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lunedì 11 maggio 2026

Le tribolazioni sono un richiamo di Dio


A volte il Signore flagella un’anima anche santa per un’imperfezione; in lei un neo è grave, come è grave la più piccola impurità in un brillante. Un’impazienza abituale, una disobbedienza costante, una mancanza di abbandono nelle mani di Dio, una vanità, un atto di orgoglio, una mancanza di carità può meritare un pesante castigo temporale; noi non ne vediamo la proporzione con la colpa, ma Dio la vede, e perché ci ama, ci richiama con forti voci.
Non si mutano le sorti della nostra vita con i lamenti o con le parole, si mutano con i fatti, emendandosi ed ascoltando la voce di Dio che ci parla per mezzo di quelli che Lo rappresentano sulla terra. Quando emendiamo la nostra vita, il Signore ci richiama al primitivo fervore, anzi lo accresce; Egli circoncide il nostro cuore con grazie speciali e c’infiamma di novello amore verso di Lui. Allora l’anima nostra rifiorisce, ed i castighi temporali si allontanano da noi. Passa quel momento tenebroso della vita che appare una disdetta e ritorna la serenità e la pace. Oh, non si domandano le grazie solo con le parole!

Sac. Dolindo Ruotolo ‒ Servo di Dio


giovedì 5 giugno 2025

Il Signore corregge colui che ama


Sembra un paradosso che tra la creatura e il Creatore ci sia quasi come legame la Croce, eppure è così, perché nel mortale cammino solo la Croce elimina la piccolezza umana, rende la creatura capace di essere inondata di Grazie e la eleva fino alla contemplazione di Dio... abbiamo bisogno di una continua pressione per tenere nei limiti le nostre potenze e questa pressione è il dolore.

L'anima dopo una dura tribolazione nella quale credeva di essersi vinta, ritrova in sé con sorpresa gli stessi difetti appena la pressione dolorosa si rallenta; l'orgoglio si risolleva, e così l'ira, l'egoismo, la gola, la pigrizia, l'impurità e tutti gli altri vizi. Perciò finché non è vinto questo stato di elasticità mentale, è necessario che gravi su di noi la mano di Dio con le prove e i castighi. Il Signore non grava con questa Amorosa oppressione le anime separate da Lui; esse magari sono tormentate da satana, ma non ricevono il dono della tribolazione placida e purificatrice, perché la loro coscienza è irrigidita dal male.

Chi ha un po' di pratica nelle vie spirituali, sa a quali altezze porta la Croce, e come fiorisce lo spirito sotto il peso del dolore... Il Signore corregge colui che ama, perché lo rende pieno di Grazia, e rendendolo più bello spiritualmente, si compiace di lui come un padre si compiace del figliolo. È condannata la proposizione che attribuisce ai peccati tutte le pene dei giusti, poiché spesso il Signore le manda o le permette nella loro vita per renderli più grandi... Ora è segno di Amore da parte di Dio il correggerci, perché in tal modo Egli ci risana, ci arricchisce, ci eleva e ci rende degni di conseguire l'Eterno Premio.


Sacerdote Dolindo Ruotolo, Commento al Libro dei Proverbi


lunedì 14 aprile 2025

Nessuna preghiera è vana agli occhi di Dio


La preghiera vince sempre, anche quando sembra inutile e sterile ai nostri poveri sguardi, così incapaci di penetrare nei disegni adorabili della Divina Bontà.
Bisogna persuadersi che nessuna preghiera è vana, nessuna, e che invece di sfiduciarsi bisogna insistere, perché, mentre preghiamo, Dio con cura paterna prepara nel mondo gli eventi che debbono consolarci.

Don Dolindo Ruotolo


sabato 18 gennaio 2025

Un Anno buono secondo il linguaggio di Dio


Che cos'è un anno? e' un Dono di Dio, poichè è un tempo che ci viene dato per arricchirci di meriti e di grazie.
Secondo il linguaggio del mondo un anno è buono quando è materialmente prospero; secondo il linguaggio di Dio l'anno è buono quando porta una messe di pazienza, di meriti, di virtù!

Don Dolindo Ruotolo

mercoledì 23 ottobre 2024

La preghiera è come il bombardamento fatto dall'alto


Non ti affannare per quello che puoi fare, per quello che puoi scrivere; prega silenziosamente, con fiducia umile, con umiltà fiduciosa.

La preghiera porta nel combattimento il piano di guerra del generale, vi porta il rifornimento del cielo.
Tu preghi e le Grazie piovono, e gli Angeli si attivano.

La preghiera è come il bombardamento fatto dall'alto: prima di fare l'avanzata contro il male, monta in aeroplano, sali in alto nel cielo, e di là farai cadere le bombe che sconvolgono il piano di satana.

Prega con fiducia in Dio, con sicurezza:
"Signore, fate finire questo male, ve ne supplico, per la Vostra Gloria".

Questa frase, così semplice, salendo nel Cielo diventa una nube, si carica di elettricità Celeste, si curva verso la terra, vi scocca un fulmine, brucia i depositi di polvere, fa saltare le artiglierie, dissoda la terra e poi si apre in pioggia salutare.


Servo di Dio Dolindo Ruotolo (1882-1970) - Sacerdote diocesano napoletano, terziario francescano in Santa Chiara di Napoli


giovedì 18 luglio 2024

Chi fa le cose in fretta non le fa con Amore


Noi facciamo in fretta quello che ci da fastidio, quello che c'è di peso. Il tempo ci sembra lungo, come sembra interminabile una strada che si ha fretta di attraversare.
Quando si tratta con una persona noiosa, pur se si deve parlare di un affare importante, si affretta la conversazione per liberarsene.

Il dire la Messa in fretta è segno più autentico del nessuno amore che il Sacerdote ha per Gesù, ed è quindi per Gesù un peso sul Suo Cuore Divino.

Diffidate dei Sacerdoti che celebrano la S. Messa in fretta!

Egli si dona per infinito Amore e con infinito Amore, come si donò nell'ultima Cena.
Per questo Suo Amore infinito la Sua «delizia è il conversare con i figliuoli degli uomini».

Gesù agli Apostoli dice: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15). San Giovanni aggiunge: «Dopo aver amato i suoi, li amò sino alla fine» (Gv 13,1).

Né gli Apostoli, né Lui avevano fretta.

Gli Apostoli, ancora rozzi, facevano cena con Gesù, e al pranzo nessuno ha fretta. Gesù si donava loro con infinito Amore, e voleva a lungo trattenersi con loro.

Uno solo aveva fretta di uscire dal cenacolo, ed era Giuda.

Per uno solo Gesù stesso sembrava aver fretta, e quell'uno era Giuda.

«Ciò che fai fallo presto» (Gv 13,27), gli disse Gesù, addolorato sino alla morte, avendo detto in un'intima angoscia del cuore: «In verità, in verità vi dico, uno di voi mi tradirà» (Gv 13,21).

Aveva fretta il traditore, perché doveva complottare con gli Scribi e i Farisei; aveva fretta Gesù di liberarsene, perché quel traditore era per il Suo cuore un'angoscia mortale.

Quando il Sacerdote va all'Altare con fretta, e acciabatta, è pieno dei pensieri del mondo, è privo di amore, celebra per un vile interesse, vende il suo Maestro e lo tradisce nel momento stesso nel quale dovrebbe amarlo nell'azione più grande di amore.

Egli sta all'Altare, è vestito dei paramenti sacri, compie l'azione Sacra del più sublime amore, ha l'apparenza dell'azione amorosa, ma non fa che dare un bacio di tradimento.
Un bacio segnale di tradimento, un bacio pagato con l'elemosina che raccoglie dalla chiesa dove celebra. Giuda ebbe i trenta denari in moneta sacra del Tempio, e per quella moneta tradì Gesù. Stette nell'ultima Cena con la fretta di compiere il tradimento, stette nella Cena per assicurarsi che il Maestro sarebbe andato nell'Orto - e Gesù dovette dirlo per darvi convegno agli Apostoli -, capì che andava a pregare in quell'orto, e aveva fretta di avvisarne il Sinedrio: «Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta» (Mc 14,44). 

Perché il Sacerdote ha fretta nella Messa? Perché ha l'appuntamento col mondo, perché ha da sbrigarsi per i suoi interessi materiali, perché rifugge dall'Amore di Gesù.

Anche il bacio traditore Giuda lo diede in fretta, perché non poteva attardarsi su quel volto Divino che odiava, non poteva sopportare l'effluvio di Amore che spandeva intorno, perché voleva sfuggire a quell'occhio che intravide al chiarore delle fiaccole, e che gli penetrava l'anima peccatrice.
Il Sacerdote sente il rimorso della propria indegnità, l'Ostia Divina è come occhio che lo guarda e lo rimprovera: «Amico, a che sei venuto all'altare? Con un bacio, con una azione sacra di amore tradisci il tuo Redentore!».

Giuda ebbe fretta nel cenacolo, ed ebbe fretta anche nel sopprimersi. Andò a gettare le monete nel Tempio, e andò in fretta a strangolarsi!

Il Sacerdote che ha fretta, trova anche lui il laccio delle passioni, vi si lega, si sospende all'albero del peccato, muore alla grazia.

O Gesù, o Gesù, converti i Sacerdoti frettolosi, e fa che gustando il Tuo Amore, cerchino sull'Altare la gioia della Tua compagnia, e il caldo della Tua Carità.


Sac. Dolindo Ruotolo, Napoli


giovedì 25 aprile 2024

Nutrite l'anima vostra con la scienza di Dio


Nutrite l'anima vostra con la scienza di Dio, perché questa vale più di tutte le scienze. Siate gelosi della semplicità della Fede, e non vi fate infettare dallo spirito moderno, che è arido e freddo. Ispiratevi alle vite dei Santi. Non vi scandalizzate mai dei cattivi esempi, anzi pigliatene occasione per migliorarvi. Chi vide uno con la faccia sudicia non s'insudicia anche lui, ma piuttosto si lava accuratamente. Siate un angelo di purezza, di bontà e di pietà, e pensate che dovete essere Santi.

Don Dolindo Ruotolo


lunedì 5 febbraio 2024

Dio ci purifica col medesimo nostro fango


Come potete voi lucidare un pezzo di rame? Per renderlo brillante voi dovete cospargerlo di arena, dovete strofinarlo così col limone... vi sporcate le mani e vi sembra che il pezzo di rame si è fatto più sporco; ma poi con un poco d'acqua ecco che dal fango è uscito lo splendore del metallo.

Così fa Dio con noi quando ci vuole elevare più alto: prima ci purifica, e per purificarci si serve del medesimo nostro fango, perché la purificazione più bella sta proprio nel riconoscimento del nostro nulla, sta nel togliere da noi tutto quello che è nostro e che ci inceppa.


Padre Dolindo Ruotolo


Fonte: Epistolario di Don Dolindo Ruotolo

www.dolindo.org


domenica 14 maggio 2023

Le prove della vita sono una trama d'Amore

Le prove della vita, gli eventi che ci sembrano casuali, anzi quegli stessi che ci sembrano una persecuzione della sorte, non sono che fili intrecciati d'un ricamo delicato e splendido, che la Bontà Divina forma nella nostra vita, per il nostro maggior bene e per la Sua Gloria.
Affidiamoci dunque interamente a Dio e tutto diventerà nella vita una preparazione a quella Misericordia abbondante, che ci salva e che ci eleva nella Gloria Immortale dell'Eternità.

Fonte: "La vita di N.S. Gesù Cristo", pag. 64, del servo di Dio Don Dolindo Ruotolo


mercoledì 26 aprile 2023

Gesù rifulgente d'Amore nel Tabernacolo

È davvero impazzita l’umanità
che affolla in ritrovi dove si perde la vita,
e lascia deserto il Tabernacolo
dove la si trova e la si gode!

Se si acquista familiarità con Gesù,
e si orienta a Lui tutta l’anima,
senza riserve,
oh quanto è dolce conversare con Lui
cuore a Cuore,
nel placido silenzio che avvolge il Tabernacolo!

Tu ci hai privilegiati, o Gesù,
in una maniera mirabile;
Tu sei con noi vivo e vero,
Tu supplisci la nostra vita interiore,
Tu sei nel Tabernacolo rifulgente d’Amore,
e noi Ti dimentichiamo…

Aprici gli occhi,
non permettere più che siamo ingrati,
castigaci se occorre,
ma tienici fedeli all'Amor Tuo per sempre!

Amen


(Servo di Dio don Dolindo Ruotolo)

mercoledì 23 novembre 2022

Non guardare chi è il Sacerdote

Angioletto mio, siete stato in banca stamane per riscuotere lo stipendio?

- Sì, Padre.

- E com'era il cassiere? Aveva per caso il naso storto e gli occhi strabici....??!! Eh sì, perché se il cassiere fosse brutto io rifiuterei lo stipendio.

- Padre, cosa dite mai? E che importa a me se il cassiere ha il naso storto? Egli mi dà lo stipendio. E a me interessa solo questo!

- E allora perché quando vai a confessarti, a riscuotere la Grazia del Signore, stai a criticare il prete e dici: se non è un Santo, io dal prete non ci vado?
Egli è l'amministratore del Sangue Redentore di Cristo. Cosa t'importa il resto? Se il prete è buono o cattivo a te non deve interessare.
Buono o cattivo che sia, la sua consacrazione e la facoltà ricevuta dal Vescovo per la confessione a te devono bastare.
Il Sacerdote attinge alla Cassa della Chiesa, ricca dei meriti di Cristo: ricordalo.


Don Dolindo Ruotolo (Napoli, 6 ottobre 1882 – Napoli, 19 novembre 1970)




Parlando di Fede, mi è capitato di sentire da certe persone, che esse sì, credono in Dio, ma che non frequentano la Chiesa perché i Sacerdoti "predicano bene ma razzolano male".
A parte che nessuna persona può sapere, nel profondo, com'è questo o quell'altro Sacerdote... solo Dio sa esattamente come siamo fatti! Ma a parte questo, questa frase mi suona tanto come una scusa per nascondere la nostra poca Fede e la nostra pigrizia, in quanto non si frequenta la Chiesa e i Sacramenti per il Sacerdote che c'è.... ma perché li c'è Cristo, vivo e vero, pronto ad attenderci e a farci dono della Sua Grazia. E solo questo ci deve interessare!
Le parole di Don Dolindo Ruotolo in questo breve colloquio con questo fedele, sono quanto mai veritiere proprio perché, come scritto, il Sacerdote attinge nello svolgere il proprio ministero dai meriti infiniti di Cristo... e non dai "suoi" meriti essendo lui, il Sacerdote, un "tramite" tra Gesù e i fedeli, a prescindere di come egli sia. Ricordiamocelo sempre e non giudichiamo mai nessuno! Solo Gesù ci deve interessare, e ci deve importare di essere le "migliori" persone possibili per Amore Suo e per il nostro maggior Bene.

Marco

mercoledì 12 ottobre 2022

Qual' è il miglior modo di pregare?

Oso dire un paradosso: tu preghi bene quando preghi male.
Quando cioè la preghiera ti è penosa, è piena di aridità, è piena di oppressioni e tu, nonostante ciò preghi, tu rendi a Dio una Gloria e un Onore assai grande.
Se la tua aridità derivasse da tua mancanza, e non da prova, tu non pregheresti affatto.
Se hai la forza di fare tutte le tue preghiere, è segno che vivi di Dio, e che lo ami sopra tutte le cose.

Padre Dolindo Ruotolo