giovanni Paolo II...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No!

Esorcista: San Giovanni Paolo II...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No! NO! Sono il tuo santo.

Esorcista: Beato Carlo Acutis...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Perché continui a chiamarli? (singhiozzando) Sei ingiusto!

Esorcista: Santa Madre Teresa di Calcutta...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (soffocando, piangendo) Ohhh! La vecchia! Mi ha sconfitto! Sleale!

Esorcista: Santa Teresa del Bambino Gesù...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (spaventato) Sono scesi dal Cielo.

Esorcista: Santa Teresa d'Avila...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (arrabbiato) Tu! Oh no! Lei è qui! Anche lei è qui! (dolorante) Aahhhh!

Esorcista: San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino d'Ippona...
Squadra: Pregate per noi...

Diavolo: Huhuhu, li stai chiamando! Ce ne sono molti qui! Huhuhu! Sono qui! (lamentendo) Aahhh! Sono circondato!

Esorcista: San Giovanni Battista...
Squadra: Pregate per noi

Esorcista: San Giuseppe...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (spaventato) No! Il terrore dei demoni!

Esorcista: San Filippo, San Bartolomeo...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Ho perso! Ho fallito! Sleale!

Esorcista: San Lorenzo Ruiz...
quadra: Pregate per noi.

Diavolo: (dolorante) Aahhh! NO! Il martire!

Esorcista: San Lorenzo Ruiz...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No! NO! NO!

Esorcista: San Pietro Calungsod...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Perché continui a chiamarli? Sono circondato adesso! (In agonia) Aahhh!!!

Esorcista: San Vincenzo Ferrer...
Squadra: Pregate per noi

Diavolo: No! NO! NO! La tua casa! La tua casa! La tua casa! (La chiesa parrocchiale dove è avvenuto l'esorcismo è la parrocchia di San Vincenzo Ferrer)

Esorcista: SS Gervasio e Protasio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (Il corpo rimbalza) Tortura! Tortura! Tortura! Non c'è più spazio qui! Non c'è più spazio qui!

Esorcista: Santa Maria Maddalena...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (piangendo... aahhh!!!) Anche quello è un peccatore. Ero con Maddalena. Ero con lei quando era ancora viva. (singhiozzando)

Esorcista: Santa Filomena...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Non c'è posto nella chiesa. Non chiamarli più! Tutti sono dentro, fuori (fuori dall'edificio della chiesa - poiché l'edificio della chiesa è pieno di Santi, gli altri Santi devono essere fuori).
Diavolo: (a voce molto bassa - baritono) Molti Santi sono qui! Molti Santi sono qui! Abbastanza! Abbastanza!


In breve: il Paradiso è reale. I Santi sono reali! Intercedono per noi. Possiamo essere come loro se viviamo una vita Santa... se la nostra vita è centrata sull'"Agnello immolato" (Apocalisse 13:8).


Fonte Cena cattolica


lunedì 29 luglio 2024

La Consolazione che viene da Dio


Come possiamo trasmettere al fratello che soffre la Consolazione che viene da Dio?
Bisogna essere uniti a Dio, Dio ha consolato noi, noi la trasmettiamo agli altri. È un Dono ricevuto e trasmesso.
Gesù dona a quelli che chiama a compiere, anche privatamente, questo ministero, il Suo "Spirito di Consolazione" con cui unge colui che manda a consolare. Così si entra in: Simpatia, Empatia, Compatia.

Nella Simpatia, il Consolatore conosce e ama le persone, perché figli di Dio, e membri del medesimo corpo a cui appartiene.

L'Empatia è entrare nella sofferenza del fratello. Chi ama il fratello non ha paura del peccato del fratello. Non lo giudica, ma condivide il suo peccato nella sua dimensione psicologica, per rimarginare le ferite e attenuare i danni.
Vivere la sofferenza dell'uomo che ha peccato, sentire nel di dentro il suo avvilimento, e non avere schifo di lui, ma amore che salva.

La Compatia, portare i pesi gli uni degli altri.

Così dovremmo fare anche noi, in Cristo Gesù, se vogliamo essere portatori della Divina Consolazione.


Padre Matteo La Grua, Sacerdote Esorcista


mercoledì 15 novembre 2023

Lodiamo sempre Dio!


Non perdiamo mai la calma quando le cose vanno male in famiglia, o quando abbiamo delle avversità, ma piuttosto benediciamo il Signore. Anche Giobbe benediceva il Signore e anche Tobia, provato, benediceva il Signore.
E allora vogliamo benedire il Signore, a prescindere dal bene o dal male che riceviamo, ossia del nostro giudizio su quello che viviamo: benediciamo sempre il Signore, perché la benedizione di Dio deve risonare sempre sulla nostra bocca.
Del resto, sappiamo che la preghiera, soprattutto la preghiera di lode, è il miglior antidoto contro le forze del male.
Non è l'esorcismo che è più potente contro le forze del male, no, ma è la preghiera di lode più potente dell'esorcismo contro le forze del male. Questo, anche tra parentesi: quando vedete il male, non ricorrete ad esorcismi, a formule imprecatorie, all'esorcismo di Leone XIII, ad altre formule: no, lodate il Signore!
Non c'è modo migliore, per cacciare satana, quanto piegare le ginocchia e lodare Dio, benedire Dio.
E allora satana se ne va.
Del resto è la Scrittura che ce lo dice, è Pietro che ce lo dice: pregate, ed egli fuggirà da voi. Pregate.
Per cui la preghiera di lode mette in fuga tutte le forze del male.
La preghiera di lode serve per lodare Dio nel bene, per lodare Dio nel male, per cacciare i diavoli quando ci tentano, per sconfiggere i nostri nemici.
Gerico cadde proprio con la preghiera, col canto, e Giosafat riportò vittoria con la preghiera e con il canto.
Il canto di lode, guarisce anche dalle malattie con la forza di guarigione.
Per cui, non si sbaglia mai lodando Dio.
Più le cose dovessero andar male, più dovremmo benedire Dio e le cose si aggiusteranno, le cose si riequilibreranno; perché nella preghiera di lode i Cieli si aprono, il Signore scende, gli Angeli vengono e dove c'è il Signore che viene, gli Angeli che lodano con noi, tutto è equilibrio, tutto è pace e non ci può essere presenza delle forze del male.
Vogliamo lodare Dio, benedire Dio e non guardiamo mai a noi una volta che siamo in preghiera, non guardiamo ai nostri mali, non lamentiamoci di noi e neanche guardiamo ai nostri peccati. Sappiamo che ce ne sono tanti, ma guardiamo Dio, guardiamo Dio e la Misericordia di Dio: non perché non siamo coscienti dei nostri peccati, ma perché in quella lode vogliamo riparare alle nostre infedeltà verso Dio, perché attraverso la lode vogliamo chiedere perdono, attraverso la lode vogliamo chiedere aiuto al Signore, per rimanere sempre nella Sua lode, rimanere sempre nella Sua Volontà.
E allora cantiamo al Signore, benediciamo il Signore sempre, in attesa della Sua Parola, perché questa è la preghiera carismatica. Lodare Dio, lodarlo sempre, attendendo la Sua Parola.
Non sappiamo che Parola ci darà il Signore durante la preghiera, se una Parola di rimprovero, una Parola di ammonimento, una Parola di gioia, una Parola di incitamento: non lo sappiamo.
La sua Parola è Verita e Vita
Alleluja !!!!


Padre Matteo La Grua



mercoledì 29 giugno 2022

Don Giuseppe Tomaselli vede sua madre in Purgatorio


Don Giuseppe Tomaselli, nato il 26 gennaio 1902 a Biancavilla (Catania), è stato una delle più belle personalità Cristiane del 900, morto in concetto di Santità il 10 maggio 1989.
Don Giuseppe è stato un valente sacerdote-esorcista salesiano, vivendo con ardore e carità il proprio Ministero per quasi 63 anni.
Devotissimo alla Madonna (come tutti i veri Santi), amico di Padre Pio, oltre ai Doni ordinari che aveva, ne possedeva anche di "straordinari", come il Dono della guarigione, della scrutazione dei cuori, della visione mistica di Gesù e Maria SS., delle anime del Purgatorio.... e altri ancora. E proprio dal Purgatorio ebbe la visione della sua cara madre, deceduta qualche anno prima, donna tanto pia che don Giuseppe pensava essere in Paradiso.

Ecco quello che scrisse don Giuseppe di questa Apparizione in uno dei suoi numerosi opuscoli:

«Mia madre era di grande esemplarità e devo a lei in gran parte la mia Vocazione Sacerdotale. Ogni giorno andava a Messa, anche nella vecchiaia. La Comunione era quotidiana. Mai tralasciava il Rosario. Caritatevole, sino a perdere un occhio mentre compiva un atto di squisita carità verso una povera donna. Uniformata ai voleri di Dio, tanto da chiedermi quando mio padre era disteso cadavere in casa: “Che cosa posso dire a Gesù in questi momenti per fargli piacere?”. Ripeta: “Signore, sia fatta la Tua Volontà”.

Sul letto di morte ricevette gli ultimi Sacramenti con viva Fede. Poche ore prima di spirare, soffrendo troppo, ripeteva: “O Gesù, vorrei pregarti di diminuire le mie sofferenze! Però non voglio oppormi ai Tuoi voleri; fa la Tua Volontà!…”. Così moriva quella donna che mi portò al mondo.

Basandomi sul concetto della Divina Giustizia, poco curandomi degli elogi che potessero fare i conoscenti e gli stessi sacerdoti, intensificai i suffragi. Gran numero di Sante Messe, abbondante carità ed, ovunque predicavo, esortavo i fedeli ad offrire comunioni, preghiere ed opere buone in suffragio. Iddio permise che la mamma apparisse. Ho studiato ed ho fatto approfondire la questione a bravi teologi e si è concluso: è stata una vera Apparizione!

Da due anni e mezzo mia madre era morta. Ecco all’improvviso apparire nella stanza, sotto sembianze umane».

La donna, ricorda don Tomaselli, «Era triste assai». E rievoca la visione:

Mi avete lasciata nel Purgatorio!…

Sinora in Purgatorio siete stata?

E ci sono ancora!… L’anima mia è circondata di oscurità e non posso vedere la Luce, che è Dio!… Sono alla soglia del Paradiso, vicino al Gaudio Eterno, e spasimo del desiderio di entrarvi; ma non posso! Quante volte ho detto: Se i miei figli conoscessero il mio terribile tormento, ah! Come verrebbero in mio aiuto!…

E perché non veniste prima ad avvisare?

Non era in mio potere

Ancora non avete visto il Signore?

Appena spirata, ho visto Dio, ma non in tutta la Sua Luce

Cosa possiamo fare per liberarvi subito?

Ho bisogno di una sola Messa. Iddio mi ha permesso di venirla a chiedere

Appena entrate in Paradiso, ritornate a darne notizia!

Se il Signore lo permetterà!

Che Luce… che splendore!… – Così dicendo si dileguò la visione.
Si celebrarono due Messe e dopo un giorno riapparve, dicendo: Sono entrata in Paradiso!.

«Dopo quanto ho esposto – evidenzia don Tomaselli – dico a me stesso: Una vita esemplarmente cristiana, una grande quantità di suffragi… e due anni e mezzo di Purgatorio….. Altro che i giudizi degli uomini!”»


(Don Giuseppe Tomaselli, I Nostri Morti, Messina, 1953, pag. 7-10)



Bellissimo scritto che tratta la grande realtà del Purgatorio (di cui troppo poco si parla), che tuttavia potrebbe incutere un certo timore in chi la legge, vedendo quanto Purgatorio si sia fatta una donna piissima come la madre di don Giuseppe Tomaselli, nonostante la sua vita Cristiana così ricolma di Virtù.
Nonostante tutto questo non bisogna avere paura, perché la sofferenza espiativa del Purgatorio può sì essere molto grande, ma è sempre e comunque una sofferenza di "Amore" che, come dicono le anime mistiche, le anime soffrono volentieri pur di arrivare ad avere quella "veste bianca" assolutamente necessaria per salire in Paradiso. Inoltre non dimentichiamoci mai che il Giudizio di Dio è molto diverso da quello di noi uomini, e com'è scritto nel Vangelo, "A chi tanto è stato dato, tanto verrà richiesto". Quindi non è raro trovare anime ritenute Sante, doversi fare più Purgatorio rispetto ad anime ritenute meno degne. Pensiamo, a questo proposito, al "buon ladrone", salito direttamente in Paradiso dopo la sua morte sulla croce.
Abbiamo sempre Fede e Fiducia nel nostro buon Dio, che ha preparato per noi un Regno meraviglioso. E per giungere a questo Regno, guadagnato grazie al Sacrificio Redentore di nostro Signore Gesù Cristo, viviamo una buona vita nella Pace, nella Fede e nell'Amore.

Marco