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giovedì 9 aprile 2026

Il sacrilegio, il più orribile di tutti i crimini


Se ogni peccato mortale, fratello, dà la morte alla nostra anima, la separa da Dio per sempre, la precipita in ogni sorta di disgrazie, in quale stato deve quindi ridurre il più orribile di tutti i crimini, che è il sacrilegio? O mio Dio, chi potrà mai immaginare lo stato spaventoso di un’anima ricoperta di sacrilegi? Sì, ci dice Gesù Cristo, quando vedrete l’abominio della desolazione nel luogo santo, predetto dal profeta Daniele, comprendete bene.

Ahimè! Fratello, avendo scelto il cuore dell’uomo per farne la sua dimora e il suo tempio, Gesù Cristo prevedeva senza dubbio le profanazioni e le abominazioni disastrose che il demonio avrebbe commesso attraverso il peccato; che pensiero triste e desolante per un Dio! Ma il più grande e terribile di tutti i dolori è prevedere che si profanerà il Suo Corpo adorabile e il Suo Sangue Prezioso.
O mio Dio! O sventura incomprensibile! Possono i cristiani rendersi colpevoli di un tale crimine, che nemmeno l’inferno ha mai potuto inventare? Ahimè! San Paolo già lo deplorava ai suoi tempi. Non potendo un giorno far loro sentire tutta la negritudine di questo crimine spaventoso, diceva loro piangendo amaramente: "Quale supplizio non riceverebbe colui che alzasse una mano parricida sul Corpo di un Dio fatto uomo, che colpisse questo cuore…". Ah! Questo Cuore tenero che ci ama fino alla croce, e che strapperebbe il Sangue dalle Sue vene! Ah! Quel Sangue adorabile versato per noi, che ci ha santificati nel Santo Battesimo, che ci ha purificati nel Sacramento della Penitenza…; sembrerebbe impossibile trovare punizioni abbastanza severe e cristiani capaci di un tale crimine.

Ahimè! Eccone uno ancora più spaventoso: ricevere indegnamente il Corpo adorabile e il Sangue Prezioso di Gesù Cristo, profanarlo, contaminarlo, avvilirlo; è possibile un tale crimine? Ah! Almeno lo è per i cristiani? Sì, ci sono mostri di ingratitudine che portano la loro furia a tali eccessi! Sì, fratello, se in questo momento il buon Dio mostrasse le Comunioni di tutti coloro che sono qui, ahimè, quanti apparirebbero con la loro sentenza di riprovazione scritta nella loro coscienza criminale con il Sangue di un Dio fatto uomo!
Questo pensiero fa rabbrividire, eppure non c’è nulla di più comune di queste Comunioni indegne; quanti hanno l’audacia di avvicinarsi alla Santa Mensa con peccati nascosti e mascherati dalla Confessione! Quanti non provano quel dolore che il buon Dio chiede loro; quanti non fanno tutti gli sforzi possibili per correggersi! Quanti conservano una segreta volontà di ricadere nel peccato! Quanti non evitano le occasioni di peccato, potendo farlo; quanti conservano fino alla Santa Mensa inimicizie nel loro cuore!
Esaminate le vostre coscienze, fratello, e vedete se non siete mai stati in uno di questi stati d’animo avvicinandovi alla Santa Comunione; se avete avuto questa sventura, fratello, con quali parole potrei mai descrivervi tutto l’orrore?
Ah! Se mi fosse permesso, andrei all’inferno per strappare un infame e traditore Giuda ancora fumante del Sangue adorabile di Gesù Cristo che ha profanato in modo così orribile. Ah! Se poteste sentire le grida e le urla che lancia; Ah! Se poteste comprendere i tormenti che soffre a causa del suo sacrilegio, morreste di paura.

Ahimè! Che ne sarà di coloro che, forse per tutta la vita, non hanno fatto altro che sacrilegi! I cristiani che mi ascoltano e che sono colpevoli, potranno forse continuare a vivere?
Sì, fratello, il sacrilegio è il più grande di tutti i crimini, poiché attacca Dio e gli infligge la morte, e attira su di noi tutte le più grandi disgrazie.

Se parlassi a degli idolatri o anche a degli eretici, comincerei a dimostrare loro la realtà di Gesù Cristo nell’adorabile Sacramento dell’Eucaristia; ma no, nessuno ha il minimo dubbio al riguardo. Ahimè! bisognerebbe che, per coloro che vi si avvicinano con cattive disposizioni, Gesù Cristo non fosse presente; ma no, Egli è lì tanto per coloro che osano presentarsi con il peccato nel cuore, quanto per coloro che sono in stato di grazia.
San Paolo dice che è necessario essere puri: “Perciò chiunque in modo indegno mangia il Pane o beve il Calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo Pane e beva di questo Calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. E’ per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti” (1Corinzi 11: 27-30)


Dalle omelie del Santo Curato d’Ars




venerdì 2 febbraio 2024

La tonaca è segno di Consacrazione a Dio!


La tonaca è segno di Consacrazione a Dio. Il suo colore nero è un segno di lutto. Il prete è morto al mondo, perché tutto ciò che è mondano non lo attrae più. È decorato con 33 bottoni sul davanti, che rappresentano l'età di Nostro Signore. Ci sono 5 bottoni sulle maniche, che rappresentano le 5 piaghe di Nostro Signore. Dispone inoltre di 2 clip laterali che simboleggiano l'Umanità e la Divinità di Nostro Signore. Il sacerdote lo indossa con una fascia intorno alla vita, simbolo di castità e celibato. Alcuni hanno altri 7 bottoni sulla parte superiore del braccio, simboleggianti i 7 Sacramenti, con i quali il sacerdote conforta i fedeli.

La tonaca è anche un Sacro rimedio contro la vanità. Mentre un uomo comune ha bisogno di passare il tempo davanti al suo guardaroba o allo specchio per controllare se quella giacca si abbina a quella camicia o se il colore della cravatta è appropriato, il prete indossa la tonaca e basta. Non hai nemmeno bisogno di chiederti “cosa indosserò oggi?”. Il tuo outfit è uno! Pertanto, è anche un simbolo di fedeltà e costanza. Ai Battesimi il sacerdote indossa la tonaca. Se è un matrimonio: tonaca! Se è un compleanno: tonaca! E se fosse un funerale? Tonaca! Nella gioia e nella tristezza, nella salute e nella malattia... è sempre la stessa cosa. E non potrebbe essere diversamente, poiché il sacerdote è il rappresentante di Nostro Signore Gesù Cristo che è lo stesso: IERI, OGGI e SEMPRE!!


Fonte: Gruppo Facebook "Don Giuseppe Tomaselli SdB"


lunedì 18 dicembre 2023

La mia bellissima guerriera Indi Gregory


Dean, il padre di Indi Gregory, ha reso un commovente tributo a sua figlia durante il suo funerale nella Cattedrale di Nottingham, celebrato il 1° dicembre 2023.

“ Onestamente, sento, nel profondo del mio cuore, che Indi non era solo bella, forte e unica. Sapevo fin dall'inizio che era molto speciale.

Tuttavia, non avrei mai potuto immaginare il tipo di viaggio che noi e Indi avremmo dovuto affrontare per lottare per la sua vita. Non ha dovuto solo combattere contro i suoi problemi di salute, ma anche contro un sistema che rende quasi impossibile vincere. Eppure, era il suo punto più debole, i problemi di salute, che hanno distinto Indi come una vera guerriera.

[…] Dio ha messo Indi su questa terra con la missione di smascherare il male nel mondo. L'ha scelta perché era forte, bella e speciale. Ma ora questo capitolo del destino di Indi è finito. La sua eredità, tuttavia, è appena iniziata. Volevo assicurarmi che Indi fosse ricordata per sempre e vivrà nei nostri cuori e attraverso le nostre voci.

Ma, il mio più grande conforto in questo momento difficile è sapere dove sia Indi e con chi sia ora. Ho fatto battezzare Indi per proteggerla e affinché andasse in Paradiso. Mi dà pace sapere che è in Paradiso e Dio si prende cura di lei.

Ti amerò sempre, Indi.

Da Papà ”.


domenica 26 novembre 2023

Siamo dimora dello Spirito Santo


Sant'Angela da Foligno andò in pellegrinaggio alla tomba di San Francesco d'Assisi. Mentre pregava, udì una Voce:
Tu ti sei raccomandata al Mio servo Francesco; ma voglio indicarti un altro appoggio. Io sono lo Spirito Santo, che è venuto in te; voglio farti provare una gioia che non hai ancora provata. Io ti accompagnerò; sono presente in te e ti parlerò sempre, e, se tu Mi ami, non ti abbandonerò mai. Io ti amo; Mi stabilisco in te e Mi riposo in te, e tu, a tua volta, vieni a Me e cerca in Me il tuo riposo”.

Non i grandi Santi solamente, ma tutti coloro che sono in Grazia di Dio, sono dimora dello Spirito Santo. Quando avvenne l'ingresso Divino nell'anima? Nell'atto del Battesimo. La Sua entrata è reale e permanente. Quando la Terza Persona della SS. Trinità fa il Suo ingresso in un'anima, crea subito in essa condizioni di atmosfera e di luce soprannaturale e porta i Doni di una nuova natura, di una nuova capacità.


Don Giuseppe Tomaselli


domenica 22 ottobre 2023

Mi sono battezzato grazie a Carlo Acutis


Carlo Acutis aveva un amico, Rajesh. Professava la religione induista.
Rajesh aveva un rapporto di profonda amicizia con Carlo, il quale gli parlava di Dio e della religione cattolica con carità e purezza.

Racconta Rajesh:

"Ho chiesto il Battesimo Cristiano perché Carlo mi ha contagiato con la sua fede, la sua carità e purezza. Carlo era affascinato da una forte spiritualità che ha vissuto senza complessi, respirando il mondo della fede con la spontaneità di uno che si direbbe caduto giù dal Cielo".