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sabato 14 giugno 2025

Penitenza per riparare le orribili bestemmie


Passando da Somasca a Vercurago, paesi vicino a Lecco, San Girolamo Emiliani è attirato dalle urla di due uomini, che stavano litigando. Ed erano fratelli! La loro collera non si sfogava soltanto in imprecazioni ed ingiurie, sembravano trovar sollievo bestemmiando orrendamente contro Dio e la Santa Vergine.

Disgustato, Girolamo si ferma e grida: “Ah! Cattivi cristiani, avete tanto ricevuto da Dio, come potete fargli così grande oltraggio?”.
Ma quei due miserabili continuavano a vomitare le loro orribili bestemmie.

Allora il santo si prostra a terra, raccoglie fango a piene mani e si mette a masticarlo. I fratelli si fermano stupiti e dicono: “Padre, voi siete matto!”.
Il santo dà loro una spiegazione: “Faccio penitenza! Non cesserò di castigare la mia bocca, mangiando questa immondizia, finché non smetterete di offendere Dio con le vostre parole d’inferno!”.

La lotta finisce. I fratelli si riconciliano. Accompagnano il santo al suo rifugio, dove tanti bambini orfani l’attendono.


Fonte: Gruppo Facebook "La scala per il Paradiso"


sabato 8 febbraio 2025

Il peccato dell'impurità


San Tommaso afferma che a causa di tutte le dipendenze, in particolare di quelle all'impurità, gli uomini sono separati da Dio. Inoltre, i peccati di impurità, in virtù del loro grande numero, sono un grande male.

Un bestemmiatore non bestemmia sempre, ma solo quando è ubriaco o provocato dalla rabbia. L'assassino il cui compito è uccidere gli altri di solito non commette più di otto o dieci omicidi, ma gli impuri sono colpevoli di un flusso incessante di peccati, attraverso i pensieri, le parole, gli sguardi, il piacere e il tatto, tanto che quando vanno a confessarsi è impossibile per loro dichiarare il numero di peccati che hanno commesso contro la purezza.

Secondo San Gregorio, l'impurità porta alla cecità della comprensione, alla distruzione, all'odio verso Dio e alla disperazione per la Vita Eterna. Sant'Agostino dice che, sebbene gli impuri invecchino, la dipendenza dall'impurità non invecchia in loro. Ecco perché san Tommaso dice che non c'è peccato in cui il diavolo si diletti tanto quanto in questo peccato, perché non c'è nessun altro peccato a cui la natura si aggrappi con tanta tenacia. Si aggrappa così saldamente alla dipendenza dall'impurità che il suo appetito per i piaceri carnali è insaziabile. Va' ora e dì che il peccato di impurità non è che un piccolo male. Al momento della morte non dirai questo, tutti i peccati di quel tipo ti appariranno come un mostro venuto dall'inferno.

San Remigio scrive che, fatta eccezione per i bambini, il numero degli adulti salvati è esiguo, a causa dei peccati della carne. Secondo questa dottrina, fu rivelato a un'anima santa che, proprio come l'orgoglio riempiva l'inferno di demoni, l'impurità riempiva gli uomini.

Cari fratelli, continuiamo a pregare Dio affinché ci liberi da questa dipendenza, altrimenti perderemo la nostra anima. Il peccato di impurità porta con sé cecità e testardaggine. Tutte le dipendenze oscurano la comprensione, ma l'impurità ne produce una quantità maggiore di tutti gli altri peccati. 


Sant'Alfonso de' Liguori nel Sermone sull'impurità (Sermone della XVI domenica dopo Pentecoste)


martedì 31 gennaio 2023

Il giudizio e la bestemmia

Chi mi legge sa che da giovane cooperatore salesiano conobbi alla Basilica del Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio a Roma (in via Marsala vicino alla Stazione Termini) don Giuseppe Tomaselli.
Quando soggiornava a Roma, presso la casa salesiana, la sera veniva nelle camerette di don Bosco a pregare il Santo Rosario con noi. Una sera diede la buona notte di don Bosco (il pensiero ai giovani prima di andare a cena). La ricordo perché fece una domanda: “Qual è il più grande Comandamento?
Subito rispondemmo: “Amare Dio e il prossimo come noi stessi”.
Osservò: “Allora, siete bravi e conoscete il Vangelo”.
Poi, continuo con aria un po' furbesca: “E sapete dirmi qual è il più grande peccato contro questo Comandamento?”.
Tutti a pensare e a guardarci disorientati.
Qualcuno disse: “Forse non amare Dio e il prossimo”.
Don Tomaselli ci guardò intensamente e poi riprese: “Sono il giudizio e la bestemmia. Entrambi causano un malessere tremendo. Padre Pio diceva che la bestemmia distrugge perfino la cenere del camino e il giudizio distrugge i rapporti tra le persone”.


di fratel Maria Gioioso
(Una riflessione durante la Novena dell'Immacolata)



venerdì 22 luglio 2022

Il demonio è molto vicino a coloro che bestemmiano

Un uomo era originario delle Marche ed insieme ad un suo amico era partito dal suo paese con un camion per trasportare dei mobili vicino a San Giovanni Rotondo. Mentre facevano l’ultima salita, prima di giungere a destinazione, il camion si ruppe e si fermò. Ogni tentativo di farlo ripartire risultò vano. A quel punto l’autista perse la calma e preso dall’ira bestemmiò. Il giorno dopo i due uomini andarono a San Giovanni Rotondo dove uno dei due aveva una sorella. Tramite lei riuscirono a confessarsi da Padre Pio. Entrò il primo ma Padre Pio non lo fece neanche inginocchiare e lo cacciò via. Venne poi il turno dell’autista che cominciò il colloquio e disse a Padre Pio: “Mi sono adirato”. Ma Padre Pio gridò: “Sciagurato! Hai bestemmiato la Mamma nostra! Che ti ha fatto la Madonna?”. E lo cacciò via.

Il demonio è molto vicino a coloro che bestemmiano.

In un albergo di San Giovanni Rotondo non si poteva riposare né di giorno né di notte perché c’era una bambina indemoniata che urlava da fare spavento. La mamma portava ogni giorno la piccola in chiesa con la speranza che Padre Pio la liberasse dallo spirito del male. Anche qui il baccano che si verificava era indescrivibile. Una mattina dopo la confessione delle donne, nell’attraversare la chiesa per far ritorno in convento, Padre Pio si ritrovò davanti la bambina che urlava paurosamente, trattenuta a stento da due o tre uomini. Il Santo, stanco di tutto quel trambusto, diede una pestata sul piede e poi una violenta pacca sulla testa, gridando. Mo basta! La piccola cadde a terra esamine. Ad un medico presente il Padre disse di portarla a San Michele, al vicino Santuario di Monte Sant’Angelo. Arrivati a destinazione, entrarono nella grotta dove è apparso San Michele. La bambina si rianimò ma non c’era verso di farla avvicinare all’altare dedicato all’Angelo. Ma ad un certo punto un frate riuscì a far toccare l’altare alla bambina. La bambina come folgorata cadde a terra. Si risvegliò più tardi come se non fosse successo nulla e con dolcezza chiese alla Mamma: “Mi compri un gelato?

A quel punto il gruppo di persone ritornò a San Giovanni Rotondo per informare e ringraziare Padre Pio il quale disse alla Mamma: Di a tuo marito che non bestemmiasse più, altrimenti il demonio ritorna.


FONTE: Web


sabato 16 luglio 2022

La collera e l'ira... sfigurano anche il volto più bello

Gesù alla sua anima prediletta Catalina Rivas:

“Calmati, Mia piccola, parleremo oggi di un argomento su cui dovrai riflettere nelle prossime ore.
Desidero che tu sappia, piccola, che la collera è simile al fuoco, poiché così come il fuoco è impetuoso e violento, quando prende forza e impedisce che lo si veda a causa del fumo che sprigiona, così la collera fa esplodere l'uomo in mille eccessi e non lo lascia vedere quello che fa.

Non devi metterti così di malumore, perché l'ira è talmente pregiudizievole per l'uomo che riesce a sfigurare anche il viso più bello e più grazioso, fino a renderlo simile a un mostro furioso che semina spavento intorno a sé. Se riesce a fare questo esteriormente, puoi tu immaginare fino a che punto il suo interno si sfigura ai Miei occhi? Parliamo di questo.

L'ira espone molto spesso l'uomo alla vendetta, alla bestemmia, alle ingiurie e alle recriminazioni, agli scandali e ad altre cose peggiori, poiché ottenebra la ragione e fa in modo che l'essere umano si comporti come un essere irrazionale o come un folle. Leggi Giobbe 7,7. La collera fa perdere all'uomo ogni prudenza e molto spesso anche la ragione e il sonno.

Mentre sei irritata, l'azione del tuo prossimo ti pare un'ingiuria grave e imperdonabile, ma una volta che la tua collera è passata, ti accorgi che la cosa non era poi così grave come ti era sembrata.

Quando la collera ti assale, prega, e chiedi che Io ti liberi dalle passioni violente. Quanti uomini, per non aver saputo porre un freno alla loro collera, pronunciano orribili bestemmie contro di Me o contro i Miei Santi! I collerici trascorrono una vita infelice, poiché si trovano sempre in situazioni di violenza e di completa agitazione, simili a una tempesta”.


26 ottobre 1996

Fonte: Libro "La Porta del Cielo"