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domenica 19 aprile 2026

martedì 13 agosto 2024

"Tu consoli il Mio Cuore per chi non me lo consola"


Colloqui Spirituali tra Gesù e la Sua anima prediletta Natuzza Evolo:

Natuzza: Gesù, quante cose potevo fare e non le ho fatte.

Gesù: Quello che non hai fatto prima lo fai oggi, quello che non fai oggi, lo farai domani.

Natuzza: Che vuol dire?

Gesù: Puoi fare di là. Di là puoi pregare, perché non ti manca il tempo e non c'è chi ti disturba. Tu muori di passione e un'altra non mi sfiora manco con il pensiero. Io non esisto per questa. Soffro non per Me stesso, ma soffro per lei che non sa che ci sono. Perché non deve avere questa gioia che hai tu? A qualcuna tu gliela trasmetti, eppure, dopo un giorno, dopo due, dopo un mese, per una stupidaggine, le passa l'amore, le passa la gioia, le passa tutto. Non è vero amore, come non lo è per un marito dato a forza, a cui sfugge l'amore da un momento all'altro. Ma l'amore Mio non sfugge, perché Io amo tutti alla stessa maniera e voglio che questo Amore sia trasmesso per il bene vostro, per il bene delle anime, per costruire un mondo nuovo. Ma nessuno ci pensa.
Tutti dicono: "Ci ha castigato Dio". No, Io non castigo, do qualche prova, mi servo di qualche prova per recuperare il bene delle anime. Beata quella che è scelta. E chi scelgo Io? Scelgo una persona che può offrire, che veramente Mi conosce nel fondo del cuore. E la scelgo come un parafulmine. Non posso scegliere una a cui do una prova e poi si danna del tutto. E allora che sono vendicativo? Sono Dio di Misericordia. Io vi aiuto, vi proteggo, nella sofferenza vi sono vicino. Ve l'ho detto, bussate ed Io vi apro, perché nel Mio Cuore c'è posto per tutti. Perché vi allontanate dal Mio Cuore?

Natuzza: Signore ti vorrei amare per chi non ti ama, ti vorrei pregare per chi non ti prega, vorrei soffrire per chi non accetta la sofferenza, vorrei soffrire per chi non ha la forza di soffrire. Vorrei che Tu perdonassi e mi dessi una sofferenza. Perdona tutto il mondo! A me non importa che sto per 100 anni in Purgatorio, basta che porti tutti in Paradiso! Signore, prego per chi non prega. Perdonami se prego poco, dovrei pregare di più.

Gesù: Tutte le azioni buone sono preghiera, il lavoro è preghiera, le parole che dici sono preghiera. Tu consoli il Mio Cuore per chi non me lo consola, fai al doppio di quei pochi che Mi consolano.


Fonte: Gruppo Facebook "Devoti di Natuzza Evolo"


venerdì 28 giugno 2024

Natuzza Evolo e le anime del Purgatorio


Non passava giorno, eccettuati tutti i venerdì dell’anno e tutti i giorni di Quaresima, dal giorno delle Ceneri al Sabato Santo, che Natuzza non vedesse, in stato di veglia, in qualsiasi ora del giorno o della notte, defunti vestiti come tutti gli esseri umani e che non conversasse con loro chiedendo notizie per conto di altri.
Natuzza racconta che le anime pregano per e con i loro cari e che i loro angeli custodi comunicano a loro le nostre necessità. Le anime soffrono per il male commesso dai parenti.
Dopo un periodo di sofferenza molto acuta, scontata la pena, le anime sono trasferite al Prato Verde, luogo di meditazione e di preghiera e poi al Prato Bianco dove rimangono dai 15 ai 30 giorni con la visita di Gesù.
Dopo questo periodo di tempo raggiungono il Paradiso.
Secondo Natuzza, spesso le anime tornano o sostano per fare penitenza, nei luoghi dove hanno vissuto o peccato, e visitano invisibili i loro parenti.
Mamma Natuzza ci ha insegnato che le anime del Purgatorio sono sempre con noi e che hanno bisogno dei nostri suffragi e delle nostre preghiere!


Fonte: Gruppo Facebook "I SANTI CHE TI AIUTANO"


giovedì 7 marzo 2024

Natuzza Evolo e il Purgatorio


I defunti ribadivano a Natuzza l’esistenza del Purgatorio, del Paradiso e dell’Inferno, a cui venivano inviati dopo la morte, come premio o castigo per la loro condotta di vita.

Natuzza, con le sue visioni, confermava l’insegnamento plurimillenario del Cattolicesimo, cioè che immediatamente dopo la morte, l’anima del defunto viene condotta dall’Angelo Custode, al cospetto di Dio e ne viene perfettamente giudicata in tutti i minimi particolari della sua esistenza. Coloro che venivano inviati nel Purgatorio, richiedevano sempre, tramite Natuzza, orazioni, elemosine, suffragi e soprattutto Sante Messe affinché fossero loro abbreviate le pene.

Secondo Natuzza, il Purgatorio non è un posto particolare, ma uno stato interiore dell’anima, la quale fa penitenza “negli stessi luoghi terreni dove ha vissuto ed ha peccato”, dunque anche nelle stesse case abitate durante la vita. Talvolta le anime fanno il loro Purgatorio anche dentro le chiese, quando è stata superata la fase di maggiore espiazione. Il nostro lettore non deve meravigliarsi di queste affermazioni di Natuzza, perché la nostra mistica, senza saperlo, ripeteva cose già affermate da Papa Gregorio Magno nel suo libro dei Dialoghi.

Le sofferenze del Purgatorio, benché siano alleviate dal conforto dell’Angelo Custode, possono essere molto aspre. A testimonianza di ciò a Natuzza capitò un singolare episodio:
Ella vide una volta un defunto e gli chiese dove si trovasse. Il morto le rispose di trovarsi tra le fiamme del Purgatorio, ma Natuzza, vedendolo sereno e tranquillo, gli osservò che, a giudicare dal suo aspetto, ciò non doveva essere veritiero. L’anima purgante le ribadì che le fiamme del Purgatorio se le portava con sé, dovunque andasse. Mentre proferiva queste parole ella lo vide avvolto dalle fiamme. Credendo che si trattasse di una sua allucinazione, Natuzza gli si avvicinò, ma venne investita dal calore delle fiamme che le procurarono una fastidiosa ustione alla gola e alla bocca che le impedì di nutrirsi normalmente per ben quaranta giorni e fu costretta a rivolgersi alle cure del dottor Giuseppe Domenico valente, medico condotto di Paravati.

Natuzza ha incontrato numerosissime anime sia illustri che sconosciute.
Lei che ha sempre detto di essere ignorante ha incontrato anche Dante Alighieri, che le ha rivelato di aver scontato trecento anni di Purgatorio, prima di poter entrare in Paradiso, perché anche se aveva composto sotto ispirazione Divina, le cantiche della Commedia, purtroppo aveva dato spazio, nel suo cuore, alle proprie simpatie ed antipatie personali, nell’assegnare i premi e le pene: da qui il castigo di trecento anni di Purgatorio, trascorsi però al Prato Verde, senza soffrire altra sofferenza che quella della mancanza di Dio.

Numerose testimonianze sono state raccolte sugli incontri tra Natuzza e le anime della Chiesa sofferente


Don Marcello Stazione


sabato 17 febbraio 2024

Natuzza Evolo parla ai giovani


Non crediate che io sono una musona, che vi dico: “Pregate sempre”. No! Prima preghiamo e poi scherziamo, cantiamo e diciamo barzellette… Anch’io voglio sorridere con voi.

Figlioli, io vi voglio bene come voglio bene ai miei figli, e così il Signore più di me. Cercate di amare sempre il vostro prossimo, di obbedire ai genitori. Cari, anche noi genitori sbagliamo, ma sbagliamo per amore, per affetto, perchè vi vogliamo bene. Accettate questi miei consigli: io vi vorrei dire tante belle cose, ma non riesco, perché sono una mamma ignorante. Accettatemi per come sono.

Perdonatemi se mi permetto di dirvi queste cose, non le dico per superbia, ma le dico perché vi voglio bene e voglio il vostro bene.

La vostra mamma Natuzza.

Vi bacio.


Fonte: Gruppo Facebook "Natuzza Evolo una rosa nel deserto"


giovedì 23 novembre 2023

Il meraviglioso rapporto spirituale tra la Mistica Natuzza Evolo e San Giuseppe Moscati



Tra tutte le storie davvero suggestive e degne di nota che avvolgono la figura di Natuzza Evolo, la Mistica di Paravati, va ricordato il rapporto che ella ha avuto con il grande Santo medico napoletano Giuseppe Moscati. Questo episodio è narrato dal professore Marinelli, grande studioso della figura di Natuzza Evolo.
San Giuseppe Moscati oggi è conosciuto in tutto il mondo per virtù della sua intercessione e della Carità che esercitava presso i suoi malati: Egli infatti era un medico.

“San Giuseppe Moscati (1880-1927) le apparve più volte. La prima volta che lo vide, Natuzza fu particolarmente colpita dalla sua bellezza, e gli chiese:

"Professore, perché siete così bello?".

Al che il Santo le rispose: "Perché sono vicino alla Madonna e perché nella mia vita ho praticato la Carità umile e nascosta, che non offendeva nessuno".

Il medico Santo l'aiutò quando fu operata al cuore nel 1996. Durante l'intervento, Natuzza lo vide materializzarsi accanto ai chirurghi chini su di lei.
Le parlò e la rincuorò, e stando alle testimonianze degli stessi medici qualcosa di clinicamente inspiegabile avvenne durante quell’operazione.

Natuzza confidò una volta che San Giuseppe Moscati le appariva spesso quando lei si trovava in altri luoghi, da persona che soffriva, come se volesse sostenerla in queste sue missioni”.


Fonte: Gruppo Facebook "Amici a cui piace Natuzza Evolo"


venerdì 20 ottobre 2023

Il giorno più bello della vita di Natuzza Evolo



“ Era il 26 Luglio 1938 - racconta Natuzza - avevo 13-14 anni. La Madonna mi disse: “Il 26 Luglio farai la morte apparente”.

Io non sapevo che significasse la morte "apparente" e non ho detto "apparente" a quelle persone. Ero sicura che morivo e mi preparavo alla morte con la preghiera.
Dicevo: “Il Signore mi prende l’anima”, e lo annunciai. Lo dissi alla padrona mia, la signora Alba, e lo dissero ai loro amici e a tanti altri. Allora mi sono addormentata per 7 ore con tanti medici attorno che erano là ad aspettare la morte, e ordinarono la cassa da morto. Mi avevano comprato un vestito azzurro bellissimo, che io ho provato, e mi "papariavo" tutta con quel vestito. Dicevo: “Mi presento davanti a Dio con questo vestito bello”, ero contenta. La signora mi disse: “Toglitelo! Dopo che muori te lo mettiamo”.
Chi piangeva di qua, chi piangeva di là. Io non piangevo, ero contenta. Fu così che mi addormentai in un sonno profondo.

Era di sera, era tra lume e lustro, ma per me non era tra lume e lustro, perché mi trovai in un posto bellissimo che era come una cupola, ma largo, largo, largo e rotondo come una piazza. C’era una luce meravigliosa, che faceva mille colori, bellissima. Ho visto tante anime di defunti, con il viso per terra, in ginocchio, che pregavano, altri in una grande Luce.

Gesù predicava e tutti gli altri rispondevano, meno di me, che non sapevo come rispondere, ma pregavano tutti. Io, nel mio cuore, pregavo a modo mio, solo che avevo quella Gioia, e aspettavo di fare la fine che avevano fatto gli altri. Gesù, al centro, diceva: “Benedetti tutti, siete con Me”. Poi Gesù è arrivato a braccia aperte dove mi trovavo io; io tremavo come una canna. Mi ha detto:

Gesù: “Figlia mia dividiamoci i compiti, senza che ti emozioni”

Natuzza: “Io non so quali sono i compiti”

Gesù: “Portare a Me le anime, sono i compiti. Amare e portare, compatire ed amare. Ma non ti arrendere. Prometti: o sì o no”

Natuzza: “Tutto quello che dite è Legge e io accetto”

Gesù: “Anche la sofferenza?”

Natuzza: “Certo! Per amore accetto pure la sofferenza”

Gesù mi ha abbracciata, mi ha dato un bacio in fronte. Era contento. E mi ha detto: “Tu rimarrai sempre con Me! Mi ami?”

Natuzza: “Io sì, ma Voi mi amate?”

Gesù: “Ti ho creato, ti sto crescendo. Mi devi aiutare ed Io aiuto te”

Natuzza: “Perché avete scelto giusto a me, che sono cretina, che sono una scema. Ce n’erano persone istruite, intelligenti”

Gesù: “No. Io scelgo quelli che Mi possono aiutare nel cammino, per convertire. E poi scelgo le anime semplici che accettano il Mio parere. E, quando una accetta, non si deve ritirare. Io scelgo le persone umili per fare del Bene agli uomini”

Natuzza: “Oggi è il giorno più bello della mia vita!”

Gesù: “Il seguito deve arrivare”

E così ci siamo abbracciati, abbiamo fatto il colloquio. Lui si è messo a pregare e a predicare. Mi sono emozionata terribilmente.

La Madonna mi ha detto: “Accetta. Lui ti ha generato nel ventre di tua madre e ti ha scelta”

Natuzza: “E perché ha scelto me e non ha scelto un’altra?”

Madonna: “Perché ha trovato il terreno fertile e Gli puoi dare un sostegno per la Conversione e la Salvezza delle anime. Figlia, il Signore ti ha messo in un branco di lupi; però tu, con l’aiuto di Dio, sei capace a dominarli. Mantieniti forte”

La Madonna mi ha fatto una carezza. Quando mi svegliai ero felice per quello che avevo visto, però infelice perché ero tornata indietro, mi è rimasto dentro sempre questo desiderio di raggiungere quel Posto. Mi sono chiesta: e quando lo vedrò quel Luogo, più?

L’Angelo mi ha detto: “Devi fare una strada lunga di sofferenze per arrivare a quel Posto, se vuoi arrivare. Chissà quanta gente desidera vederlo, e non l’ha visto. Tu l’hai visto prima del tempo”

Ed ogni 26 Luglio rivivo quella stessa esperienza. ”


Fonte: Gruppo Facebook "Amici a cui piace Natuzza Evolo"
 

mercoledì 12 luglio 2023

“La Madonna è bellissima”.... parola di Natuzza Evolo


“O Mamma, nel tuo cuore metto tutto il mondo, salvalo. Amen”

“La Madonna - racconta Natuzza - è bellissima! Mi appare molto giovane, come una ragazza di 15-16 anni, vestita di bianco, con la pelle scura, sollevata da terra e tutta piena di luce: "Io sono la Mamma tua e di tutto il mondo. Io sono il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime"”.

Così su indicazione di Natuzza e sotto sua indicazione viene realizzata la statua del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, che sarà offerta alla devozione popolare il 13 novembre 1993 durante una solenne concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Domenico Cortese e sotto una pioggia battente. La statua la rappresenta con le braccia aperte, leggermente inclinata in avanti come una mamma che si piega ad accogliere il figlio.


sabato 8 luglio 2023

L'Umiltà di "Mamma Natuzza"


A chi le chiedeva se si sentisse una persona straordinaria, Natuzza Evolo rispondeva: «No, mi sento un verme di terra! Io sono una poveraccia! Io non mi sento niente, proprio niente!».
In queste parole trovava conferma in quell’umiltà che la contraddistingueva in quel qualificarsi come un "verme" un "niente". Anche i più scettici, conoscendola, si sono ricreduti. Chiunque abbia avuto modo di incontrarla ha visto dissiparsi in quel suo materno sorriso ogni residuo di diffidenza.
“Se volete, posso essere vostra madre, potete chiamarmi mamma” diceva, e così per molti lei era "Mamma Natuzza".


martedì 1 dicembre 2020

Natuzza Evolo, altro che pazza, mia sorella sarà presto santa


Parla il fratello della mistica

«Sono orgoglioso che Papa Francesco abbia deciso di aprire il processo di beatificazione per mia sorella», dice Antonio Evolo. «Fin da bambina lei aveva visioni mistiche». «A dieci anni le erano comparse le stimmate, ma padre Gemelli disse che era una nevrotica da manicomio»

Paravati (Vibo Valentia), marzo
«Sono orgoglioso che Papa Francesco abbia deciso di aprire il processo di beatificazione di mia sorella Natuzza. Questa notizia mi riempie il cuore di gioia. Ma per me e la nostra famiglia lei è sempre stata una Santa, sin da quando era bambina, anche quando dicevano che era una strega».
Chi parla è Antonio Evolo, ottantacinque anni, fratello dell'umile mamma calabrese famosa in tutta l'Italia per le sue virtù prodigiose, sopratutto per le sue doti di veggente, per le apparizioni mistiche e per le stimmate che segnavano il suo corpo. Il 6 aprile prossimo, a quasi dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta il primo novembre 2009, nella basilica-cattedrale di Mileto, in provincia di Vibo Valentia, si terrà la funzione religiosa con la quale la Congregazione delle cause dei Santi aprirà ufficialmente la causa di beatificazione di Fortunata Evolo, così fu battezzata quando nacque il 23 agosto 1924 a Paravati, frazione di Mileto, per essere subito soprannominata Natuzza.
Da quel momento Natuzza avrà il titolo di “serva di Dio”. Se la causa si concluderà in modo positivo, provando l'eroicità delle sue virtù cristiane, Natuzza sarà proclamata Venerabile, primo passo perché possa essere dichiarata, dopo ulteriori processi, Beata e, infine, Santa.
«Quando eravamo piccoli e giocavamo assieme», ricorda Antonio Evolo «all'improvviso lei aveva visioni mistiche meravigliose. “C'è un bambino bellissimo che sta giocando con te” mi diceva. “Ha i capelli lunghi e mossi: è Gesù”. Oppure affermava di vedere le persone defunte e, se capiva che avevo paura, mi abbracciava con grande affetto e tenerezza. Ricordo anche le stimmate, le ferite sanguinanti che le erano comparse quando aveva dieci anni e che la facevano soffrire proprio come Cristo».
Tutto quello che per la famiglia Evolo era la normalità cominciò a essere visto con sospetto dalla Chiesa quando le visioni mistiche di Natuzza divennero di dominio pubblico. Accadde nel 1938, quando Natuzza aveva quattordici anni e faceva la domestica. «La Madonna mi ha detto che il 26 luglio farò una morte apparente», disse alla signora presso cui lavorava. Accadde proprio così: quel giorno Natuzza cadde in un sonno inspiegabile, lungo sette ore, e al risveglio disse: «E' il giorno più bello della mia vita. Sono andata in Paradiso e Gesù mi ha chiesto di portargli le anime e di amare e di compatire. Sì, di amare e di soffrire».
«Nel 1940, mentre riceveva il sacramento della Cresima, mia sorella sentì un brivido dietro la schiena e sulla sua camicia si formò una croce di sangue. La Chiesa volle indagare questi strani fenomeni per capire se si trattasse di una Santa o di una mistificatrice», ricorda Antonio Evolo. Furono chiamati a consulto medici e alti prelati; il vescovo di Mileto, Paolo Albera, inviò una relazione all'autorevole padre Agostino Gemelli, medico, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze e rettore dell'Università Cattolica. «Natuzza Evolo è soltanto una nevrotica isterica. Va curata in manicomio», decretò. La ragazza, che aveva appena diciassette anni, nel 1941 fu convinta a curarsi e fu rinchiusa per due mesi nell'ospedale psichiatrico di Reggio Calabria.
«Quando uscì, cercò di ricominciare una vita normale. Si sposò con Pasquale Nicolace, ebbe cinque figli, ma lei continuò ad avere visioni mistiche, colloqui con i defunti e le stimmate», racconta Antonio Evolo. «Sopratutto nella Settimana Santa il suo misticismo raggiungeva il culmine. Nei giorni che precedevano la Pasqua, Natuzza riviveva sul proprio corpo la Passione del Signore. Cadeva in uno stato di estasi e, in quei giorni, inspiegabilmente, le stimmate si trasformavano a contatto con le bende in figure che potevano rappresentare ostie, corone di spine, cuori, ma anche scritte in inglese, latino o aramaico». Ben presto la sua casa si affollò di devoti che cercavano in “Mamma Natuzza”, così cominciarono a chiamarla, conforto alla loro disperazione, che volevano parlare con i loro cari defunti, che speravano di avere da lei diagnosi mediche favorevoli.
«Mia sorella riceveva anche ducento persone al giorno, ma sapeva conciliare le sue virtù di veggente con la famiglia», dice suo fratello Antonio. «Io andavo ad aiutarla per qualche piccola commissione e le coltivavo l'orto che aveva dietro casa. Ricordo che un giorno, tra le tante persone in attesa, c'era anche un bambino sordomuto accompagnato dalla sua mamma. Entrò da solo, mia sorella lo baciò e gli disse: “Quando esci da qui salutami tanto la tua mamma”. Il piccolo uscì e, tra lo stupore e la commozione di tutti i presenti, disse, come se avesse sempre parlato e ascoltato: “Mamma, ti saluta tanto la signora Natuzza”. Andai a domandarle spiegazioni di questa guarigione miracolosa ma mia sorella con grande umiltà mi disse: “Non sono stata io, è stato il mio angelo custode”. La risposta non mi stupì, perché diceva sempre che era il suo angelo custode a suggerirle le risposte anche in lingua straniera e con una terminologia medica e scientifica che una persona come lei, priva di istruzione e quasi analfabeta, non avrebbe saputo usare».
Ma, a un certo punto della sua vita, Natuzza Evolo capì che la sua casa non era più degna di ricevere non soltanto le migliaia di persone che affollavano il paese nella speranza di vederla e di affidarle sofferenze, speranze e turbamenti, ma anche la Madonna e i santi che diceva di incontrare nelle sue visioni. «Quando ho visto la Madonna, Gesù e San Giovanni tutti insieme, dissi loro: “Come posso ricevervi in questa brutta casa?”. La Madonna mi disse: “Non ti preoccupare, anche nella casa brutta possiamo venire. Ma ci sarà una nuova casa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime. Ci sarà anche una grande chiesa. Ti farò sapere quando sarà il momento”».
Il momento arrivò nel 1987 quando, con l'assenso della Chiesa, che aveva cominciato a rivalutare Natuzza Evolo, e con le offerte dei devoti, cominciò la costruzione della Fondazione Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime, con la chiesa, il centro anziani e la casa di cura.
Qui Natuzza Evolo mancò il primo novembre 2009, a ottantacinque anni, per un blocco renale. Trentamila persone vennero a salutarla per l'ultima volta durante il funerale, celebrato da cinque vescovi e centoventi sacerdoti. La sua scomparsa fu accompagnata dal suono a lutto delle campane del paese, le stesse che, all'annuncio dell'apertura del processo di beatificazione, pochi giorni fa, hanno suonato lungamente a festa e hanno accompagnato le parole del vescovo Luigi Renzo: «La fama di santità di Natuzza Evolo è viva e aumenta sempre più. Le sue virtù, il suo sconfinato amore per il Cuore di Gesù e di Maria, l'accettazione della sofferenza eroica sul modello del Crocifisso, la sua fede incrollabile e il profondo senso di obbedienza alla Chiesa ne sono la chiara testimonianza».

Di Roberta Pasero

FONTE: Di Più N. 9
11 marzo 2019


Splendido articolo che sono felicissimo di poter inserito tra le pagine di questo nuovo blog, in quanto parla di una delle figure più belle del XX Secolo, la mistica calabrese Natuzza Evolo.
E' questa una figura che io amo moltissimo, per cui non posso essere altro che immensamente felice che la Chiesa ne abbia aperto il processo di Beatificazione. E se tutto andrà come credo, non passerà molto tempo che quest'anima luminosa verrà proclamata Beata, e poi, me lo auguro di cuore, anche Santa. Personalmente non nutro nessun dubbio sulla Santità di Natuzza Evolo, un anima che ha consacrato totalmente la sua vita a Cristo, al prossimo e alla propria famiglia, un anima ricolma di Doni e Carismi straordinari eppure assolutamente umile, semplice, povera e obbediente. Se la si conosce a fondo, si può solamente voler bene a Natuzza Evolo, un esempio meraviglioso e luminosissimo per tutti!

Marco