lunedì 15 gennaio 2024

Lettera di fratel Biagio a Papa Francesco


Carissimo e amato Papa Francesco...

Sono molto preoccupato perché la santa chiesa sta attraversando un momento difficile e sta subendo una forte umiliazione a causa di pastori, religiosi e religiose, che, chiamati dal buon Dio ad evangelizzare e a soccorrere le pecorelle sbandate e smarrite, a cui purtroppo non stanno dando il buon esempio, sono tentati e traviati dai peccati e dai vizi di ieri e di oggi.

Ma l’amato buon Gesù, che è il buon pastore, ci chiama e ci invita ad essere anche noi il buon esempio e ad essere “il buon sale della terra”; ma se perdiamo il sapore facendoci vincere dalle tentazioni saremo gettati e calpestati e così non saremo più il buon esempio ma il cattivo esempio.

E’ urgentissimo tutelare e prendersi cura della santa chiesa, aiutandola e rafforzandola soprattutto in una più forte e sana formazione vocazionale dei seminaristi nei seminari, nei conventi. Affinché potranno nascere forti e nuovi pastori, religiosi al servizio della chiesa e del nostro prossimo, capaci di donarsi per il bene di questa sofferta umanità.

Dice il buon Dio siate “buoni come le colombe, ma attenti come i serpenti”, siate prudenti soprattutto per il forte rischio dei profanatori che tentano di trasformare la casa di Dio in bancarelle e scambio valute, adeguandosi alle mode e agli scorretti costumi di oggi.

Le donne entrano in chiesa tutte scollate e seminude e partecipano alle Sante Messe, ai Battesimi, alle Comunioni, alle Cresime e ai Matrimoni anche la sposa si presenta tutta alla moda, cioè tutta scollata, trasformando così la casa di Dio, in una passerella di moda. Dice il buon Dio aiutiamo, correggiamo e rimproveriamo chi è nell’errore e così sarà possibile la loro conversione per mezzo vostro, ma se non direte al peccatore - dice il buon Dio - che sta peccando, ti caricherai il peccato degli altri’’.

Come si dice nella terra di Sicilia, non facciamo gli omertosi, cioè vediamo e non parliamo e non interveniamo.

Cari pastori, religiosi e religiose fate attenzione, non spogliatevi della vostra preziosa veste di sacerdoti, togliendovi il crocifisso e il colletto bianco, vestendovi in borghese, esponendovi così ai tanti pericoli, ai rapaci e agli avvoltoi. Siate prudenti alle negative dipendenze, alle sigarette, all’alcool, etc. per essere di buon esempio e non di cattivo esempio.

Carissimi sacerdoti, religiose e religiosi, non utilizzate il termine adesso vado in “vacanza” nelle spiagge delle isole mettendovi in costume in mezzo a tanto nudismo di donne e di uomini senza un contenimento. Non spendete più soldi per vacanze o svaghi, ma donate e donatevi ai poveri e a chi è in difficoltà. Ai religiosi non si addice la parola “vacanza” nelle spiagge ma “ritiro spirituale”, recandovi nel silenzio delle montagne, della natura come spesso si recava l’amico e fratello Gesù.

Carissimi sacerdoti, religiosi e religiose siate ferventi nella fede, nella speranza e nella carità in obbedienza e rispetto al nostro Santo Padre Papa Francesco che il buon Gesù ci ha donato, e ai nostri Vescovi per costruire tutti insieme un mondo migliore di pace e di giustizia.

Carissimo e amato Papa Francesco, coraggio, il buon Dio ti custodisca e ti dia sempre forza e salute per tutelare la santa chiesa e tutti i cittadini di questa ammalata società.
Grazie Papa Francesco per il tuo prezioso operato verso i più deboli e più poveri.

Carissimo e amato Arcivescovo Corrado anche tu sei il nostro pastore donato alle pecorelle di questa città di Palermo. Carissimo Arcivescovo Corrado, coraggio, il buon Dio ti ha affidato una missione molto delicata, di custodire la casa di Dio, la Cattedrale e tutte le chiese e il seminario. Grazie per il tuo operato e sostegno verso i più bisognosi, continua a pregare per tutti noi, anche noi preghiamo per te.

𝑷𝒂𝒄𝒆 𝒆 𝑺𝒑𝒆𝒓𝒂𝒏𝒛𝒂
𝑭𝒓𝒂𝒕𝒆𝒍 𝑩𝒊𝒂𝒈𝒊𝒐
𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒐 𝒊𝒏𝒖𝒕𝒊𝒍𝒆




A un anno di distanza dalla "Nascita al Cielo" del carissimo fratel Biagio Conte, pubblico sulle pagine di questo blog questa lettera, molto sentita, scritta proprio da fratel Biagio all'indirizzo del Santo Padre Papa Francesco, ma anche dell'Arcivescovo di Palermo Corrado e di tutti i consacrati e le consacrate della Chiesa.
In questa lettera trapela chiaramente tutta la preoccupazione di fratel Biagio nei confronti della Chiesa e dei suoi rappresentanti consacrati, che corrono sempre il rischio di lasciarsi traviare dalle cose del mondo e dalle sue tentazioni, per uniformarsi ad una società ammalata di sempre maggior ateismo e tiepidezza.

E' passato un anno e indubbiamente manca una figura come quella di fratel Biagio Conte, così pura ed essenziale, così vera e genuina, che ci ricorda sempre quali sono i veri Valori a cui ogni Cristiano deve tendere.

Grazie di tutto caro fratel Biagio, e da Lassù non mancare mai di intercedere per tutti quanti noi, per il nostro Bene, per il Bene di tutto l'intero mondo. Grazie di tutto!

Marco

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