mercoledì 29 giugno 2022

Don Giuseppe Tomaselli vede sua madre in Purgatorio


Don Giuseppe Tomaselli, nato il 26 gennaio 1902 a Biancavilla (Catania), è stato una delle più belle personalità Cristiane del 900, morto in concetto di Santità il 10 maggio 1989.
Don Giuseppe è stato un valente sacerdote-esorcista salesiano, vivendo con ardore e carità il proprio Ministero per quasi 63 anni.
Devotissimo alla Madonna (come tutti i veri Santi), amico di Padre Pio, oltre ai Doni ordinari che aveva, ne possedeva anche di "straordinari", come il Dono della guarigione, della scrutazione dei cuori, della visione mistica di Gesù e Maria SS., delle anime del Purgatorio.... e altri ancora. E proprio dal Purgatorio ebbe la visione della sua cara madre, deceduta qualche anno prima, donna tanto pia che don Giuseppe pensava essere in Paradiso.

Ecco quello che scrisse don Giuseppe di questa Apparizione in uno dei suoi numerosi opuscoli:

«Mia madre era di grande esemplarità e devo a lei in gran parte la mia Vocazione Sacerdotale. Ogni giorno andava a Messa, anche nella vecchiaia. La Comunione era quotidiana. Mai tralasciava il Rosario. Caritatevole, sino a perdere un occhio mentre compiva un atto di squisita carità verso una povera donna. Uniformata ai voleri di Dio, tanto da chiedermi quando mio padre era disteso cadavere in casa: “Che cosa posso dire a Gesù in questi momenti per fargli piacere?”. Ripeta: “Signore, sia fatta la Tua Volontà”.

Sul letto di morte ricevette gli ultimi Sacramenti con viva Fede. Poche ore prima di spirare, soffrendo troppo, ripeteva: “O Gesù, vorrei pregarti di diminuire le mie sofferenze! Però non voglio oppormi ai Tuoi voleri; fa la Tua Volontà!…”. Così moriva quella donna che mi portò al mondo.

Basandomi sul concetto della Divina Giustizia, poco curandomi degli elogi che potessero fare i conoscenti e gli stessi sacerdoti, intensificai i suffragi. Gran numero di Sante Messe, abbondante carità ed, ovunque predicavo, esortavo i fedeli ad offrire comunioni, preghiere ed opere buone in suffragio. Iddio permise che la mamma apparisse. Ho studiato ed ho fatto approfondire la questione a bravi teologi e si è concluso: è stata una vera Apparizione!

Da due anni e mezzo mia madre era morta. Ecco all’improvviso apparire nella stanza, sotto sembianze umane».

La donna, ricorda don Tomaselli, «Era triste assai». E rievoca la visione:

Mi avete lasciata nel Purgatorio!…

Sinora in Purgatorio siete stata?

E ci sono ancora!… L’anima mia è circondata di oscurità e non posso vedere la Luce, che è Dio!… Sono alla soglia del Paradiso, vicino al Gaudio Eterno, e spasimo del desiderio di entrarvi; ma non posso! Quante volte ho detto: Se i miei figli conoscessero il mio terribile tormento, ah! Come verrebbero in mio aiuto!…

E perché non veniste prima ad avvisare?

Non era in mio potere

Ancora non avete visto il Signore?

Appena spirata, ho visto Dio, ma non in tutta la Sua Luce

Cosa possiamo fare per liberarvi subito?

Ho bisogno di una sola Messa. Iddio mi ha permesso di venirla a chiedere

Appena entrate in Paradiso, ritornate a darne notizia!

Se il Signore lo permetterà!

Che Luce… che splendore!… – Così dicendo si dileguò la visione.
Si celebrarono due Messe e dopo un giorno riapparve, dicendo: Sono entrata in Paradiso!.

«Dopo quanto ho esposto – evidenzia don Tomaselli – dico a me stesso: Una vita esemplarmente cristiana, una grande quantità di suffragi… e due anni e mezzo di Purgatorio….. Altro che i giudizi degli uomini!”»


(Don Giuseppe Tomaselli, I Nostri Morti, Messina, 1953, pag. 7-10)



Bellissimo scritto che tratta la grande realtà del Purgatorio (di cui troppo poco si parla), che tuttavia potrebbe incutere un certo timore in chi la legge, vedendo quanto Purgatorio si sia fatta una donna piissima come la madre di don Giuseppe Tomaselli, nonostante la sua vita Cristiana così ricolma di Virtù.
Nonostante tutto questo non bisogna avere paura, perché la sofferenza espiativa del Purgatorio può sì essere molto grande, ma è sempre e comunque una sofferenza di "Amore" che, come dicono le anime mistiche, le anime soffrono volentieri pur di arrivare ad avere quella "veste bianca" assolutamente necessaria per salire in Paradiso. Inoltre non dimentichiamoci mai che il Giudizio di Dio è molto diverso da quello di noi uomini, e com'è scritto nel Vangelo, "A chi tanto è stato dato, tanto verrà richiesto". Quindi non è raro trovare anime ritenute Sante, doversi fare più Purgatorio rispetto ad anime ritenute meno degne. Pensiamo, a questo proposito, al "buon ladrone", salito direttamente in Paradiso dopo la sua morte sulla croce.
Abbiamo sempre Fede e Fiducia nel nostro buon Dio, che ha preparato per noi un Regno meraviglioso. E per giungere a questo Regno, guadagnato grazie al Sacrificio Redentore di nostro Signore Gesù Cristo, viviamo una buona vita nella Pace, nella Fede e nell'Amore.

Marco

lunedì 27 giugno 2022

Amo

Piangendo Francesco, disse un giorno a Gesù:

Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle,
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle...

O mio Signore, mi devi perdonare
perché Te solo io dovrei amare.

Sorridendo il Signore, gli rispose così:

Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle,
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle...

O mio Francesco, non devi pianger più
perché Io amo quel che ami tu.




sabato 25 giugno 2022

“Avevo paura di Padre Pio. Ma mi sbagliavo!”

“Ero un ragazzo e avevo paura di Padre Pio”, mi ha raccontato Matteo Urbano, 74 anni, gestore di alberghi a San Giovanni Rotondo.

“Facevo il barista e ascoltavo spesso i commenti delle persone cui servivo il caffè e che erano state dal Padre a confessarsi. E c'era chi si lamentava dicendo di essere stato cacciato via. Succedeva infatti che lui allontanasse bruscamente dal confessionale chi non era veramente pentito o solamente curioso di vederlo da vicino. Però sentendo dire così, mi ero fatto l'idea che fosse intrattabile e dentro di me pensavo: "Non ci andrò mai!" Alla fine mi convinsi, raccolsi il coraggio e salii direttamente nella sua cella.
"Uagliò! Perché hai paura di me?", mi disse non appena mi vide. Come sentii queste parole, mi voltai e scappai via. E lui gridò: "Ti aspetto domani!".
Anche se non volevo, il giorno dopo ci tornai e ancora adesso non so dire perché. Padre Pio allora mi trattò benissimo, con grande dolcezza. Mi fece sedere accanto a sé e mi chiese cosa volessi fare da grande. "L'ingegnere!", risposi. E lui con fare gentile: "No! Non smettere di fare quello che fai ora!". Come ho detto ero barista e mi piaceva. Col tempo poi ho continuato su questa strada e ho fatto l'albergatore, ho gestito dei ristoranti. Insomma, mi sono guadagnato da vivere proprio come lui aveva suggerito”.


FONTE: Pensieri di Padre Pio

giovedì 23 giugno 2022

Coroncina della Divina Misericordia per ottenere il Dono della pioggia

22.V.1937

Oggi è un caldo così soffocante che è difficile sopportarlo; desideriamo la pioggia, ma la pioggia non viene. Da alcuni giorni il cielo si rannuvola, ma la pioggia non riesce a cadere.
Quando ho osservato le piante assetate di pioggia, ho provato compassione ed ho deciso fra me di recitare la Coroncina fino a quando Dio avesse mandato la pioggia. Dopo la merenda il cielo si è coperto di nuvole e una fitta pioggia è caduta sulla terra. Avevo recitato quella preghiera per tre ore senza interruzione. E il Signore mi ha fatto conoscere che con questa preghiera si può ottenere tutto.


Dal Diario di Santa Faustina Kowalska


martedì 21 giugno 2022

Abbiamo bisogno di Bellezza!!!.......

Abbiamo bisogno di Bellezza!!!.....
Di una Bellezza che superi il dato puramente sensibile e che approdi in una dimensione morale, fatta di bene, di pace, di verità, di autenticità, di amore...

Abbiamo bisogno di Bellezza!!!.....
Per diventare più Umani, contro tutto ciò che promuove la confusione, il disorientamento, il non senso, la bugia, i falsi valori, la violenza..... la guerra!...

Abbiamo bisogno di Bellezza!!!.....
Affinché si dia concretezza alla meravigliosa ricchezza presente nel cuore di ogni persona quando viene educata alla ricerca della "Vera" Bellezza.
Chi sa vedere le cose Belle è perché ha la Bellezza dentro di sè” - Gustav Klimt

Abbiamo bisogno di Bellezza!!!.....
Per poter gustare le meraviglie e lo splendore del mondo in cui viviamo! Per riscoprirla nella semplicità delle cose che ci circondano. Come in un fiore..... creato con il solo scopo di allietare le nostre giornate con la sua fragranza, la grazia delle sue forme, i suoi meravigliosi colori...

Abbiamo bisogno di Bellezza!!!.....
Come suggerito da Papa Wojtyla (lettera agli artisti – 04/04/1999)
La Bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore! Di fronte alla sacralità della vita e dell'essere umano, di fronte alle meraviglie dell'universo, l'unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore. Da qui, dallo stupore, potrà scaturire quell'entusiasmo di cui parla Norwid...... di questo entusiasmo hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano all'orizzonte. Grazie ad esso l'umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino. In questo senso è stato detto con profonda intuizione che: - La Bellezza salverà il mondo -”.


Nunzia di Filippo


lunedì 20 giugno 2022

Catalina Rivas vede sua madre in Paradiso

Lo spirito vola verso Dio

Intorno alle ore nove di sera, pregavo davanti ad un quadro del Cuore di Gesù. Improvvisamente, questo cominciò a riempirsi di luce. Il Cuore cominciò a crescere fino a raggiungere una grande dimensione, così che di fronte a me c'era soltanto un'intensa luce dorata e nient'altro, tutto il resto era scomparso.
Al centro di quella luce, vidi una donna, di spalle, vestita con un lungo abito bianco, che sembrava fatto di garza. Mi dava l'impressione di vedere che volava, ma eretta, come se stesse correndo, ma senza muovere i piedi. I lunghi capelli castani le giungevano fin sulle spalle, erano piuttosto ondulati, intrecciati con fiori bianchi come viole del pensiero: erano dei fiori naturali molto belli.
Alla sua destra e alla sua sinistra, camminavano, su due file, delle persone vestite con delle tuniche di colori pastello: celeste, rosa, verde... Le distinguevo appena.

Capii, ad un tratto, che la donna poteva essere mia mamma, ma più giovane, e mi ricordai che non l'avevo mai vista con i capelli tanto lunghi... Per una frazione di secondo, si girò per guardarmi, e potei riconoscerla! Sorrideva, era bella e giovane, molto giovane, mentre proseguiva il suo volo verso quella enorme Luce, che è sicuramente il luogo dove si trova il Trono di Dio.

Quella visione riuscì a mitigare il mio dolore e sentii una grande pace: quello stesso silenzio che ho sentito alcune volte quando qualche sacerdote, in seguito all'imposizione delle mani, mi ha aiutata a provare quello stato speciale conosciuto come "il riposo nello spirito".

Devo aggiungere che, durante la celebrazione della Santa Messa, con il corpo della mamma presente, mentre il sacerdote pregava il responsorio e ripeteva:
Al Paradiso ti portino gli Angeli, al tuo arrivo ti ricevano i Martiri, e ti introducano nella Città Santa...”, Gesù mi parlo:
«E' stato veramente così, come quello che hai visto...», mi disse.

Piansi di gioia, riconoscente verso il mio Signore per tutte le sue delicatezze in questi momenti di tanto dolore. Grazie, Signore, perché ti prendi cura di ogni dettaglio per dimostrarmi il tuo infinito Amore!


FONTE: Libro "Provvidenza Divina"
Testimonianza di Catalina Rivas, Capitolo V


venerdì 17 giugno 2022

L’ Inferno e il Paradiso

Un Sant'uomo alla fine dei suoi giorni terreni fu accolto in Paradiso, siccome era stato un uomo giusto, mite ed umile di cuore il Signore Dio decise di esaudire un suo desiderio, l’uomo allora gli chiese: "Signore, mi piacerebbe poter vedere sia l' Inferno che il Paradiso".
Dio condusse il Sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il Sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata.
Ognuno era munito di cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto contenente il cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il Sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno!"

Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Ognuno prendeva il cibo dal proprio piatto con il cucchiaio e imboccava il dirimpettaio.
Dio disse: "Questo è il Paradiso!"




mercoledì 15 giugno 2022

I Fiori

O nostro buon Dio, Trinità SS.,
amo tantissimo la Creazione,
ogni cosa di questo mondo è meravigliosamente bella, particolare, unica...
e tutto ha il suo “perché”.
Ma ora vorrei soffermarmi su un Opera Tua in particolar modo: i Fiori!
Sì, Trinità SS., i fiori, una delle Tue Creazioni più belle,
che personalmente amo moltissimo
e che non smetterei mai di rimirare.
Ogni fiore mi piace, tutti li amo, nessuno escluso....
dalla bellissima, colorata e profumata rosa,
al nobile, elegante, purissimo giglio,
alla piccola, semplice e umile pratolina di campo.

Ma perchè amo così tanto i fiori?
Perchè sono bellissimi, certamente....
hanno forme magnifiche e variegate,
colori stupendi,
deliziosi profumi....
e poi ognuno è diverso dall'altro,
sembra che si “completino” a vicenda.
Sono veramente uno “spettacolo” per gli occhi e per i sensi.
Sono stupendi, ma allo stesso tempo delicati,
qualcosa che li fa assomigliare molto all'uomo.
Nei fiori, ciascuno con le proprie peculiarità,
io rivedo l'uomo, l'essere umano”,
ciascuno con le proprie caratteristiche,
la propria essenza,
la propria vita,
la propria anima.

Sì, è vero Signore, lo so....
nell'uomo non proprio tutto è così “buono”.
L'uomo ha tanti difetti, storture, contraddizioni,
ma c'è anche tanto, tanto di buono in lui,
che aspetta soltanto di essere “tirato fuori”.
E così, a tutti gli effetti, l'uomo può essere veramente paragonato al fiore,
con il suo soave profumo,
che si eleva fino a te, o Signore,
quando l'uomo si comporta con Amore,
e il Bene prevale sul male.
E questo “profumo” Tu apprezzi e gradisci o Signore,
giunge sino al Tuo Trono di Amore,
e che Tu “trasformi” in Grazia,
e “ridoni” a noi uomini,
in un infinito, meraviglioso, “interscambio” di Amore.

Mi piace “immergermi” tra i fiori,
e Tu lo sai, o Signore.
Mi piace andare in una prateria, o in un parco, o in qualsiasi altro luogo dove i fiori “abbondano”
e passare del tempo a guardarli, contemplarli, ammirarli....
Sono veramente uno “spettacolo” della natura,
e mi viene spontaneo Lodare e Ringraziare Dio per tanta Bellezza, Magnificenza e Delicatezza.
Solo una “Mano Divina” può avere creato i fiori,
essi parlano di Te, o nostro buon Dio,
in un modo che non può lasciare adito a dubbio.

A me piace immaginare, o Signore,
Che quando saremo in Te, nel Tuo Regno meraviglioso,
saremo in tutto e per tutto simili ai fiori,
ciascuno con la propria personale unicità!
E così, gli uni vicini agli altri,
formeremo magnifiche distese colorate,
saremo i Tuoi magnifici e e coloratissimi Giardini,
un vero Capolavoro di Bellezza,
di Meraviglia,
di Santità!

Sì, o nostro buon Dio,
è soprattutto questo che mi fa tanto amare i fiori,
essi mi fanno pensare al Paradiso,
al Tuo Regno Divino,
e un “chè” di Gioia e di Speranza inonda il mio cuore.
Credo veramente che i fiori siano un vero e proprio piccolo “anticipo” di Paradiso,
già presente su questa terra,
che ci “richiami” e ci faccia pensare al Paradiso vero,
alla “Gerusalemme Celeste”,
a quel Regno meraviglioso che ci attende tutti,
solo che lo vogliamo.

Grazie, o Signore, per il magnifico Dono dei fiori,
non si potrà mai ringraziarti abbastanza per questo!
Essi ci parlano di Te in modo “inconfutabile”,
e trovo che questa sia una cosa meravigliosa.

Grazie, grazie e ancora grazie o Signore!
E Lode, Onore e Gloria a Te, o nostro buon Dio,
per tutti i Secoli dei Secoli!

Amen


Marco

domenica 12 giugno 2022

Santa Caterina de' Ricci e l'anima del principe in Purgatorio

Santa Caterina de' Ricci (1523-1590) è stata una Santa suora domenicana, umile, semplice, povera, ma dotata di tanti Doni Mistici straordinari, come quelli di vedere e parlare con Gesù e la Madonna, di rivivere la Passione di Cristo, di avere le Sacre Stigmate, di vedere e conoscere lo stato delle anime del Purgatorio.

Caterina "spingeva" molto la carità verso le anime del Purgatorio, fino a soffrire sulla terra ciò che dovevano soffrire nell'altro mondo. Tra le altre, dalle fiamme espiatrici liberò l'anima di un principe, per lui soffrendo per quaranta giorni incredibili tormenti. Questo principe, che la storia non nomina, senza dubbio per riguardo alla famiglia, aveva menato vita mondana, e la Santa fece molte preghiere, digiuni e penitenze, perché Dio l'illuminasse e non fosse riprovato. Dio si degnò di esaudirla, e l'infelice peccatore prima di morire diede evidenti prove di una sincera Conversione. Con buoni sentimenti da questa vita passò al Purgatorio.
Ne ebbe cognizione Caterina per una Divina rivelazione nella preghiera, ed ella stessa si offrì a soddisfare alla Divina Giustizia per quell'anima. Il Signore gradì questo caritatevole cambio: ricevette nella Gloria l'anima del principe, ed a Caterina per quaranta giorni fece sostenere le più strane pene. Fu presa da una malattia che, a giudizio dei medici, non era naturale, e che non potevano né guarire, né sollevare. Ecco, secondo i testimoni, in che consisteva quel male: il corpo della Santa si coprì di bollicelle ripiene di un umore visibilmente in ebollizione, come acqua bollente sul fuoco. Ne proveniva un estremo calore, tanto che la sua cella si scaldava come un forno e sembrava piena di fuoco; non si poteva dimorarvi alcuni istanti senza uscirne per respirare.
Era evidente che la carne dell'inferma bolliva, e la sua lingua rassomigliava ad una piastra di metallo arroventato. Ad intervalli, l'ebollizione cessava, ed allora la carne sembrava come arrostita; ma ben presto si riempivano le bollicelle, riprendendo l'ebollizione. Frattanto, in mezzo a questo supplizio, la Santa non perdeva né la serenità del volto, né la pace dell'anima; all'incontro, sembrava godesse in quei tormenti. I dolori andavano talvolta ad un tale grado d'intensità da perdere la parola per dieci o dodici minuti. Quando le religiose sue sorelle le dicevano che sembrava che si trovasse nel fuoco, rispondeva semplicemente di sì, senza più nulla aggiungere.
Quando le rappresentavano che troppo lungi spingeva lo zelo, e che non dovesse chieder a Dio dolori così eccessivi, lei rispondeva; «Perdonatemi, madri mie, se vi replico. Gesù ama tanto le anime, che a Lui è infinitamente gradito quanto facciamo per la loro salute. Ed è per questo che volentieri soffro qualsiasi pena, tanto per la Conversione dei peccatori, quanto per la Liberazione delle anime ritenute nel Purgatorio».
Spirati i quaranta giorni, Caterina ritornò all'ordinario suo stato. I parenti del principe le domandarono dov'era la sua anima. «Di nulla temete - rispose - la sua anima gode l'Eterna Gloria». Con ciò si conobbe che era per quell'anima che tanto aveva sofferto.

Questo fatto può insegnarci molte cose; ma l'abbiamo citato per dimostrare come le maggiori sofferenze non sono incompatibili colla pace interna. La nostra Santa, sebbene visibilmente soffrisse le pene del Purgatorio, godeva d'una meravigliosa calma e d'una sovrumana contentezza.


FONTE: Il Dogma del Purgatorio


venerdì 10 giugno 2022

Adorare Dio

Che cosa vuol dire allora Adorare Dio?
Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la Sua Presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte.

Papa Francesco

giovedì 9 giugno 2022

Un vero Adoratore

Un vero adoratore non è una persona che danza quando vince. Non è una persona che canta le lodi quando il nemico è stato messo in fuga.
Un vero adoratore è una persona che ha imparato ad avere fiducia in Dio nella tempesta. L'adorazione di questa persona non consiste solo in parole, ma nello stile di vita. La sua anima riposa in ogni situazione, perché la sua fiducia nella fedeltà di Dio è irremovibile.

David Wilkerson

martedì 7 giugno 2022

Peccati e Opere Buone

“Ogni nostro peccato porta sofferenze al Sacro Cuore di Gesù e agli uomini. Qualcuno in particolare dovrà pagare, cioè soffrire per noi.

Ogni nostra opera buona, ogni nostra preghiera, ogni nostro sacrificio dà gioia a Gesù e benefica gli uomini in particolare, qualcuno riceve la grazia per convertirsi o per migliorarsi...”.

Santa Faustina Kowalska

domenica 5 giugno 2022

L'“ombra” benefica di San Camillo de Lellis, “Gigante” della Carità

Ho scoperto quasi per caso, attraverso il web, questo significativo episodio della vita di San Camillo de Lellis, che riporto con grande piacere sulle pagine di questo blog, per la sua semplicità e premurosità, perché i Santi non sono mai banali e pur di vivere totalmente nella Carità, arrivano a fare cose che stupiscono per la loro "ricercatezza".

Un giorno, durante un estate caldissima, San Camillo e un novizio, stavano recandosi al "Santo Spirito". Ad un certo punto nei pressi di un ponticello vicino a Castel Sant'Angelo, San Camillo rallenta il passo, si ferma e si rivolge al giovane che lo accompagna dicendogli: “Fratello mio, sarà bene che cammini dietro di me”.
Il giovane novizio non capisce il perché di questa richiesta, allora il Santo gli spiega: “Io sono grande (la statura di Camillo era altissima, attorno ai 2 metri). Vi farò ombra e vi riparerò dal sole”.
Il giovane acconsentì e si mise dietro al Santo, sotto l'ombra di quel "Gigante" della Carità.
Quel giorno la fantasia caritatevole e "materna" di Camillo gli aveva fatto capire che poteva fare dono anche della sua "ombra", per favorire e alleviare dalla calura estiva il ragazzo che era con lui.

I Santi sono uomini veramente ineguagliabili nella loro Carità, che si esprime anche con gesti di grande fantasia che stupiscono per la loro delicatezza e premurosità. Ma per chi sa amare tutto è possibile!

Più cuore nelle mani amava dire San Camillo.... e le sue non erano soltanto parole, ma fatti, fatti concreti che si realizzavano quotidianamente nella sua vita straordinaria.


Marco

mercoledì 1 giugno 2022

Il Crocifisso di San Camillo de Lellis


La vita di San Camillo de Lellis, da peccatore amante del gioco a grandissimo Santo della Carità è ricolma di episodi edificanti. Uno di questi riguarda un Crocifisso, di cui Camillo aveva una grandissima devozione, dal momento che egli vedeva sempre, nei malati che soccorreva e curava, l'immagine di Cristo Crocifisso.

Subito dopo la nascita della prima “Compagnia dei Ministri dei primi infermi” non poche erano le persone che provavano invidia per Camillo. Insieme ai primi compagni, egli si riuniva spesso con loro a pregare in una saletta dell'ospedale San Giacomo, a Roma, in cui campeggiava un grande Crocifisso. Una persona, probabilmente per invidia nei confronti del Santo, ebbe la pessima idea di staccare questo grande Crocifisso dal muro e metterlo dietro una porta.
Questo malsano gesto ferì e turbò profondamente Camillo, facendolo addirittura dubitare del futuro della compagnia appena nata. Ma Gesù gli venne ben presto in soccorso e quella stessa notte, in sogno, vide che il Signore staccava le Sue braccia dalla Croce e, tendendole verso di lui, lo confortò amorosamente, dicendogli queste parole: Non temere pusillanime, continua, perché questa non è opera tua, ma opera Mia!”.

Il Santo prese veramente sul serio quelle parole e la Croce di Cristo entrò ancor più ardentemente nella sua vita e nella vita della nuova congregazione. Camillo infatti volle che nell'abito del nuovo ordine campeggiasse la Croce «per dimostrare che questa è religione di Croce… cosicché coloro che vorranno seguire il nostro modo di vita si predispongano a seguire Gesù Cristo fino alla morte». E volle anche che la croce fosse di colore rosso cupo «perché più somigliante al vero legno della SS. Croce sulla quale mori e stette pendente il Redentore del mondo».

Il grande Crocifisso, come Sacra Reliquia, si trova tutt'ora a Roma, nella Chiesa della Maddalena, dove è custodito anche il corpo del Santo. Le mani di Gesù Cristo, inspiegabilmente, sono staccate dalla Croce.


Marco