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sabato 22 febbraio 2025

Una goccia di acqua pulita


Nel 1979 Madre Teresa ricevette il Premio Nobel per la Pace. Accolse questo riconoscimento così importante con molta umiltà, rimanendo “piccola” nelle mani di Dio.
Andò a ritirare questo premio con la corona del Rosario stretta tra le mani, come segno tangibile del suo Amore per la Madonna.

Di ritorno da Oslo, fece tappa a Roma, nella dimora delle Missionarie della Carità presente nella città Eterna, sul monte Celio, e lì trovò molti giornalisti che l'attendevano al varco. Con la sua consueta disponibilità Madre Teresa non si sottrasse a loro e alle loro domande e, anzi, regalò a ciascuno una piccola medaglia dell'Immacolata.

I giornalisti non furono parchi in quanto a foto e domande... ed uno di loro gli chiese: «Madre, lei ha settant’anni! Quando lei morirà il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica?».

Madre Teresa, con il suo luminoso sorriso, gli rispose: «Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo! Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita nella quale potesse riflettersi l’Amore di Dio. Le pare poco?».

Il giornalista, lì per lì, non seppe cosa dire, mentre intorno alla madre si era fatto silenzio, per le sue parole e forse anche per l'emozione.

Madre Teresa riprese la parola e chiese al giornalista: «Cerchi di essere anche lei una goccia di acqua pulita e così saremo in due. E’ sposato?».

«Sì, madre».

«Lo dica anche a sua moglie e così saremo in tre. Ha dei figli?».

«Tre figli, madre».

«Lo dica anche ai suoi figli e così saremo in sei…».


sabato 21 dicembre 2024

Don Marco Pozza e il Santo Rosario


“ Quando io voglio trovare Maria, metto le mani in tasca, tiro fuori la mia Corona del Rosario e, anche se il mondo oggi forse deride questa antichissima preghiera.... lì ci ritrovo la mia fede.
Per me sgranocchiare quelle 50 Ave Maria, metterci dentro le intenzioni di preghiera di tutti coloro che mi dicono "fai una preghierina per me", e per me non è uno scherzo... mettermi lì, ti confesso che certe sere è l'unica maniera per spostare tutti i pensieri, cattivi, faticosi, di male, che ho dentro la mia testa, e per trovare la serenità ”.

Don Marco Pozza

Fonte: You Tube



sabato 10 agosto 2024

Pregare e sacrificarsi per il prossimo porta molta Grazia


Quella sera ascoltai le confessioni e chiesi ad ogni penitente di recitare il Rosario per la conversione di un peccatore. Alla fine il peccatore venne a confessarsi.

Per questo è così importante pregare e sacrificarsi per gli altri, specialmente per coloro che sono caduti moralmente e spiritualmente.

Come le nuvole catturano l'umidità del mare e la trasportano sulle cime delle montagne facendola piovere sulla terra arida, così anche le nostre preghiere e i nostri sacrifici sono trasportati dallo Spirito Santo e fatti piovere su altre anime che hanno bisogno di queste preghiere e sacrifici.

In questo modo si continua l'opera della Salvezza.


Beato Fulton J. Sheen


martedì 11 giugno 2024

Come Santa Teresina riusciva ad amare una persona molto fastidiosa


Nel monastero del Carmelo in Francia, dove viveva Santa Teresa del Bambino Gesù, c’era una suora molto fastidiosa.

Era fastidiosa in cappella, facendo sbattere continuamente la corona del rosario al banco, e il rumore distraeva e irritava le sue consorelle.

Anche Teresina aveva qualche difficoltà a guardare serenamente in faccia questa consorella, ma cercava sempre di non manifestarlo.

Quando la incontrava nel corridoio, ella era tentata di entrare in una stanza, evitando d’incontrarla; ma si dominava, la guardava e le sorrideva.

Al lavatoio comune, quella suora piuttosto distratta lavando le sue cose spruzzava acqua sulle consorelle che erano di fronte, intente anch’esse a lavare la biancheria.
Teresina non si asciugava gli spruzzi d’acqua che riceveva, per non mostrare malcontento e offriva ogni cosa al Cuore di Gesù per la Conversione dei peccatori.... “Faccio conto di ricevere spruzzi di Acqua Santa”, diceva a se stessa.

Così, Teresina andava invertendo i suoi sentimenti verso quella sorella.

Il rumore della corona del rosario nella cappella le sembrava ormai una musica che l’aiutava a pregare e lodare Dio.

Col tempo, cominciò anche ad amare quella sorella.

E un giorno, con sua grande sorpresa, la suora le chiese: “Suor Teresa, perché ti piaccio tanto?

Poiché la sofferenza è una moneta preziosa, non bisogna sprecarla; conviene anzi farla fruttare il più possibile.


Fonte: Libro "Conforto all'anima" di don Giuseppe Tomaselli


giovedì 30 maggio 2024

La sua anima volò in Cielo in forma di bellissima colomba


Il padre Bovio racconta che una donna di malaffare, chiamata Elena, entrata in una chiesa, udì per caso una predica sul Rosario. Uscì e ne comprò uno, ma lo portava nascosto per non farlo vedere. Cominciò poi a recitarlo, ma dapprima senza devozione. La Santa Vergine le fece tuttavia gustare tali consolazioni e tali dolcezze in questa pratica, che non si stancava mai di dire il Rosario. Così arrivò a concepire un tale orrore per la sua cattiva condotta che, non trovando pace, fu come costretta ad andare a confessarsi, e lo fece con tale contrizione, che il confessore ne fu stupito.
Fatta la confessione, andò a inginocchiarsi davanti a un altare di Maria per ringraziare la sua Avvocata e, mentre recitava il Rosario, udì la voce della Divina Madre che da quell’immagine le diceva: «Elena, hai molto offeso Dio e Me. Da oggi in poi cambia vita e ti concederò in abbondanza la Mia Grazia».
Tutta confusa, la povera peccatrice rispose:
«Vergine Santa, è vero che finora sono stata una sciagurata, ma tu che tutto puoi, aiutami. Io mi dono a Te e voglio impiegare il resto dei miei giorni a far penitenza dei miei peccati».
Aiutata da Maria, Elena distribuì tutti i suoi averi ai poveri e si diede a una vita di rigorosa penitenza. Era tormentata da terribili tentazioni, ma si raccomandava incessantemente alla Madre di Dio e così ne usciva sempre vittoriosa. Arrivò ad avere molte Grazie anche soprannaturali, visioni, rivelazioni, profezie. Infine, dopo averla avvertita qualche giorno prima della sua morte ormai prossima, la Vergine con suo Figlio venne a visitarla e, quando la peccatrice morì, fu vista la sua anima volare verso il Cielo in forma di bellissima colomba.


Sant’Alfonso Maria de Liguori

Fonte: La Scala per il Paradiso


martedì 14 maggio 2024

Giovanni Paolo II e il Santo Rosario


Chi ha vissuto gli anni del Pontificato di Giovanni Paolo II sa bene quanto questo Papa fosse teneramente legato alla Vergine SS., tanto che ha voluto che il suo stemma contenesse il suo rapporto privilegiato con la Madre Celeste, scrivendo “Totus tuus”. Ed era un grande estimatore del Santo Rosario, che cercava di promuovere tra la gente in ogni modo possibile.
A questo proposito, nella lettera apostolica Rosarium Virgins Mariae del 2002 scrive lui stesso:

Ventiquattro anni fa, il 29 ottobre 1978, ad appena due settimane dall'elezione alla Sede di Pietro, quasi aprendo il mio animo così mi esprimevo:
«Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità. [...] Si può dire che il Rosario è, in un certo modo, un commento-preghiera dell'ultimo capitolo della Costituzione Lumen gentium del Vaticano II, capitolo che tratta della mirabile presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. Difatti, sullo sfondo delle parole Ave Maria passano davanti agli occhi dell'anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell'insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso – potremmo dire – il Cuore della sua Madre. Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell'individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell'umanità. Vicende personali e vicende del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno più a cuore. Così la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana».
Con queste parole, miei cari fratelli e sorelle, immettevo nel ritmo quotidiano del Rosario il mio primo anno di Pontificato
”.


martedì 16 aprile 2024

Francesco Marto “nasce” al Cielo


Quella di Francesco fu anima di profonda preghiera. Quando prese ad andare a scuola a volte diceva a Lucia: «Senti, tu va’ a scuola. Io resto qui, in chiesa, vicino a Gesù nascosto. Per me non vale la pena di imparare a leggere; fra poco vado in Cielo. Quando torni, vieni a chiamarmi». Allora si metteva vicino al Tabernacolo e, interrogato su cosa facesse tutte quelle ore, egli affermava: «Io guardo Lui e Lui guarda me».

Mentre Giacinta faceva penitenze per salvare anime peccatrici dall’inferno, Francesco pensava a consolare il Signore e la Madonna. Ricordando la promessa di Maria Vergine, della quale aveva sempre un’immensa nostalgia, di portarlo presto in Cielo con Giacinta, gioiva dicendo: «Lassù almeno potrò meglio consolare il Cuore di Gesù e di Nostra Signora».

Sapeva accettare e sopportare la sofferenza con esemplare rassegnazione e accolse la "Spagnola", che lo portò via, come un dono immenso per consolare Cristo, per riscattare i peccati delle anime e per raggiungere il Paradiso. Il 4 aprile, dopo aver pregato il Rosario con Giacinta, a notte salutò Lucia, dandosi un arrivederci in Cielo.
Poi disse alla madre: «Guarda, mamma, che bella luce là, vicino alla porta!». Il suo volto si illuminò di un sorriso e spirò. Erano le 10 di sera. Ancora non aveva 11 anni.


martedì 31 gennaio 2023

Il giudizio e la bestemmia

Chi mi legge sa che da giovane cooperatore salesiano conobbi alla Basilica del Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio a Roma (in via Marsala vicino alla Stazione Termini) don Giuseppe Tomaselli.
Quando soggiornava a Roma, presso la casa salesiana, la sera veniva nelle camerette di don Bosco a pregare il Santo Rosario con noi. Una sera diede la buona notte di don Bosco (il pensiero ai giovani prima di andare a cena). La ricordo perché fece una domanda: “Qual è il più grande Comandamento?
Subito rispondemmo: “Amare Dio e il prossimo come noi stessi”.
Osservò: “Allora, siete bravi e conoscete il Vangelo”.
Poi, continuo con aria un po' furbesca: “E sapete dirmi qual è il più grande peccato contro questo Comandamento?”.
Tutti a pensare e a guardarci disorientati.
Qualcuno disse: “Forse non amare Dio e il prossimo”.
Don Tomaselli ci guardò intensamente e poi riprese: “Sono il giudizio e la bestemmia. Entrambi causano un malessere tremendo. Padre Pio diceva che la bestemmia distrugge perfino la cenere del camino e il giudizio distrugge i rapporti tra le persone”.


di fratel Maria Gioioso
(Una riflessione durante la Novena dell'Immacolata)



domenica 30 ottobre 2022

«Prega 200 Rosari e tuo fratello andrà in Paradiso»

Ad una pia signora era morto il fratello.
Afflitta da questa perdita, tanto più dolorosa perché il fratello era veramente un buon Cristiano, la signora fece un sogno. Vide Padre Pio da Pietrelcina che la consolò e le disse: «Recita 200 Rosari e tuo fratello passerà subito in Paradiso».
Quando la signora si svegliò, ricordò il sogno, ma pensò che fosse solo un sogno, e basta.
Tuttavia la mattina seguente partì e si recò da Padre Pio. Appena incontrò Padre Pio, senza più pensare al sogno, la signora in lacrime gli chiese dove si trovasse l'anima del fratello e che cosa fare per lui.
Padre Pio le rispose subito: «E non te l'ho detto stanotte?... Recita 200 Rosari e tuo fratello passerà subito in Paradiso».

Il Rosario ha anche questo potere straordinario: affrettare la liberazione delle anime dal Purgatorio, recare loro grande sollievo e conforto.

Lo stesso Padre Pio da Pietrelcina, un giorno, nel donare una corona a una figlia spirituale, disse con trepida voce: «Ti affido un tesoro: sappi tesoreggiare. Vuotiamo il Purgatorio»


Tratto dal libretto "Il Santo Rosario e i Santi"


giovedì 18 agosto 2022

Il Rosario salva la vita

Il 6 Agosto 1945 ad Hiroshima fu fatta esplodere la prima bomba atomica, la quale causò morti e devastazioni.

Eppure quel 6 agosto, festa della Trasfigurazione, avvenne un miracolo straordinario.
Quattro gesuiti (Hugo Lassalle, Hubert Schiffer, Wilhelm Kleinsorge, Hubert Cieslik) stavano pregando all'interno della cattedrale di Nostra Signora dell'Assunzione quando la bomba, alle 8 di mattina, rase al suolo la città di Hiroshima.
Loro erano molto vicini all'epicentro e i vetri della cattedrale andarono in frantumi.
Quando giunse il personale medico, subito dalle analisi emerse che nessuno di loro era stato ferito.

Non solo; le radiazioni, che negli anni successivi avrebbero ucciso circa un quinto dei sopravvissuti, non erano presenti sui loro corpi.
Quando fu intervistato circa questo miracolo, padre Schiffer disse candidamente: “Siamo vissuti perché stavamo vivendo il messaggio di Fatima. Vivevamo e pregavamo il Rosario ogni giorno”.

mercoledì 29 giugno 2022

Don Giuseppe Tomaselli vede sua madre in Purgatorio


Don Giuseppe Tomaselli, nato il 26 gennaio 1902 a Biancavilla (Catania), è stato una delle più belle personalità Cristiane del 900, morto in concetto di Santità il 10 maggio 1989.
Don Giuseppe è stato un valente sacerdote-esorcista salesiano, vivendo con ardore e carità il proprio Ministero per quasi 63 anni.
Devotissimo alla Madonna (come tutti i veri Santi), amico di Padre Pio, oltre ai Doni ordinari che aveva, ne possedeva anche di "straordinari", come il Dono della guarigione, della scrutazione dei cuori, della visione mistica di Gesù e Maria SS., delle anime del Purgatorio.... e altri ancora. E proprio dal Purgatorio ebbe la visione della sua cara madre, deceduta qualche anno prima, donna tanto pia che don Giuseppe pensava essere in Paradiso.

Ecco quello che scrisse don Giuseppe di questa Apparizione in uno dei suoi numerosi opuscoli:

«Mia madre era di grande esemplarità e devo a lei in gran parte la mia Vocazione Sacerdotale. Ogni giorno andava a Messa, anche nella vecchiaia. La Comunione era quotidiana. Mai tralasciava il Rosario. Caritatevole, sino a perdere un occhio mentre compiva un atto di squisita carità verso una povera donna. Uniformata ai voleri di Dio, tanto da chiedermi quando mio padre era disteso cadavere in casa: “Che cosa posso dire a Gesù in questi momenti per fargli piacere?”. Ripeta: “Signore, sia fatta la Tua Volontà”.

Sul letto di morte ricevette gli ultimi Sacramenti con viva Fede. Poche ore prima di spirare, soffrendo troppo, ripeteva: “O Gesù, vorrei pregarti di diminuire le mie sofferenze! Però non voglio oppormi ai Tuoi voleri; fa la Tua Volontà!…”. Così moriva quella donna che mi portò al mondo.

Basandomi sul concetto della Divina Giustizia, poco curandomi degli elogi che potessero fare i conoscenti e gli stessi sacerdoti, intensificai i suffragi. Gran numero di Sante Messe, abbondante carità ed, ovunque predicavo, esortavo i fedeli ad offrire comunioni, preghiere ed opere buone in suffragio. Iddio permise che la mamma apparisse. Ho studiato ed ho fatto approfondire la questione a bravi teologi e si è concluso: è stata una vera Apparizione!

Da due anni e mezzo mia madre era morta. Ecco all’improvviso apparire nella stanza, sotto sembianze umane».

La donna, ricorda don Tomaselli, «Era triste assai». E rievoca la visione:

Mi avete lasciata nel Purgatorio!…

Sinora in Purgatorio siete stata?

E ci sono ancora!… L’anima mia è circondata di oscurità e non posso vedere la Luce, che è Dio!… Sono alla soglia del Paradiso, vicino al Gaudio Eterno, e spasimo del desiderio di entrarvi; ma non posso! Quante volte ho detto: Se i miei figli conoscessero il mio terribile tormento, ah! Come verrebbero in mio aiuto!…

E perché non veniste prima ad avvisare?

Non era in mio potere

Ancora non avete visto il Signore?

Appena spirata, ho visto Dio, ma non in tutta la Sua Luce

Cosa possiamo fare per liberarvi subito?

Ho bisogno di una sola Messa. Iddio mi ha permesso di venirla a chiedere

Appena entrate in Paradiso, ritornate a darne notizia!

Se il Signore lo permetterà!

Che Luce… che splendore!… – Così dicendo si dileguò la visione.
Si celebrarono due Messe e dopo un giorno riapparve, dicendo: Sono entrata in Paradiso!.

«Dopo quanto ho esposto – evidenzia don Tomaselli – dico a me stesso: Una vita esemplarmente cristiana, una grande quantità di suffragi… e due anni e mezzo di Purgatorio….. Altro che i giudizi degli uomini!”»


(Don Giuseppe Tomaselli, I Nostri Morti, Messina, 1953, pag. 7-10)



Bellissimo scritto che tratta la grande realtà del Purgatorio (di cui troppo poco si parla), che tuttavia potrebbe incutere un certo timore in chi la legge, vedendo quanto Purgatorio si sia fatta una donna piissima come la madre di don Giuseppe Tomaselli, nonostante la sua vita Cristiana così ricolma di Virtù.
Nonostante tutto questo non bisogna avere paura, perché la sofferenza espiativa del Purgatorio può sì essere molto grande, ma è sempre e comunque una sofferenza di "Amore" che, come dicono le anime mistiche, le anime soffrono volentieri pur di arrivare ad avere quella "veste bianca" assolutamente necessaria per salire in Paradiso. Inoltre non dimentichiamoci mai che il Giudizio di Dio è molto diverso da quello di noi uomini, e com'è scritto nel Vangelo, "A chi tanto è stato dato, tanto verrà richiesto". Quindi non è raro trovare anime ritenute Sante, doversi fare più Purgatorio rispetto ad anime ritenute meno degne. Pensiamo, a questo proposito, al "buon ladrone", salito direttamente in Paradiso dopo la sua morte sulla croce.
Abbiamo sempre Fede e Fiducia nel nostro buon Dio, che ha preparato per noi un Regno meraviglioso. E per giungere a questo Regno, guadagnato grazie al Sacrificio Redentore di nostro Signore Gesù Cristo, viviamo una buona vita nella Pace, nella Fede e nell'Amore.

Marco

sabato 19 febbraio 2022

San Giuseppe Cafasso e la vecchietta devota

S. Giuseppe Cafasso racconta che un giorno, al mattino molto presto, incontrò per le vie di Torino una vecchietta tutta raccolta. Il Santo si avvicinò e le disse: «Come mai, mia buona vecchietta, per la via a quest'ora?».

«Passo a pulir le strade» - rispose la vecchietta.

Stupito, il Santo chiese: «Che cosa vuol dire?».

«Questa notte è stato carnevale, e si sono commessi tanti peccati. Perciò, io passo recitando il Rosario, per purificare le strade da tanti peccati».

Bravissima vecchietta!


Questa breve storia può sembrare un racconto un po' fuori dal tempo, non più attuale, ma in realtà contiene grandi verità che non cambiano mai. Anche una festa che “apparentemente” può sembrare abbastanza innocua come il carnevale, non passa senza che l'uomo commetta peccati in parole, opere e azioni. Pensiamo, ad esempio, alle tante parolacce, per non dire di peggio, che si dicono spesso con grande “leggerezza”, senza contare le scritte sconce, i brutti gesti, le spese inutili e.... varie altre cose ancora. E il peccato, noi lo sappiamo, va sempre “riparato” in qualche modo, con le buone opere, con la penitenze e, naturalmente, con la preghiera.
Ed è proprio quello che ha fatto questa cara, devota, vecchietta, ricevendo il giusto plauso del Santo Giuseppe Cafasso.
Questo breve racconto sia da insegnamento per tutti quanti noi, un insegnamento che ci dice che non bisogna mai “sottovalutare” il peccato, il quale è sempre un offesa al cuore di Dio. E se noi amiamo veramente il Signore, dobbiamo in tutti i modi evitare di offenderlo e, anzi, cercare di compiere sempre la Sua Volontà e di amarlo con tutto noi stessi!
La via dell'Amore, del resto, è anche questo, significa andare spesso controcorrente, contro quella che è la mentalità del mondo. Questo non è sempre facile farlo, certo.... però questa è la Via tracciata da Gesù, ed è una via bellissima, esaltante e che ti conduce alla Gioia! La Gioia piena e vera nell'Amore di Dio!

Marco

lunedì 25 ottobre 2021

Simone, disabile grave, ha realizzato il desiderio di ricevere la S. Cresima nel suo giardino

Simone ha una gravissima disabilità, non può parlare e non può muoversi, ma questa domenica ha realizzato il suo grande desiderio di ricevere la S. Cresima nel giardino della sua casa, trasformata in una piccola chiesa, dalle mani del Vescovo e del diacono che lo conoscono bene.

ROMASimone è un ragazzo gravemente disabile a causa di una forte afasia complicata da diversi altri gravi problemi, non può né parlare e né muoversi dal suo letto, ma ciò nonostante non ha mai perduto la voglia di vivere né di comunicare con le persone che gli sono intorno. E ha sempre manifestato una forte Spiritualità, tanto da voler ardentemente ricevere i Sacramenti, prima la S. Comunione e ora, da questa domenica, la S. Cresima. Per fare ciò, la sua casa, in cui vive assieme a sua mamma Sara, nel quartiere Tiburtino di Roma, si è trasformata in una piccola chiesa all'aperto, con la presenza di tanti amici, del diacono e del Vescovo.
Simone, munito di un particolare “tubetto”, uno strumento che gli permette di comunicare attraverso leggere pressioni con le dita, ha fatto chiaramente capire che era suo desiderio ricevere questo importante Sacramento, e tutto questo si è realizzato nel giardino della sua nuova casa, ottenuta quest'ultima a costo di lunghe e faticose battaglie dalla sua instancabile madre Sara.

La grande Fede di Simone

E' da diversi anni che Simone ha manifestato un sempre più grande desiderio di Spiritualità, nato probabilmente negli anni della scuola. Da anni Simone ascolta devotamente la S. Messa e i vari riti Cattolici delle più importanti Festività, quindi più recentemente ha scoperto anche il S. Rosario. Tutto questo ha coinciso, qualche anno fa, con l'intenzione di Simone di fare la prima Comunione, cosa non semplice da attuare a causa della sua gravissima disabilità, ma che alla fine è avvenuta. In questo modo Simone è entrato, di fatto, nella Comunità del suo quartiere, nonostante la sua impossibilità di muoversi dalle mura della sua casa. In tutto questo ha pesato molto la devozione e compostezza che Simone ha sempre manifestato tutte le volte che ha seguito la S. Messa, fatto questo che ha convinto tutti e tolto ogni dubbio sulla profondità e radicalità delle sue intenzioni.
Simone ha manifestato spesso anche l'intenzione di pregare insieme alle altre persone, spesso quando si manifestavano dei problemi legati alla sua salute, a problemi nati con la Asl o per altre ragioni ancora.

Il desiderio realizzato della Cresima nel suo giardino

Non c'è stata una presenza di persone molto numerosa alla Cresima di Simone, a causa della pandemia, ma tutte le persone a lui più care erano presenti, e tra queste il diacono Roberto Proietti, due responsabili della Caritas, un medico molto amico della famiglia e diverse altre persone ancora, tutte care amiche di Simone e di sua mamma Sara. Ed era presente anche il Vescovo, mons. Paolo Ricciardi, che ha avuto modo di conoscere il piccolo ma bel “mondo” che ruota attorno a Simone. Soprattutto ha conosciuto lui, con il suo “tubetto” comunicatore che gli permette di interagire con le altre persone.
Al termine della cerimonia c'è stato anche un piccolo ma gradevole rinfresco, e Simone, che è stato per tutto il tempo della Festa senza respiratore, era visibilmente felice, immerso totalmente in questo clima gioioso, di vero e profondo affetto.


Marco

23 ottobre 2021