domenica 31 luglio 2022

Voglio che parliamo del Cielo

Gesù alla Sua anima prediletta Catalina Rivas:

“ Amore dei Miei dolori, voglio che parliamo del Cielo. E' un luogo di cui dovete parlare, per sollecitare i Miei figli a lavorare per conquistarlo... Io mi sono trasfigurato davanti ai Miei apostoli perché vedessero la bellezza del Mio aspetto Divino e ciò che esso irradiava.

Il Cielo, figli Miei, è un bene talmente grande che Io ho voluto morire sulla Croce per aprirvene l'entrata. I beni del Cielo, le sue gioie e le sue dolcezze possono essere conquistati, ma voi non potreste comprenderlo nemmeno se ve lo spiegassi. Leggi 1Corinzi 2,9.

Considerate che se in questo mondo vi sono delle cose che si presentano a voi e che seducono i vostri sensi, quante altre ci sono che vi rattristano. Se la luce del giorno vi piace, l'oscurità della notte vi rattrista; se la primavera e l'autunno vi piacciono, il freddo dell'inverno e il calore dell'estate vi indispongono. Aggiungete a questo le pene e le preoccupazioni che vi procurano le malattie, le persecuzioni, i disagi della povertà, le angosce delle spirito, le paure, le tentazioni del demonio, l'ansietà della coscienza, l'incertezza della Salvezza Eterna.

Nel Cielo, la morte non esiste e nemmeno la paura di morire. Non c'è dolore, né malattia, né povertà, né calore. C'è solamente un giorno eterno sempre sereno, una primavera continuamente in fiore e deliziosa, poiché tutti si amano teneramente e ognuno gioisce del bene dell'altro come se fosse il suo. In Cielo non c'è il timore di perdersi, poiché l'anima, confermata nella grazia divina, non può più peccare, né perdersi.

In Cielo, Miei piccoli, si trova tutto ciò che voi potete desiderare... Tutto è nuovo: le bellezze, le gioie, tutto appagherà i vostri desideri. I vostri occhi si diletteranno alla vista di quella città tanto magnifica e bella. Vedrete che la bellezza dei suoi abitanti aggiunge nuovo splendore alla bellezza della città, poiché tutti sono vestiti come dei re, sono dei re.

Quale piacere avrete nel vedere Mia Madre; non si cessa di ammirarla poiché è la più bella di tutti! Udirla cantare... mentre loda il Suo Dio!

Tutte queste sono le delizie minori che ci sono in Cielo. La vostra delizia principale sarà vederci faccia a faccia.

La ricompensa che vi viene promessa, non è solamente la bellezza, l'armonia e gli altri beni, ma Me Stesso, così come Mi lascio vedere dai beati. Allora, le gioie dello spirito sorpassano le gioie dei sensi.

Amarmi anche in questa vita, non è forse una dolce cosa? Puoi immaginare, allora, quale dolcezza sarà il fatto di gioire di Me? Quale dolcezza non prova un'anima in preghiera, alla quale il Padre Mio manifesta la Sua Bontà, la Sua Misericordia e soprattutto l'Amore che Io gli ho mostrato con la Mia Passione? Che succederà, allora, quando si solleverà questo velo, e voi potrete vederci faccia a faccia? Contemplerete tutta la Nostra Bellezza, la Nostra Potenza, le Nostre Perfezioni e tutto l'Amore che abbiamo per voi.


La più grande afflizione delle anime che Mi amano, è il timore di non amarmi e di non essere amate da Me. Però, nel Cielo, l'anima è sicura di amarmi ed è sicura di essere amata da Me. Vede che Io la tengo stretta a Me con un Amore immenso, che non finirà mai. E questo Amore cresce, allora, poiché l'anima sa che Io l'ho molto amata offrendomi in sacrificio per lei sul legno della croce, trasformandomi poi in nutrimento e cibo nell'Eucarestia.

E allora, l'anima vedrà chiaramente tutte le grazie che Io le ho accordato per preservarla dal peccato e attirarla nel Mio Amore. Vedrà che quelle tribolazioni e quella povertà, quelle malattie e quelle persecuzioni, che essa considerava disgrazie, non erano niente altro che Amore e mezzi, di cui Io Mi servivo, per condurla al Paradiso.

Vedrà tutte le ispirazioni amorose e la misericordia che ho riversato su di lei, dopo essere stato da lei disprezzato attraverso i suoi peccati. Vedrà tante anime condannate all'abisso dell'Inferno, forse all'apparenza meno colpevoli di lei, e allora si rallegrerà nel vedersi salvata e fuori pericolo.

Figli Miei, i piaceri del mondo non possono soddisfare i vostri desideri. In un primo momento, i vostri sensi se ne inebriano, ma un po' alla volta si intorpidiscono fino a non darvi più illusioni. I beni del Cielo, invece, saziano sempre e rendono il cuore contento. Benché sazino pienamente, i beni del Cielo sembrano sempre nuovi e dilettano sempre; sono sempre desiderati e sempre ottenuti. E così il desiderio non genera la noia, poiché si ritrova sempre soddisfatto. La soddisfazione non genera il disgusto, perché accompagna sempre il desiderio. Ne consegue che l'anima rimane sempre saziata e sempre desiderosa di quelle gioie. Così come i dannati sono vasi pieni di odio, i beati sono vasi pieni di misericordia e di gioia, perché non hanno niente altro da desiderare.

Credetemi, piccoli Miei, i Santi e i Martiri dicono di aver fatto poco per ottenere il Cielo. Che vale tutto quello che hanno sofferto, se lo si paragona a questo mare di gioie eterne, nel quale dimorano per l'eternità?

Fatevi coraggio, figli Miei, per sopportare con pazienza tutto ciò che vi fa soffrire in questo lasso di tempo che resta, poiché tutto è poco, e niente può paragonarsi alla gloria del Cielo.

Quando i dolori della vita vi affliggono, sollevate gli occhi al Cielo e consolatevi nella speranza del Paradiso. E' là che vi attende mia madre, è là che Io vi attendo con la corona in mano per coronarvi e farvi re di quel Regno che non ha fine...

Miei piccoli, chiedete la grazia della perseveranza nella conversione. Chi si raccomanda a Mia Madre, otterrà questa grazia. Meditate la Mia Passione, e chiedete che il Mio Angelo vi consoli e vi fortifichi... ”


30 ottobre 1996

FONTE: Libro "La Porta del Cielo" - Rivelazioni di Gesù a Catalina Rivas


“Ho sofferto più in 2 giorni di Purgatorio, che non in 80 anni di vita sulla terra”

A Madre Speranza di Collevalenza, grande Personalità Mistica del 900, un giorno apparve il Signore che gli disse: “Ti faccio vedere con quanta Gloria il Vescovo entra in Paradiso, perché ha dato l’approvazione al primo Santuario del mondo dell’Amore Misericordioso”.
Poi, il Signore scomparve ed arrivò il Vescovo con il suo corpo glorioso.

Il Vescovo gli disse: “Madre Speranza, il Signore mi ha mandato a te per ringraziarti perché tu mi hai chiamato a dare l’approvazione al Santuario e il Signore è stato molto contento.
Adesso avrò per tutta l’Eternità la Gloria del Paradiso. Però devo dirti che io, prima di andare in Paradiso, ho sofferto tanto in Purgatorio”.

Al che la Madre replicò:
Eccellenza, lei è morto ieri a Roma, perché mi dice che ha sofferto per tanto tempo se sono passati solo due giorni?

Il Vescovo le rispose:
Madre Speranza, il tempo dell’Aldilà non è uguale a quello che si vive sulla Terra.
Ho sofferto molto, molto di più in questi due giorni di Purgatorio che non in 80 anni della mia vita sulla Terra perché quando si muore l’anima si presenta davanti a Dio e, in presenza di Dio, l’anima si vergogna. Si vergogna del comportamento che ha avuto in vita, trascurando il Signore.
Deve dire a tutti che l’Aldilà esiste e che sulla Terra la cosa più importante è amare il Signore, tutto il resto non serve a niente”.



Testimonianza molto forte che ci insegna, se ancora ce ne fosse bisogno, della presenza vera e reale del Purgatorio, nel quale tutte le anime sono chiamate a "mondarsi" prima di poter entrare nel Beatissimo Paradiso.
La testimonianza di questo Vescovo ci dice anche quanto sia importante, anzi necessario, mettere Dio al primo posto nella nostra vita, cercando di conoscerlo, e quindi amarlo, con tutte le nostre facoltà!

Marco

mercoledì 27 luglio 2022

Grazia concessa per intercessione di Sant'Anna

Pregavo la Vergine e Sant'Anna affinché il mio nipotino fosse intelligente e più di buona volontà negli studi; insistevo presso la Vergine che tale Grazia mi concedesse. La mia buona nonna, Sant'Anna, mi si avvicinò e mi disse: “Figlia mia, abbi fede nella tua nonna Anna, che io ti otterrò la sospirata Grazia”. Ed io, tutta contenta, le baciai la mano, e mi svegliai.

Dal Diario spirituale della Beata Edvige Carboni, mistica sarda - 26 luglio 1941


domenica 24 luglio 2022

La Mansuetudine

Gesù alla Sua anima prediletta Catalina Rivas:

“ Modera la collera, appena sopravviene, con la virtù della mansuetudine. Ricordati di Me, della Mia Passione, della Mia Croce. Mi sono forse Io irritato? Non puoi sapere quanto mi è gradito quell'uomo dolce e mansueto che soffre tranquillo e paziente le critiche avverse, le persecuzioni e le ingiurie! Ma certi si vantano di essere mansueti senza esserlo, poiché sono mansueti solamente con chi elargisce loro elogi e favori; e con chi li ingiuria e reca loro danno, reagiscono con vendette e furori. La virtù della mansuetudine consiste nell'essere dolce e paziente con chi ti maltratta e ti detesta.

Leggi Colossesi 3,12. Tu pretendi che gli altri tollerino i tuoi difetti e che tacciano le ragioni per cui si lagnano di te? Devi, dunque, fare anche tu lo stesso con gli altri. Quando ricevi qualche offesa dal tuo prossimo irritato contro di te, rispondigli con dolcezza e umiltà, così lo ammansirai. Vedi, un certo monaco passava un giorno attraverso un campo dove si stava seminando; il proprietario gli va incontro e lo copre di maledizioni e di insulti. “Padre, hai ragione, ho fatto male. Perdonami!”, risponde il monaco. Il contadino si addolcisce talmente che tutta la sua collera se ne va, e finisce col seguire il monaco ed entrerà poi, anche lui, nel suo convento... Devi sapere che gli orgogliosi trasformano le umiliazioni ricevute in bandiere del loro orgoglio. Ma gli umili e i mansueti trasformano i disprezzi che ricevono in bandiere della loro umiltà. Ecco perché ho detto: «Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno» (Mt 5,11)

Non ti sentire così cattiva. Io ti amo, e bisogna che tu impari. L'uomo docile è utile agli altri, perché non c'è niente che inciti di più gli altri a decidersi per servire Dio che vedere una persona piena di docilità e di gioia quando riceve un'ingiuria. La virtù si riconosce nel tempo dell'avversità; così come l'oro viene purificato nel crogiuolo, ugualmente la mansuetudine dell'uomo può venire verificata nel crogiuolo dell'umiliazione.

Vedi, il Cantico dei Cantici 1,12 parla del profumo del nardo. Effettivamente questa è una pianta odorifera che diffonde la sua fragranza solamente quando viene strofinata con forza.

Un uomo è mansueto solamente quando si vede che sopporta con pazienza e senza collera i maltrattamenti e gli insulti. Solo allora può essere percepito il profumo del nardo... o la virtù della mansuetudine ”.


FONTE: Libro "La Porta del Cielo"


venerdì 22 luglio 2022

Il demonio è molto vicino a coloro che bestemmiano

Un uomo era originario delle Marche ed insieme ad un suo amico era partito dal suo paese con un camion per trasportare dei mobili vicino a San Giovanni Rotondo. Mentre facevano l’ultima salita, prima di giungere a destinazione, il camion si ruppe e si fermò. Ogni tentativo di farlo ripartire risultò vano. A quel punto l’autista perse la calma e preso dall’ira bestemmiò. Il giorno dopo i due uomini andarono a San Giovanni Rotondo dove uno dei due aveva una sorella. Tramite lei riuscirono a confessarsi da Padre Pio. Entrò il primo ma Padre Pio non lo fece neanche inginocchiare e lo cacciò via. Venne poi il turno dell’autista che cominciò il colloquio e disse a Padre Pio: “Mi sono adirato”. Ma Padre Pio gridò: “Sciagurato! Hai bestemmiato la Mamma nostra! Che ti ha fatto la Madonna?”. E lo cacciò via.

Il demonio è molto vicino a coloro che bestemmiano.

In un albergo di San Giovanni Rotondo non si poteva riposare né di giorno né di notte perché c’era una bambina indemoniata che urlava da fare spavento. La mamma portava ogni giorno la piccola in chiesa con la speranza che Padre Pio la liberasse dallo spirito del male. Anche qui il baccano che si verificava era indescrivibile. Una mattina dopo la confessione delle donne, nell’attraversare la chiesa per far ritorno in convento, Padre Pio si ritrovò davanti la bambina che urlava paurosamente, trattenuta a stento da due o tre uomini. Il Santo, stanco di tutto quel trambusto, diede una pestata sul piede e poi una violenta pacca sulla testa, gridando. Mo basta! La piccola cadde a terra esamine. Ad un medico presente il Padre disse di portarla a San Michele, al vicino Santuario di Monte Sant’Angelo. Arrivati a destinazione, entrarono nella grotta dove è apparso San Michele. La bambina si rianimò ma non c’era verso di farla avvicinare all’altare dedicato all’Angelo. Ma ad un certo punto un frate riuscì a far toccare l’altare alla bambina. La bambina come folgorata cadde a terra. Si risvegliò più tardi come se non fosse successo nulla e con dolcezza chiese alla Mamma: “Mi compri un gelato?

A quel punto il gruppo di persone ritornò a San Giovanni Rotondo per informare e ringraziare Padre Pio il quale disse alla Mamma: Di a tuo marito che non bestemmiasse più, altrimenti il demonio ritorna.


FONTE: Web


martedì 19 luglio 2022

La sofferenza più grande

C’è molta sofferenza nel mondo: fisica, materiale, mentale. La sofferenza di alcuni è da imputare all’avidità di altri. La sofferenza materiale e fisica è quella dovuta alla fame, alla mancanza di una casa, alle malattie. Ma la sofferenza più grande è causata dall’essere soli, dal non sentirsi amati, dal non avere nessuno. Con il tempo ho capito che l’essere emarginati è la malattia peggiore di cui un essere umano possa soffrire.

Madre Teresa di Calcutta


lunedì 18 luglio 2022

Il troppo parlare

Il Cesario narra che in un monastero di Cistercensi vivevano due suore molto unite fra loro. Suor Geltrude aveva l'abitudine di parlare sempre anche nei momenti di silenzio. Per una improvvisa malattia questa giovane suora dopo un po' spirò.

Dopo alcuni mesi apparve all'amica suor Margherita che pregava nel coro e senza profferir parola andò a sedersi in un cantuccio. A tal vista suor Margherita diede un urlo e svenne. Dopo un po', ripresasi, raccontò quanto aveva visto.

La suora defunta apparve di nuovo alla sua amica e questa volta le disse: «Non vengo da lontano. Sconto qui le mie pene dove tante volte ho rotto il silenzio. Adesso sono venuta per dirti: Sorella, metti un freno alla tua lingua, se non vuoi che anche tu un giorno soffra un supplizio pari al mio».


FONTE: Web


domenica 17 luglio 2022

Il Purgatorio secondo don Giuseppe Tomaselli

Fa bene questo mese delle anime del Purgatorio. Loro sanno cosa è l’Aldilà, le brevità del tempo quaggiù, la gravità del più piccolo peccato e chiedono per noi l’unica cosa da non perdere: il Cielo! Sono così potenti sul Cuore di Dio che spesso Dio da più Grazie mediante la loro intercessione e più velocemente che non mediante l’intercessione dei Santi.

In questa vita di miserie morali per giustificare le proprie debolezze, si dice: "Le passioni sono troppo forti e non sempre posso resistere!… Del resto, dopo il peccato ricorro alla Confessione!".

Altri dicono: "Io non commetto gravi peccati! Manco sempre in certe sciocchezzuole, che sono inevitabili!… C’è invece chi pecca più di me e con più gravità!".

Quando muore qualcuno, si vuole esclamare: "Che Santa persona! Quanto bene ha fatto! Certamente è andata in Paradiso!"

Sulle tombe le iscrizioni più bugiarde e lusinghiere presentano i trapassati quali modelli di preclare virtù.

Si è soltanto quello che si è davanti a Dio! L’uomo giudica umanamente e spesso cade in errore. I giudizi di Dio invece sono esattissimi ed è necessario meditarne il rigore, per vivere più Santamente che sia possibile e per venire in aiuto a coloro che, partiti da questa valle di pianto, scontano nel Purgatorio le miserie commesse sulla terra.


Don Giuseppe Tomaselli


sabato 16 luglio 2022

La collera e l'ira... sfigurano anche il volto più bello

Gesù alla sua anima prediletta Catalina Rivas:

“Calmati, Mia piccola, parleremo oggi di un argomento su cui dovrai riflettere nelle prossime ore.
Desidero che tu sappia, piccola, che la collera è simile al fuoco, poiché così come il fuoco è impetuoso e violento, quando prende forza e impedisce che lo si veda a causa del fumo che sprigiona, così la collera fa esplodere l'uomo in mille eccessi e non lo lascia vedere quello che fa.

Non devi metterti così di malumore, perché l'ira è talmente pregiudizievole per l'uomo che riesce a sfigurare anche il viso più bello e più grazioso, fino a renderlo simile a un mostro furioso che semina spavento intorno a sé. Se riesce a fare questo esteriormente, puoi tu immaginare fino a che punto il suo interno si sfigura ai Miei occhi? Parliamo di questo.

L'ira espone molto spesso l'uomo alla vendetta, alla bestemmia, alle ingiurie e alle recriminazioni, agli scandali e ad altre cose peggiori, poiché ottenebra la ragione e fa in modo che l'essere umano si comporti come un essere irrazionale o come un folle. Leggi Giobbe 7,7. La collera fa perdere all'uomo ogni prudenza e molto spesso anche la ragione e il sonno.

Mentre sei irritata, l'azione del tuo prossimo ti pare un'ingiuria grave e imperdonabile, ma una volta che la tua collera è passata, ti accorgi che la cosa non era poi così grave come ti era sembrata.

Quando la collera ti assale, prega, e chiedi che Io ti liberi dalle passioni violente. Quanti uomini, per non aver saputo porre un freno alla loro collera, pronunciano orribili bestemmie contro di Me o contro i Miei Santi! I collerici trascorrono una vita infelice, poiché si trovano sempre in situazioni di violenza e di completa agitazione, simili a una tempesta”.


26 ottobre 1996

Fonte: Libro "La Porta del Cielo"


mercoledì 13 luglio 2022

Padre Petar Ljubicic festeggia 50 anni di Sacerdozio

Padre Petar Ljubičić è nato in Erzegovina, nel villaggio di Prisoj, il 22 ottobre 1946, e sei giorni dopo, il 28 ottobre, è stato battezzato nella vicina Pothum. I genitori hanno ricevuto il Santo Sacramento del matrimonio nel 1941 e in quell’anno in famiglia è arrivato il primo figlio. Poiché la madre di Padre Petar non poteva rimanere incinta per molto tempo, ha fatto dei voti, pregando Dio di darle dei figli e promettendogli di dedicarli a Lui. Il Signore ha ricchissimamente ricompensato le sue preghiere e la sua pazienza, e le ha dato dieci figli!
Da notare che fin da piccolo ha voluto fare il prete e il francescano, senza mai aver pensato di diventare qualcos'altro. Ha frequentato la scuola superiore a Zadar, Split e Dubrovnik; ha studiato a Sarajevo e in Germania, ed è stato ordinato sacerdote a Königstein nel 1972.

Padre Petar ha anche una missione speciale. La Madonna, attraverso la veggente Mirjana Dragičević Soldo, gli ha affidato il compito – quando sarà arrivato il momento – di rivelare pubblicamente al mondo i Segreti che la Madonna ha lasciato a Mirjana.

Da poco è stato nominato vicario parrocchiale nella parrocchia di S. Antonio da Padova in Humac, mentre prima era stato vicario della parrocchia di Vitina.

Padre Petar sarà festeggiato insieme ad altri tre confratelli: Padre Slavko Soldo, Padre Filip Sučić e Padre Ante Penava, il prossimo giovedì 14 luglio a Medjugorje.

Mentre ci felicitiamo con lui per questo Giubileo d’oro sacerdotale, preghiamo il Signore perché lo sostenga nel suo ministero sacerdotale e nel compito che ha nel tempo dei Segreti.


Franco Sofia


martedì 12 luglio 2022

"Entra nei grandi interessi del Cielo"

Dialogo tra Gesù e la Sua anima prediletta Gabrielle Bossis

"Tutto ciò che è Mio è tuo. Lascia che tutto ciò che è tuo sia per Me.
Dillo a Me, dimmelo spesso".

Il laccio di spine

"La faccia interna della corona è penetrata nella Mia testa... appoggiati sull'altra faccia. Consolami... e consolami sul tuo prossimo... abbi preoccupazione per il peccatore! Prenditene cura. Per Me. Guarda il Mio Cuore: non ci sono che battiti d'Amore, battiti dolorosi di desiderio del vostro Amore... aiutami ..."

"Come fare, Signore?"

"Offri tutta te stessa, attraverso Me, per la loro Salvezza. Perdi i piccoli interessi per la terra. Entra nei grandi interessi del Cielo di Dio.
Se tu potessi capire quello che è il Cielo, quello che è la perdita del Cielo, nient'altro conterebbe... se non la Salvezza delle anime".


Venerdì 24 giugno 1938. Festa del Sacro Cuore

Fonte: LUI e io - Diario di Gabrielle Bossis


venerdì 8 luglio 2022

Pareva che mi "forasse" l'anima

«Accadde cinque anni fa, durante una gita a San Giovanni Rotondo», mi ha raccontato la signora Maria Cristina Orofino, di Catania.
«Avevo visitato il grande Santuario e la cripta dorata dove riposa il corpo di Padre Pio. Vidi molta devozione, tanta gente in preghiera, ma personalmente provai ben poche emozioni. Ma quando fui sul sagrato che guarda l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza mi sentii come se fossi stata un pezzo di ferro attirato da una calamita. Irresistibilmente attratta verso la porticina che conduce alla chiesetta antica, quella piccola, quella che aveva trovato Padre Pio quando era arrivato a San Giovanni Rotondo, nel 1916, e che aveva usato fino al 1959, quando era stata inaugurata quella più grande. Entrai. Vi era un silenzio assoluto. C'erano dei banchi, mi sedetti nell'ultima fila. Provavo una forte emozione, mi sentivo come sospesa, in attesa. Guardavo verso l'Altare e improvvisamente vidi un frate seduto là davanti. Un istante prima non c'era. Era di spalle e quando si mise di profilo lo riconobbi. Era Padre Pio. La barba bianca, gli occhi profondi. Si voltò completamente verso di me, mi guardò, pareva mi "forasse" l'anima. Mi sorrideva.
Sentii allora una voce che non era sonora ma dentro di me, la potevo avvertire solamente io. Mi diceva: “Avvicinati, non stare lì in fondo. Vieni davanti…”. Subito mi alzai e presi posto proprio davanti all'Altare. Provavo una pace e una serenità infinite. Poi, Padre Pio scomparve. Da quel momento non ho più smesso di sentirlo vicino».

martedì 5 luglio 2022

Un orribile cinghiale

«Oggi ho visto un cinghiale molto grande e spaventoso che usciva sporgendosi da un luogo profondo e puzzolente. Io tremavo ed ero impaurita. Era l’anima di una dama di Parigi. Mi disse che non potevo pregare per lei, poiché non vi era possibilità di aiutarla, in quanto doveva rimanere in Purgatorio fino alla fine del mondo, ma tuttavia che dovevo pregare per sua figlia affinché si convertisse e non commettesse peccati come aveva fatto lei».

Beata Anna Caterina Emmerick, 13 luglio 1821

domenica 3 luglio 2022

Il bicchiere di latte

Un giorno un ragazzo povero, che per pagare i suoi studi vendeva beni di porta in porta, si accorse che gli era rimasta solamente una monetina da dieci centesimi, e aveva fame. Così decise di chiedere da mangiare alla prossima casa che avrebbe visitato. Ma si smontò subito quando vide che ad aprire la porta era una giovane donna.
Invece di un pasto, gli riuscì solo di chiedere un bicchier d’acqua. Lei però lo vide così affamato e assetato che pensò di portargli un bel bicchierone di latte. Il ragazzo lo bevve lentamente e poi gli chiese: “Quanto le devo?
Non mi deve niente – rispose lei – Mamma ci ha insegnato a non accettare mai compensi per una gentilezza”.
Lui le disse: “Allora la ringrazio di cuore”.
Quando Howard Kelly lasciò quella casa, non si sentiva più forte solo fisicamente, ma anche la sua Fede in Dio e nell’uomo si erano rafforzate. Poco prima era stato quasi sul punto di mollare tutto.

Anni dopo quella giovane donna si ammalò gravemente. I dottori locali non sapevano come cavarsela e alla fine la mandarono in una grande città, perché degli specialisti studiassero la sua malattia rara.
Anche il Dott. Howard Kelly fu chiamato per un consulto, e quando sentì il nome della città da cui proveniva, una luce strana riempì i suoi occhi. Immediatamente si levò e corse giù verso la camera d’ospedale della donna. Avvolto nel suo camice da dottore andò a visitarla e subito la riconobbe. Uscì da quella stanza determinato a fare tutto il possibile per salvarle la vita. Da quel giorno riservò grandi attenzioni al caso e, solo dopo una lunga lotta, la battaglia fu vinta.

Il Dott. Kelly chiese all’amministrazione di comunicargli il conto, per la sua approvazione. Dopo averlo visionato, scrisse qualcosa in un angolo e lo fece recapitare nella stanza della donna.
Lei temeva di aprirlo, perché sapeva che ci avrebbe messo una vita per pagarlo tutto. Alla fine aprì la busta e qualcosa richiamò la sua attenzione. Su un bordo della fattura ospedaliera c'era scritto: 
Tutto pagato tanti anni fa con... un bicchiere di latte. Grazie da parte del dottor Howar Kelly

FONTE: Web


Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia

Matteo 5,7