domenica 29 maggio 2022

Il Purgatorio secondo S. Bernardino da Siena

S. Bernardino da Siena, applicando le parole dell’Ecclesiastico «camminai nei flutti del mare», dice: «Le pene del Purgatorio si chiamano flutti del mare perché sono transitorie, a differenza delle pene dell’inferno, che non finiscono più. E si dicono flutti del mare perché sono veramente amare».

Maria SS. si reca spesso a visitare le anime purganti fra quelle amare pene, per recare sollievo: «Visitandole e soccorrendole, Maria SS. dimostra il Suo affetto ad esse, perché figlie carissime».

mercoledì 25 maggio 2022

Il fanciullo di 11 anni che ha visto l'inferno, il Purgatorio e il Paradiso

Poco tempo dopo la canonizzazione di S. Bernardino da Siena, morì a Cascia nel regno di Napoli un fanciullo di undici anni, chiamato Biagio Massei. I suoi genitori gli avevano inspirato la divozione che essi stessi nutrivano per quel nuovo Santo, e questi seppe ricompensarli. Il giorno dopo la morte portandosi a seppellire, Biagio si risvegliò come da un profondo sonno, e disse che Bernardino lo richiamava alla vita per narrare le meraviglie fattegli vedere nell'altro mondo.

Si comprende lo stupore e la curiosità che eccitò un tal fatto. Per un mese intero Biagio non fece che parlare di ciò che aveva veduto, e rispondere alle domande mossegli dai visitatori. Parlava colla semplicità d'un fanciullo, ma nel tempo stesso con un'esattezza di espressione, con una cognizione della vita futura ben superiore alla sua età.

Al momento della sua morte, diceva, S. Bernardino s'era a lui presentato, e l'aveva preso per mano dicendogli: «Non aver paura, ma guarda bene tutto quanto ti mostrerò, per ritenerlo e raccontarlo in seguito».

Nell'inferno Biagio vide orrori inesprimibili, ed i vari supplizi dai quali erano tormentati gli orgogliosi, gli avari, gli impudici e gli altri peccatori. Fra questi, parecchi ne riconobbe che aveva veduto durante la vita, ed anzi due ne vide arrivare appena morti, uno dei quali era dannato per aver posseduto beni malamente acquistati. Il figlio suo, colpito da questa rivelazione come da un fulmine, e d'altra parte conoscendo la verità delle cose, s'affrettò a fare piena restituzione; e non contento di quest'atto di giustizia, per non esporsi a dividere un giorno la triste sorte del padre, ai poveri distribuì il rimanente della sua fortuna ed abbracciò la vita monastica.

Di là condotto al Purgatorio, Biagio vide pure spaventevoli supplizi, diversi secondo i peccati di cui erano il castigo. Vi riconobbe un gran numero di anime, e parecchie di esse lo pregarono d'avvertire i propri parenti e prossimi della loro dolorosa situazione, indicando pure i suffragi e le buone opere di cui abbisognavano. Quando veniva interrogato sullo stato di un defunto, senza esitare rispondeva e dava le più precise particolarità: «Vostro padre, disse ad uno di quelli che lo visitavano, trovasi al Purgatorio fin dal tal giorno: vi incaricò di distribuire in elemosina la tal somma, e non l'avete fatto». «Il vostro fratello, disse ad un altro, vi aveva detto di far celebrar tante Messe, e ne conveniste con lui; ma non avete compito il vostro impegno: rimangono ancora da soddisfare tante Messe».

Biagio parlava pure del Cielo, ove in ultimo era stato condotto, ma ne parlava pressappoco come S. Paolo, il quale, essendo stato rapito al terzo Cielo, con o senza il suo corpo, ciò che non sapeva, aveva udite parole misteriose, non possibili a ridirsi da bocca mortale. Ciò che soprattutto aveva colpito gli sguardi del fanciullo era l'immensa moltitudine di Angeli che circondano il Trono di Dio, e l'incomparabile bellezza della S. Vergine Maria, innalzata al di sopra di tutti i cori degli Angeli.


Fonte: Il Dogma del Purgatorio con Imprimatur

sabato 21 maggio 2022

«Egli è salvo»

Un giorno del 1855 o 1856, faceva visita ad Ars l’abate Guillaumet, che fu per lunghi anni superiore dell’Immacolata Concezione a Saint-Dizier nell’Alta Marna.

Una povera donna in lutto, che durante il viaggio era stata sempre seduta vicino a lui, ascoltando in silenzio i discorsi di meraviglia su Ars ed il suo curato, gli rivolse, per la prima volta, la parola quando giunsero alla stazione di Villefranche:
«Signore, mi permettete di seguirvi fino ad Ars? Vengo là come andrei in un luogo qualsiasi: viaggio perché ho bisogno di distrarmi».
L’abate Guillaumet si accordò subito, ed accettò anche di farle da guida. Giunsero ad Ars quando il curato Vianney, che ancora indossava la cotta, avanzarsi tra la folla e dirigersi verso questa povera donna che in quel momento, per seguire l’esempio dei pellegrini, si era inginocchiata. Il Santo, chinatosi al suo orecchio disse: «Egli è salvo». La sconosciuta ebbe un sussulto, e Vianney ripetè: 
«Egli è salvo».
La risposta a queste parole fu un gesto di incredulità da parte della donna straniera. Allora il Santo sacerdote, scandendo ogni parola, aggiunse: «Vi dico che egli è salvo, si trova in Purgatorio, e si deve pregare per lui. Tra il parapetto del ponte e l’acqua ha avuto il tempo di fare un atto di contrizione. E’ la Santa Vergine che gli ottenne questa Grazia: ricordate le devozioni del mese di maggio nella vostra camera. Qualche volta il vostro sposo, quantunque irreligioso, si è unito alla vostra orazione, e questo gli ha meritato il perdono».

L’abate Guillaumet non comprese nulla di queste parole; e solo il giorno seguente seppe della meravigliosa luce che aveva illuminato il servo di Dio. Quella donna passò tutta la notte in preghiera, e ne uscì con la fisionomia trasformata, simbolo della pace, di cui era ripiena la sua anima.
Prima di partire da Ars, com’era naturale, ringraziò l’abate Guillaumet, a cui disse: «I medici mi consigliarono di viaggiare per distrarmi dall’atroce disperazione che seguì il mio animo alla tragica morte di mio marito, che era incredulo e che io speravo di condurre alla fede. Disgraziatamente egli annegò con un suicidio volontario. Non potevo rassegnarmi al pensiero che fosse dannato e che non lo potessi veder più. Ebbene, voi avete sentito la parola di conforto che mi è stata detta: “Egli è salvo. Quindi lo rivedrò in Cielo. Signore, qui ho trovato la guarigione”».


FONTE: Il curato d'Ars e le anime del Purgatorio
di don Marcello Stanzione 
   



Personalmente trovo questa testimonianza, oltre che molto bella, anche particolarmente "istruttiva", in quanto essa mette in evidenza la grande Misericordia di Dio, la preziosissima intercessione della Vergine SS. e la presenza del Purgatorio, una realtà quest'ultima che viene un po' troppo spesso "trascurata" dalla nostra Chiesa, ma che è invece una assoluta realtà di cui ognuno deve tenere ben in conto.
A tal riguardo conto di postare su questo blog altre storie che parlino del Purgatorio, storie e testimonianze che veramente non mancano nella lunga storia della Fede Cristiana.

Marco

mercoledì 18 maggio 2022

Un sogno che si avvera: nasce a Medjugorje il Pronto Soccorso della Pace

Alle volte i desideri che si hanno nel cuore diventano realtà, soprattutto se alle spalle di un desiderio c'è tanta determinazione, lavoro e, in questo caso, anche tanta Fede.

E' quello che sta accadendo a Medjugorje, cittadina della Bosnia Erzegovina conosciuta in tutto il mondo per le Apparizioni della Regina della Pace che stanno avvenendo dal 1981, quindi da oltre 40 anni.
Paolo Brosio, uno dei più grandi estimatori di Medjugorje, sei anni fa ha avviato un progetto per realizzare un grande Pronto Soccorso in questa cittadina, terra di Fede autentica per tantissimi pellegrini, ribattezzato “Pronto Soccorso della Pace”.
Dopo un iter costituito da un lungo percorso di raccolta fondi, organizzazione e produzione, si è giunti finalmente al termine, e nel giro di qualche settimana prenderanno il via i primi lavori sul posto, partendo con la prima parte del progetto denominata “Mattone del Cuore”.

Tutto questo è stato reso possibile grazie al grande impegno di Paolo Brosio e della sua Associazione Olimpiadi del Cuore Onlus, ma anche grazie al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha dimostrato subito un grande entusiasmo per il progetto di Paolo, cercando di supportarlo in ogni modo.
Non si può tralasciare la collaborazione del Comune di Forte dei Marmi e quello di tante altre istituzioni e poi, naturalmente, alla base di tutto c'è la grande generosità della gente, che con numerosissime donazioni ha permesso a questo grande sogno di divenire presto una concreta realtà.

Questo Pronto Soccorso costituisce un vero e proprio “segno” di Pace in questo particolare periodo storico in cui i “venti di guerra” soffiano più forti che mai, soprattutto a causa dell'orribile conflitto tra Russia e Ucraina.

La soddisfazione di Paolo Brosio per questa bellissima opera ormai prossima ad essere avviata è evidente, un opera rivolta a tutti, senza nessuna distinzione di ceto sociale, credo politico, religione o altro. Un opera che sorgerà, e non a caso, in una zona costituita dagli altopiani dell'Erzegovina caratterizzata dalla presenza di molti piccoli villaggi, frazioni e comuni, a circa 40 Km da Mostair (dove è presente l'unico, vero, ospedale della zona), in cui non esiste alcun sistema sanitario di pronto soccorso d’urgenza, ma solo ambulatori medici.

Anche Papa Francesco è informato di questa bellissima opera, ed esso stesso, nel 2015, ha voluto benedire personalmente il simbolo di questo pronto soccorso che dovrà diventare un messaggio di pace per tutte le etnie e le religioni.

Chiunque volesse sostenere questo progetto, molto impegnativo da un punto di vista economico, col proprio obolo, lo può fare attraverso il sito internet dell'associazione Olimpiadi del Cuore Onlus fondata da Paolo Brosio, alle coordinate indicate.

Pensiamo sempre che l'oceano è formato da tante piccole gocce e, ciascuno di noi, può rappresentare quella goccia di Solidarietà e Amore che può permettere a questo progetto di realizzarsi e andare avanti.
Chiunque non fosse nelle condizioni di poter fare delle donazioni, può comunque contribuire a questa opera facendola conoscere e supportandola con la propria preziosissima preghiera.
Grazie di vero cuore a chi lo farà.


Marco

lunedì 16 maggio 2022

Povero materialmente, ma ricco di Spirito

Racconta Madre Teresa di Calcutta:

«Un giorno, raccogliemmo un uomo dalle fogne, mezzo mangiato dai vermi, e quando lo portammo nella Casa dei moribondi a Kalighat, egli disse solamente: “Ho vissuto come un animale per la strada, ma sto per morire come un angelo, amato e curato” .
Quando finimmo di togliere i vermi dal suo corpo, tutto ciò che disse con un gran sorriso fu: “Sorella, sto tornando alla Casa di Dio”, e spirò.

Fu meraviglioso vedere la grandezza di un uomo che sapeva parlare in quel modo, senza biasimare nessuno, senza fare paragoni con nessuno. È la grandezza delle persone ricche di Spirito nonostante siano povere materialmente».

giovedì 12 maggio 2022

Amare Gesù attraverso l'Amore per i nostri fratelli

In uno dei frequenti "colloqui mistici" che Santa Caterina da Siena aveva con Gesù, il Signore chiese a Caterina:

“Mia diletta, sai perché ti amo?”

Di fronte alla risposta negativa di Caterina, Gesù proseguì: “Te lo dirò. Se non ti amo non sarai nulla, non sarai capace di niente di buono. Vedi quindi che devo amarti”.

“È vero”, rispose Caterina, e disse poi: “Io vorrei amarti così’”.

Mentre parlava, però, si rese conto di aver detto una sciocchezza. Gesù sorrise, e allora lei aggiunse: “Ma questo non è giusto. Tu puoi amarmi con un grande Amore e io posso amarti solo con un piccolo amore”.

In quel momento Gesù intervenne e disse: “Ho reso possibile che mi ami con un grande Amore”.

Lei, sorpresa, gli chiese immediatamente come.

“Ho messo al tuo fianco il prossimo. Tutto ciò che farai a lui lo considererò come fatto a Me”.

Caterina, piena di gioia, corse a curare i malati in ospedale: “Ora posso amare Gesù con un grande Amore”.


mercoledì 11 maggio 2022

O Signore Gesù, rendi fertile la mia anima

Mio Gesù, o mio buon e Divin Gesù...
sento che la mia anima è come un deserto,
un deserto nel quale, di tanto in tanto, è presente qualche piccola oasi.
Io mi muovo in questo deserto,
passo da un oasi all'altra,
e cerco di abbeverami in ciascuna di essa.
Ma abbeverarmi di cosa?
Naturalmente di Te, o Gesù, unica Fonte di acqua limpidissima e pura!
Com'è buona quest'acqua,
com'è dissetante,
com'è pura!
Non vorrei mai smettere di abbeverarmi da quest'acqua cristallina,
ma purtroppo è poca,
e questo perché il terreno del mio cuore è per lo più arido,
e per l'appunto come un deserto,
puntellato, di quando in quando, di qualche piccolo cespuglio.

O Signor Gesù, o mio buon e Divin Gesù...
trasforma il deserto del mio cuore,
in una foresta lussureggiante e verdissima,
ricolma di magnifici alberi,
di splendidi fiori,
di meravigliosi ruscelli,
dal quale possa sgorgare, senza fine,
tanta splendida, dissetante acqua,
limpidissima e pura.
Questa acqua, naturalmente, saresti Tu o Gesù.
Acqua viva che da vita ad ogni cosa,
che rende fertile e fecondo ogni terreno,
che disseta e sazia di ogni Beatitudine chi la beve.

Quanto vorrei essere tutto questo o Gesù!
Quanto vorrei amarti!
Quanto vorrei renderti Gloria!

Vieni, signore Gesù, vieni!
E rendici a Tua Immagine e Somiglianza!
Ne abbiamo tanto, ma proprio tanto, bisogno!


Marco