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giovedì 26 marzo 2026

"Il nostro sguardo deve essere sempre orientato alla Vita Eterna"


“ Fin dall’inizio la Madonna ci ha detto che il nostro sguardo deve essere sempre orientato alla Vita Eterna...
Il Signore ci mette nel cuore questa gioia e questo desiderio di Vita Eterna.
Se c’è questo desiderio di lavorare per Dio e per il Paradiso, non ci stanchiamo mai. Essere quelli che pregano e aiutano.
Quando abbiamo come mèta la Vita Eterna, il Paradiso, tutto il resto scivola via come l’acqua sull’impermeabile. Tutte le cose diventano insignificanti, anche se sono importanti, perché fanno parte della vita. Noi dobbiamo fare la nostra parte, poi Dio ci aiuterà in mille modi. Noi l’abbiamo sperimentato. Soprattutto quando incontriamo delle persone disperate per cose gravi, noi diciamo loro: “consacra alla Madonna te, la tua famiglia, il tuo lavoro, tutto!” Sempre finiscono poi per dire che la Madonna li ha ascoltati. Bisogna confidare in Dio e nella Madonna...
Se confidiamo in Dio, Dio ci darà il centuplo, ci benedirà, benedirà i nostri sforzi ”.

Marija Pavlovic, veggente di Medjugorie


venerdì 13 marzo 2026

Cristiani solo di nome


Né diremo nulla di quei cristiani che sono cristiani solo di nome; che praticano il loro dovere cristiano in modo così miserabile da far morire di compassione.
Li vedrete recitare le loro preghiere svogliatamente, distratti, senza rispetto. Li vedrete in chiesa senza devozione; la Santa Messa inizia sempre per loro troppo presto e finisce troppo tardi; il sacerdote non è ancora sceso dall'altare e loro sono già in strada. Non parliamo nemmeno della frequenza con cui ricevono i Sacramenti; se mai si avvicinano per riceverli, la loro aria di indifferenza rivela che non sanno assolutamente nulla di ciò che stanno facendo. Praticano tutto ciò che riguarda il servizio di Dio con spaventosa noia.
Buon Dio! Quante anime sono perdute per l'Eternità!
Quanto piccolo deve essere il numero di coloro che entrano nel Regno dei Cieli, quando così pochi fanno ciò che devono per meritarlo!

San Giovanni Maria Vianney (Santo curato d'Ars)

Sermone “Sul rispetto umano”


domenica 8 marzo 2026

Dio costruisce sul nulla


Dio costruisce sul nulla. E' con la Sua Morte che Gesù ha salvato il mondo; è con il niente degli Apostoli che ha fondato la Chiesa; è con la Santità e nel nulla dei mezzi umani che si conquista il Cielo e che la fede viene propagata.

Charles de Foucauld 


domenica 30 novembre 2025

Pensare all'Eterna Salvezza


«Considera quanto sia importante per te giungere alla tua meta ultima. Ne va di tutto per te; perché, se vi arrivi, sei salvato, sei eternamente felice, colmo di tutti i beni per l’anima e per il corpo. Se invece la manchi, sei perduto, corpo e anima, perdi Dio e il Paradiso, sei eternamente infelice, dannato per sempre.

Ecco allora, tra tutte le occupazioni, l’unica utile, importante, necessaria: servire Dio e salvarsi.

Se tu perdessi ora una parte dei tuoi beni, te ne resterebbero degli altri; se perdessi una causa, potresti ricorrere in appello; se ti accadesse di commettere qualche errore temporale, può essere riparato. E qualora tu venissi anche a perdere tutto, che importa? Comunque, che ti piaccia o no, verrà un giorno in cui bisognerà lasciare tutto.

Ma se manchi la tua meta ultima, perdi tutti i beni e attiri su di te mali irreparabili per tutta un’eternità. Che giova all’uomo, dice il Salvatore, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? (Mt 16,26).

Salvarci! Ecco la nostra grande, la nostra unica occupazione. Quando non si tratta che delle faccende di questo mondo, se non ci pensi, un altro può pensarci per te; ma quando si tratta di quella grande della tua Salvezza Eterna, se non ci pensi, chi può pensarci per te? Se non te ne prendi cura, chi può assumere questo incarico per te? Se non ti aiuti da te stesso a salvarti, chi ti salverà? Quel Dio che ti ha creato senza di te non vuole salvarti senza di te. Se vuoi salvarti, bisogna che tu ci pensi».


San Leonardo da Porto Maurizio - Meditazione sul Fine dell’Uomo


lunedì 6 ottobre 2025

I meravigliosi "Appellativi" di Gesù


O Gesù,
o mio buon e Divin Gesù,
mio Re,
mio Salvatore,
mio Redentore,
mio Amico,
mio Fratello,
mio Confidente,
mio Padre e Madre,
mio Desiderio,
mia Aspirazione,
mio Sogno,
mia Meta.

Ah, in quanti modi diversi ti potrei chiamare o mio caro e buon Gesù!

Mio Sovrano,
Centro del mio cuore,
della mia vita,
della mia esistenza.
Mio Dio d'infinito Amore,
Medico e medicina Divini,
Bontà infinita,
Luce del mio cuore,
Lampada dei miei passi,
Amore purissimo e senza macchia.

Ah Gesù, Gesù...
ogni volta che mi rivolgo a Te,
nelle mie preghiere,
ogni giorno cerco un “appellativo” nuovo da utilizzare,
per poterti descrivere,
per poter esprimere ciò che Tu rappresenti per me,
e ogni volta mi viene in mente qualcosa di nuovo,
forse perché i modi per poterti chiamare,
sono probabilmente infiniti.

Monarca del mio cuore,
Dio d'infinita Misericordia,
Mia croce e delizia,
Mio tormento ed estasi,
Perfezione assoluta,
Bellezza infinita,
Unica, vera Ricchezza.

Gesù, Gesù, Gesù....
il tuo nome è composto da sole quattro lettere e un accento,
ma come vorrei che queste quattro lettere con accento scorressero nelle mie vene,
si “fissassero” nella mia mente
e si “incidessero” nel mio cuore.

Tu sei il “Re” del mio cuore Gesù,
o quantomeno vorrei che lo fossi,
e vorrei che nel mio cuore null'altro vi fosse all'infuori di Te,
e del Tuo Santo, Purissimo Amore.

O Gesù,
Autore della Vita,
Datore di ogni Dono,
Specchio di ogni Perfezione,
Cuore ardentissimo di Amore,
Splendore del Padre,
Sole di Giustizia,
Beatitudine infinita,
Amore che si irradia in ogni direzione.
In quanti altri modi si potrebbe definirti?
Credo che siano infiniti,
com'è infinito il Tuo Amore per noi!
E noi uomini, questo Amore lo ricambiamo?
Purtroppo no, o Signore, purtroppo spesso, troppo spesso, non lo ricambiamo.
E di questo dovremmo solamente chiederti Perdono.

O Gesù,
Dio della Pace,
Parola di Vita,
Vigna Santissima,
Buon Pastore,
Porta stretta che conduce all'Eternità,
io vorrei... io vorrei...
che Tu scendessi nei nostri cuori
e ne prendessi assoluto e totale possesso.
Tu in noi
e noi in Te,
in una strettissima unione
che nessuno potrà mai separare.

O Divino Gesù,
Sole che scalda ma non brucia,
Tesoro di ogni fedele,
Torre inespugnabile,
Sapienza Eterna,
Stella Cometa della nostra vita,
Speranza infinita,
Bellezza che incanta e non stanca mai...
non “stancarti” di noi uomini, o Gesù;
è vero che tante, tantissime volte Ti deludiamo,
e Ti facciamo piangere...
ma ci sono anche uomini pieni di buona volontà,
di zelo,
di amore profondo per Te,
veri e propri “imitatori” Tuoi,
copie Tue quasi perfette.
E sono coloro che noi, famigliarmente, definiamo “Santi”.
Continua ad amarci anche grazie a loro, o Gesù
ma soprattutto per tutti coloro che sono lontani da Te,
perché sono proprio costoro che hanno maggiormente bisogno di Te!
Hanno bisogno di Te e spesso non lo sanno,
ma Tu lo sai o Gesù,
Tu sei venuto al mondo soprattutto per loro,
per salvare ciò che sembrava perduto.
per dare a loro Te Stesso,
come àncora di Eterna Salvezza.

Ah, o mio caro e buon Gesù,
alle volte mi piace chiamarti anche in modo molto “originale”,
che potrebbe persino fare sorridere.
Per me, o Gesù
Tu sei il “Divin Pompiere”,
perché spegni le nostre sregolate passioni
e i fatui fuochi appiccati dall' “altro”, ma non da Te.
Ma Tu sei anche il “Divin Piromane”
perché ci “incendi” con il Tuo Amore purissimo,
con un Fuoco che ci ravviva, ma senza consumarci,
che ci riscalda, ma senza bruciarci.
Ah, Benedetto, Benedetto Fuoco....
magari fossimo tutti infiammati da questo Fuoco d'Amore,
come sarebbe diversa la nostra vita
e come sarebbe diverso il nostro mondo!
Ma siamo così limitati, o Gesù....
magari un piccolo “fuocherello” c'è dentro di noi,
ma è così poca cosa rispetto a quello che dovrebbe essere,
a quell' “incendio d'Amore” che dovrebbe essere.
Alle volte, o Gesù, quello che c'è in noi è un “fuoco di paglia”,
che magari dà una bella fiammata iniziale,
ma che poi si esaurisce
e si spegne quasi subito.
Tu invece vorresti che noi fossimo “Fuoco di legna”,
costante, perseverante...
e che non si spegne mai!

Abbi pazienza, tanta pazienza con noi, o Gesù....
io ho motivo di pensare che, prima o poi,
noi uomini risciremo ad amarti veramente,
ad amarti come Tu meriti di essere amato.
Forse questo, per la maggior parte di noi uomini,
avverrà solo nel Tuo beatissimo Regno, o Signore
ma ho la speranza più vive che accadrà,
che accadrà veramente.
Perché per infinito Amore Tu e il Padre ci avete creati
e l'Amore Eterno è la nostra destinazione,
la nostra “Missione”,
la Ragione stessa della nostra esistenza!

Grazie, grazie, grazie di tutto o mio Divin Gesù,
Regale Sovrano del mio cuore!
Il mio sentito “Grazie” ti giunga come un “dardo di fuoco”
lanciato dalla terra verso il Cielo.

Grazie, grazie, grazie, mio “Re dei Re”!


Marco



sabato 13 settembre 2025

«Beati gli afflitti, perché saranno consolati»


Dopo la predicazione di una povertà oltremodo felice, il Signore aggiunge: «Beati gli afflitti, perché saranno consolati» (Mt 5, 4).

Carissimi, l'afflizione, alla quale qui viene promesso il conforto Eterno, non ha nulla in comune con le tribolazioni di questo mondo. Né si tratta di quei lamenti che vengono emessi dagli uomini nel loro comune dolore. Questi lamenti non rendono beato nessuno.

Diversa è la natura dei gemiti dei Santi, come pure diversa è la causa delle lacrime che meritano di essere chiamate beate.

Il dolore propriamente religioso è quello che piange o il peccato proprio o quello degli altri. Né si duole perché questo male è colpito dalla Giustizia Divina, ma, se si attrista, lo fa per quanto viene commesso dalla iniquità umana.
È il caso di piangere più colui che compie le opere del male, che chi ne è la vittima, perché la malizia fa sprofondare l'iniquo nell'abisso della pena, la sopportazione, invece, conduce il giusto alla Gloria.


Dal «Discorso sulle Beatitudini» di San Leone Magno, Papa


giovedì 11 settembre 2025

Per amore della Nascita della SS. Vergine


Nella ricorrenza della Sua Nascita vidi la Madre di Dio, vicino al mio capezzale; così mi disse: “Chi, oggi a mezzogiorno, in memoria e per amore della Mia Nascita, vorrà una grazia, dovrà recitare le nove Ave Maria e proseguire così per nove giorni; l'angelo riceverà da queste preghiere, quotidianamente, nove fiori e me li porterà, in modo che Io ne farò subito dono alla Santissima Trinità, esortandola a esaudire la preghiera dell'orante”.

Dopo questa rivelazione mi sentii trasportata in cima a un'altura fra il Cielo e la terra; qui vidi cori angelici e schiere di santi e, in mezzo a loro, c'era la Santa Vergine assisa dinanzi al Trono di Dio.


Beata Anna Caterina Emmerick




venerdì 11 luglio 2025

Datevi del tutto a Dio!


“ O peccatori, o peccatori, tornate a Dio, pentitevi dei vostri errori, cambiate vita, datevi del tutto a Dio!
Proverete in voi gli effetti della Sua misericordia.
Egli, come Padre pietoso, vi riceverà fra le braccia della Sua pietà.
Mutate vita e vi assicuro che Egli, per Sua bontà, sta con l’ansia di volervi perdonare ed è pronto a donarvi l’eredità del Paradiso: Egli stesso per voi ha conquistato, con i Suoi meriti e con la sua Passione, tutta la felicità del Cielo.
Sta tutto a favore nostro, se noi ci diamo di cuore ad amare Lui e a lasciare le colpe e tante ingratitudini.
O peccatori, intendetelo bene; Dio è tutto carità, è tutto Amore.
Non sentite che state in un incendio di Amore?
Eppure, vi perdete fra amori terreni; vi raffreddate fra mille peccati; andate al principio dell’inferno, correndo dietro ai diletti carnali. O stolti! O stolti! Che fate? ”


Santa Veronica Giuliani


martedì 10 giugno 2025

Ciascuno è ciò che ama


Ciascuno è ciò che ama. L’amore si tramuta a somiglianza di ciò che ama. Se ama il Paradiso, diventa celestiale; se ama il carnale fino a divinizzarlo, diventa corruttibile.

Il genere della nostra immortalità dipende dal genere dei nostri amori. Per dirla negativamente, chi vi dice ciò che egli non ama, vi dice anche ciò che egli è. Amor pondus meum: «L’amore è la mia gravitazione», disse Sant’Agostino.
Questa lenta conversione di un soggetto in un oggetto, di un amante nel beneamato, del misero nel suo oro, del santo nel suo Dio, rivela l’importanza di amare le cose legittime.

Quanto più nobili sono i nostri amori, tanto più nobile è il nostro carattere. Amare ciò che è inferiore all’umano è degradazione; amare l’umano per l’umano, è mediocrità; amare l’umano per il Divino, è arricchimento di sé; amare il Divino per ciò che è, è Santità.


Beato Fulton J. Sheen, da "Tre per sposarsi", edizioni Fede e Cultura


giovedì 5 giugno 2025

Il Signore corregge colui che ama


Sembra un paradosso che tra la creatura e il Creatore ci sia quasi come legame la Croce, eppure è così, perché nel mortale cammino solo la Croce elimina la piccolezza umana, rende la creatura capace di essere inondata di Grazie e la eleva fino alla contemplazione di Dio... abbiamo bisogno di una continua pressione per tenere nei limiti le nostre potenze e questa pressione è il dolore.

L'anima dopo una dura tribolazione nella quale credeva di essersi vinta, ritrova in sé con sorpresa gli stessi difetti appena la pressione dolorosa si rallenta; l'orgoglio si risolleva, e così l'ira, l'egoismo, la gola, la pigrizia, l'impurità e tutti gli altri vizi. Perciò finché non è vinto questo stato di elasticità mentale, è necessario che gravi su di noi la mano di Dio con le prove e i castighi. Il Signore non grava con questa Amorosa oppressione le anime separate da Lui; esse magari sono tormentate da satana, ma non ricevono il dono della tribolazione placida e purificatrice, perché la loro coscienza è irrigidita dal male.

Chi ha un po' di pratica nelle vie spirituali, sa a quali altezze porta la Croce, e come fiorisce lo spirito sotto il peso del dolore... Il Signore corregge colui che ama, perché lo rende pieno di Grazia, e rendendolo più bello spiritualmente, si compiace di lui come un padre si compiace del figliolo. È condannata la proposizione che attribuisce ai peccati tutte le pene dei giusti, poiché spesso il Signore le manda o le permette nella loro vita per renderli più grandi... Ora è segno di Amore da parte di Dio il correggerci, perché in tal modo Egli ci risana, ci arricchisce, ci eleva e ci rende degni di conseguire l'Eterno Premio.


Sacerdote Dolindo Ruotolo, Commento al Libro dei Proverbi


giovedì 24 aprile 2025

Molte anime si salvano grazie alla Comunione dei Santi e a Maria, Madre di Misericordia


Gesù alla Sua anima prediletta, la Beata Conchita Cabrera de Armida:

“ Nella Mia infinita Bontà ho anche una risorsa potentissima (unita ovviamente ai Miei meriti) per salvare le anime peccatrici e ostinate, anche nell'ultimo istante di vita. Questa risorsa è "la Comunione dei Santi".
I miei sacerdoti spiegano poco questo mistero, importantissimo tra le molte risorse che la Mia Chiesa possiede. Vorrei che lo facessero conoscere sempre di più e che le anime ne apprezzassero l'efficacia. È questo un mezzo di Salvezza che ottiene risultati non indifferenti e, a volte, infallibili, perché Dio non resiste alla preghiera. I peccatori hanno nella Comunione dei Santi una grande risorsa, una miniera, un filone che la Misericordia e l'infinita Carità di Dio sfrutta a loro favore.

Che madre è la Chiesa! E quanto grande la bontà di Dio che non permette che neanche una briciola delle opere buone, fatte soprannaturalmente, cada o si sprechi! Molte anime si salvano, ripeto, nell'ultima grazia mediante la Comunione dei Santi; grazie alla catena ininterrotta e potente delle grazie ottenute che Dio distribuisce secondo la Sua Sovrana Volontà. Che i Miei sacerdoti spieghino ai fedeli, questo affascinante e fecondo mistero della Comunione dei Santi. Questa grande verità è poco apprezzata e ancor meno predicata, nonostante i grandi e numerosi trionfi che riporta tra le anime peccatrici, che senza sapere da dove provenga la grazia, profondamente colpiti, si convertono.

È una risorsa di cui mi servo per i peccatori impenitenti; è una moneta che, nella Mia grande Carità verso i peccatori, prelevo da questo Tesoro della Chiesa, con la quale pago i debiti e acquisto grazie straordinarie per salvare le anime negli ultimi istanti di vita. Se si potesse vedere la sorpresa di quelle anime peccatrici nell'incontrarsi con la Misericordia infinita del Mio Cuore! Se si potesse contemplare come, dopo una vita di crimini inauditi, di odio verso la Religione, di avversione verso la Chiesa e di migliaia di offese fatte a Me, in un istante, nell'ultimo istante, diventano contrite e umili davanti alla Mia Bontà Misericordiosa. Riconoscenti vorrebbero acquistare a qualunque prezzo il più grande amore e la più grande riconoscenza per riparare e cancellare la loro vita passata, mentre si gettano confuse tra le Mie braccia e in esse trionfa la grazia! Per questo nel Cielo c'è grande festa per un peccatore che si converte!

Queste conquiste ignote si verificano giorno per giorno, conseguite dalla Comunione dei Santi, cioè, dai Miei meriti infiniti che danno valore a quell'insieme di buone e sante azioni compiute dai Suoi figli fedeli, di cui la mia Chiesa dispone. Quante volte atti eroici, ma ignoti, che soltanto lo vedo, fatti per amore di Dio in un angolo del mondo, Mi servono per salvare un'anima, per ottenerle grazie e farla uscire da questo mondo purificata per presentarla al Padre Mio quale trofeo della vittoria della grazia.

Come potrebbe la mia Chiesa non avere risorse per i suoi figli che sono ancora in vita, per quelli che stanno morendo, e per quelli che si trovano in Purgatorio? Se è nata dal Mio costato, se è la Sposa di Colui che è tutto Amore e Carità? Pensate forse che, per esempio, nelle guerre dove muoiono migliaia e migliaia di persone lo non sia presente accanto a tutte e ad ognuna, per applicare loro le grazie della Comunione dei Santi, per bagnarle con il Mio Sangue e dare loro il Cielo mediante un atto di contrizione? Per Me basta un solo attimo di contrizione amorosa per cancellare anni e anni di crimini, di odi implacabili e di migliaia di peccati.

E Maria? È un'altra risorsa immensa di cui le anime dei peccatori dispongono per salvarsi.
Ella con le Sue suppliche e i Suoi gemiti ottiene per i peccatori migliaia e migliaia di grazie dell'ultima ora: suscita in loro la contrizione e li salva. lo non so negare nulla a questa Madre di Misericordia. Quando Ella s'interessa di un peccatore che la chiama e mette davanti al tribunale di Dio la Sua intercessione amorosa, ottiene la Salvezza di molti. Maria è il più grande aiuto per tutte le anime ”.


Fonte: Beata Conchita Cabrera de Armida, da "Sacerdoti di Cristo", Editrice Città Nuova


mercoledì 12 marzo 2025

Pensare al Paradiso


Un giorno il padre raccontò che era apparsa un'anima defunta ad un'anima straordinaria, e disse: "Quanto soffro, che spasimo che ho, e il mio spasimo è questo: entrare presto in Paradiso, ma non posso entrare. Il mio desiderio è così ardente, questa grandissima sete, che debbo stare lontano dal Paradiso. Sono attratto potentissimamente, e non posso farlo. Sto scontando, perché nella mia vita quasi mai ho pensato al Paradiso".

Questo significa che noi dobbiamo pensare di tanto in tanto al Paradiso, cercando di evitare le mancanze volontarie, facendo delle buone opere. La vita passa in fretta e noi dobbiamo utilizzare bene il tempo che Dio ci dà.


Don Giuseppe Tomaselli


venerdì 21 febbraio 2025

Quando abbiamo una Croce


Quando abbiamo una sofferenza, una croce, una malattia, un malessere momentaneo... non perdiamone il frutto con l'impazienza, ma diciamo subito: "Vi offro, o Signore, questa Croce per convertire qualche peccatore!"
Le anime che avremo salvate, le conosceremo quando saremo nell'altra Vita; esse formeranno la nostra più bella corona per tutta l'Eternità.

Don Giuseppe Tomaselli


sabato 15 febbraio 2025

L'atto umano buono, meritevole dinanzi a Dio


L'atto umano buono, sebbene di poca entità, è infinitamente più prezioso perché i suoi effetti dureranno ETERNAMENTE nell'altra vita.
Lo spreco volontario di un solo atto umano è UNA GRAN PERDITA.
L'atto umano, perché meriti ricompensa in Cielo, non basta che sia buono, ma deve avere due condizioni, e cioè occorre farlo:

1° In Grazia di Dio

2° Con retta intenzione

Le opere buone, che compiono coloro che sono IN PECCATO MORTALE, sono perdute per l'Eternità; la loro utilità è solo questa: muovere la Misericordia di Dio a dare qualche aiuto particolare per RITORNARE nell'amicizia Divina.

Oh, come sono insensati e da compiangere quelli che, commesso un grave peccato, non si danno premura di RIMETTERSI IN GRAZIA DI DIO e lasciano passare settimane e mesi, e forse anni, nella più assoluta sterilità!
Quanti MERITI SPIRITUALI sprecano!
Eppure, è tanto facile andare a confessarsi o, essendone impediti, emettere un atto di dolore perfetto, col proposito di manifestare le proprie miserie morali al Ministro di Dio al più presto possibile!

La seconda condizione essenziale perché un atto umano meriti davanti a Dio, è che sia fatto CON RETTITUDINE D' INTENZIONE, cioè, non per fini puramente umani, quali sarebbero:
gli interessi personali, la lode umana, la simpatia.

Gli scribi ed i farisei compivano molte opere buone; pregavano a lungo, digiunavano con rigore, davano abbondanti elemosine... eppure Gesù Cristo disse:
“Se la vostra giustizia non sarà maggiore di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli! Infatti essi fanno le loro opere per essere visti dagli uomini. In verità vi dico che hanno ricevuta la loro ricompensa!
” (Vangelo secondo Matteo 5, 20-26).

Quante opere buone si sprecano, non vigilando SUL RETTO FINE dell'agire!
Spesso Gesù nel Vangelo dice: 
“State vigilanti!... Beato quel servo che, venendo il padrone, sarà trovato vigilante!” (Vangelo secondo Luca).
Vigilante significa: "fare attenzione", "riflettere", "tenere gli occhi aperti".

Chi vuol arricchire davvero, non va avanti alla carlona, ma approfitta delle occasioni e, se non si presentano, le cerca o le suscita.
Iddio, in vista della Gloria Eterna, affinché le anime si arricchiscano sempre più, non fa mancare le occasioni, specialmente alle anime che predilige.

Disse un giorno Gesù a Suor Maria della Trinità: “Io vi do le occasioni di acquistare le Virtù e vi presento le circostanze, che potete utilizzare per sviluppare la vostra vita interiore. Se mi lasciaste agire, farei cose grandi per l'Eternità!”

Leggendo le biografie dei Santi, si constata un fatto curioso o, per dire meglio, provvidenziale: vicino ad ognuno di loro si trova qualche persona che ha FATTO DA MARTELLO.
San Tommaso d'Aquino ebbe dei fratelli, che misero a dura prova la sua purezza;
Santa Margherita Alacoque visse con certe consorelle, che la bistrattavano oltre ogni dire;
San Giovanni Bosco ebbe nell'apostolato le continue LOTTE DEI PROTESTANTI e la misteriosa incomprensione del suo Arcivescovo;
Santa Teresa del Bambino Gesù dovette sottostare a Madre Gonzaga, superiora di forte carattere, ma spesso STRANA ed INSOPPORTABILE....

Iddio, affinché i Suoi Santi abbiano MODO DI TESOREGGIARE per l'Eternità con continui atti di virtù, li mette nelle occasioni di esercitare spesso l'Umiltà, la Pazienza, la Carità....
Le anime pie non sono trattate diversamente da Gesù.
Quell'uomo, veramente cristiano, è deriso dalla moglie irreligiosa e superba; quella donna, tanto devota, deve sopportare per tutta la vita il marito bestemmiatore ed ubriaco;
quei buoni sposi hanno da fare con un figlio perverso;
quella pia figliuola è schernita dalla sorella mondana o dai fratelli irreligiosi....
È necessario stare vigilanti, tenere gli occhi aperti, per approfittare di quanto la Provvidenza permette in noi ed attorno a noi.
Chiudo l'argomento con un bel pensiero di Santa Teresina:
“Quando Gesù mi presenta l'opportunità di compiere un atto di virtù, sopportare un difetto, ricevere un rimprovero, frenare un sentimento di simpatia, faccio di tutto per non perdere quel tesoro; mi abbasso, raccolgo la gemma celeste... e la presento a Gesù!”

Oh, se tutte le anime sapessero approfittare delle cento occasioni che si presentano ogni giorno, in casa e fuori, quanta Gloria si acquisterebbe in Cielo!
Come bisognerebbe essere grati a chi ci dà motivo, di compiere atti di virtù!

Diceva Gesù a Suor Benigna Consolata:
“Scrivi quanto Io ti dico: le anime leggeranno e potranno approfittare e tu ne avrai merito. Del bene che facciamo, Dio ci compenserà, dandoci la gloria promessa nella Eternità; del bene che altri fanno per opera nostra, riceveremo anche il premio.
Più anime salviamo, più risplenderemo di Gloria in Cielo.
La più bella Corona Celeste sarà formata da coloro che si salvano per opera nostra.
Com'è facile rovinare le anime, se non si fa attenzione, così è facile salvarle con un po' di buona volontà.
Offrire preghiere e sacrifici per i peccatori, industriarsi perché un moribondo riceva i Sacramenti, trattenere una persona da un passo pericoloso, dare un buon consiglio, far leggere un libro spirituale...
quanti si possono aiutare ad andare in Paradiso!


Tratto dal libro "IL PARADISO" di don Giuseppe Tomaselli


sabato 8 febbraio 2025

Il peccato dell'impurità


San Tommaso afferma che a causa di tutte le dipendenze, in particolare di quelle all'impurità, gli uomini sono separati da Dio. Inoltre, i peccati di impurità, in virtù del loro grande numero, sono un grande male.

Un bestemmiatore non bestemmia sempre, ma solo quando è ubriaco o provocato dalla rabbia. L'assassino il cui compito è uccidere gli altri di solito non commette più di otto o dieci omicidi, ma gli impuri sono colpevoli di un flusso incessante di peccati, attraverso i pensieri, le parole, gli sguardi, il piacere e il tatto, tanto che quando vanno a confessarsi è impossibile per loro dichiarare il numero di peccati che hanno commesso contro la purezza.

Secondo San Gregorio, l'impurità porta alla cecità della comprensione, alla distruzione, all'odio verso Dio e alla disperazione per la Vita Eterna. Sant'Agostino dice che, sebbene gli impuri invecchino, la dipendenza dall'impurità non invecchia in loro. Ecco perché san Tommaso dice che non c'è peccato in cui il diavolo si diletti tanto quanto in questo peccato, perché non c'è nessun altro peccato a cui la natura si aggrappi con tanta tenacia. Si aggrappa così saldamente alla dipendenza dall'impurità che il suo appetito per i piaceri carnali è insaziabile. Va' ora e dì che il peccato di impurità non è che un piccolo male. Al momento della morte non dirai questo, tutti i peccati di quel tipo ti appariranno come un mostro venuto dall'inferno.

San Remigio scrive che, fatta eccezione per i bambini, il numero degli adulti salvati è esiguo, a causa dei peccati della carne. Secondo questa dottrina, fu rivelato a un'anima santa che, proprio come l'orgoglio riempiva l'inferno di demoni, l'impurità riempiva gli uomini.

Cari fratelli, continuiamo a pregare Dio affinché ci liberi da questa dipendenza, altrimenti perderemo la nostra anima. Il peccato di impurità porta con sé cecità e testardaggine. Tutte le dipendenze oscurano la comprensione, ma l'impurità ne produce una quantità maggiore di tutti gli altri peccati. 


Sant'Alfonso de' Liguori nel Sermone sull'impurità (Sermone della XVI domenica dopo Pentecoste)


mercoledì 29 gennaio 2025

Santa Margherita Maria Alacoque soffre per un religioso in Purgatorio


“Mentre ero davanti al Santissimo il giorno del Corpus Domini - si legge negli scritti di Santa Margherita Maria -, d’improvviso mi si presentò davanti una persona tutta avvolta dalle fiamme, i cui ardori mi penetrarono così fortemente che mi sembrava bruciassi con lei. Lo stato pietoso, in cui mi fece vedere che si trovava in Purgatorio, mi fece versare molte lacrime.

Mi disse che era quel religioso benedettino, che una volta aveva ascoltato la mia confessione e mi aveva ordinato di ricevere la Santa Comunione; per compensarlo di un consiglio tanto utile, Dio gli aveva permesso di rivolgersi a me, perché gli dessi sollievo nelle sue pene, chiedendomi per tre mesi tutto ciò che avrei potuto fare e soffrire.

Mi sarebbe difficile raccontare quanto ebbi a soffrire in quei tre mesi. Non mi lasciava mai, e mi sembrava avere il fianco presso cui stava, avvolto in una fiamma di fuoco, con dolori così acuti da gemere e piangere quasi continuamente.
Alla fine dei tre mesi, lo rividi in maniera ben diversa: al colmo della gioia e circonfuso di gloria, se ne andava a godere la Eterna Felicità; ringraziandomi, mi disse che mi avrebbe protetta davanti a Dio. Io mi ero ammalata; però, siccome la mia sofferenza scomparve con la sua, guarii subito”.


Fonte: Gruppo Facebook "Preghiere per le anime del purgatorio"


sabato 25 gennaio 2025

Una storia di Divina Misericordia


Un prete relativamente giovane è in un ospedale in visita ad alcuni dei suoi parrocchiani. Sta camminando lungo il corridoio e una suora lo ferma e dice: "Padre, può entrare in questa stanza? C'è un uomo in fin di vita. È qui da giorni. Abbiamo chiesto ai preti di entrare, ma lui manda via tutti. Non vuole parlare di Gesù. Ma sta morendo. Potrebbe per favore fargli visita?"

Il prete entra e si presenta al paziente. Il vecchio esplode e inizia a imprecare contro di lui. È così arrabbiato: "Non voglio avere niente a che fare con te. Vattene da qui!"
Il prete dice: "Okay" ed esce nel corridoio.
La suora è ancora lì. Le dice: "Potresti tornare dentro?"
Il prete risponde: "Non vuole niente di quello che ho da offrire".
"Dategli un'altra possibilità", supplica la suora.

Il prete rientra nella stanza con riluttanza. "Non ti chiederò se vuoi confessarti. Non ti chiederò se vuoi la Santa Comunione. Ma va bene se mi siedo qui accanto al tuo letto e recito la Coroncina della Divina Misericordia?".
Il vecchio risponde: "Non mi interessa. Fai quello che vuoi".

Il prete si siede e inizia a pregare dolcemente le parole della Coroncina: "Per amore della Sua dolorosa Passione, abbi pietà di noi e del mondo intero. Per amore della Sua dolorosa Passione, abbi pietà di noi e del mondo intero".
All'improvviso l'uomo esplode: "Smettila!"
Spaventato, il prete alza lo sguardo e chiede: "Perché?"
"Perché non c'è pietà per me!"
"Perché pensi che non ci sia pietà per te?" chiede il prete.
"Non importa", risponde il vecchio.
Ma il prete insiste: "Perché pensi che non ci sia pietà per te?"
"Te lo dico io... Venticinque anni fa, lavoravo per la ferrovia. Il mio compito era abbassare il braccio di guardia quando arrivava un treno per impedire alle auto di andare sui binari. Ma una notte ero ubriaco. Non ho abbassato il braccio di guardia e una coppia con i loro tre bambini piccoli erano sui binari quando è arrivato un treno e sono morti tutti all'istante. È stata colpa mia. Quindi non c'è pietà per me. Ho fallito. È finita".

Il prete se ne sta lì seduto a fissare il rosario tra le mani. Alla fine chiede: "Dov'era questo?"
L'uomo gli dice il nome della città polacca.
Il prete alza lo sguardo e dice: "Venticinque anni fa, mia mamma e mio papà stavano portando i miei fratellini in viaggio. Non potevo andare con loro. Stavano attraversando questa piccola città. Per qualche motivo il braccio di guardia del passaggio a livello non era abbassato. Mentre attraversavano i binari, è arrivato un treno e li ha uccisi tutti. Quella notte ho perso tutta la mia famiglia".
Il prete guarda intensamente il volto dell'uomo e dice: "Fratello mio, Dio ti perdona. Non solo, ti perdono anch'io".

L'uomo capisce che la Misericordia di Dio è per lui.

Il prete chiede: "Potresti lasciarmi confessarti e darti l'Eucaristia?"
L'uomo si confessa e riceve la Santa Comunione. Due giorni dopo muore. La Misericordia vince. Il suo fallimento non è definitivo.

La storia continua. È piuttosto interessante. Dopo aver dato la Comunione all'uomo, il prete va nel corridoio in cerca della suora. Non riesce a trovarla. L'amministrazione gli dice: "Non impieghiamo nessuna suora in questo ospedale".

Per anni il prete non sa chi sia questa suora. Alla fine va nella città di Vilnius, dove visse Santa Faustina. Va al convento per dire Messa per le suore lì. Vede un dipinto sul muro di Santa Faustina e dice: "Ho incontrato quella suora un paio di anni fa".
"No, Padre, non l'ha fatto", risponde una delle suore. "È morta dal 1938".
Il sacerdote si rende poi conto che è stata Suor Faustina a dirgli di andare nella stanza del paziente, a dirgli di tornare di nuovo in quella stanza.

Il fallimento non è definitivo. Non quando si tratta di Gesù.
Gesù non è più morto. È risorto e sta governando la Sua creazione usando il Suo potere onnipotente per dirigere ogni cosa nel mondo per portarti sano e salvo a quella Vita Eterna.


Fonte: Il Volto Santo di Gesù



lunedì 20 gennaio 2025

Non è Dio che ci condanna all'inferno, ma siamo noi che ci condanniamo!


Ricordate che non è Dio che ci condanna all’inferno, ma siamo noi che ci condanniamo.
Quando la gabbia del corpo si apre, l’anima, come un uccello, si lancia verso ciò che amava. Quando il nostro corpo muore, noi voliamo fuori, o all’eternità dell’Amore di Dio o all’eternità dell’odio di Dio.

Basta un secondo per far perdere una gamba a un uomo; ma una volta perduta, è perduta per sempre. Durante tutta la vita possiamo commettere il peccato mortale; ma una volta commesso e non perdonato, il Paradiso è perduto per sempre.

Dio è certamente un Padre Amoroso e riceve a braccia aperte il figliol prodigo, a una sola condizione però: che ritorni pentito.


Beato Fulton J. Sheen, da “Fatti per l'eternità: introduzione al cristianesimo"


sabato 4 gennaio 2025

Viene il Signore: la Gioia più pura!


«Esultiamo nel Signore, o miei cari, ed apriamo il nostro cuore alla Gioia più pura. Perché è spuntato il giorno che per noi significa la nuova Redenzione, l’antica preparazione, la Felicità Eterna. Si rinnova infatti per noi nel ricorrente ciclo annuale l’alto mistero della nostra Salvezza, che, promesso, all’inizio e accordato alla fine dei tempi, è destinato a durare senza fine»

San Leone Magno

venerdì 27 dicembre 2024

Il destino Eterno di ogni anima (Marthe Robin)


Oggigiorno, moltissimi giovani muoiono brutalmente, sia per un incidente stradale, sia per overdose, sia per suicidio.
La testimonianza di Filippo Coutel è interessante, poiché 3 membri della sua famiglia sono morti affogati durante una tempesta. Poiché nessuno di loro praticava la propria fede ma viveva in maniera piuttosto 'disordinata', Filippo era abbastanza inquieto per loro ed andò a trovare la venerabile Marthe Robin, una mistica francese, sperando di ricevere da lei una parola circa la loro sorte finale. Marthe aveva in effetti il dono di vedere le anime. Giunto però presso di lei, non osò domandarle nulla. Marthe però comprese la sua inquietudine, poiché suggerì le seguenti parole al predicatore del ritiro:

"Marthe mi ha fatto sapere che, quando muoiono dei giovani non praticanti che non conoscono Gesù, trascorreranno diverse ore e talvolta molti giorni prima del giudizio finale, durante i quali il Signore si mostrerà loro in tutto il suo splendore e chiederà loro: vuoi conoscere il Mio Amore? Ed in generale, i giovani rispondono di sì".

A Padre Maurizio de Lesseps, inquieto per la sorte del nipote di un suo amico, morto in maniera strana, uscendo da un night club, Marthe disse: "Sapete Padre, ogni anima, al momento della morte, è immersa in una grande Luce, e poche di esse, soprattutto fra i giovani, dicono di no a Dio".

Durante i pochi ritiri spirituali ai quali ho partecipato, da giovane, al Focolare di Carità di Chateauneuf de Galaure, ho spesso sentito citare le parole di Marthe concernenti i moribondi e i morti. Diceva che "Il Signore prepara l'anima anche inconsciamente".
Ho udito una testimonianza che raccontava di una bilocazione di Marthe che si era recata ad assistere una persona consacrata e moribonda che era sola. Sembra che ciò sia successo diverse volte. La bilocazione è avvenuta anche in Cina; Marthe era molto attratta da quel paese, per gli innumerevoli martiri che vi soffrivano e vi morivano. Solo in Paradiso conosceremo i viaggi ed i salvataggi compiuti da questa grande Santa che non ha mai lasciato il suo letto di dolore per più di 50 anni.

Marthe diceva: "C'è un tempo, dopo la morte clinica, nel quale viene donato all'anima di fare la scelta definitiva circa la sua Eternità. Questo tempo è più o meno lungo. E' più corto se la persona è stata malata a lungo, più lungo quando la morte è avvenuta all'improvviso". In ogni caso, Marthe si occupava molto dei moribondi ed insisteva sulla necessità di pregare molto al loro capezzale, ma anche dopo la loro morte clinica.

Effettivamente, per ognuno di noi, in quel momento di verità quando la menzogna, l'illusione e la confusione sono scomparse, l'anima si trova a nudo nella verità della sua vita e del suo cuore, ed ella incontra la vera Luce che è anche Misericordia. E' allora che può gettarsi nelle braccia di quel Dio che forse non ha mai conosciuto sulla terra, o rifiutarlo. Le nostre preghiere hanno una importanza capitale. In quel momento, l'anima sceglie veramente fra il Paradiso con Dio e l'inferno senza Dio, le uniche due possibili ed Eterne destinazioni, visto che il Purgatorio è l'anticamera provvisoria del Cielo.


Fonte: Medjugorje, altervista