mercoledì 26 gennaio 2022

Che bello essere piccoli!

O Signore, Trinità SS.
mi sento come un granellino di sabbia,
di più..... come un granellino di polvere!
E Tu invece sei il “Tutto”,
Colui che ha creato Cielo e Terra,
tutte le costellazioni,
e l'intero Universo!
E molto di più in verità, molto di più.....

Hai creato anche “Cieli” Spirituali,
il Tuo Regno meraviglioso,
dove vi è ogni genere di Bellezza,
e dove Tu ci hai destinati ad andare,
solo che lo vogliamo,
solo che vogliamo seguirti e dirti per sempre il nostro “Sì”!

Che meraviglia Trinità SS, che meraviglia!
Se riflettessimo veramente su ciò che noi uomini siamo,
e su ciò che sei Tu,
non dovremmo avere neppure il coraggio di nominare il Tuo Santissimo Nome.
Un Nome composto da tre semplici lettere: D-I-O
Eppure in queste tre lettere c'è tutto,
perché Tu sei il “Tutto”!
Ma che cosa siamo noi uomini al Tuo cospetto?
Un granellino di sabbia?
Un granellino di polvere?
Meno, probabilmente molto molto meno ancora!
Eppure Tu ci ami,
ci ami infinitamente nonostante che siamo così piccoli
e questo è Straordinario, Meraviglioso, Sublime!

Ma una cosa mi sento di dirti o Trinità SS.
Io mi “glorio” di essere così piccolo,
perché se non fossi così piccolo, non ti vedrei così Grande!
Se fossi un po' più grande infatti,
forse ti amerei di meno.
E questo no, proprio non lo vorrei!
Ti rendo quindi Grazie o Trinità SS.
di avermi creato così piccolo,
perché in questa mia piccolezza ti vedo infinitamente Grande
e quindi ti posso Amare di Più!
E questo è tutto, veramente Tutto!
Che bello, allora, essere piccoli....
stupendamente piccoli,
così tutto ci appare più Grande, più Bello, magnificamente Stupendo!

Grazie o Dio Buono e Misericordioso,
per il Dono della nostra piccolezza.
Grazie, Grazie e ancora Grazie!

Lode e Gloria a te, o Dio, per Sempre!
Per tutti i Secoli dei Secoli!
Amen



E' proprio bello sentirsi piccoli se questo ti porta ad amare ancor di più il nostro buon Dio. Ed è proprio ciò che io sento nel mio cuore e che trasmetto attraverso queste parole scaturite da esso.
Grazie o Signore!

Marco

lunedì 24 gennaio 2022

Suor Maria Irene, per oltre quarant'anni a fianco di suor Lucia, la veggente di Fatima

Lei si chiama suor Maria Irene ed ha vissuto per oltre quarant'anni a fianco di suor Lucia, una dei tre veggenti delle Apparizioni di Fatima, l'unica dei tre sopravvissuta alla "spagnola" del 1918 e poi "nata al Cielo" il 13 febbraio 2005 all'età di 98 anni.
Vivere per tanto tempo a fianco della veggente è stata un esperienza straordinaria per suor Maria Irene, religiosa carmelitana, ed è spesso motivo di tante domande per i numerosi pellegrini che, di anno in anno, varcano la soglia del convento di Coimbra, in Portogallo, che è stata la casa dove suor Lucia è vissuta per 57 anni. Cinquantasette lunghi anni vissuti da suor Lucia nel silenzio e nella preghiera, ma anche nella Gioia di una Vocazione a cui lei ha risposto senza riserve e in assoluta pienezza. Suor Lucia ci «scherzava sopra» a proposito della sua lunga vita, ricorda col sorriso sulle labbra suor Maria Irene, rimarcando quindi il carattere ilare e gioioso della veggente. Del resto la Madonna stessa le aveva detto a Fatima: «Giacinta e Francesco li porto in Cielo fra poco, ma tu resterai qui ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere ed amare». Parole che si sono immancabilmente avverate, anche se forse nemmeno lei avrebbe pensato che quel “qualche tempo”, in realtà sarebbe stato un tempo così lungo, lungo almeno per i nostri "parametri" terreni.

«Suor Lucia era sempre allegra e ben disposta», racconta suor Maria Irene, «e quando ci lamentavamo perché eravamo un po' stanche per il continuo via vai di pellegrini che desideravano incontrarla, lei ci incoraggiava: “Voi passate ora quello che ha passato la mia famiglia subito dopo le Apparizioni, quando eravamo sottoposti alle domande dei curiosi e anche veri e propri interrogatori delle autorità”» (cit. rivista "Maria con Te" N. 1 13 maggio 2018).
Effettivamente la vita dei 3 pastorelli di Fatima all'inizio non fu affatto facile anche a causa di questo clima di grande sospetto nei loro confronti, da parte delle autorità civili.

Oggi nel Carmelo di Coimbra, dove vige la clausura, vivono 18 consorelle, tuttavia le monache, a turno, possono accogliere i tanti pellegrini che arrivano, nella chiesa conventuale. I pellegrini che arrivano sono molti, ma dopo la morte di suor Lucia sono aumentati ancor di più, come la stessa suor Lucia aveva predetto alle consorelle.
A poca distanza dalla chiesa, per venire incontro ai tanti pellegrini desiderosi di amare Gesù e la Madonna, ma anche di conoscere qualche cosa di più della veggente di Fatima, hanno allestito un piccolo museo-memoriale dove sono conservati gli oggetti personali di suor Lucia, sue fotografie e parte della sua vastissima corrispondenza. Suor Maria Irene, infatti, ricorda che tantissima gente scriveva a suor Lucia, da ogni parte del mondo, e lei, con grande attenzione e cura, rispondeva personalmente con una macchina da scrivere. Era un apostolato per corrispondenza molto prezioso questo, e suor Lucia archiviava con grande cura tutto: missive e santini, conservando persino i francobolli. Quando suor Lucia è morta sono state raccolte qualcosa come 60 valige piene di corrispondenza!
Tutte queste lettere sono state vagliate poi, con grande attenzione, quando Papa Benedetto XVI ha aperto la causa di Beatificazione di suor Lucia, un lavoro certamente enorme, ma necessario. Attualmente, suor Lucia, è "Serva di Dio".

Suor Lucia è stata una vera e propria "Mistica" e molte persone pensano erroneamente che i suoi rapporti con il Divino si siano esauriti con gli avvenimenti di Fatima. Ma non era così..... lei ha continuato anche dopo ad avere esperienze mistiche. La stessa suor Maria Irene ricorda queste cose. Infatti, alle volte, suor Lucia arrivava in ritardo agli appuntamenti comunitari del monastero, ma questo avveniva proprio perché si tratteneva in "dialogo" con la Madonna. E questo dialogo non poteva certamente interrompersi.


Marco

Fonte fotografia: Rivista "Maria con Te" N. 1 del 13 maggio 2018

martedì 18 gennaio 2022

O Signore Gesù, togli il “mio” e metti il “Tuo”!

O Signore Gesù, sono così umano,
che riesco ad amarti poco in proporzione a quello che vorrei!
Mi sento come un vaso,
ancora troppo pieno di “cose” mie,
quando invece dovrei essere un vaso vuoto,
da ricolmare soltanto delle “cose” Tue,
Sante e Meravigliose,
da ricolmare di Te Stesso,
della tua Presenza,
del tuo incommensurabile Amore!

O Signore Gesù, togli il “mio” e metti il “Tuo”!
Leva la mia umanità,
e metti il Tuo Amore!

Mi sento come se fossi una lavagna,
pieno di tante scritte,
in tante forme e colori diversi.
Ma Tu ci sei poco,
o almeno... non come vorrei!
E allora, o mio caro e buon Gesù,
sii il mio “cancellino”,
che cancella tutto quello che c'è da togliere,
e poi sii il “gessetto”,
e scrivi quello che vuoi Tu!
Parole Virtuose,
parole di Fede,
parole d'Amore.
Le Tue Parole!

O Signore Gesù, togli il “mio” e metti il “Tuo”!
Leva la mia umanità,
e metti il Tuo Amore!

Entra Signore Gesù, entra!
E prendi possesso di tutto!
Diventa, o Gesù, il mio “Tutto”!

Vieni Signore Gesù, vieni!
Io ti aspetto,
ti bramo,
ti desidero,
e vorrei essere tutto “Tuo”!

Vieni Signore Gesù!


Ecco un altra preghiera personale scaturita dal mio cuore. Sono tante le cose che mi viene spontaneo dire al "mio" Gesù.
E' tanto, veramente tanto, il desiderio di possedere il Suo Amore!

Marco

giovedì 13 gennaio 2022

Pregare sempre per l'anima di chi compie il male

Fui molto impressionata da un episodio di violenza visto in televisione e il mio primo moto interiore fu sperare che anche l’autore della violenza potesse un giorno subirla a sua volta. Ma in quel momento sentii nel cuore la voce di Gesù: Quelli che subiscono mali e torture da altri e muoiono ricevono da Me grazie speciali e nell’Eternità una felicità indescrivibile”.

Ma che ne è di colui che compie il delitto?”.

Gesù rispose: Anche costui è mio figlio. Anche per lui sono morto. E ora tu vuoi recare danno a lui? Il male che lui ha fatto mi addolora meno di quello che mi arrechi tu che lo vuoi colpire, perché tu, colpendo lui, fai male a me. Ti supplico di non farmi del male. Piuttosto prega per lui, affinché possa pentirsi per non andare alla condanna eterna e perché possa essere invece annoverato tra i miei”.


Gesù a Suor Maria Natalia Magdolna
Tratto dal libro: Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna” mistica del XX secolo - Capitolo 8 -



Personalmente trovo che questo breve dialogo tra Gesù e questa Sua anima prediletta ci dia un insegnamento profondissimo.
Noi uomini, tante volte, quando vediamo una persona compiere il male, tendiamo a prendere le distanze da questa persona e, in cuor nostro, spesso vorremmo che questa persona subisse lui stesso il male che perpetra sugli altri. Ma qui Gesù ci insegna che questo è enormemente sbagliato, perché anche questo peccatore è figlio Suo, e come tale il Divin Maestro desidera soltanto il suo maggior Bene e quindi la sua Salvezza Eterna. E se noi diciamo di essere dei veri Cristiani, dobbiamo desiderare la stessa cosa, dobbiamo solo e soltanto desiderare la Conversione e la Salvezza del peccatore che opera il male.
Mai giudicare quindi, mai puntare il dito, mai desiderare il male per nessuno! Noi dobbiamo soltanto Amare, perché l'Amore vince l'odio, converte i cuori e salva le anime. L'Amore può tutto e vince ogni cosa! Non dimentichiamocelo mai!

Marco

lunedì 10 gennaio 2022

O Signore Gesù, fa che ti possa Amare!

O Signore Gesù, fa che ti possa amare!
Tu lo sai che vorrei amarti veramente!
Vorrei ma non ci riesco, o meglio... ci riesco poco poco, non come desidererei.
L'Amore che ti do è appena un barlume di quello che vorrei darti.
un spruzzo d'acqua rispetto all'oceano,
una manciata di sabbia, rispetto a tutta la sabbia delle spiagge e dei deserti,
un piccolo ciotolo rispetto alla più grande montagna.
Eppure il desiderio c'è, esiste....
ed è tanto, ed è grande, è incommensurabile!
Ma nei fatti è poco, è poca cosa! E me ne vergogno!
E' come se avessi in tasca una monetina da 5 cent,
quando invece vorrei donarti oro, argento e pietre preziose.
E' come se avessi in tasca un piccolo filo di cotone,
quando invece vorrei donarti le più lussureggianti vesti e ornamenti preziose.

E' strano, è tutto molto strano.....
Il mio desiderio supera di gran lunga le mie possibilità.
Io vorrei donarti tantissimo,
e invece possiedo pochissimo!
Ma perché vorrei donarti così tanto? Il desiderio di amarti, non è già Amore?
In cuor mio mi dico di “sì”,
ma forse lo dico solo per consolarmi.
Lo vorrei tanto sapere!
Ma ti desidero veramente mio Gesù! Tu sai che è così!
Tu sai che non ti sto mentendo!
Tu sai che il mio desiderio è reale!

Beh, mio caro e buon Gesù.....
per ora accontentati di quel poco, pochissimo che riesco a darti.
Dentro di me ho sempre la Speranza che un “domani” saprò darti di più.
Forse non sarà qui su questa terra,
ma quando sarò da Te,
nel Tuo Regno di indicibile Bellezza, di Amore, di Beatitudine
in quel Regno in cui ogni nostro desiderio diventa realtà
allora sì, Là saprò darti di più, molto di più!
Saprò amarti veramente!

Grazie Signore Gesù!


Una preghiera che è scaturita dal mio cuore. Il desiderio di amare Gesù è davvero grande!

Marco

lunedì 3 gennaio 2022

La preghiera è luce per l'anima

"La preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. È, infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l'anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno.

Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'Amore Divino, come da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi per tutta la vita, se a questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro tempo.

La preghiera è luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima, elevata per mezzo suo in alto fino al Cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l'anima cerca ardentemente il latte Divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.

La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole.

Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia Divina. Di essa l'Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr. Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l'anima; chi l'ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima.

Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in una splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della Sua Presenza."


Omelia sulla preghiera “luce per l’anima”, tratta dalle Omelie di San Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 6 sulla preghiera; PG 64,462-466)