domenica 29 maggio 2022

Il Purgatorio secondo S. Bernardino da Siena

S. Bernardino da Siena, applicando le parole dell’Ecclesiastico «camminai nei flutti del mare», dice: «Le pene del Purgatorio si chiamano flutti del mare perché sono transitorie, a differenza delle pene dell’inferno, che non finiscono più. E si dicono flutti del mare perché sono veramente amare».

Maria SS. si reca spesso a visitare le anime purganti fra quelle amare pene, per recare sollievo: «Visitandole e soccorrendole, Maria SS. dimostra il Suo affetto ad esse, perché figlie carissime».

mercoledì 25 maggio 2022

Il fanciullo di 11 anni che ha visto l'inferno, il Purgatorio e il Paradiso

Poco tempo dopo la canonizzazione di S. Bernardino da Siena, morì a Cascia nel regno di Napoli un fanciullo di undici anni, chiamato Biagio Massei. I suoi genitori gli avevano inspirato la divozione che essi stessi nutrivano per quel nuovo Santo, e questi seppe ricompensarli. Il giorno dopo la morte portandosi a seppellire, Biagio si risvegliò come da un profondo sonno, e disse che Bernardino lo richiamava alla vita per narrare le meraviglie fattegli vedere nell'altro mondo.

Si comprende lo stupore e la curiosità che eccitò un tal fatto. Per un mese intero Biagio non fece che parlare di ciò che aveva veduto, e rispondere alle domande mossegli dai visitatori. Parlava colla semplicità d'un fanciullo, ma nel tempo stesso con un'esattezza di espressione, con una cognizione della vita futura ben superiore alla sua età.

Al momento della sua morte, diceva, S. Bernardino s'era a lui presentato, e l'aveva preso per mano dicendogli: «Non aver paura, ma guarda bene tutto quanto ti mostrerò, per ritenerlo e raccontarlo in seguito».

Nell'inferno Biagio vide orrori inesprimibili, ed i vari supplizi dai quali erano tormentati gli orgogliosi, gli avari, gli impudici e gli altri peccatori. Fra questi, parecchi ne riconobbe che aveva veduto durante la vita, ed anzi due ne vide arrivare appena morti, uno dei quali era dannato per aver posseduto beni malamente acquistati. Il figlio suo, colpito da questa rivelazione come da un fulmine, e d'altra parte conoscendo la verità delle cose, s'affrettò a fare piena restituzione; e non contento di quest'atto di giustizia, per non esporsi a dividere un giorno la triste sorte del padre, ai poveri distribuì il rimanente della sua fortuna ed abbracciò la vita monastica.

Di là condotto al Purgatorio, Biagio vide pure spaventevoli supplizi, diversi secondo i peccati di cui erano il castigo. Vi riconobbe un gran numero di anime, e parecchie di esse lo pregarono d'avvertire i propri parenti e prossimi della loro dolorosa situazione, indicando pure i suffragi e le buone opere di cui abbisognavano. Quando veniva interrogato sullo stato di un defunto, senza esitare rispondeva e dava le più precise particolarità: «Vostro padre, disse ad uno di quelli che lo visitavano, trovasi al Purgatorio fin dal tal giorno: vi incaricò di distribuire in elemosina la tal somma, e non l'avete fatto». «Il vostro fratello, disse ad un altro, vi aveva detto di far celebrar tante Messe, e ne conveniste con lui; ma non avete compito il vostro impegno: rimangono ancora da soddisfare tante Messe».

Biagio parlava pure del Cielo, ove in ultimo era stato condotto, ma ne parlava pressappoco come S. Paolo, il quale, essendo stato rapito al terzo Cielo, con o senza il suo corpo, ciò che non sapeva, aveva udite parole misteriose, non possibili a ridirsi da bocca mortale. Ciò che soprattutto aveva colpito gli sguardi del fanciullo era l'immensa moltitudine di Angeli che circondano il Trono di Dio, e l'incomparabile bellezza della S. Vergine Maria, innalzata al di sopra di tutti i cori degli Angeli.


Fonte: Il Dogma del Purgatorio con Imprimatur

sabato 21 maggio 2022

«Egli è salvo»

Un giorno del 1855 o 1856, faceva visita ad Ars l’abate Guillaumet, che fu per lunghi anni superiore dell’Immacolata Concezione a Saint-Dizier nell’Alta Marna.

Una povera donna in lutto, che durante il viaggio era stata sempre seduta vicino a lui, ascoltando in silenzio i discorsi di meraviglia su Ars ed il suo curato, gli rivolse, per la prima volta, la parola quando giunsero alla stazione di Villefranche:
«Signore, mi permettete di seguirvi fino ad Ars? Vengo là come andrei in un luogo qualsiasi: viaggio perché ho bisogno di distrarmi».
L’abate Guillaumet si accordò subito, ed accettò anche di farle da guida. Giunsero ad Ars quando il curato Vianney, che ancora indossava la cotta, avanzarsi tra la folla e dirigersi verso questa povera donna che in quel momento, per seguire l’esempio dei pellegrini, si era inginocchiata. Il Santo, chinatosi al suo orecchio disse: «Egli è salvo». La sconosciuta ebbe un sussulto, e Vianney ripetè: 
«Egli è salvo».
La risposta a queste parole fu un gesto di incredulità da parte della donna straniera. Allora il Santo sacerdote, scandendo ogni parola, aggiunse: «Vi dico che egli è salvo, si trova in Purgatorio, e si deve pregare per lui. Tra il parapetto del ponte e l’acqua ha avuto il tempo di fare un atto di contrizione. E’ la Santa Vergine che gli ottenne questa Grazia: ricordate le devozioni del mese di maggio nella vostra camera. Qualche volta il vostro sposo, quantunque irreligioso, si è unito alla vostra orazione, e questo gli ha meritato il perdono».

L’abate Guillaumet non comprese nulla di queste parole; e solo il giorno seguente seppe della meravigliosa luce che aveva illuminato il servo di Dio. Quella donna passò tutta la notte in preghiera, e ne uscì con la fisionomia trasformata, simbolo della pace, di cui era ripiena la sua anima.
Prima di partire da Ars, com’era naturale, ringraziò l’abate Guillaumet, a cui disse: «I medici mi consigliarono di viaggiare per distrarmi dall’atroce disperazione che seguì il mio animo alla tragica morte di mio marito, che era incredulo e che io speravo di condurre alla fede. Disgraziatamente egli annegò con un suicidio volontario. Non potevo rassegnarmi al pensiero che fosse dannato e che non lo potessi veder più. Ebbene, voi avete sentito la parola di conforto che mi è stata detta: “Egli è salvo. Quindi lo rivedrò in Cielo. Signore, qui ho trovato la guarigione”».


FONTE: Il curato d'Ars e le anime del Purgatorio
di don Marcello Stanzione 
   



Personalmente trovo questa testimonianza, oltre che molto bella, anche particolarmente "istruttiva", in quanto essa mette in evidenza la grande Misericordia di Dio, la preziosissima intercessione della Vergine SS. e la presenza del Purgatorio, una realtà quest'ultima che viene un po' troppo spesso "trascurata" dalla nostra Chiesa, ma che è invece una assoluta realtà di cui ognuno deve tenere ben in conto.
A tal riguardo conto di postare su questo blog altre storie che parlino del Purgatorio, storie e testimonianze che veramente non mancano nella lunga storia della Fede Cristiana.

Marco

mercoledì 18 maggio 2022

Un sogno che si avvera: nasce a Medjugorje il Pronto Soccorso della Pace

Alle volte i desideri che si hanno nel cuore diventano realtà, soprattutto se alle spalle di un desiderio c'è tanta determinazione, lavoro e, in questo caso, anche tanta Fede.

E' quello che sta accadendo a Medjugorje, cittadina della Bosnia Erzegovina conosciuta in tutto il mondo per le Apparizioni della Regina della Pace che stanno avvenendo dal 1981, quindi da oltre 40 anni.
Paolo Brosio, uno dei più grandi estimatori di Medjugorje, sei anni fa ha avviato un progetto per realizzare un grande Pronto Soccorso in questa cittadina, terra di Fede autentica per tantissimi pellegrini, ribattezzato “Pronto Soccorso della Pace”.
Dopo un iter costituito da un lungo percorso di raccolta fondi, organizzazione e produzione, si è giunti finalmente al termine, e nel giro di qualche settimana prenderanno il via i primi lavori sul posto, partendo con la prima parte del progetto denominata “Mattone del Cuore”.

Tutto questo è stato reso possibile grazie al grande impegno di Paolo Brosio e della sua Associazione Olimpiadi del Cuore Onlus, ma anche grazie al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha dimostrato subito un grande entusiasmo per il progetto di Paolo, cercando di supportarlo in ogni modo.
Non si può tralasciare la collaborazione del Comune di Forte dei Marmi e quello di tante altre istituzioni e poi, naturalmente, alla base di tutto c'è la grande generosità della gente, che con numerosissime donazioni ha permesso a questo grande sogno di divenire presto una concreta realtà.

Questo Pronto Soccorso costituisce un vero e proprio “segno” di Pace in questo particolare periodo storico in cui i “venti di guerra” soffiano più forti che mai, soprattutto a causa dell'orribile conflitto tra Russia e Ucraina.

La soddisfazione di Paolo Brosio per questa bellissima opera ormai prossima ad essere avviata è evidente, un opera rivolta a tutti, senza nessuna distinzione di ceto sociale, credo politico, religione o altro. Un opera che sorgerà, e non a caso, in una zona costituita dagli altopiani dell'Erzegovina caratterizzata dalla presenza di molti piccoli villaggi, frazioni e comuni, a circa 40 Km da Mostair (dove è presente l'unico, vero, ospedale della zona), in cui non esiste alcun sistema sanitario di pronto soccorso d’urgenza, ma solo ambulatori medici.

Anche Papa Francesco è informato di questa bellissima opera, ed esso stesso, nel 2015, ha voluto benedire personalmente il simbolo di questo pronto soccorso che dovrà diventare un messaggio di pace per tutte le etnie e le religioni.

Chiunque volesse sostenere questo progetto, molto impegnativo da un punto di vista economico, col proprio obolo, lo può fare attraverso il sito internet dell'associazione Olimpiadi del Cuore Onlus fondata da Paolo Brosio, alle coordinate indicate.

Pensiamo sempre che l'oceano è formato da tante piccole gocce e, ciascuno di noi, può rappresentare quella goccia di Solidarietà e Amore che può permettere a questo progetto di realizzarsi e andare avanti.
Chiunque non fosse nelle condizioni di poter fare delle donazioni, può comunque contribuire a questa opera facendola conoscere e supportandola con la propria preziosissima preghiera.
Grazie di vero cuore a chi lo farà.


Marco

lunedì 16 maggio 2022

Povero materialmente, ma ricco di Spirito

Racconta Madre Teresa di Calcutta:

«Un giorno, raccogliemmo un uomo dalle fogne, mezzo mangiato dai vermi, e quando lo portammo nella Casa dei moribondi a Kalighat, egli disse solamente: “Ho vissuto come un animale per la strada, ma sto per morire come un angelo, amato e curato” .
Quando finimmo di togliere i vermi dal suo corpo, tutto ciò che disse con un gran sorriso fu: “Sorella, sto tornando alla Casa di Dio”, e spirò.

Fu meraviglioso vedere la grandezza di un uomo che sapeva parlare in quel modo, senza biasimare nessuno, senza fare paragoni con nessuno. È la grandezza delle persone ricche di Spirito nonostante siano povere materialmente».

giovedì 12 maggio 2022

Amare Gesù attraverso l'Amore per i nostri fratelli

In uno dei frequenti "colloqui mistici" che Santa Caterina da Siena aveva con Gesù, il Signore chiese a Caterina:

Mia diletta, sai perché ti amo?”

Di fronte alla risposta negativa di Caterina, Gesù proseguì: “Te lo dirò. Se non ti amo non sarai nulla, non sarai capace di niente di buono. Vedi quindi che devo amarti”.

È vero, rispose Caterina, e disse poi: “Io vorrei amarti così’”.

Mentre parlava, però, si rese conto di aver detto una sciocchezza. Gesù sorrise, e allora lei aggiunse: “Ma questo non è giusto. Tu puoi amarmi con un grande Amore e io posso amarti solo con un piccolo amore”.

In quel momento Gesù intervenne e disse: “Ho reso possibile che mi ami con un grande Amore”.

Lei, sorpresa, gli chiese immediatamente come.

Ho messo al tuo fianco il prossimo. Tutto ciò che farai a lui lo considererò come fatto a Me”.

Caterina, piena di gioia, corse a curare i malati in ospedale: “Ora posso amare Gesù con un grande Amore”.


mercoledì 11 maggio 2022

O Signore Gesù, rendi fertile la mia anima

Mio Gesù, o mio buon e Divin Gesù...
sento che la mia anima è come un deserto,
un deserto nel quale, di tanto in tanto, è presente qualche piccola oasi.
Io mi muovo in questo deserto,
passo da un oasi all'altra,
e cerco di abbeverami in ciascuna di essa.
Ma abbeverarmi di cosa?
Naturalmente di Te, o Gesù, unica Fonte di acqua limpidissima e pura!
Com'è buona quest'acqua,
com'è dissetante,
com'è pura!
Non vorrei mai smettere di abbeverarmi da quest'acqua cristallina,
ma purtroppo è poca,
e questo perché il terreno del mio cuore è per lo più arido,
e per l'appunto come un deserto,
puntellato, di quando in quando, di qualche piccolo cespuglio.

O Signor Gesù, o mio buon e Divin Gesù...
trasforma il deserto del mio cuore,
in una foresta lussureggiante e verdissima,
ricolma di magnifici alberi,
di splendidi fiori,
di meravigliosi ruscelli,
dal quale possa sgorgare, senza fine,
tanta splendida, dissetante acqua,
limpidissima e pura.
Questa acqua, naturalmente, saresti Tu o Gesù.
Acqua viva che da vita ad ogni cosa,
che rende fertile e fecondo ogni terreno,
che disseta e sazia di ogni Beatitudine chi la beve.

Quanto vorrei essere tutto questo o Gesù!
Quanto vorrei amarti!
Quanto vorrei renderti Gloria!

Vieni, signore Gesù, vieni!
E rendici a Tua Immagine e Somiglianza!
Ne abbiamo tanto, ma proprio tanto, bisogno!


Marco

martedì 10 maggio 2022

La dolce morte di San Giovanni della Croce

Giovanni della Croce (poi futuro San Giovanni della Croce), sul letto di morte, ai suoi confratelli che gli stavano leggendo le preghiere dei moribondi, chiese che gli leggessero qualcosa di più "allegro" e domandò espressamente qualche versetto del Cantico dei Cantici, un bellissimo e travolgente poema d’Amore dell’Antico Testamento (che lui conosceva benissimo). Del resto non stava andando incontro all'Amore? E mentre quei versetti risuonavano nella cella, Giovanni, incantato, sospirò: Che perle preziose!”.

Giovanni, ricevuta l'Estrema Unzione, prende in mano un crocifisso e gli bacia ripetutamente i piedi, pronunziando giaculatorie e versetti delle Sacre Scritture. Nel frattempo scoccano le dodici all'orologio della chiesa del Salvatore e frate Francesco esce dalla cella dell'infermo per suonare il Mattutino.
Che cosa suona?” domanda Giovanni della Croce ai suoi confratelli, e quando gli dicono che sta suonando il Mattutino, come se gli avessero dato il segnale della "partenza", esclama con grande Gioia: “Gloria a Dio, che io andrò a cantarlo in Cielo”.

Giovanni guarda teneramente i presenti attorno al suo letto, come per salutarli, quindi accosta dolcemente alle sue labbra il crocifisso che tiene in mano e dice lentamente: In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito).
Senza né rantolii né contorsioni di alcun tipo, Giovanni spira dolcemente e rende la sua bella anima a quel Dio d'infinito Amore che in tutta la sua vita ha amato, predicato e cantato.

In questo modo, Giovanni della Croce, il 14 dicembre 1591 a Ubeda (Spagna), lascia questa vita all'età di 49 anni, mentre i presenti raccontano che la sua pelle bruna diviene bianca, trasparente e luminosa, come avvolta da una dolce luce, e il suo corpo, ricoperto di piaghe, comincia a effondere un soave profumo di rose.

giovedì 5 maggio 2022

Catalina Rivas rivive, misticamente, la morte di sua madre


Confessione, morte e trasformazione

Erano trascorsi dieci giorni dalla morte della mia amata mamma, quando una mattina, al termine delle mie preghiere mattutine, stando nella mia camera, il Signore mi chiese di rimanere in quel luogo per qualche istante. Improvvisamente, come se si trattasse di un film, apparve davanti ai miei occhi la scena della morte della mia mamma.

Ma prima devo fare un passo indietro nel racconto, e ripetere alcune cose che ho già raccontato, per fare capire meglio tutto ciò che accadde in quel giorno, e che il Signore mi permise di vedere in modo completo dopo poco tempo, nella visione che io adesso vi descrivo. Ritorno dunque al giorno in cui la mamma era in agonia, così come ho potuto vedere in questa visione…

Si trovava nel suo letto, l'avevamo appena voltata sul fianco destro ed io la stavo ripulendo dal sangue che perdeva dal naso.

Lei guardava sopra di me, verso la finestra; mi prese la mano e mi disse: “Voglio stare con te”.

Hai paura, mammina?” - le domandai un po' preoccupata.

No, non ho paura, ma voglio stare con te!”.

In quel momento, vidi alcune persone che si avvicinavano, provenendo dalle nostre spalle, alla destra di mia mamma.

Riconobbi San Giuseppe, Sant'Antonio da Padova, Santa Rosa da Lima, San Domenico di Guzman e San Silvestro, che si collocavano dietro la testata del letto di mia madre, a fianco di "Leopoldo", questo è il nome dell'Angelo Custode della mia mamma, un giovanetto molto bello, che era inginocchiato, apparentemente in preghiera, mentre con le sue mani accarezzava la testa di mia mamma.

C'erano delle altre donne ed uomini, giovani e vecchi, circa una quarantina di persone, tutte in preghiera. Un giovane, vestito con una tunica bianca, aveva un piccolo vassoio dorato tra le mani. Di tanto in tanto, vi introduceva una mano e ne traeva del fumo, lanciandolo verso l'alto, come se fosse incenso.

Facendo questo, sembrava che volesse impedire ad alcune ombre scure di avvicinarsi, ombre che si vedevano distanti dalla stanza da letto e timorose di avvicinarsi.

Il giovane muoveva le labbra, come se stesse dicendo qualcosa, quindi cambiava di mano il piccolo vassoio e ripeteva quanto già fatto, con l'altra mano, gettando in aria quel fumo. Si aggirava intorno a tutti i presenti che circondavano il letto della mamma, dietro di noi.

Ero meravigliata nel vedere tante persone. Ecco allora che Gesù mi parlò, dicendomi:

«Sono i suoi Santi Protettori e le anime che lei ha aiutato a salvare con le sue preghiere e le sue sofferenze, anche se non le conosceva, sono venute ad accompagnarla nel suo transito».

Quando la girammo sull'altro fianco per cambiarle gli abiti, mia mamma disse:

Devo, ormai, andare con loro!” Diceva questo, guardando al di sopra delle mie spalle.

La esortammo a tranquillizzarsi, e le cantammo un Salmo, che lei ripeteva con noi. Ad un tratto aprì con un'espressione quasi di stupore, come se stesse contemplando qualcosa che non riusciva ad esprimere e disse:

Accendete la luce!”. Lo facemmo, ma si capiva che lei ormai non vedeva più ciò che c’era sulla terra, ma ciò che stava al di là. Quindi, stringendomi la mano, disse: “Santo Dio, si!... Santo Dio, si!... Santo Dio, si!...” - come per spingermi a pregare, a ripetere la giaculatoria: “Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del Mondo intero!”.

Ripeteva continuamente la giaculatoria e, contemporaneamente, insisteva nel dire:

Devo andarmene!”. Muoveva i piedi, come se volesse camminare, ed esclamava: “Non trattenetemi”... E di nuovo recitava la giaculatoria: “Santo Dio, Santo Forte... Abbi pietà di me e del Mondo intero”.

Le persone che le stavano intorno cominciarono a recitare la Corona della Divina Misericordia. Ma lei continuava a ripetere le sue preghiere. Insisteva con l’invocazione: “Padre, il mio Spirito! Si... Si!...”. Non si ricordava l'intera preghiera. Allora iniziammo noi: “Padre, nelle Tue mani affido il mio Spirito...”, suggerendole che era questo ciò che lei voleva esprimere... Assentì e ripeté le nostre parole.

Avevo osservato, nella visione, che alla sinistra di mia madre, più indietro rispetto a dove ci trovavamo noi, cominciava a giungere un altro gruppo di persone e, tra queste, ho potuto riconoscere la figura di mio padre, una delle mie nonne, una zia, che aveva vissuto con noi, ed altre persone di cui non riuscivo a vedere chiaramente il volto. Ero stupita per ciò che contemplavo, ma cercavo, nello stesso tempo, di concentrarmi di più su mia madre.

Di fronte a lei si venne a formare una luce e vidi avvicinarsi, come se scendesse dall'altezza del tetto, un coro di Angeli che cantava. Formavano due file di personaggi celesti, e nel riunirsi a noi si separarono per circondare il posto dove ci trovavamo. Era tutto molto solenne. Improvvisamente, mia mamma disse, come rivolgendosi alle persone, che di sicuro stavano venendo ad accompagnare il suo transito:

Aspettate, devo prima vedere la Vergine!”.

Mio fratello le disse: “Mammina, il Signore è qui, ti sta aspettando...”. Disse questo perché, precedentemente, mia madre aveva fatto intendere di aver visto il Signore. E lei rispose: “Devo ancora vedere la Vergine...”.

Aveva sentito dire molte volte che la Vergine accoglieva le anime di quelli che aspettavano la morte pregando il Rosario.

Le portammo quindi portato il quadro di Maria Ausiliatrice, perché vedesse la Vergine, pensando che fosse questo ciò che voleva, ma lei guardava al di sopra del quadro, e sembrava che ormai non vedesse più le cose di questo mondo, ma piuttosto quelle dell'aldilà... Improvvisamente, disse: “Ora La vedo, eccola... fate largo alla Mammina! Dobbiamo chiedere perdono alla Vergine...”.

Il dolce abbraccio della Madre

In quell'istante, vidi che la Vergine scendeva dal Cielo restando sospesa nell'aria; andava a posarsi ai piedi di mia madre e vidi che tendeva le mani verso di lei. Sopra un braccio, la Vergine teneva una veste bianca… Mia madre allungò la mano come per ricevere o toccare qualcosa, e potei vedere come la Vergine le prendeva la mano. Mamma perse conoscenza in quel momento, per circa un minuto, e quindi spirò.

Quando la sua testa rimase immobile nelle mie mani, poiché io la stavo sostenendo, pensai che la visione sarebbe svanita, ma, immediatamente, vidi l’istante nel quale l'anima di mia madre si staccò, separandosi dal suo corpo...

Si diresse verso la Vergine, che in quel momento le presentò la veste bianca con le due mani, come se dovesse metterselo sopra la camicia da notte che aveva indosso. E immediatamente apparve vestita con quella veste... La Vergine aveva un’espressione dolcissima e sorrideva, poi prese mia madre abbracciandola alle spalle; anche la mamma fece lo stesso, appoggiando la sua testa sulla spalla della Vergine e cominciarono ad elevarsi assieme a tutto il seguito dei personaggi presenti alla scena.

La stanza era rimasta quasi vuota. San Giuseppe ci risolve uno sguardo, toccò la mano di San Silvestro e questo impartì a tutti la benedizione. Poi si girò e salì in alto, seguito da San Giuseppe.

Gesù mi disse in modo molto solenne:

«Raccontalo al Mondo, affinché gli uomini diano il valore che merita alla Grazia che viene offerta nello stare vicino a un moribondo che, così assistito, parte per il Cielo. Il raccoglimento deve essere assoluto, visto che una parte del Cielo viene ad incontrarsi in quel luogo. È il momento nel quale Dio visita quel luogo».

Conclusa la visione, mi inginocchiai per rendere grazie a Dio, piangendo, perché ci aveva regalato tutte quelle grazie, e per avermi permesso di vedere una tale meraviglia e poterla raccontare oggi a tutti, affinché tutti si rendano conto dell'importanza e del dovere che abbiamo di aiutare sia i nostri moribondi che tutti i moribondi; e possano, in questo modo felice, iniziare il viaggio verso l'eternità dell'Amore di Dio.


FONTE: Libro "Provvidenza Divina"
Testimonianza di Catalina Rivas, Capitolo VI



Personalmente trovo che questa mistica visione che Catalina Rivas, per Grazia di Dio, vive degli ultimi momenti di vita di sua madre, sia di una bellezza e di una intensità sconvolgente.
Qui veramente terra e Cielo si incontrano, e si comprende quanto sia importante vivere la propria vita in Grazia di Dio e con Amore verso il nostro prossimo, con tutto il Bene che ne consegue quando arriva il momento di lasciare questa vita terrena per entrare nella Gerusalemme Celeste. 
E' una testimonianza davvero meravigliosa, che merita veramente di essere conosciuta e meditata.

Marco

martedì 3 maggio 2022

Tre monaci e il diavolo

Il demonio apparve a tre monaci e disse loro: "Se ti venisse dato il potere di cambiare qualcosa del passato, cosa cambiereste?

Il primo di loro, con grande fervore, rispose: "Ti impedirei di far cadere nel peccato Adamo ed Eva affinché l'umanità non possa allontanarsi da Dio".

Il secondo, un uomo pieno di Misericordia, risponde: "Ti impedirei di ribellarti a Dio e così non faresti del male alle anime".

Il terzo di loro era il più semplice e, invece di rispondere al tentatore, si inginocchiò, si fece il segno della croce e pregò dicendo: "Signore, liberami dalla tentazione di ciò che poteva essere e non è stato".

Il diavolo, emettendo un grido rauco e rabbrividendo di dolore, svanì.

Gli altri due, sorpresi, gli dissero: "Fratello, perché hai risposto in quel modo? E perché la tua risposta ha disturbato e allontanato il diavolo?"

Rispose: "Primo: accettando di rispondere all’ipotesi del diavolo, vi siete lasciati coinvolgere dal suo modo di pensare. Invece, non dobbiamo MAI dialogare con il nemico.
Secondo: NESSUNO al mondo ha il potere di cambiare il passato. Perdersi dietro inutili questioni del genere spinge a fantasticare invece che ad accogliere la realtà, bella o brutta che sia. Infatti, L'INTERESSE di satana non era quello di dimostrare la nostra virtù, ma di intrappolarci nel passato, in modo da trascurare il presente, cioè il tempo in cui Dio ci dà la Sua grazia e noi possiamo collaborare con essa per adempiere la Sua volontà".

Di tutti i demoni, quello che cattura di più gli uomini e impedisce loro di essere felici è quello di "Cosa avrebbe potuto essere e cosa non è stato".

Il passato è lasciato alla Misericordia di Dio. Il futuro alla Sua Provvidenza.
Solo il presente è nelle nostre mani, unite alle mani di Dio.
Viviamo l'oggi!



FONTE: Web