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mercoledì 19 marzo 2025

San Giuseppe aiuta una famiglia ridotta alla fame


Il beato Bartolo Longo riferisce un bell'episodio di aiuto da parte di San Giuseppe ad una famiglia ridotta alla fame.

«Una povera vedova, madre di 5 figli, disse a loro un giorno: "Io non ho per oggi un tozzo di pane, né un pugno di farina, né un uovo. Andatevene con Dio e raccomandatevi a San Giuseppe che è tanto ricco".

Uno dei figlioletti, mentre va a scuola digiuno, passa nella chiesa e dice forte a San Giuseppe: "Tu che sei tanto ricco, non ci devi lasciar morire di fame. La mamma non ha un tozzo di pane, né un pugno di farina, né un uovo: aiutaci tu".

Dopo la scuola, il ragazzo torna a casa e con meraviglia dice alla madre: "Come mai questo bel pane? E la farina e le uova? Te le ha forse portate un angelo?... ".

“No, no - dice la mamma -, ma la donna del sindaco ti ha sentito pregare in chiesa San Giuseppe ed ella è l'angelo che San Giuseppe ha mandato in nostro soccorso"».


Fonte: Gruppo Facebook "I Santi che ti aiutano"


giovedì 21 novembre 2024

I Santi sono reali e intercedono per noi


Secondo Padre Al E. Parthenos, esorcista della diocesi di Dumaguete, due giorni prima di Ognissanti, una donna sui vent'anni era venuta alla sua successiva sessione di preghiera. Era già la quinta volta. Dopo alcune preghiere introduttive, hanno invocato l'aiuto dei Santi del Cielo. Hanno cominciato con Padre Pio, e così è stato.

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (arrabbiato) Perché continui a chiamare Pío, Pío, Pío?

Esorcista: San Padre Pio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Dovresti chiamarmi. Dovresti chiamarmi. Dovresti chiamarmi santo. Sono il tuo santo.

Esorcista: San Giovanni Paolo II...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No!

Esorcista: San Giovanni Paolo II...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No! NO! Sono il tuo santo.

Esorcista: Beato Carlo Acutis...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Perché continui a chiamarli? (singhiozzando) Sei ingiusto!

Esorcista: Santa Madre Teresa di Calcutta...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (soffocando, piangendo) Ohhh! La vecchia! Mi ha sconfitto! Sleale!

Esorcista: Santa Teresa del Bambino Gesù...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (spaventato) Sono scesi dal Cielo.

Esorcista: Santa Teresa d'Avila...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (arrabbiato) Tu! Oh no! Lei è qui! Anche lei è qui! (dolorante) Aahhhh!

Esorcista: San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino d'Ippona...
Squadra: Pregate per noi...

Diavolo: Huhuhu, li stai chiamando! Ce ne sono molti qui! Huhuhu! Sono qui! (lamentendo) Aahhh! Sono circondato!

Esorcista: San Giovanni Battista...
Squadra: Pregate per noi

Esorcista: San Giuseppe...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (spaventato) No! Il terrore dei demoni!

Esorcista: San Filippo, San Bartolomeo...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Ho perso! Ho fallito! Sleale!

Esorcista: San Lorenzo Ruiz...
quadra: Pregate per noi.

Diavolo: (dolorante) Aahhh! NO! Il martire!

Esorcista: San Lorenzo Ruiz...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: No! NO! NO!

Esorcista: San Pietro Calungsod...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Perché continui a chiamarli? Sono circondato adesso! (In agonia) Aahhh!!!

Esorcista: San Vincenzo Ferrer...
Squadra: Pregate per noi

Diavolo: No! NO! NO! La tua casa! La tua casa! La tua casa! (La chiesa parrocchiale dove è avvenuto l'esorcismo è la parrocchia di San Vincenzo Ferrer)

Esorcista: SS Gervasio e Protasio...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (Il corpo rimbalza) Tortura! Tortura! Tortura! Non c'è più spazio qui! Non c'è più spazio qui!

Esorcista: Santa Maria Maddalena...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: (piangendo... aahhh!!!) Anche quello è un peccatore. Ero con Maddalena. Ero con lei quando era ancora viva. (singhiozzando)

Esorcista: Santa Filomena...
Squadra: Pregate per noi.

Diavolo: Non c'è posto nella chiesa. Non chiamarli più! Tutti sono dentro, fuori (fuori dall'edificio della chiesa - poiché l'edificio della chiesa è pieno di Santi, gli altri Santi devono essere fuori).
Diavolo: (a voce molto bassa - baritono) Molti Santi sono qui! Molti Santi sono qui! Abbastanza! Abbastanza!


In breve: il Paradiso è reale. I Santi sono reali! Intercedono per noi. Possiamo essere come loro se viviamo una vita Santa... se la nostra vita è centrata sull'"Agnello immolato" (Apocalisse 13:8).


Fonte Cena cattolica


domenica 24 marzo 2024

La Devozione di Don Bosco nei confronti di San Giuseppe


Tra i Santi più devoti di San Giuseppe è da annoverare certamente San Giovanni Bosco, che ne diffondeva il culto in tutti i modi.

Narrava il Santo:

Un garzoncello di Torino aveva comprato un po’ di tabacco; il venditore glielo aveva dato avvolto in un pezzetto di carta, in cui era stampata una preghiera a San Giuseppe per ottenere la buona morte.
Il giovane era ignorante di Religione; lesse la preghiera, ma senza comprendere il significato. Tuttavia ne rimase così attratto, che conservò il pezzetto di carta ed ogni giorno recitava quell’orazione.
San Giuseppe gradì l’atto di ossequio e premiò il suo devoto in questo modo: gli suscitò il desiderio d’istruirsi nella Religione, lo dispose alla Confessione ed alla Comunione e gli ottenne dopo qualche tempo una Santa morte. Difatti il garzoncello sul letto di morte parlava di San Giuseppe, lo lodava, ne invocava il nome e lo ringraziava della consolazione che gli dava in quegli estremi momenti.

Don Bosco ricorreva a San Giuseppe con grande fiducia, sicuro della sua protezione.

Si era terminata la costruzione di un edificio a Lanzo e si constatò una minaccia di crollo al lato destro della fabbrica; la sesta colonna del porticato cominciava a cedere.
Don Bosco disse: “San Giuseppe, affido a voi la custodia di questa fabbrica. Faccio voto di mettere nel cortile dell'edificio una colonna, simile a quella pericolante, e sopra vi metterò la vostra statua!”.
San Giuseppe infatti scongiurò ogni pericolo.

Don Bosco diceva ai giovani: “Desidero che vi mettiate tutti sotto la protezione di San Giuseppe; se voi lo pregherete di cuore, vi otterrà qualunque Grazia”.

Ad onore del Patriarca raccomandava preghiere particolari al mercoledì; ordinò che in ogni chiesa o cappella Salesiana ci fosse un suo Altare od almeno un quadro; fece eseguire dal primo pittore torinese, Lorenzoni, un bel quadro del Santo e con la massima solennità lo inaugurò nel Santuario di Maria Ausiliatrice.
Voleva che nei suoi istituti si solennizzassero con entusiasmo le sue feste, facendole precedere da corsi di predicazione, organizzando declamazioni e trattenimenti religiosi.

Il Santo Patriarca ricambiava tale devozione con innumerevoli Grazie, tanto che Don Bosco un giorno disse ai Salesiani: “Si vede che San Giuseppe ci vuol bene. Quante benedizioni ci elargisce! Ho ricevuto Grazie straordinarie; parecchie di queste Grazie sono avvenute nella mia camera, sotto i miei occhi. Quante offerte in denaro per le nostre opere mi fa pervenire San Giuseppe all’avvicinarsi della sua festa! Onoriamo e facciamo onorare questo Santo!”.


Fonte: Libro "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, anno 1962


sabato 6 gennaio 2024

Lettera di suor Beghe alle molte persone che a lei si rivolgono per consigli e aiuto spirituale


13 dicembre 1992

Cari fratelli, care sorelle,
ho ricevuto la vostra lettera e l'ho presentata al Signore.
Voi mi dite le vostre preoccupazioni personali, i vostri pensieri e le vostre pene e tutto ciò che vi turba per il futuro. Il Signore, sebbene lo sappia già, ne ha preso conoscenza e desidera che vi risponda con questa lettera collettiva; essa vi è destinata personalmente, come è destinata singolarmente a ciascuno di voi che la riceverà. Poi, secondo la vostra lettera, riceverete o meno un'indicazione per le vostre preoccupazioni personali.
Che Dio sia benedetto per la sollecitudine che dimostra ad ognuno dei Suoi figli. Questa attenzione prettamente paterna con la quale Egli veglia su di loro è più grande, più costante e più previdente dell'attenzione del miglior padre tra tutti i padri della terra.
Avete bisogno della Sua presenza e Glielo dite, confidandovi con Lui e sottomettendogli le vostre difficoltà e le vostre preoccupazioni. Bene, molto bene. E' così che Dio vi ama, poiché qual è quel padre che non desidera che il suo bambino non gli esponga i suoi problemi, quale padre non cerca di alleviarli o di risolverli per il maggior bene del suo bambino amato teneramente, tanto più si confida con lui?
Dio ha creato il mondo ed ha impresso nel cuore degli uomini il segno del Suo Amore. E' a motivo dell'Amore Puro che abbiamo una certa capacità di amare, ma Dio supera in Amore il più grande amore della terra. L'Amore di Dio è una realtà profonda, provata da Lui nel Suo Cuore Divino più che in qualsiasi cuore creato che abiti ancora nell'interno delle frontiere della creazione visibile.
L'Amore di Dio per i Suoi figli non è diverso dall'amore sensibile di un padre o di una madre per i loro figli, ma, questo Amore Divino è sentito nella Sensibilità Divina con una acutezza difficilmente esprimibile.
Quando Gli esponete le vostre tristezze e le vostre preoccupazioni o ancora i vostri pensieri e tutto ciò che vi riguarda, il Cuore di Dio è subito all'erta e sareste meravigliati di vedere la Sua preoccupazione immediata e attenta a tutto ciò che vi tocca. L'essere umano è come un bambino ai Suoi occhi, e come un bambino che non può comprendere i ragionamenti adulti dei suoi genitori. Così siamo noi di fronte a Dio, poiché il mondo visibile è uno stato nel quale la nostra anima deve crescere e santificarsi; allora soltanto sarà capace di conoscerlo nella Sua Intimità e nella Sua Presenza visibile ed Eterna. Ecco perché Dio non può esserci presente nel nostro piccolo stato terrestre che invisibilmente, ed è Lui che permette le prove con le quali ci confrontiamo e nelle quali ci dibattiamo.
La Sua Presenza invisibile è ben reale e se noi non Lo vediamo, anche quando ci sentiamo disarmati e impotenti, ciò che importa non è la nostra impotenza, ma la Sua Presenza onnipotente a fianco di noi.
Immaginiamo il seguente quadro: Dio, Padre onnipotente, Creatore del Cielo e della terra, è proteso sulle difficoltà del Suo bambino. Egli lo guarda e lo trattiene per il gomito, quando la caduta è sul punto di prodursi. Il bambino crede d'essere riuscito con la propria destrezza ad eludere il tentatore o la situazione sgradevole nella quale si dibatteva.
Non ha sentito la Mano Divina ed ha l'impressione di aver lottato da solo e di essere riuscito a vincere da solo.
Allora Dio, il perfetto Educatore, lo lascia un po', senza disinteressarsi di lui, ed ecco che cade, perché la Mano Divina lo ha lasciato alla sua debolezza.
Allora o il bambino si rialza e si ribella contro la Mano tesa e continua a cadere sempre di più, oppure accetta con fiducia ed umiltà e con una riconoscenza sempre più ammirativa, la Mano Divina che impara a riconoscere, sulla quale impara a contare e sulla quale desidererà contare, poiché avrà appreso per fede e per esperienza, che è sempre presente, che è capace molto più di lui che è l'Unica sulla quale conviene appoggiarsi.
Il bambino che cresce nella fede e nella Santità prenderà un cammino sempre più solitario e incomprensibile agli occhi di coloro che non camminano al comando Divino; così si prepara il cammino luminoso dell'incontro Divino, che terminerà nel grande Abbraccio Celeste dell'Unione delle creature, create per Dio, con Lui.
Voi presentite nelle vostre anime questa gioia e la ricercate consciamente o inconsciamente; è questo che vi fa scrivere alla serva di Cristo, poiché voi cercate la soluzione Divina alle vostre difficoltà o quella che piacerà a Dio.
Allora Dio vi risponde, e la risposta seguente è veramente la Sua:

“ Prega, non con l'impressione di pregare nel vuoto, ma prega Me, come l'Essere realmente presente al tuo fianco, che ti vede, che ti tocca, che ti ama.
Guardami nel Santissimo Sacramento e pensa che Io ti guardo, che Io vivo in un mondo che include il mondo visibile nel quale tu ti trovi e che ti vedo perfettamente, meglio ancora di quanto tu possa vedere il tuo vicino. Allora parlami come alla Persona che è tuo Padre nel Cielo e che ti vede, là, come tu sei, in adorazione forse, e se tu lo sei, Io ne sono cosciente.
Io ascolto la tua preghiera e più essa è personale, cioè più Io constato che tu Mi parli veramente con il tuo cuore, con la tua anima, con le parole di un bambino che si confida veramente a Suo Padre, più volentieri Io, Dio, prendo in mano la situazione e se, tu continui a confidarmi tutto e a collaborare pienamente alla Divina Provvidenza, che è l'espressione della Mia Volontà per te, allora sarò un Padre felice del Suo bambino e il bambino saprà presto che suo Padre l'ama veramente, lo guida veramente e lo aiuta a crescere in saggezza e grazia, davanti a Lui e davanti agli uomini.
Le difficoltà e le preoccupazioni della terra sono la conseguenza della deficienza umana, che trova la sua origine nel peccato originale. Esse non possono risolversi che con l'attitudine e il comportamento che si avvicinano di più alla Santità, che era lo stato prima del peccato. Figli Miei, amatemi, abbiate fiducia in Me e diventate Santi come Gesù Cristo, il Santo dei Santi, e come la Madre di Dio, la Santissima Vergine Maria.
Vi garantisco la soluzione delle vostre difficoltà in questo cammino.
La Santità è la sola via che risolve tutto e, quando è raggiunta, domina la debolezza, la deficienza e la corruzione.
Io vi amo perfettamente e vi voglio tutti Santi, poiché soltanto i Miei Santi partecipano alla Mia Gloria e poiché la Mia Dimora è la Mia Gloria. Sono il Padre dei Miei figli e li ho creati, affinché abitino con Me in Eterno, ma i Miei figli devono essere Santi per entrare nella Mia Dimora. Sono con voi al fine di farvi guadagnare il Cielo e resto al vostro fianco nel cammino che conduce al Mio Regno.
Vi aspetto e vi desidero, allora venite, sì, figli Miei, venite ”.

Vedete, cari fratelli e care sorelle, le parole consolanti che il Signore vi indirizza a titolo personale e in maniera unica. Sono felice di essere stata la penna di trasmissione di così belle parole e prego, affinché voi non deludiate un Padre così straordinariamente buono e così eccezionalmente potente.

Prego per tutte le vostre intenzioni, in modo particolare per il sollievo e la liberazione dal Purgatorio dei vostri cari defunti. Vi affido alla custodia di Maria e di Giuseppe e vi assicuro, cari fratelli e care sorelle, la mia devozione religiosa.


Beghe


Fonte: Libro "Comunicazioni dall'aldilà"




Scritto di rara bellezza che riporto con estremo piacere tra le pagine di questo blog, con le parole meravigliose e paterne di Dio Padre, rivolte a tutti, e quelle, di grande saggezza e bellezza, del Suo "strumento" prediletto suor Beghe.
E' una lettera veramente stupenda che, francamente, non mi stancherei mai di leggere e rileggere. 
E' piena di insegnamenti e ricolma di dolcezza e Amore.
Eh, ma quanto Bene ci vuole il nostro buon Dio? E perché noi uomini, così spesso, Lo ricambiano con tanta indifferenza e disamore? Se avessimo veramente consapevolezza dell'immenso, incommensurabile Amore che Dio ha per noi uomini, "imposteremmo" tutta la nostra vita per cercare di amare Lui e il nostro prossimo con tutto noi stessi. 
E allora cerchiamo di farlo veramente, mettiamo Dio al centro della nostra vita, della nostra esistenza, così come Lui ci sprona a fare, per il nostro maggior Bene. Facciamolo e non rimarremmo delusi. Facciamolo e possiederemo un poco di Paradiso già da questa vita.... e poi il Paradiso Vero, la Gioia e la Felicità perfetta, nel Suo Beatissimo Regno!

Marco

domenica 17 settembre 2023

Padre Pio nella vita di fratel Biagio Conte


Fratel Biagio Conte ci racconta qual'è il suo rapporto con Padre Pio e come lo ha conosciuto.

Fratel Biagio: “ Il momento in cui ho conosciuto Padre Pio, ve lo devo dire, non l'ho conosciuto direttamente, ma in cammino.
Quando me ne andai via di casa, che ho lasciato tutto, nel 1990 a 26 anni.... Palermo al mare davanti e dietro le montagne. Da quelle montagne ho vissuto un periodo di eremitaggio all'interno della Sicilia, quasi un anno isolato da questo mondo che mi aveva ferito, deluso, la società, egoistica e indifferente.
A piedi poi... il buon Dio mi accompagna fino ad Assisi da San Francesco. Perché prima inseguivo le cose del mondo... ero fan dei giocatori, cantanti, attori... ero nella moda. Ma da quel momento la mia vita ha un cambiamento... seguo invece... divento fan di Gesù, di Maria, di San Giuseppe, di tutti i Santi e le Sante di Dio.
Padre Pio lo incontro grazie a un frate cappuccino nella zona della Campania. Mentre mi avviavo per Assisi a piedi, incontro un frate che veniva dall'Africa, da una missione dell'Africa. Lui mi parla di Padre Pio e mi da un immaginetta di Padre Pio. Io ne avevo sentito parlare ma mai avevo avuto un diretto.... e lui mi disse: “Tieni questa preghiera di Padre Pio”. E da allora Padre Pio mi accompagna, mi ha accompagnato ad Assisi ed il ritorno. Poi qui, io non volevo più tornare a Palermo, in Italia.... volevo andare in Africa, in India. Ma il buon Dio mi ha detto: “L'Africa è qua, qui c'è tanto da fare. Volevi aiutare, ecco datti da fare!”.
Qui inizia la missione e Padre Pio mi accompagna da allora, anche con i francescani, i cappuccini. Inizia un primo incontro con i cappuccini qui a Palermo, alle catacombe, in quanto loro facevano già un servizio di carità, e andavo a portare i fratelli, che ancora non avevo la struttura, li portavo lì a fare la doccia. Mi davano la biancheria, il mangiare.
Allora ecco che nasce un incontro, un legame. Allora Padre Pio è presente, è qui con noi. E oggi tanti gruppi, come oggi in particolare, siete venuti a dare conforto, sostegno, a noi che operiamo in questa comunità. Con un impegno enorme, delicato, che il Signore ci ha inviato ad alleviare la sofferenza dei più deboli, degli ultimi, dei senzatetto ”.


Fonte: You Tube


giovedì 5 maggio 2022

Catalina Rivas rivive, misticamente, la morte di sua madre


Confessione, morte e trasformazione

Erano trascorsi dieci giorni dalla morte della mia amata mamma, quando una mattina, al termine delle mie preghiere mattutine, stando nella mia camera, il Signore mi chiese di rimanere in quel luogo per qualche istante. Improvvisamente, come se si trattasse di un film, apparve davanti ai miei occhi la scena della morte della mia mamma.

Ma prima devo fare un passo indietro nel racconto, e ripetere alcune cose che ho già raccontato, per fare capire meglio tutto ciò che accadde in quel giorno, e che il Signore mi permise di vedere in modo completo dopo poco tempo, nella visione che io adesso vi descrivo. Ritorno dunque al giorno in cui la mamma era in agonia, così come ho potuto vedere in questa visione…

Si trovava nel suo letto, l'avevamo appena voltata sul fianco destro ed io la stavo ripulendo dal sangue che perdeva dal naso.

Lei guardava sopra di me, verso la finestra; mi prese la mano e mi disse: “Voglio stare con te”.

“Hai paura, mammina?” - le domandai un po' preoccupata.

“No, non ho paura, ma voglio stare con te!”.

In quel momento, vidi alcune persone che si avvicinavano, provenendo dalle nostre spalle, alla destra di mia mamma.

Riconobbi San Giuseppe, Sant'Antonio da Padova, Santa Rosa da Lima, San Domenico di Guzman e San Silvestro, che si collocavano dietro la testata del letto di mia madre, a fianco di "Leopoldo", questo è il nome dell'Angelo Custode della mia mamma, un giovanetto molto bello, che era inginocchiato, apparentemente in preghiera, mentre con le sue mani accarezzava la testa di mia mamma.

C'erano delle altre donne ed uomini, giovani e vecchi, circa una quarantina di persone, tutte in preghiera. Un giovane, vestito con una tunica bianca, aveva un piccolo vassoio dorato tra le mani. Di tanto in tanto, vi introduceva una mano e ne traeva del fumo, lanciandolo verso l'alto, come se fosse incenso.

Facendo questo, sembrava che volesse impedire ad alcune ombre scure di avvicinarsi, ombre che si vedevano distanti dalla stanza da letto e timorose di avvicinarsi.

Il giovane muoveva le labbra, come se stesse dicendo qualcosa, quindi cambiava di mano il piccolo vassoio e ripeteva quanto già fatto, con l'altra mano, gettando in aria quel fumo. Si aggirava intorno a tutti i presenti che circondavano il letto della mamma, dietro di noi.

Ero meravigliata nel vedere tante persone. Ecco allora che Gesù mi parlò, dicendomi:

«Sono i suoi Santi Protettori e le anime che lei ha aiutato a salvare con le sue preghiere e le sue sofferenze, anche se non le conosceva, sono venute ad accompagnarla nel suo transito».

Quando la girammo sull'altro fianco per cambiarle gli abiti, mia mamma disse:

“Devo, ormai, andare con loro!” Diceva questo, guardando al di sopra delle mie spalle.

La esortammo a tranquillizzarsi, e le cantammo un Salmo, che lei ripeteva con noi. Ad un tratto aprì con un'espressione quasi di stupore, come se stesse contemplando qualcosa che non riusciva ad esprimere e disse:

“Accendete la luce!”. Lo facemmo, ma si capiva che lei ormai non vedeva più ciò che c’era sulla terra, ma ciò che stava al di là. Quindi, stringendomi la mano, disse: “Santo Dio, si!... Santo Dio, si!... Santo Dio, si!...” - come per spingermi a pregare, a ripetere la giaculatoria: “Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del Mondo intero!”.

Ripeteva continuamente la giaculatoria e, contemporaneamente, insisteva nel dire:

“Devo andarmene!”. Muoveva i piedi, come se volesse camminare, ed esclamava: “Non trattenetemi”... E di nuovo recitava la giaculatoria: “Santo Dio, Santo Forte... Abbi pietà di me e del Mondo intero”.

Le persone che le stavano intorno cominciarono a recitare la Corona della Divina Misericordia. Ma lei continuava a ripetere le sue preghiere. Insisteva con l’invocazione: “Padre, il mio Spirito! Si... Si!...”. Non si ricordava l'intera preghiera. Allora iniziammo noi: “Padre, nelle Tue mani affido il mio Spirito...”, suggerendole che era questo ciò che lei voleva esprimere... Assentì e ripeté le nostre parole.

Avevo osservato, nella visione, che alla sinistra di mia madre, più indietro rispetto a dove ci trovavamo noi, cominciava a giungere un altro gruppo di persone e, tra queste, ho potuto riconoscere la figura di mio padre, una delle mie nonne, una zia, che aveva vissuto con noi, ed altre persone di cui non riuscivo a vedere chiaramente il volto. Ero stupita per ciò che contemplavo, ma cercavo, nello stesso tempo, di concentrarmi di più su mia madre.

Di fronte a lei si venne a formare una luce e vidi avvicinarsi, come se scendesse dall'altezza del tetto, un coro di Angeli che cantava. Formavano due file di personaggi celesti, e nel riunirsi a noi si separarono per circondare il posto dove ci trovavamo. Era tutto molto solenne. Improvvisamente, mia mamma disse, come rivolgendosi alle persone, che di sicuro stavano venendo ad accompagnare il suo transito:

“Aspettate, devo prima vedere la Vergine!”.

Mio fratello le disse: “Mammina, il Signore è qui, ti sta aspettando...”. Disse questo perché, precedentemente, mia madre aveva fatto intendere di aver visto il Signore. E lei rispose: “Devo ancora vedere la Vergine...”.

Aveva sentito dire molte volte che la Vergine accoglieva le anime di quelli che aspettavano la morte pregando il Rosario.

Le portammo quindi portato il quadro di Maria Ausiliatrice, perché vedesse la Vergine, pensando che fosse questo ciò che voleva, ma lei guardava al di sopra del quadro, e sembrava che ormai non vedesse più le cose di questo mondo, ma piuttosto quelle dell'aldilà... Improvvisamente, disse: “Ora La vedo, eccola... fate largo alla Mammina! Dobbiamo chiedere perdono alla Vergine...”.

Il dolce abbraccio della Madre

In quell'istante, vidi che la Vergine scendeva dal Cielo restando sospesa nell'aria; andava a posarsi ai piedi di mia madre e vidi che tendeva le mani verso di lei. Sopra un braccio, la Vergine teneva una veste bianca… Mia madre allungò la mano come per ricevere o toccare qualcosa, e potei vedere come la Vergine le prendeva la mano. Mamma perse conoscenza in quel momento, per circa un minuto, e quindi spirò.

Quando la sua testa rimase immobile nelle mie mani, poiché io la stavo sostenendo, pensai che la visione sarebbe svanita, ma, immediatamente, vidi l’istante nel quale l'anima di mia madre si staccò, separandosi dal suo corpo...

Si diresse verso la Vergine, che in quel momento le presentò la veste bianca con le due mani, come se dovesse metterselo sopra la camicia da notte che aveva indosso. E immediatamente apparve vestita con quella veste... La Vergine aveva un’espressione dolcissima e sorrideva, poi prese mia madre abbracciandola alle spalle; anche la mamma fece lo stesso, appoggiando la sua testa sulla spalla della Vergine e cominciarono ad elevarsi assieme a tutto il seguito dei personaggi presenti alla scena.

La stanza era rimasta quasi vuota. San Giuseppe ci risolve uno sguardo, toccò la mano di San Silvestro e questo impartì a tutti la benedizione. Poi si girò e salì in alto, seguito da San Giuseppe.

Gesù mi disse in modo molto solenne:

«Raccontalo al Mondo, affinché gli uomini diano il valore che merita alla Grazia che viene offerta nello stare vicino a un moribondo che, così assistito, parte per il Cielo. Il raccoglimento deve essere assoluto, visto che una parte del Cielo viene ad incontrarsi in quel luogo. È il momento nel quale Dio visita quel luogo».

Conclusa la visione, mi inginocchiai per rendere grazie a Dio, piangendo, perché ci aveva regalato tutte quelle grazie, e per avermi permesso di vedere una tale meraviglia e poterla raccontare oggi a tutti, affinché tutti si rendano conto dell'importanza e del dovere che abbiamo di aiutare sia i nostri moribondi che tutti i moribondi; e possano, in questo modo felice, iniziare il viaggio verso l'eternità dell'Amore di Dio.


FONTE: Libro "Provvidenza Divina"
Testimonianza di Catalina Rivas, Capitolo VI



Personalmente trovo che questa mistica visione che Catalina Rivas, per Grazia di Dio, vive degli ultimi momenti di vita di sua madre, sia di una bellezza e di una intensità sconvolgente.
Qui veramente terra e Cielo si incontrano, e si comprende quanto sia importante vivere la propria vita in Grazia di Dio e con Amore verso il nostro prossimo, con tutto il Bene che ne consegue quando arriva il momento di lasciare questa vita terrena per entrare nella Gerusalemme Celeste. 
E' una testimonianza davvero meravigliosa, che merita veramente di essere conosciuta e meditata.

Marco