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lunedì 29 luglio 2024

La Consolazione che viene da Dio


Come possiamo trasmettere al fratello che soffre la Consolazione che viene da Dio?
Bisogna essere uniti a Dio, Dio ha consolato noi, noi la trasmettiamo agli altri. È un Dono ricevuto e trasmesso.
Gesù dona a quelli che chiama a compiere, anche privatamente, questo ministero, il Suo "Spirito di Consolazione" con cui unge colui che manda a consolare. Così si entra in: Simpatia, Empatia, Compatia.

Nella Simpatia, il Consolatore conosce e ama le persone, perché figli di Dio, e membri del medesimo corpo a cui appartiene.

L'Empatia è entrare nella sofferenza del fratello. Chi ama il fratello non ha paura del peccato del fratello. Non lo giudica, ma condivide il suo peccato nella sua dimensione psicologica, per rimarginare le ferite e attenuare i danni.
Vivere la sofferenza dell'uomo che ha peccato, sentire nel di dentro il suo avvilimento, e non avere schifo di lui, ma amore che salva.

La Compatia, portare i pesi gli uni degli altri.

Così dovremmo fare anche noi, in Cristo Gesù, se vogliamo essere portatori della Divina Consolazione.


Padre Matteo La Grua, Sacerdote Esorcista


giovedì 23 maggio 2024

Non c'è una vera Conversione a Dio se non c'è una vera Conversione al prossimo


Noi diamo per scontato di essere del Signore, quando in realtà nel nostro cuore, non c'è soltanto il Signore, ma c'è posto per tutti. Una Conversione sincera al Signore, significa il taglio completo con il peccato, la Conversione sincera a Dio comporta la Conversione al fratello, non più invidia, gelosia, non contrasto, non contesa e soprattutto sincerità di cuore, apertura di cuore, amore vicendevole senza gelosie e senza ipocrisie e tutto questo non è scontato per noi, anzi possiamo dire che, non c'è una vera Conversione a Dio se non c'è una vera Conversione al prossimo.


Padre Matteo La Grua


mercoledì 15 novembre 2023

Lodiamo sempre Dio!


Non perdiamo mai la calma quando le cose vanno male in famiglia, o quando abbiamo delle avversità, ma piuttosto benediciamo il Signore. Anche Giobbe benediceva il Signore e anche Tobia, provato, benediceva il Signore.
E allora vogliamo benedire il Signore, a prescindere dal bene o dal male che riceviamo, ossia del nostro giudizio su quello che viviamo: benediciamo sempre il Signore, perché la benedizione di Dio deve risonare sempre sulla nostra bocca.
Del resto, sappiamo che la preghiera, soprattutto la preghiera di lode, è il miglior antidoto contro le forze del male.
Non è l'esorcismo che è più potente contro le forze del male, no, ma è la preghiera di lode più potente dell'esorcismo contro le forze del male. Questo, anche tra parentesi: quando vedete il male, non ricorrete ad esorcismi, a formule imprecatorie, all'esorcismo di Leone XIII, ad altre formule: no, lodate il Signore!
Non c'è modo migliore, per cacciare satana, quanto piegare le ginocchia e lodare Dio, benedire Dio.
E allora satana se ne va.
Del resto è la Scrittura che ce lo dice, è Pietro che ce lo dice: pregate, ed egli fuggirà da voi. Pregate.
Per cui la preghiera di lode mette in fuga tutte le forze del male.
La preghiera di lode serve per lodare Dio nel bene, per lodare Dio nel male, per cacciare i diavoli quando ci tentano, per sconfiggere i nostri nemici.
Gerico cadde proprio con la preghiera, col canto, e Giosafat riportò vittoria con la preghiera e con il canto.
Il canto di lode, guarisce anche dalle malattie con la forza di guarigione.
Per cui, non si sbaglia mai lodando Dio.
Più le cose dovessero andar male, più dovremmo benedire Dio e le cose si aggiusteranno, le cose si riequilibreranno; perché nella preghiera di lode i Cieli si aprono, il Signore scende, gli Angeli vengono e dove c'è il Signore che viene, gli Angeli che lodano con noi, tutto è equilibrio, tutto è pace e non ci può essere presenza delle forze del male.
Vogliamo lodare Dio, benedire Dio e non guardiamo mai a noi una volta che siamo in preghiera, non guardiamo ai nostri mali, non lamentiamoci di noi e neanche guardiamo ai nostri peccati. Sappiamo che ce ne sono tanti, ma guardiamo Dio, guardiamo Dio e la Misericordia di Dio: non perché non siamo coscienti dei nostri peccati, ma perché in quella lode vogliamo riparare alle nostre infedeltà verso Dio, perché attraverso la lode vogliamo chiedere perdono, attraverso la lode vogliamo chiedere aiuto al Signore, per rimanere sempre nella Sua lode, rimanere sempre nella Sua Volontà.
E allora cantiamo al Signore, benediciamo il Signore sempre, in attesa della Sua Parola, perché questa è la preghiera carismatica. Lodare Dio, lodarlo sempre, attendendo la Sua Parola.
Non sappiamo che Parola ci darà il Signore durante la preghiera, se una Parola di rimprovero, una Parola di ammonimento, una Parola di gioia, una Parola di incitamento: non lo sappiamo.
La sua Parola è Verita e Vita
Alleluja !!!!


Padre Matteo La Grua