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lunedì 22 giugno 2026

Frasi celebri di Chiara Corbella Petrillo


“Amare una persona significa: accettare di non capire tutto di lei, essere disposti ad essere cambiati e cioè a soffrire, rinunciare a qualcosa per lei.”

“Il contrario della paura è la fede, il contrario della morte è la gioia, il contrario dell’amore è il possesso.”

“Il tuo compito è quello di nutrire la tua vita affinchè gli altri diventino santi.”

“Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti a imparare ad amare gli altri come solo Dio può insegnarti.”

“L’Amore è il centro della nostra vita, perché nasciamo da un atto d’amore, viviamo per amare e per essere amati, e moriamo per conoscere l’amore vero di Dio”.

“L'Amore ti consuma ma è bello morire consumati proprio come una candela che si spegne solo quando ha raggiunto il suo scopo. Qualsiasi cosa farai, avrà senso solo se la vedrai in funzione della Vita Eterna.”

“L'importante nella vita non è fare qualcosa, ma nascere e lasciarsi amare.”

“Per arrivare al Signore non devi correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: "Sono già arrivata! Incredibile, Signore, ti ringrazio!"”

“Per ascoltare Dio bisogna: accettare di non capire, essere disposti a soffrire, rinunciare al male.”

“Quello che Dio vuole per noi è molto più bello di tutto ciò che potremmo chiedere noi con la nostra immaginazione.”

“Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono.”

“Sei speciale e hai una missione grande. Il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada da seguire se gli aprirai il cuore. Fidati, ne vale la pena!”

“Siamo nati e non moriremo mai più!”


lunedì 15 giugno 2026

Chiara Corbella Petrillo, un riflesso della Presenza di Dio


Quella di Chiara Corbella è "la Santità della porta accanto, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della Presenza di Dio". Queste sono le parole che ha usato il cardinale vicario di Roma Angelo De Donatis, aprendo la fase diocesana della causa di Beatificazione della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo.
"Auspichiamo che al termine dell'iter canonico Chiara possa divenire un modello di Santità, approvato dalla Chiesa, per tutti i fedeli cristiani e soprattutto per coloro che in questa giovane donna sposata e madre di tre figli (prima di Francesco, Chiara dette alla luce altri due bimbi, nati con gravi malformazioni e morti poco dopo il parto) trovino incoraggiamento e sostegno nel servizio dell'amore coniugale e alla vita".

La sua vita, quasi come un testamento spirituale, si può riassumere in una celebre frase detta da Chiara e ripetuta dal cardinale: "Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della Vita Eterna". Quella Vita Eterna che Chiara ha raggiunto a soli 28 anni perché ha preferito rimandare le cure di un male incurabile che la affliggeva da due anni per portare avanti la gravidanza di suo figlio, Francesco, nato perfettamente sano.
Solo da quel momento Chiara si è affidata alle cure del suo male, ma era ormai troppo tardi per avere salva la sua vita. Un gesto d'Amore immenso che ci fa ben capire qual' era la scala dei Valori di Chiara.

"Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita, ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente.
Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco, che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi" scriveva Chiara.

L'immenso gesto d'Amore di Chiara e la sua Fede rappresentano un meraviglioso esempio per tutti.


Marco



lunedì 18 maggio 2026

Siamo stati creati per "qualcosa di più"


Dio fa in modo che l’anima sia ansiosa, delusa e stanca quando si allontana, affinché essa possa ritornare a Lui.
Con l’agitare continuamente le acque dell’anima con il Suo Dito, Egli tiene lontana la falsa pace.
Disgustati ed inquieti, ci slanciamo allora sul Suo Sacro Cuore.
La noia è sete dell’Infinito; la stanchezza sete di Dio, la disillusione desiderio dell’amore estatico di Dio

Tale noia si accresce in proporzione diretta alla perdita di uno scopo nella vita, cioè della Salvezza Eterna della nostra anima immortale.

Se siamo deboli e fragili, la Chiesa ci comanda di non scoraggiarci. Se la vostra carne o sangue sono inclinati al male, la Chiesa vi trasfonde Carne e Sangue Divini nel Sacramento dell’Eucaristia, perché possiate superare le vostre debolezze. Se siete stanchi ricordatevi che non lo potreste mai essere se non foste creati per "qualcosa di più" del finito. Un maiale non è mai stanco e annoiato del suo stalletto, né una rondine del suo nido, ma l’uomo lo può essere della sua casa. E ciò perché sta proprio ritornando a Dio.

Io chiedo a voi che siete stanchi, infelici, tristi, depressi ed ansiosi, di uscirne da quest’inferno sgombrandolo per mezzo della Confessione, e di riempire la vostra anima di quel Pane di Vita e di quel Vino di cui si cibano i Vergini!


Arcivescovo Fulton J. Sheen


lunedì 11 maggio 2026

Le tribolazioni sono un richiamo di Dio


A volte il Signore flagella un’anima anche santa per un’imperfezione; in lei un neo è grave, come è grave la più piccola impurità in un brillante. Un’impazienza abituale, una disobbedienza costante, una mancanza di abbandono nelle mani di Dio, una vanità, un atto di orgoglio, una mancanza di carità può meritare un pesante castigo temporale; noi non ne vediamo la proporzione con la colpa, ma Dio la vede, e perché ci ama, ci richiama con forti voci.
Non si mutano le sorti della nostra vita con i lamenti o con le parole, si mutano con i fatti, emendandosi ed ascoltando la voce di Dio che ci parla per mezzo di quelli che Lo rappresentano sulla terra. Quando emendiamo la nostra vita, il Signore ci richiama al primitivo fervore, anzi lo accresce; Egli circoncide il nostro cuore con grazie speciali e c’infiamma di novello amore verso di Lui. Allora l’anima nostra rifiorisce, ed i castighi temporali si allontanano da noi. Passa quel momento tenebroso della vita che appare una disdetta e ritorna la serenità e la pace. Oh, non si domandano le grazie solo con le parole!

Sac. Dolindo Ruotolo ‒ Servo di Dio


lunedì 27 aprile 2026

"Che cosa grande è il Sacerdote!"


Se non avessimo il Sacramento dell’Ordine, noi non avremmo Nostro Signore.
Chi l’ha messo nel Tabernacolo? Il Sacerdote.
Chi ha ricevuto la vostra anima al suo ingresso a questo mondo? Il Sacerdote.
Chi la nutre per darle forza di fare il suo pellegrinaggio? Sempre il Sacerdote.
Chi la preparerà a comparire davanti a Dio, lavando l’anima per la prima volta nel Sangue di Gesù Cristo? Il Sacerdote, ogni volta il Sacerdote.
Se l’anima, poi, giunge all’ora del trapasso, chi la farà risorgere, rendendole la calma e la pace? Ancora una volta il Sacerdote.

Non potete pensare a nessun beneficio di Dio senza incontrare, insieme a questo ricordo, l’immagine del Sacerdote.
Se andaste a confessarvi alla Santa Vergine o a un angelo, vi assolverebbero? No.
Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Gesù? No.
La Santa Vergine non può far scendere il Suo Divin Figlio nella Santa Ostia.
Anche duecento angeli non vi potrebbero assolvere.

Un Sacerdote, per quanto semplice sia, lo può fare, egli può dirvi: “Va in pace, ti perdono”.
Che cosa grande è il Sacerdote!...».

Chi è che ci prepara l’Eucaristia e ci dona Gesù? È il Sacerdote.

Se non ci fosse il Sacerdote, non esisterebbero né il Sacrificio della Messa, né la S. Comunione, né la Presenza Reale di Gesù nei Tabernacoli.


Santo curato d'Ars


giovedì 9 aprile 2026

Il sacrilegio, il più orribile di tutti i crimini


Se ogni peccato mortale, fratello, dà la morte alla nostra anima, la separa da Dio per sempre, la precipita in ogni sorta di disgrazie, in quale stato deve quindi ridurre il più orribile di tutti i crimini, che è il sacrilegio? O mio Dio, chi potrà mai immaginare lo stato spaventoso di un’anima ricoperta di sacrilegi? Sì, ci dice Gesù Cristo, quando vedrete l’abominio della desolazione nel luogo santo, predetto dal profeta Daniele, comprendete bene.

Ahimè! Fratello, avendo scelto il cuore dell’uomo per farne la sua dimora e il suo tempio, Gesù Cristo prevedeva senza dubbio le profanazioni e le abominazioni disastrose che il demonio avrebbe commesso attraverso il peccato; che pensiero triste e desolante per un Dio! Ma il più grande e terribile di tutti i dolori è prevedere che si profanerà il Suo Corpo adorabile e il Suo Sangue Prezioso.
O mio Dio! O sventura incomprensibile! Possono i cristiani rendersi colpevoli di un tale crimine, che nemmeno l’inferno ha mai potuto inventare? Ahimè! San Paolo già lo deplorava ai suoi tempi. Non potendo un giorno far loro sentire tutta la negritudine di questo crimine spaventoso, diceva loro piangendo amaramente: "Quale supplizio non riceverebbe colui che alzasse una mano parricida sul Corpo di un Dio fatto uomo, che colpisse questo cuore…". Ah! Questo Cuore tenero che ci ama fino alla croce, e che strapperebbe il Sangue dalle Sue vene! Ah! Quel Sangue adorabile versato per noi, che ci ha santificati nel Santo Battesimo, che ci ha purificati nel Sacramento della Penitenza…; sembrerebbe impossibile trovare punizioni abbastanza severe e cristiani capaci di un tale crimine.

Ahimè! Eccone uno ancora più spaventoso: ricevere indegnamente il Corpo adorabile e il Sangue Prezioso di Gesù Cristo, profanarlo, contaminarlo, avvilirlo; è possibile un tale crimine? Ah! Almeno lo è per i cristiani? Sì, ci sono mostri di ingratitudine che portano la loro furia a tali eccessi! Sì, fratello, se in questo momento il buon Dio mostrasse le Comunioni di tutti coloro che sono qui, ahimè, quanti apparirebbero con la loro sentenza di riprovazione scritta nella loro coscienza criminale con il Sangue di un Dio fatto uomo!
Questo pensiero fa rabbrividire, eppure non c’è nulla di più comune di queste Comunioni indegne; quanti hanno l’audacia di avvicinarsi alla Santa Mensa con peccati nascosti e mascherati dalla Confessione! Quanti non provano quel dolore che il buon Dio chiede loro; quanti non fanno tutti gli sforzi possibili per correggersi! Quanti conservano una segreta volontà di ricadere nel peccato! Quanti non evitano le occasioni di peccato, potendo farlo; quanti conservano fino alla Santa Mensa inimicizie nel loro cuore!
Esaminate le vostre coscienze, fratello, e vedete se non siete mai stati in uno di questi stati d’animo avvicinandovi alla Santa Comunione; se avete avuto questa sventura, fratello, con quali parole potrei mai descrivervi tutto l’orrore?
Ah! Se mi fosse permesso, andrei all’inferno per strappare un infame e traditore Giuda ancora fumante del Sangue adorabile di Gesù Cristo che ha profanato in modo così orribile. Ah! Se poteste sentire le grida e le urla che lancia; Ah! Se poteste comprendere i tormenti che soffre a causa del suo sacrilegio, morreste di paura.

Ahimè! Che ne sarà di coloro che, forse per tutta la vita, non hanno fatto altro che sacrilegi! I cristiani che mi ascoltano e che sono colpevoli, potranno forse continuare a vivere?
Sì, fratello, il sacrilegio è il più grande di tutti i crimini, poiché attacca Dio e gli infligge la morte, e attira su di noi tutte le più grandi disgrazie.

Se parlassi a degli idolatri o anche a degli eretici, comincerei a dimostrare loro la realtà di Gesù Cristo nell’adorabile Sacramento dell’Eucaristia; ma no, nessuno ha il minimo dubbio al riguardo. Ahimè! bisognerebbe che, per coloro che vi si avvicinano con cattive disposizioni, Gesù Cristo non fosse presente; ma no, Egli è lì tanto per coloro che osano presentarsi con il peccato nel cuore, quanto per coloro che sono in stato di grazia.
San Paolo dice che è necessario essere puri: “Perciò chiunque in modo indegno mangia il Pane o beve il Calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo Pane e beva di questo Calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. E’ per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti” (1Corinzi 11: 27-30)


Dalle omelie del Santo Curato d’Ars




martedì 31 marzo 2026

Il Segno della Croce


ll Segno della Croce è uno dei gesti più antichi e comuni nella vita Cristiana.
Ci tocchiamo la fronte, il petto e le spalle e diciamo: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Spesso le persone lo fanno in fretta, senza pensare troppo, come fosse una consuetudine. Ma non dovrebbe essere così, perché il Segno della Croce racchiude un tesoro di Fede. E' infatti un gesto che abbraccia tutto: toccandoci la fronte indichiamo la mente, toccandoci il petto indichiamo il cuore e toccandoci le spalle indichiamo il corpo.
È come se dicessimo a Dio: “Ti affido tutto di me stesso, pensieri, sentimenti e opere”.

Il Segno della Croce non è una formula magica, ma una preghiera potente e completa. Ci ricorda che apparteniamo a Dio e che la nostra Salvezza viene dalla Croce di Gesù Cristo. È come "indossare" la Sua Croce come Scudo e Benedizione nella vita quotidiana.
Per questa ragione andrebbe fatta con devozione, con movimenti ampi e lenti, con la consapevolezza di ciò che si sta facendo.

Il Segno della Croce accompagna la vita del Cristiano in tanti momenti: lo facciamo spesso all'inizio e alla fine della giornata, quando preghiamo, all’inizio e alla fine della Santa Messa... o anche prima di entrare in chiesa, davanti a un immagine devozionale, dinanzi a un pericolo o semplicemente per dire “grazie” al Signore.
È un piccolo, semplice gesto, ma che trasforma la vita di ogni giorno in un’occasione di Fede e ci attira la Benedizione di Dio.

Ma perché i Cristiani lo fanno da sinistra a destra?
La Chiesa ci insegna che questo non avviene per caso.
Il movimento da sinistra a destra ha un profondo significato simbolico. Nella Sacra Scrittura, la sinistra spesso è associata alla condizione umana segnata dal peccato e dalla debolezza, mentre la destra rappresenta il luogo del favore, della Benedizione e della Gloria di Dio. Facendo il Segno della Croce da sinistra a destra, proclamiamo che Gesù Cristo ci conduce dal peccato alla Grazia, dalla morte alla Vita.

Il Segno della Croce è una professione di Fede nella Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Ci ricorda chi siamo e a Chi apparteniamo.


Marco



giovedì 26 marzo 2026

"Il nostro sguardo deve essere sempre orientato alla Vita Eterna"


“ Fin dall’inizio la Madonna ci ha detto che il nostro sguardo deve essere sempre orientato alla Vita Eterna...
Il Signore ci mette nel cuore questa gioia e questo desiderio di Vita Eterna.
Se c’è questo desiderio di lavorare per Dio e per il Paradiso, non ci stanchiamo mai. Essere quelli che pregano e aiutano.
Quando abbiamo come mèta la Vita Eterna, il Paradiso, tutto il resto scivola via come l’acqua sull’impermeabile. Tutte le cose diventano insignificanti, anche se sono importanti, perché fanno parte della vita. Noi dobbiamo fare la nostra parte, poi Dio ci aiuterà in mille modi. Noi l’abbiamo sperimentato. Soprattutto quando incontriamo delle persone disperate per cose gravi, noi diciamo loro: “consacra alla Madonna te, la tua famiglia, il tuo lavoro, tutto!” Sempre finiscono poi per dire che la Madonna li ha ascoltati. Bisogna confidare in Dio e nella Madonna...
Se confidiamo in Dio, Dio ci darà il centuplo, ci benedirà, benedirà i nostri sforzi ”.

Marija Pavlovic, veggente di Medjugorie


giovedì 19 marzo 2026

"Giovani portate Cristo"


Giovani portate Cristo.
Non abbiate paura di rompere con i comodi e abituali modi di vivere, al fine di raccogliere la sfida di far conoscere Cristo nella moderna metropoli.
Il Vangelo non deve essere tenuto nascosto, per paura o indifferenza. Non è stato concepito per essere custodito in privato.
Deve essere messo sopra un podio cosicché il popolo possa vedere la sua luce e rendere lode al nostro Padre Celeste.
Cristo ha bisogno di operai pronti a lavorare nella Sua Vigna.
Giovani cattolici del mondo, non deludetelo. Nelle vostre mani, portate la Croce di Cristo.
Sulle vostre labbra le parole di Vita.
Nei vostri cuori la garanzia salvifica del Signore!

Giovanni Paolo II


lunedì 16 marzo 2026

Pregare per i propri figli


Quando i genitori pregano per i loro figli, Dio li ascolta, gli Angeli si mobilitano e accadono grandi cose.

Padre Pio da Pietrelcina


Accadrà qualcosa di grande


Il fotografo Albresc, figlio spirituale di Padre Pio, raccontò alla mistica tedesca Maria Graf, di aver chiesto al frate cappuccino che cosa bisogna credere riguardo alle numerose profezie che circolano oggidì e a questo proposito egli rispose:
"Dio ricorre a due mezzi per salvare il mondo: la Conversione e il castigo. Nel Suo Amore preferisce il primo mezzo.
Dio interverrà nel mondo in modo miracoloso. Dal cielo verrà qualcosa di veramente grande, di prodigioso che costringerà gli uomini a cadere in ginocchio".


venerdì 13 marzo 2026

Cristiani solo di nome


Né diremo nulla di quei cristiani che sono cristiani solo di nome; che praticano il loro dovere cristiano in modo così miserabile da far morire di compassione.
Li vedrete recitare le loro preghiere svogliatamente, distratti, senza rispetto. Li vedrete in chiesa senza devozione; la Santa Messa inizia sempre per loro troppo presto e finisce troppo tardi; il sacerdote non è ancora sceso dall'altare e loro sono già in strada. Non parliamo nemmeno della frequenza con cui ricevono i Sacramenti; se mai si avvicinano per riceverli, la loro aria di indifferenza rivela che non sanno assolutamente nulla di ciò che stanno facendo. Praticano tutto ciò che riguarda il servizio di Dio con spaventosa noia.
Buon Dio! Quante anime sono perdute per l'Eternità!
Quanto piccolo deve essere il numero di coloro che entrano nel Regno dei Cieli, quando così pochi fanno ciò che devono per meritarlo!

San Giovanni Maria Vianney (Santo curato d'Ars)

Sermone “Sul rispetto umano”


domenica 8 marzo 2026

Dio costruisce sul nulla


Dio costruisce sul nulla. E' con la Sua Morte che Gesù ha salvato il mondo; è con il niente degli Apostoli che ha fondato la Chiesa; è con la Santità e nel nulla dei mezzi umani che si conquista il Cielo e che la fede viene propagata.

Charles de Foucauld 


domenica 30 novembre 2025

Pensare all'Eterna Salvezza


«Considera quanto sia importante per te giungere alla tua meta ultima. Ne va di tutto per te; perché, se vi arrivi, sei salvato, sei eternamente felice, colmo di tutti i beni per l’anima e per il corpo. Se invece la manchi, sei perduto, corpo e anima, perdi Dio e il Paradiso, sei eternamente infelice, dannato per sempre.

Ecco allora, tra tutte le occupazioni, l’unica utile, importante, necessaria: servire Dio e salvarsi.

Se tu perdessi ora una parte dei tuoi beni, te ne resterebbero degli altri; se perdessi una causa, potresti ricorrere in appello; se ti accadesse di commettere qualche errore temporale, può essere riparato. E qualora tu venissi anche a perdere tutto, che importa? Comunque, che ti piaccia o no, verrà un giorno in cui bisognerà lasciare tutto.

Ma se manchi la tua meta ultima, perdi tutti i beni e attiri su di te mali irreparabili per tutta un’eternità. Che giova all’uomo, dice il Salvatore, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? (Mt 16,26).

Salvarci! Ecco la nostra grande, la nostra unica occupazione. Quando non si tratta che delle faccende di questo mondo, se non ci pensi, un altro può pensarci per te; ma quando si tratta di quella grande della tua Salvezza Eterna, se non ci pensi, chi può pensarci per te? Se non te ne prendi cura, chi può assumere questo incarico per te? Se non ti aiuti da te stesso a salvarti, chi ti salverà? Quel Dio che ti ha creato senza di te non vuole salvarti senza di te. Se vuoi salvarti, bisogna che tu ci pensi».


San Leonardo da Porto Maurizio - Meditazione sul Fine dell’Uomo


lunedì 6 ottobre 2025

I meravigliosi "Appellativi" di Gesù


O Gesù,
o mio buon e Divin Gesù,
mio Re,
mio Salvatore,
mio Redentore,
mio Amico,
mio Fratello,
mio Confidente,
mio Padre e Madre,
mio Desiderio,
mia Aspirazione,
mio Sogno,
mia Meta.

Ah, in quanti modi diversi ti potrei chiamare o mio caro e buon Gesù!

Mio Sovrano,
Centro del mio cuore,
della mia vita,
della mia esistenza.
Mio Dio d'infinito Amore,
Medico e medicina Divini,
Bontà infinita,
Luce del mio cuore,
Lampada dei miei passi,
Amore purissimo e senza macchia.

Ah Gesù, Gesù...
ogni volta che mi rivolgo a Te,
nelle mie preghiere,
ogni giorno cerco un “appellativo” nuovo da utilizzare,
per poterti descrivere,
per poter esprimere ciò che Tu rappresenti per me,
e ogni volta mi viene in mente qualcosa di nuovo,
forse perché i modi per poterti chiamare,
sono probabilmente infiniti.

Monarca del mio cuore,
Dio d'infinita Misericordia,
Mia croce e delizia,
Mio tormento ed estasi,
Perfezione assoluta,
Bellezza infinita,
Unica, vera Ricchezza.

Gesù, Gesù, Gesù....
il tuo nome è composto da sole quattro lettere e un accento,
ma come vorrei che queste quattro lettere con accento scorressero nelle mie vene,
si “fissassero” nella mia mente
e si “incidessero” nel mio cuore.

Tu sei il “Re” del mio cuore Gesù,
o quantomeno vorrei che lo fossi,
e vorrei che nel mio cuore null'altro vi fosse all'infuori di Te,
e del Tuo Santo, Purissimo Amore.

O Gesù,
Autore della Vita,
Datore di ogni Dono,
Specchio di ogni Perfezione,
Cuore ardentissimo di Amore,
Splendore del Padre,
Sole di Giustizia,
Beatitudine infinita,
Amore che si irradia in ogni direzione.
In quanti altri modi si potrebbe definirti?
Credo che siano infiniti,
com'è infinito il Tuo Amore per noi!
E noi uomini, questo Amore lo ricambiamo?
Purtroppo no, o Signore, purtroppo spesso, troppo spesso, non lo ricambiamo.
E di questo dovremmo solamente chiederti Perdono.

O Gesù,
Dio della Pace,
Parola di Vita,
Vigna Santissima,
Buon Pastore,
Porta stretta che conduce all'Eternità,
io vorrei... io vorrei...
che Tu scendessi nei nostri cuori
e ne prendessi assoluto e totale possesso.
Tu in noi
e noi in Te,
in una strettissima unione
che nessuno potrà mai separare.

O Divino Gesù,
Sole che scalda ma non brucia,
Tesoro di ogni fedele,
Torre inespugnabile,
Sapienza Eterna,
Stella Cometa della nostra vita,
Speranza infinita,
Bellezza che incanta e non stanca mai...
non “stancarti” di noi uomini, o Gesù;
è vero che tante, tantissime volte Ti deludiamo,
e Ti facciamo piangere...
ma ci sono anche uomini pieni di buona volontà,
di zelo,
di amore profondo per Te,
veri e propri “imitatori” Tuoi,
copie Tue quasi perfette.
E sono coloro che noi, famigliarmente, definiamo “Santi”.
Continua ad amarci anche grazie a loro, o Gesù
ma soprattutto per tutti coloro che sono lontani da Te,
perché sono proprio costoro che hanno maggiormente bisogno di Te!
Hanno bisogno di Te e spesso non lo sanno,
ma Tu lo sai o Gesù,
Tu sei venuto al mondo soprattutto per loro,
per salvare ciò che sembrava perduto.
per dare a loro Te Stesso,
come àncora di Eterna Salvezza.

Ah, o mio caro e buon Gesù,
alle volte mi piace chiamarti anche in modo molto “originale”,
che potrebbe persino fare sorridere.
Per me, o Gesù
Tu sei il “Divin Pompiere”,
perché spegni le nostre sregolate passioni
e i fatui fuochi appiccati dall' “altro”, ma non da Te.
Ma Tu sei anche il “Divin Piromane”
perché ci “incendi” con il Tuo Amore purissimo,
con un Fuoco che ci ravviva, ma senza consumarci,
che ci riscalda, ma senza bruciarci.
Ah, Benedetto, Benedetto Fuoco....
magari fossimo tutti infiammati da questo Fuoco d'Amore,
come sarebbe diversa la nostra vita
e come sarebbe diverso il nostro mondo!
Ma siamo così limitati, o Gesù....
magari un piccolo “fuocherello” c'è dentro di noi,
ma è così poca cosa rispetto a quello che dovrebbe essere,
a quell' “incendio d'Amore” che dovrebbe essere.
Alle volte, o Gesù, quello che c'è in noi è un “fuoco di paglia”,
che magari dà una bella fiammata iniziale,
ma che poi si esaurisce
e si spegne quasi subito.
Tu invece vorresti che noi fossimo “Fuoco di legna”,
costante, perseverante...
e che non si spegne mai!

Abbi pazienza, tanta pazienza con noi, o Gesù....
io ho motivo di pensare che, prima o poi,
noi uomini risciremo ad amarti veramente,
ad amarti come Tu meriti di essere amato.
Forse questo, per la maggior parte di noi uomini,
avverrà solo nel Tuo beatissimo Regno, o Signore
ma ho la speranza più vive che accadrà,
che accadrà veramente.
Perché per infinito Amore Tu e il Padre ci avete creati
e l'Amore Eterno è la nostra destinazione,
la nostra “Missione”,
la Ragione stessa della nostra esistenza!

Grazie, grazie, grazie di tutto o mio Divin Gesù,
Regale Sovrano del mio cuore!
Il mio sentito “Grazie” ti giunga come un “dardo di fuoco”
lanciato dalla terra verso il Cielo.

Grazie, grazie, grazie, mio Re dei Re”!


Marco



domenica 28 settembre 2025

Il Cristianesimo non è un sistema di etica, ma una nuova vita in Cristo, una relazione di Amore


Gesù disse: «Io sono venuto perché abbiano la Vita e l’abbiano in abbondanza».
Il Cristianesimo non è un sistema di etica, ma è una Vita. Non è un buon consiglio, ma è un'Adozione Divina.

Non si diventa Cristiani facendo ogni giorno una buona azione, nell'essere caritatevoli verso i poveri, nell'andare in chiesa, nel leggere la Bibbia, nel cantare inni sacri, né partecipando a movimenti di riforma politica o economica, anche se nobilissimo è il movente. Il Cristianesimo include tutte queste cose; ma prima di tutto e soprattutto è una Relazione d'Amore.

Come voi non potete diventare membri di una famiglia con il fare opere buone; ma soltanto con l'essere nati in essa per un atto di amore, così non potete mai diventare Cristiani con il fare opere buone; ma soltanto con l'essere generati dall'Amore Divino.

Il Cristianesimo comincia con l'essere e non con il fare, con la vita e non con l'azione.
Se avete la vita di una pianta, fiorirete come una pianta; se avete la vita di una scimmia, agirete come una scimmia. Se avete la vita di un uomo, farete le opere dell'uomo; ma se avete la Grazia, la Vita di Cristo in voi, agirete e vivrete come un Cristiano.

Assomigliate ai vostri genitori perché siete partecipi della loro natura. Così sarete simili a Dio, se siete partecipi della Sua Natura Divina. Ciò che un uomo fa è la manifestazione esterna di ciò che egli è.


Beato Fulton J. Sheen, da "Fatti per l'eternità: introduzione al Cristianesimo" 


giovedì 18 settembre 2025

Gli occhi di satana e gli occhi di Dio


Satana è “maledettamente” bravo: quando lo permettiamo, come chirurgo di fama mondiale, ci impianta i suoi occhi, che trasformano ogni cosa in una realtà malevola e distorta.

Con gli occhi di satana vediamo il nostro prossimo come persone malvagie, spietate, superbe, senza scrupoli, invidiose, ipocrite, opportuniste, malevoli, avari, egoisti, arrivisti, impudichi, disonesti.... e chi più ne ha più ne metta.

Quando iniziamo a vedere gli uomini così è la rovina più nera, perché scompare in noi ogni forma di carità e compassione. E' la nostra rovina.

La cosa brutta è che sono tante le persone che vedono con gli occhi di satana. E la cosa più triste è che queste persone non si rendono conto del “trapianto” di occhi che è stato fatto loro, essi sono convinti di vederci benissimo. E quando constatano che altre persone vedono le cose in maniera differente da loro, sono fermamente convinte che sono gli altri a vederci male, che sono essi ad aver bisogno di un buon “oculista”, che sono essi a sbagliare, pensando che queste sono persone sprovvedute e credulone. Mentre loro, con vista fine e nitida (per essi), vedono il male dovunque, anche dove questo proprio non c'è.

Coloro che vedono con gli occhi di satana sono a tutti i livelli della nostra società, talvolta anche all'interno della Chiesa. Satana lavora incessantemente a questi “trapianti”.... in questo bisogna proprio ammettere che è un “lavoratore” infaticabile!

Se vogliamo vincere le tentazioni e non cadere nei tranelli dell'”altro” chiediamo incessantemente a Gesù e alla Vergine SS. di donarci i Loro occhi.... e così vedremo veramente con nitidezza tutte le cose, come esse veramente sono.

Questo non significa vedere tutto bello, tutto liscio, tutto perfetto: perché le cose non sono nemmeno così! Significa però vedere il nostro prossimo, e anche noi stessi, con tanta Misericordia, significa vederci come persone bisognose di Redenzione, di Salvezza e di Amore. Se avremo gli occhi di Gesù e della Vergine SS. sapremo vedere bene anche i nostri limiti, i nostri difetti (e non solo quelli degli altri), ma sempre con una vista misericordiosa e compassionevole. Ci vedremo come persone malate, quali realmente siamo, bisognose di aiuto, di cure, di essere sanate. E chi è il “Dottore dei Dottori” se non nostro Signore Gesù Cristo?

Rivolgiamoci quindi a Lui e alla Sua e nostra tenerissima Madre per ogni cosa.... e non rimarremo delusi. E con i Loro occhi meravigliosi sapremo vedere il tanto, tanto Bene e Bello che è attorno a noi e che sempre ci circonda.

Dio è Amore Infinito, non dimentichiamocelo mai, e vuole solamente il Bene e la Salvezza di ciascuno di noi, senza eccezione.


Marco



giovedì 11 settembre 2025

Per amore della Nascita della SS. Vergine


Nella ricorrenza della Sua Nascita vidi la Madre di Dio, vicino al mio capezzale; così mi disse: “Chi, oggi a mezzogiorno, in memoria e per amore della Mia Nascita, vorrà una grazia, dovrà recitare le nove Ave Maria e proseguire così per nove giorni; l'angelo riceverà da queste preghiere, quotidianamente, nove fiori e me li porterà, in modo che Io ne farò subito dono alla Santissima Trinità, esortandola a esaudire la preghiera dell'orante”.

Dopo questa rivelazione mi sentii trasportata in cima a un'altura fra il Cielo e la terra; qui vidi cori angelici e schiere di santi e, in mezzo a loro, c'era la Santa Vergine assisa dinanzi al Trono di Dio.


Beata Anna Caterina Emmerick




venerdì 5 settembre 2025

Illimitata è la Bontà di Dio


Dice Gesù alla Sua anima prediletta suor Consolata Benigna Ferrero:

« Vedi in questi tempi, per così dire, le Mie viscere di Misericordia si allargano ancora di più, è il tempo di amnistia generale, purché trovi nelle anime la carità. Si ha un'idea troppo piccola della Bontà di Dio, della Sua Misericordia, del Suo Amore verso le creature, si misura Dio con la creatura. Ma Dio non è limitato e quindi non è limitata la Sua Bontà.

Scrivi che Io amo gli uomini, che Io amo teneramente gli uomini, che li amo tenerissimamente come Miei cari fratelli e benché ci sia una distanza infinita tra loro e Me, tuttavia Io non la conto. Io adopero 99 volte la Misericordia, e solo quando non ci posso riuscire con la Misericordia, adopero la Giustizia, ma solo la novantesima parte di quel 1 di Giustizia. Si è vero che sono infinitamente Giusto, non posso non esserlo, ma la lascio da parte la Mia Giustizia, per non usare che la Mia Misericordia ».


Rivelazioni del Sacro Cuore di Gesù, alla suora visitandina, serva di Dio Benigna Consolata Ferrero, morta in odore di Santità il 1° settembre del 1916 nel monastero di Como



lunedì 1 settembre 2025

Il Segno della Croce come primo atto della propria giornata


Io dico che al mattino, un cristiano che desidera salvare la sua anima deve, dall’istante in cui si sveglia, fare il Segno della Croce, donare il suo cuore a Dio, offrirgli tutte le sue azioni, e prepararsi a fare la sua preghiera. Non bisogna mai lavorare prima di farla; ma farla in ginocchio, dopo aver preso dell’Acqua Benedetta, e farla davanti al proprio Crocifisso.
Non perdiamo mai di vista, fratelli miei, che è al mattino che il buon Dio ci prepara tutte le Grazie che ci sono necessarie per trascorrere santamente la giornata; perché il buon Dio conosce tutte le occasioni che avremo, di peccare, tutte le tentazioni che il demonio ci offrirà durante il giorno, e, se preghiamo in ginocchio, e come si deve, Egli ci dà tutte le Grazie di cui abbiamo bisogno per non soccombere.
E’ per questo che il demonio fa tutto ciò che può per farci trascurare questa preghiera, o per farcela fare male, essendo molto convinto, come confessò un giorno per bocca di un posseduto, che se può avere il primo momento della giornata, è sicuro di poter avere tutto il resto.

Santo curato d'Ars