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martedì 10 marzo 2026

Soldi misteriosamente forniti: San Benedetto


" Ma perché non si scandalizzino, va' al mare, getta l'amo; e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te ".

(Parole di Nostro Signore rivolte all'Apostolo Pietro, dal Vangelo secondo Matteo 17, 27)


Il trovare denaro o cose di valore in modo inaspettato, in situazioni disperate, è nota nella vita di alcuni Santi. I modi e i tempi in cui il denaro veniva misteriosamente fornito non erano solo fenomenali, ma di grande interesse per come avvenivano questi fatti.

Consideriamo quello che è forse il primo caso non biblico di denaro fornito come risultato della preghiera. Questo caso ci è stato dato da Papa San Gregorio Magno (d. circa 604), che racconta nella sua biografia su San Benedetto da Norcia (d. 543) del discepolo Peregrino, un laico cattolico pesantemente gravato dai debiti.

L'uomo era costantemente tormentato dai creditori e sentiva che la sua unica speranza era confidare il suo problema all'uomo di Dio, San Benedetto. Il Santo abate esprimeva il suo dolore per non avere la cifra necessaria per alleviare il debito e consigliava all'uomo di rientrare tra tre giorni. Nel frattempo il Santo si dedicava alla preghiera. Quando Peregrino tornò, i monaci andarono, su richiesta del Santo, a controllare un magazzino di grano.
Con loro sorpresa, scoprirono tredici pezzi d'oro stesi sopra un forziere pieno di grano. Il Santo fece portare le monete e le diede a Peregrino, istruendo l'uomo di usare dodici delle monete per saldare il debito e di spendere la tredicesima a suo piacimento.

(Vita e miracoli di San Benedetto," Libro 2 dei dialoghi)


lunedì 22 luglio 2024

Benedetto e Scolastica, i "Santi" gemelli


Benedetto e Scolastica, fratelli gemelli, nacquero attorno al 480 dalla madre Claudia Abondantia Reguardati, contessa di Norcia, che morì subito dopo aver partorito i due gemelli.
Il padre dedicò cure amorevoli ai due bambini, che furono ben presto indirizzati verso una vita Consacrata. Tra i due gemelli iniziò quindi un cammino "parallelo" di Santità.

Benedetto iniziò una vita da eremita a Subiaco e successivamente fondò l'abbazia di Montecassino. Scolastica, sulle orme del fratello, fondò il monastero di Piumarola distante circa sette chilometri dall'abbazia benedettina. Qui, assieme alle sue consorelle, seguendo la regola monastica del fratello, diede origine al ramo femminile dell'Ordine Benedettino.


Data la loro vicinanza, fu così che fra i due futuri Santi, venne "istituito" un particolare "rituale": Santa Scolastica e il fratello gemello, San Benedetto, decisero che si sarebbero visti una volta l’anno, in un luogo posto a metà strada fra i due monasteri dove risiedevano. Incontri di confidenze spirituali, di preghiera, di lode al Signore.

L’ultima volta che si videro avvenne qualcosa di straordinario.
San Benedetto, accorgendosi che la giornata stava volgendo al termine, fece cenno ai frati che l'avevano accompagnato ch'era ormai giunto il momento della partenza. I due Santi dovevano dividersi, per reincontrarsi l’anno successivo. Scolastica però, in questa occasione, lo pregò di rimanere: gli aveva confidato che quello sarebbe stato il loro ultimo incontro.
“Ma che dici, sorella mia, non sai che non posso trascorrere la notte fuori della mia cella?”, San Benedetto - così rigoroso alla regola - rispose con queste parole all’amata sorella. Il suo dovere era partire, e così fece. Scolastica, una volta andato via il fratello - così si racconta - cominciò a pregare, in segreto, in silenzio, Dio.

Intanto San Benedetto e i frati che lo avevano accompagnato, durante il cammino di ritorno, trovarono un’enorme tempesta di pioggia, di tuoni e lampi. Era impossibile continuare la strada. “Dio ti perdoni, sorella mia, ma che hai tu fatto?”, queste furono le parole del Santo di Norcia rivolte a Santa Scolastica, una volta rientrato nella casa deputata agli incontri fra i due. E, così, la sorella - con dolce sorriso - rispose: “Ti pregai di rimanere fino a domani e non mi hai ascoltata; per questo mi sono rivolta al Signore ed Egli mi ha esaudita”.
E così, i due Santi, assieme ai frati benedettini, trascorsero quella notte tra preghiere, confidenze spirituali, in pii esercizi di pietà. La mattina seguente, San Benedetto riuscì ad avviarsi verso la sua abbazia di Montecassino.

Tre giorni dopo questo incontro, mentre San Benedetto stava pregando, alzando lo sguardo, vide l'anima della sorella portata in Paradiso da ali di Angeli. Cominciò, allora, a lodare il Signore.