lunedì 18 maggio 2026

Siamo stati creati per "qualcosa di più"


Dio fa in modo che l’anima sia ansiosa, delusa e stanca quando si allontana, affinché essa possa ritornare a Lui.
Con l’agitare continuamente le acque dell’anima con il Suo Dito, Egli tiene lontana la falsa pace.
Disgustati ed inquieti, ci slanciamo allora sul Suo Sacro Cuore.
La noia è sete dell’Infinito; la stanchezza sete di Dio, la disillusione desiderio dell’amore estatico di Dio

Tale noia si accresce in proporzione diretta alla perdita di uno scopo nella vita, cioè della Salvezza Eterna della nostra anima immortale.

Se siamo deboli e fragili, la Chiesa ci comanda di non scoraggiarci. Se la vostra carne o sangue sono inclinati al male, la Chiesa vi trasfonde Carne e Sangue Divini nel Sacramento dell’Eucaristia, perché possiate superare le vostre debolezze. Se siete stanchi ricordatevi che non lo potreste mai essere se non foste creati per "qualcosa di più" del finito. Un maiale non è mai stanco e annoiato del suo stalletto, né una rondine del suo nido, ma l’uomo lo può essere della sua casa. E ciò perché sta proprio ritornando a Dio.

Io chiedo a voi che siete stanchi, infelici, tristi, depressi ed ansiosi, di uscirne da quest’inferno sgombrandolo per mezzo della Confessione, e di riempire la vostra anima di quel Pane di Vita e di quel Vino di cui si cibano i Vergini!


Arcivescovo Fulton J. Sheen


lunedì 11 maggio 2026

Le tribolazioni sono un richiamo di Dio


A volte il Signore flagella un’anima anche santa per un’imperfezione; in lei un neo è grave, come è grave la più piccola impurità in un brillante. Un’impazienza abituale, una disobbedienza costante, una mancanza di abbandono nelle mani di Dio, una vanità, un atto di orgoglio, una mancanza di carità può meritare un pesante castigo temporale; noi non ne vediamo la proporzione con la colpa, ma Dio la vede, e perché ci ama, ci richiama con forti voci.
Non si mutano le sorti della nostra vita con i lamenti o con le parole, si mutano con i fatti, emendandosi ed ascoltando la voce di Dio che ci parla per mezzo di quelli che Lo rappresentano sulla terra. Quando emendiamo la nostra vita, il Signore ci richiama al primitivo fervore, anzi lo accresce; Egli circoncide il nostro cuore con grazie speciali e c’infiamma di novello amore verso di Lui. Allora l’anima nostra rifiorisce, ed i castighi temporali si allontanano da noi. Passa quel momento tenebroso della vita che appare una disdetta e ritorna la serenità e la pace. Oh, non si domandano le grazie solo con le parole!

Sac. Dolindo Ruotolo ‒ Servo di Dio