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domenica 19 aprile 2026

Il peso del peccato


Una vita incentrata su noi stessi e che ci fa sentire corresponsabili delle lacrime degli innocenti è complicità con coloro che uccidono. Dobbiamo sentire su di noi il peso del peccato e di morte che opprime l'umanità!

Don Oreste Benzi


lunedì 30 marzo 2026

Essere segno di contraddizione


La Croce è segno di contraddizione. Noi, seguaci di Gesù Cristo, dobbiamo essere segno di contraddizione. Non dobbiamo cioè seguire la logica del mondo, del consumo, del possesso, del potere, del più forte, del denaro, del successo. Guardate che ognuna di queste situazioni pesa come un macigno!

Don Tonino Bello


martedì 30 settembre 2025

sabato 20 settembre 2025

20 Settembre 1919: Ordinazione Sacerdotale di Fulton J. Sheen


Nel giorno della mia Ordinazione, ho fatto due propositi:

1. Offrire la Santa Eucaristia ogni sabato in onore della Madonna per sollecitare la Sua Protezione sul mio sacerdozio. La lettera agli Ebrei invita il sacerdote a offrire sacrifici non solo per gli altri, ma anche per se stesso, poiché i suoi peccati sono maggiori a causa della dignità dell'ufficio.

2. Decisi anche di trascorrere ogni giorno un'Ora Santa alla presenza di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.


Fulton J. Sheen, da "Treasure in Clay, L'autobiografia"


domenica 7 settembre 2025

Non abbiate mai paura di entusiasmarvi!


La vita che state vivendo vivetela in modo serio, in modo denso. Perché non tornerà più. E non abbiate mai paura di entusiasmarvi!

Don Tonino Bello


martedì 19 agosto 2025

“La mia vita non avrebbe avuto alcun senso se non mi fossi donata a Gesù Cristo”


“ Ho vissuto male, ho vissuto nel peccato mortale, ho bevuto molto, ho fumato molto... Ho bevuto così tanto che non riuscivo a controllarmi... Ho sentito un vuoto così grande che ho capito che la mia vita non avrebbe avuto alcun senso se non mi fossi donata a Gesù Cristo.
Sono stata ingannata dalla falsa luce della ricchezza e della gioia, e quella luce mi ha fatto sentire ancora più vuota.

Non è come inizi che ti rende un Santo, ma come finisci. Non è chi eri, è chi decidi di diventare ”.


Suor Clare Crockett


venerdì 15 agosto 2025

Sì alla Pace.... e no alla violenza!


Dovremmo avere antenne più sensibili a captare le modulazioni di violenza emesse da tutte le direzioni.
La violenza a onde corte che viene perpetrata, ad esempio, mediante l’aborto.
La violenza a onde medie che viene perpetrata in paesi pure vicini a noi, ma non sempre collocata nella focale dei «media».
La violenza a onde lunghe che viene subdolamente perpetrata, più che sul versante dell’avere, su quello dell’essere…

L’impegno è quello di cancellare dagli uomini l’idea che qualcuno possa avere il diritto di usare violenza contro il diritto e la giustizia. Non si serve la causa della Pace se ci si abbandona alla benignità di coloro che usano la violenza: la Pace è favorita da colui che integralmente, decisamente e instancabilmente difende il diritto dei perseguitati, degli oppressi, degli assassinati.


Don Tonino Bello


giovedì 24 aprile 2025

Molte anime si salvano grazie alla Comunione dei Santi e a Maria, Madre di Misericordia


Gesù alla Sua anima prediletta, la Beata Conchita Cabrera de Armida:

“ Nella Mia infinita Bontà ho anche una risorsa potentissima (unita ovviamente ai Miei meriti) per salvare le anime peccatrici e ostinate, anche nell'ultimo istante di vita. Questa risorsa è "la Comunione dei Santi".
I miei sacerdoti spiegano poco questo mistero, importantissimo tra le molte risorse che la Mia Chiesa possiede. Vorrei che lo facessero conoscere sempre di più e che le anime ne apprezzassero l'efficacia. È questo un mezzo di Salvezza che ottiene risultati non indifferenti e, a volte, infallibili, perché Dio non resiste alla preghiera. I peccatori hanno nella Comunione dei Santi una grande risorsa, una miniera, un filone che la Misericordia e l'infinita Carità di Dio sfrutta a loro favore.

Che madre è la Chiesa! E quanto grande la bontà di Dio che non permette che neanche una briciola delle opere buone, fatte soprannaturalmente, cada o si sprechi! Molte anime si salvano, ripeto, nell'ultima grazia mediante la Comunione dei Santi; grazie alla catena ininterrotta e potente delle grazie ottenute che Dio distribuisce secondo la Sua Sovrana Volontà. Che i Miei sacerdoti spieghino ai fedeli, questo affascinante e fecondo mistero della Comunione dei Santi. Questa grande verità è poco apprezzata e ancor meno predicata, nonostante i grandi e numerosi trionfi che riporta tra le anime peccatrici, che senza sapere da dove provenga la grazia, profondamente colpiti, si convertono.

È una risorsa di cui mi servo per i peccatori impenitenti; è una moneta che, nella Mia grande Carità verso i peccatori, prelevo da questo Tesoro della Chiesa, con la quale pago i debiti e acquisto grazie straordinarie per salvare le anime negli ultimi istanti di vita. Se si potesse vedere la sorpresa di quelle anime peccatrici nell'incontrarsi con la Misericordia infinita del Mio Cuore! Se si potesse contemplare come, dopo una vita di crimini inauditi, di odio verso la Religione, di avversione verso la Chiesa e di migliaia di offese fatte a Me, in un istante, nell'ultimo istante, diventano contrite e umili davanti alla Mia Bontà Misericordiosa. Riconoscenti vorrebbero acquistare a qualunque prezzo il più grande amore e la più grande riconoscenza per riparare e cancellare la loro vita passata, mentre si gettano confuse tra le Mie braccia e in esse trionfa la grazia! Per questo nel Cielo c'è grande festa per un peccatore che si converte!

Queste conquiste ignote si verificano giorno per giorno, conseguite dalla Comunione dei Santi, cioè, dai Miei meriti infiniti che danno valore a quell'insieme di buone e sante azioni compiute dai Suoi figli fedeli, di cui la mia Chiesa dispone. Quante volte atti eroici, ma ignoti, che soltanto lo vedo, fatti per amore di Dio in un angolo del mondo, Mi servono per salvare un'anima, per ottenerle grazie e farla uscire da questo mondo purificata per presentarla al Padre Mio quale trofeo della vittoria della grazia.

Come potrebbe la mia Chiesa non avere risorse per i suoi figli che sono ancora in vita, per quelli che stanno morendo, e per quelli che si trovano in Purgatorio? Se è nata dal Mio costato, se è la Sposa di Colui che è tutto Amore e Carità? Pensate forse che, per esempio, nelle guerre dove muoiono migliaia e migliaia di persone lo non sia presente accanto a tutte e ad ognuna, per applicare loro le grazie della Comunione dei Santi, per bagnarle con il Mio Sangue e dare loro il Cielo mediante un atto di contrizione? Per Me basta un solo attimo di contrizione amorosa per cancellare anni e anni di crimini, di odi implacabili e di migliaia di peccati.

E Maria? È un'altra risorsa immensa di cui le anime dei peccatori dispongono per salvarsi.
Ella con le Sue suppliche e i Suoi gemiti ottiene per i peccatori migliaia e migliaia di grazie dell'ultima ora: suscita in loro la contrizione e li salva. lo non so negare nulla a questa Madre di Misericordia. Quando Ella s'interessa di un peccatore che la chiama e mette davanti al tribunale di Dio la Sua intercessione amorosa, ottiene la Salvezza di molti. Maria è il più grande aiuto per tutte le anime ”.


Fonte: Beata Conchita Cabrera de Armida, da "Sacerdoti di Cristo", Editrice Città Nuova


sabato 25 gennaio 2025

Una storia di Divina Misericordia


Un prete relativamente giovane è in un ospedale in visita ad alcuni dei suoi parrocchiani. Sta camminando lungo il corridoio e una suora lo ferma e dice: "Padre, può entrare in questa stanza? C'è un uomo in fin di vita. È qui da giorni. Abbiamo chiesto ai preti di entrare, ma lui manda via tutti. Non vuole parlare di Gesù. Ma sta morendo. Potrebbe per favore fargli visita?"

Il prete entra e si presenta al paziente. Il vecchio esplode e inizia a imprecare contro di lui. È così arrabbiato: "Non voglio avere niente a che fare con te. Vattene da qui!"
Il prete dice: "Okay" ed esce nel corridoio.
La suora è ancora lì. Le dice: "Potresti tornare dentro?"
Il prete risponde: "Non vuole niente di quello che ho da offrire".
"Dategli un'altra possibilità", supplica la suora.

Il prete rientra nella stanza con riluttanza. "Non ti chiederò se vuoi confessarti. Non ti chiederò se vuoi la Santa Comunione. Ma va bene se mi siedo qui accanto al tuo letto e recito la Coroncina della Divina Misericordia?".
Il vecchio risponde: "Non mi interessa. Fai quello che vuoi".

Il prete si siede e inizia a pregare dolcemente le parole della Coroncina: "Per amore della Sua dolorosa Passione, abbi pietà di noi e del mondo intero. Per amore della Sua dolorosa Passione, abbi pietà di noi e del mondo intero".
All'improvviso l'uomo esplode: "Smettila!"
Spaventato, il prete alza lo sguardo e chiede: "Perché?"
"Perché non c'è pietà per me!"
"Perché pensi che non ci sia pietà per te?" chiede il prete.
"Non importa", risponde il vecchio.
Ma il prete insiste: "Perché pensi che non ci sia pietà per te?"
"Te lo dico io... Venticinque anni fa, lavoravo per la ferrovia. Il mio compito era abbassare il braccio di guardia quando arrivava un treno per impedire alle auto di andare sui binari. Ma una notte ero ubriaco. Non ho abbassato il braccio di guardia e una coppia con i loro tre bambini piccoli erano sui binari quando è arrivato un treno e sono morti tutti all'istante. È stata colpa mia. Quindi non c'è pietà per me. Ho fallito. È finita".

Il prete se ne sta lì seduto a fissare il rosario tra le mani. Alla fine chiede: "Dov'era questo?"
L'uomo gli dice il nome della città polacca.
Il prete alza lo sguardo e dice: "Venticinque anni fa, mia mamma e mio papà stavano portando i miei fratellini in viaggio. Non potevo andare con loro. Stavano attraversando questa piccola città. Per qualche motivo il braccio di guardia del passaggio a livello non era abbassato. Mentre attraversavano i binari, è arrivato un treno e li ha uccisi tutti. Quella notte ho perso tutta la mia famiglia".
Il prete guarda intensamente il volto dell'uomo e dice: "Fratello mio, Dio ti perdona. Non solo, ti perdono anch'io".

L'uomo capisce che la Misericordia di Dio è per lui.

Il prete chiede: "Potresti lasciarmi confessarti e darti l'Eucaristia?"
L'uomo si confessa e riceve la Santa Comunione. Due giorni dopo muore. La Misericordia vince. Il suo fallimento non è definitivo.

La storia continua. È piuttosto interessante. Dopo aver dato la Comunione all'uomo, il prete va nel corridoio in cerca della suora. Non riesce a trovarla. L'amministrazione gli dice: "Non impieghiamo nessuna suora in questo ospedale".

Per anni il prete non sa chi sia questa suora. Alla fine va nella città di Vilnius, dove visse Santa Faustina. Va al convento per dire Messa per le suore lì. Vede un dipinto sul muro di Santa Faustina e dice: "Ho incontrato quella suora un paio di anni fa".
"No, Padre, non l'ha fatto", risponde una delle suore. "È morta dal 1938".
Il sacerdote si rende poi conto che è stata Suor Faustina a dirgli di andare nella stanza del paziente, a dirgli di tornare di nuovo in quella stanza.

Il fallimento non è definitivo. Non quando si tratta di Gesù.
Gesù non è più morto. È risorto e sta governando la Sua creazione usando il Suo potere onnipotente per dirigere ogni cosa nel mondo per portarti sano e salvo a quella Vita Eterna.


Fonte: Il Volto Santo di Gesù



sabato 21 dicembre 2024

Don Marco Pozza e il Santo Rosario


“ Quando io voglio trovare Maria, metto le mani in tasca, tiro fuori la mia Corona del Rosario e, anche se il mondo oggi forse deride questa antichissima preghiera.... lì ci ritrovo la mia fede.
Per me sgranocchiare quelle 50 Ave Maria, metterci dentro le intenzioni di preghiera di tutti coloro che mi dicono "fai una preghierina per me", e per me non è uno scherzo... mettermi lì, ti confesso che certe sere è l'unica maniera per spostare tutti i pensieri, cattivi, faticosi, di male, che ho dentro la mia testa, e per trovare la serenità ”.

Don Marco Pozza

Fonte: You Tube



mercoledì 27 novembre 2024

Il medico che ha soccorso padre Slavko è diventato Sacerdote


Testimonianza al Festival dei giovani a Medjugorje

Sono un parroco tedesco e sacerdote, con un passato di una lunga strada per arrivare a Dio. Come diversi di voi, anch’io ho cercato il senso della vita, e andavo a sinistra e a destra.

Un giorno stavo molto male, e Dio mi ha ricompensato perché ha potuto farmi sperimentare il Suo Amore immenso. Così ho cominciato a cercare questo Dio.
Io sono stato anche nella setta di Moon e tra i Testimoni di Geova: non ho neanche pensato che Dio potesse essere in chiesa.

Una mattina mi sono svegliato, dicendomi: "Sì adesso so dove appartengo", ma non sapevo perché questo. Sono andato fino alla finestra perché abito a Innsbruck, al centro di quella città. Le vie erano piene di persone, ma non sapevo perché.

Sono sceso sotto e ho chiesto: "Perché siete qui?". E loro mi hanno detto: "Viene il Papa Giovanni Paolo II, e passa di qui". Allora lui doveva passare proprio davanti alla mia finestra, proprio davanti a me. Allora io ho detto: "Intanto che lui è qui vado alla sua Messa, così che io posso dire che il Santo Padre è passato da me, a casa, a chiamarmi".

Durante questa Santa Messa è iniziata una lotta spirituale. Il punto principale era se davvero Gesù è presente nell’Eucaristia o questo è solo un pane.

Io avevo deciso in quel momento: "Sì, quello è Gesù!".

Da allora provavo gioia sempre alla domenica. Dopo di allora avevo bisogno di trovare la via che mi conducesse alla Madre di Dio.

Un amico mi ha dato un libro della consacrazione alla Vergine Maria, e mi ha detto: "Un giorno tu pregherai questa preghiera". Così un anno e mezzo o due anni dopo, sono arrivato al punto di pregare questa preghiera, senza conoscere Medjugorje.

E nel trentesimo giorno in cui pregavo questa consacrazione, sono venuto a Medjugorje. E mi sono consacrato in chiesa, nel momento dell’Apparizione.

Questo è avvenuto mentre c’era la guerra, perché era il 1993: ed è successo durante il Festival dei giovani.

La veggente Marija parlava nel tendone verde, perché allora c’erano due tendoni: Marija ha fatto la sua testimonianza. In quel momento io ho sentito una voce che mi diceva: "Vieni, vieni!".

Io ero sicuro in quel momento che era la Madre di Dio. Non so come, non capivo da dove mi chiamasse.
Poi ho capito che mi stava chiamando dalla Croce.

Allora ho incontrato padre Slavko. Io gli ho detto che vorrei essere sacerdote. E lui mi ha dato una botta al petto. E poco dopo che io lavoravo come medico sono andato nella Comunità delle Beatitudini, pensando che quella facesse per me. Ho vissuto insieme a questa Comunità.

Era un venerdì. Pioveva. Il tempo era bruttissimo. Mi sono chiesto se andare o meno a fare la Via Crucis, perché quando piove sopra è molto scivoloso e non è facile andare su. Finalmente, dentro di me, mi sono convinto e ho detto: "Vado lassù a pregare questa Via Crucis".

A quell’epoca, io non sapevo, cioè non pensavo nemmeno alla Vocazione, pensavo di sposarmi, creare una famiglia. Mi sono incamminato per fare la Via Crucis.

Padre Slavko era qualche stazione davanti a me con una ventina di persone della parrocchia. Io pensavo: "Ma guarda: tu pensi di andare o non andare a fare la Via Crucis, e padre Slavko quasi ogni giorno va su una di queste due colline".

E quando mi sono trovato alla tredicesima stazione, la gente correva verso di me. Io pensavo che la gente fosse impazzita perché era pericoloso, scivoloso. Ma quando sono uscito da una piccola curva ho visto che c’era un sacerdote che era disteso su una pietra.

Siccome sono medico, mi sono avvicinato, ho guardato e ho visto che il cuore stava soffrendo e che lui stava morendo.
Abbiamo cercato di rianimarlo, ma questo non dava nessun risultato. Allora ho detto alla gente: "Pregate, pregate: padre Slavko sta morendo!".

In quel momento la pioggia si è fermata, ha smesso di piovere: questo è successo tra la tredicesima e quattordicesima stazione. Da lì si vede la chiesa.

Il sole illuminava la chiesa e si vedeva un piccolo arcobaleno; e le nuvole erano in una posizione che il sole le illuminava da sopra.

Io in quel momento sapevo che padre Slavko era in Cielo.

Nel suo cappuccio francescano ho visto un melograno che poi è scomparso.

Dopo abbiamo preso padre Slavko per portarlo giù.

Era molto difficile perché era scivoloso. In quella occasione io ho pregato: "Padre Slavko, adesso sei nel Cielo: dammi una parte del tuo spirito, fammi parte del tuo spirito".

Mentre lo portavamo giù, poiché era già morto, le sue mani andavano a sinistra e a destra. Una sua mano mi ha toccato sulla spalla di dietro, non proprio alla spalla, ma alla schiena.

Io mi sono data questa spiegazione [come se padre Slavko mi dicesse]: "Io ho fatto la mia Via Crucis, adesso comincia la tua".

Poi sono sceso, sono andato in chiesa, perché avevo bisogno di pace. Per più di un’ora ho pianto, senza sapere perché.

Dopo ho capito che padre Slavko per me ha chiesto la Grazia di non guardare solo me stesso.

In quel momento ho preso la decisione: "Io sarò sacerdote!". Sono entrato in convento in Austria, sono diventato sacerdote, e ora sono sacerdote.

È da tre anni che sono sacerdote, e non c’è cosa più bella al mondo che essere sacerdote.

Il sacerdote può donare Dio: chi può farlo? Io voglio ringraziare la Madonna, voglio ringraziare padre Slavko, ma soprattutto il nostro Padre Celeste.

Gesù è risorto: Lui è veramente risorto!


lunedì 11 novembre 2024

Come comportarsi Devotamente in chiesa


Dagli scritti di Padre Pio alla figlia spirituale Annita Rodote

Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto, tenendoti e reputandoti indegna di comparire davanti alla Maestà del Signore. Tra le altre devote considerazioni, pensa che l’anima nostra è tempio di Dio, e come tale dobbiamo conservarla pura e monda davanti a Dio e agli Angioli Suoi.

Prendi poi l’Acqua Benedetta e fa bene e con lentezza il segno della nostra Redenzione: il Segno della Croce.

Appena sei in vista del Dio Sacramentato (c’è un altare dove si conserva l’Eucaristia, è segnalato da una lampada accesa), fa devotamente la genuflessione piegando il ginocchio fino a terra; saluta prima Lui, il tuo Signore – vivo e vero nel Tabernacolo – poi vengono la Madonna e i Santi.

Trovato il posto, inginocchiati e rendi a Gesù Sacramentato il tributo della tua preghiera e della tua adorazione. Confida a Lui tutti i tuoi e gli altrui bisogni, parlagli con abbandono filiale, dà sfogo libero al tuo cuore e lascia piena libertà a Lui di operare in te come meglio gli piace.

Assistendo alla Santa Messa e alle Sacre funzioni, usa molta gravità nell’alzarti, nell’inginocchiarti, nel metterti a sedere, e compi ogni atto religioso con la più grande devozione. Sii modesta negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce; non ridere per riverenza al luogo Santo e anche per riguardo a chi ti sta vicino; studiati di non proferire parola con chi sia, a meno che la carità ovvero una stretta necessità non lo esiga.

Se preghi in comune, pronunzia distintamente le parole della preghiera, fa bene le pause, non usare un tono di voce alto, non affrettarti mai, segui il ritmo del sacerdote che conduce e degli altri.

Insomma, comportati in guisa che tutti gli astanti ne rimangano edificati e siano per mezzo tuo spinti a glorificare e ad amare il Padre Celeste.

Nell’uscire di chiesa abbi un contegno raccolto e calmo: saluta per primo Gesù Sacramentato, domandagli perdono delle mancanze commesse alla Sua Divina Presenza e non partire da Lui se prima non gli hai chiesto e da Lui non ne hai ottenuta la Paterna Benedizione.

Uscita che sei di chiesa, mostrati tale quale ogni seguace del Nazareno dovrebbe essere.


lunedì 4 novembre 2024

"La Madonna mi ha insegnato"


Quando stava per morire, Santa Giacinta, una delle veggenti di Fatima, disse alla Madre Superiora che era andata a trovarla:

"Madrina, prega molto per i peccatori; pregate molto per i sacerdoti; pregare molto per i religiosi; pregate molto per i governi. I sacerdoti devono curare il loro Ministero ecclesiastico. I sacerdoti devono essere casti. La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori offende grandemente Dio".

Poi ha aggiunto:

"Non amare le ricchezze. Scappa dal lusso. Sii molto amico della santa povertà e del silenzio. Abbi molta carità con i cattivi. Non parlare male di nessuno ed evita chi parla male degli altri. Sii molto paziente, perché la pazienza ci porta in Paradiso. La mortificazione e i sacrifici sono molto graditi a Dio Nostro Signore. Mi farei volentieri una religiosa, ma mi piace di più andare in Paradiso. Per essere religiosi è necessario essere molto puri e casti nel corpo e nell'anima".

La Madre Superiora gli chiese se sapeva cosa significasse essere casto. Giacinta rispose:

"Essere puri nel corpo significa mantenere la castità; Essere puri d'anima significa aver cura di non peccare: non guardare le cose disoneste; mai rubare o mentire, ma dire sempre la verità, anche se ci costa un sacrificio".

La Superiora le domandò chi le aveva insegnato tutte queste cose. Giacinta rispose:

"La Madonna mi ha insegnato".


Fonte: Gruppo Facebook "Don Giuseppe Tomaselli Sdb"


venerdì 11 ottobre 2024

Il Signore dà senso ad ogni cosa


«Voi potreste chiedermi: ma tu sei felice? I miei problemi il Signore non me li risolve, li devo risolvere io. Però mi dà il senso, l'orientamento. Dà senso al mio tormento, alle mie lacrime, al mio pianto, ma anche alla mia gioia, al mio andare avanti, al mio dare aiuto. Dà senso».

Don Tonino Bello


lunedì 26 agosto 2024

Una vita vuota è pesante


Sapete perché tante volte la nostra vita ci sembra pesante? Perché è vuota. Pare strano, ma è così: più la vita è vuota e più diviene pesante.

Don Tonino Bello


giovedì 18 luglio 2024

Chi fa le cose in fretta non le fa con Amore


Noi facciamo in fretta quello che ci da fastidio, quello che c'è di peso. Il tempo ci sembra lungo, come sembra interminabile una strada che si ha fretta di attraversare.
Quando si tratta con una persona noiosa, pur se si deve parlare di un affare importante, si affretta la conversazione per liberarsene.

Il dire la Messa in fretta è segno più autentico del nessuno amore che il Sacerdote ha per Gesù, ed è quindi per Gesù un peso sul Suo Cuore Divino.

Diffidate dei Sacerdoti che celebrano la S. Messa in fretta!

Egli si dona per infinito Amore e con infinito Amore, come si donò nell'ultima Cena.
Per questo Suo Amore infinito la Sua «delizia è il conversare con i figliuoli degli uomini».

Gesù agli Apostoli dice: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15). San Giovanni aggiunge: «Dopo aver amato i suoi, li amò sino alla fine» (Gv 13,1).

Né gli Apostoli, né Lui avevano fretta.

Gli Apostoli, ancora rozzi, facevano cena con Gesù, e al pranzo nessuno ha fretta. Gesù si donava loro con infinito Amore, e voleva a lungo trattenersi con loro.

Uno solo aveva fretta di uscire dal cenacolo, ed era Giuda.

Per uno solo Gesù stesso sembrava aver fretta, e quell'uno era Giuda.

«Ciò che fai fallo presto» (Gv 13,27), gli disse Gesù, addolorato sino alla morte, avendo detto in un'intima angoscia del cuore: «In verità, in verità vi dico, uno di voi mi tradirà» (Gv 13,21).

Aveva fretta il traditore, perché doveva complottare con gli Scribi e i Farisei; aveva fretta Gesù di liberarsene, perché quel traditore era per il Suo cuore un'angoscia mortale.

Quando il Sacerdote va all'Altare con fretta, e acciabatta, è pieno dei pensieri del mondo, è privo di amore, celebra per un vile interesse, vende il suo Maestro e lo tradisce nel momento stesso nel quale dovrebbe amarlo nell'azione più grande di amore.

Egli sta all'Altare, è vestito dei paramenti sacri, compie l'azione Sacra del più sublime amore, ha l'apparenza dell'azione amorosa, ma non fa che dare un bacio di tradimento.
Un bacio segnale di tradimento, un bacio pagato con l'elemosina che raccoglie dalla chiesa dove celebra. Giuda ebbe i trenta denari in moneta sacra del Tempio, e per quella moneta tradì Gesù. Stette nell'ultima Cena con la fretta di compiere il tradimento, stette nella Cena per assicurarsi che il Maestro sarebbe andato nell'Orto - e Gesù dovette dirlo per darvi convegno agli Apostoli -, capì che andava a pregare in quell'orto, e aveva fretta di avvisarne il Sinedrio: «Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta» (Mc 14,44). 

Perché il Sacerdote ha fretta nella Messa? Perché ha l'appuntamento col mondo, perché ha da sbrigarsi per i suoi interessi materiali, perché rifugge dall'Amore di Gesù.

Anche il bacio traditore Giuda lo diede in fretta, perché non poteva attardarsi su quel volto Divino che odiava, non poteva sopportare l'effluvio di Amore che spandeva intorno, perché voleva sfuggire a quell'occhio che intravide al chiarore delle fiaccole, e che gli penetrava l'anima peccatrice.
Il Sacerdote sente il rimorso della propria indegnità, l'Ostia Divina è come occhio che lo guarda e lo rimprovera: «Amico, a che sei venuto all'altare? Con un bacio, con una azione sacra di amore tradisci il tuo Redentore!».

Giuda ebbe fretta nel cenacolo, ed ebbe fretta anche nel sopprimersi. Andò a gettare le monete nel Tempio, e andò in fretta a strangolarsi!

Il Sacerdote che ha fretta, trova anche lui il laccio delle passioni, vi si lega, si sospende all'albero del peccato, muore alla grazia.

O Gesù, o Gesù, converti i Sacerdoti frettolosi, e fa che gustando il Tuo Amore, cerchino sull'Altare la gioia della Tua compagnia, e il caldo della Tua Carità.


Sac. Dolindo Ruotolo, Napoli


mercoledì 14 febbraio 2024

Tutto l'essere umano è desiderio naturale di vedere Dio, di possedere Dio


Tutto l'essere umano è desiderio naturale di vedere Dio, di possedere Dio; l'uomo non può trovare altro riposo se non in Lui.
Se cerca riposo altrove, se le creature, invece di essere la via, divengono il suo fine, egli trova la morte; se invece le trascende in un superamento senza fine, egli allora vive un'esperienza che implica per l'anima la morte di tutto il relativo, di tutto quello che è temporale, finito, ma si apre anche progressivamente a Dio.


Don Divo Barsotti


venerdì 2 febbraio 2024

La tonaca è segno di Consacrazione a Dio!


La tonaca è segno di Consacrazione a Dio. Il suo colore nero è un segno di lutto. Il prete è morto al mondo, perché tutto ciò che è mondano non lo attrae più. È decorato con 33 bottoni sul davanti, che rappresentano l'età di Nostro Signore. Ci sono 5 bottoni sulle maniche, che rappresentano le 5 piaghe di Nostro Signore. Dispone inoltre di 2 clip laterali che simboleggiano l'Umanità e la Divinità di Nostro Signore. Il sacerdote lo indossa con una fascia intorno alla vita, simbolo di castità e celibato. Alcuni hanno altri 7 bottoni sulla parte superiore del braccio, simboleggianti i 7 Sacramenti, con i quali il sacerdote conforta i fedeli.

La tonaca è anche un Sacro rimedio contro la vanità. Mentre un uomo comune ha bisogno di passare il tempo davanti al suo guardaroba o allo specchio per controllare se quella giacca si abbina a quella camicia o se il colore della cravatta è appropriato, il prete indossa la tonaca e basta. Non hai nemmeno bisogno di chiederti “cosa indosserò oggi?”. Il tuo outfit è uno! Pertanto, è anche un simbolo di fedeltà e costanza. Ai Battesimi il sacerdote indossa la tonaca. Se è un matrimonio: tonaca! Se è un compleanno: tonaca! E se fosse un funerale? Tonaca! Nella gioia e nella tristezza, nella salute e nella malattia... è sempre la stessa cosa. E non potrebbe essere diversamente, poiché il sacerdote è il rappresentante di Nostro Signore Gesù Cristo che è lo stesso: IERI, OGGI e SEMPRE!!


Fonte: Gruppo Facebook "Don Giuseppe Tomaselli SdB"


domenica 21 gennaio 2024

Di lì a poco si riconciliò con Dio


Ricordo di aver assistito un uomo in ospedale, chiedendogli di far pace con Dio.

Disse: «Immagino che secondo lei io stia andando all’inferno».

«No», gli dissi, «non intendo questo».

«Bene», disse lui, «io voglio andare all’inferno!».

Gli ho detto: «Non ho mai incontrato un uomo che volesse andare all’inferno, dunque penso che mi siederò qui e la vedrò andare».

Non intendevo lasciar passare il tempo senza fare nulla, ma ero assolutamente certo che in pochi minuti avrebbe potuto cambiare prospettiva; così, mi sedetti da solo con lui per venti minuti. Lo vedevo andare incontro a una sorta di lotta interiore.

Dopo un po' mi disse: «Lei crede davvero che ci sia un inferno?».

Gli dissi: «Nel suo intimo si sente infelice? Ha paura? Prova spavento e angoscia? Le si presentano davanti tutte le cattive azioni della sua vita come fantasmi?».

Di lì a poco si riconciliò con Dio.


Fulton J. Sheen


lunedì 15 gennaio 2024

Lettera di fratel Biagio a Papa Francesco


Carissimo e amato Papa Francesco...

Sono molto preoccupato perché la santa chiesa sta attraversando un momento difficile e sta subendo una forte umiliazione a causa di pastori, religiosi e religiose, che, chiamati dal buon Dio ad evangelizzare e a soccorrere le pecorelle sbandate e smarrite, a cui purtroppo non stanno dando il buon esempio, sono tentati e traviati dai peccati e dai vizi di ieri e di oggi.

Ma l’amato buon Gesù, che è il buon pastore, ci chiama e ci invita ad essere anche noi il buon esempio e ad essere “il buon sale della terra”; ma se perdiamo il sapore facendoci vincere dalle tentazioni saremo gettati e calpestati e così non saremo più il buon esempio ma il cattivo esempio.

E’ urgentissimo tutelare e prendersi cura della santa chiesa, aiutandola e rafforzandola soprattutto in una più forte e sana formazione vocazionale dei seminaristi nei seminari, nei conventi. Affinché potranno nascere forti e nuovi pastori, religiosi al servizio della chiesa e del nostro prossimo, capaci di donarsi per il bene di questa sofferta umanità.

Dice il buon Dio siate “buoni come le colombe, ma attenti come i serpenti”, siate prudenti soprattutto per il forte rischio dei profanatori che tentano di trasformare la casa di Dio in bancarelle e scambio valute, adeguandosi alle mode e agli scorretti costumi di oggi.

Le donne entrano in chiesa tutte scollate e seminude e partecipano alle Sante Messe, ai Battesimi, alle Comunioni, alle Cresime e ai Matrimoni anche la sposa si presenta tutta alla moda, cioè tutta scollata, trasformando così la casa di Dio, in una passerella di moda. Dice il buon Dio aiutiamo, correggiamo e rimproveriamo chi è nell’errore e così sarà possibile la loro conversione per mezzo vostro, ma se non direte al peccatore - dice il buon Dio - che sta peccando, ti caricherai il peccato degli altri’’.

Come si dice nella terra di Sicilia, non facciamo gli omertosi, cioè vediamo e non parliamo e non interveniamo.

Cari pastori, religiosi e religiose fate attenzione, non spogliatevi della vostra preziosa veste di sacerdoti, togliendovi il crocifisso e il colletto bianco, vestendovi in borghese, esponendovi così ai tanti pericoli, ai rapaci e agli avvoltoi. Siate prudenti alle negative dipendenze, alle sigarette, all’alcool, etc. per essere di buon esempio e non di cattivo esempio.

Carissimi sacerdoti, religiose e religiosi, non utilizzate il termine adesso vado in “vacanza” nelle spiagge delle isole mettendovi in costume in mezzo a tanto nudismo di donne e di uomini senza un contenimento. Non spendete più soldi per vacanze o svaghi, ma donate e donatevi ai poveri e a chi è in difficoltà. Ai religiosi non si addice la parola “vacanza” nelle spiagge ma “ritiro spirituale”, recandovi nel silenzio delle montagne, della natura come spesso si recava l’amico e fratello Gesù.

Carissimi sacerdoti, religiosi e religiose siate ferventi nella fede, nella speranza e nella carità in obbedienza e rispetto al nostro Santo Padre Papa Francesco che il buon Gesù ci ha donato, e ai nostri Vescovi per costruire tutti insieme un mondo migliore di pace e di giustizia.

Carissimo e amato Papa Francesco, coraggio, il buon Dio ti custodisca e ti dia sempre forza e salute per tutelare la santa chiesa e tutti i cittadini di questa ammalata società.
Grazie Papa Francesco per il tuo prezioso operato verso i più deboli e più poveri.

Carissimo e amato Arcivescovo Corrado anche tu sei il nostro pastore donato alle pecorelle di questa città di Palermo. Carissimo Arcivescovo Corrado, coraggio, il buon Dio ti ha affidato una missione molto delicata, di custodire la casa di Dio, la Cattedrale e tutte le chiese e il seminario. Grazie per il tuo operato e sostegno verso i più bisognosi, continua a pregare per tutti noi, anche noi preghiamo per te.

𝑷𝒂𝒄𝒆 𝒆 𝑺𝒑𝒆𝒓𝒂𝒏𝒛𝒂
𝑭𝒓𝒂𝒕𝒆𝒍 𝑩𝒊𝒂𝒈𝒊𝒐
𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒐 𝒊𝒏𝒖𝒕𝒊𝒍𝒆




A un anno di distanza dalla "Nascita al Cielo" del carissimo fratel Biagio Conte, pubblico sulle pagine di questo blog questa lettera, molto sentita, scritta proprio da fratel Biagio all'indirizzo del Santo Padre Papa Francesco, ma anche dell'Arcivescovo di Palermo Corrado e di tutti i consacrati e le consacrate della Chiesa.
In questa lettera trapela chiaramente tutta la preoccupazione di fratel Biagio nei confronti della Chiesa e dei suoi rappresentanti consacrati, che corrono sempre il rischio di lasciarsi traviare dalle cose del mondo e dalle sue tentazioni, per uniformarsi ad una società ammalata di sempre maggior ateismo e tiepidezza.

E' passato un anno e indubbiamente manca una figura come quella di fratel Biagio Conte, così pura ed essenziale, così vera e genuina, che ci ricorda sempre quali sono i veri Valori a cui ogni Cristiano deve tendere.

Grazie di tutto caro fratel Biagio, e da Lassù non mancare mai di intercedere per tutti quanti noi, per il nostro Bene, per il Bene di tutto l'intero mondo. Grazie di tutto!

Marco