Nel 1925 una distinta signorina di Bari andò a visitare il Santuario di San Michele Arcangelo dopo essere stato a San Giovanni Rotondo ed aver avuto un incontro molto proficuo con Padre Pio.
La sera, seduta sul suo letto, guardava una fotografia del Padre, acquistata a San Giovanni Rotondo, ma non trovandola rassomigliante la sgualcì, la accartocciò, ne fece una pallottola e la fece ruzzolare sotto il letto.
Il suo atto non era motivato da nessun tipo di risentimento o di disprezzo nei confronti del Padre, la sua azione era stata motivata semplicemente dal fatto che quella fotografia non le piaceva, trovando in essa un immagine poco rassomigliante con quella del Padre.
Un anno dopo la signorina si recò di nuovo a San Giovanni Rotondo per confessarsi da Padre Pio. Appena si accostò al confessionale, il Padre le chiuse con forza lo sportello in faccia. La signorina restò attonita e scoppiò in lacrime, non riuscendo a capire il perché di un comportamento così autoritario.
Aperto di nuovo lo sportello il Padre le chiese: “Quanto tempo è che non vi siete confessata?”.
“Ma Padre perché mi trattate così?”
“E tu non hai fatto lo stesso con me, forse? Mi hai sgualcito e buttato sotto il letto!”
“E' vero – rispose la signorina – ma io disprezzai la fotografia, non voi”.
“Io sono niente, ma quella era l’immagine di un Sacerdote di Dio”.
Marco
Fonte: "Per la storia - Padre Pio, il primo sacerdote stigmatizzato"

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